sabato 3 giugno 2023

IL DR: ORLANDO GRANATI, PRESIDENTE IAT RISPONDE


Onnipotenza e limiti: Ulisse omerico, dantesco, dannunziano, joyciano






Intervista al dott. Orlando Granati, presidente dell'Istituto Analisi Transazionale

 

Nella circostanza della Giornata IAT di Verona, cui abbiamo dedicato due articoli, la redazione ha intervistato il dr. Orlando Granati, presidente dell'IAT (Istituto Analisi Transazionale): medico, psichiatra, Analista Transazionale Didatta e Supervisore in contratto in campo Clinico EATA – ITAA, è anche docente presso l’Istituto Italiano di Studio e Ricerca Psicodiagnostica – Scuola Romana Rorschach.

 


 


Buongiorno Dottor Granati, si sono svolte qui a Verona le famose Giornate dell' IAT dal titolo “Onnipotenza e limite”. Cosa ha motivato l’IAT a scegliere questo tema e perché in questo momento storico? 

 


Le giornate sono il nostro appuntamento annuale e cerchiamo sempre un titolo che abbia attinenza con i temi interessanti per i vari campi di applicazione dell'analisi transazionale. “Onnipotenza e limite” perché ci sembra che, da un lato, il tema della potenza e della difficoltà a gestire il limite sia una delle tematiche della nostra contemporaneità,con tutte le conseguenze sia nel campo della clinica che in campo sociale e ,dall'altro, perché il limite è un concetto che rimanda a vari aspetti, come limite, appunto, dell'onnipotenza, come limite del confine, limite come punto di passaggio. 

 


Onnipotenza e limite sembrano due facce della stessa medaglia e questo rapporto sembra perfino più evidente nella nostra contemporaneità, come si legge nella locandina dell'evento. Come si può fronteggiare la consapevolezza del limite a fronte dell'invito tecnologico all'onnipotenza? Dobbiamo tornare alla consapevolezza di essere umani o dobbiamo muoverci verso il transumanesimo? 

 


Questo è proprio il tema, direi,che dovremmo affrontare. Sicuramente la tecnologia stimola quella onnipotenza che è presente in ognuno di noi e l’onnipotenza diventa un motore importante se viene visto come concetto ideale e quindi non raggiungibile. 

In questo senso, è ciò che permette di trascendere il proprio limite e di spostarlo. Il problema è quando l'onnipotenza viene vista non più come un ideale, ma come qualcosa di raggiungibile e questo è uno dei rischi che la tecnologia pone. Sono fasi storiche che ricorrono, non è la prima volta che la società si trova a essere stimolata nella sua onnipotenza per via dello sviluppo tecnologico. Sicuramente le nuove tecnologie e soprattutto nel campo delle relazioni della virtualità l’hanno cambiata tantissimo e quindi ci sembrava importante fermarci su questo. 

 


Nel presentare questo evento si è fatto riferimento a Prometeo, l'astuto Titano che rubò il fuoco agli dei, come a un simbolo di volontà di potenza dell’uomo. Questo significa che la nostra volontà di potenza deve anche passare dal gesto ribelle? Non c'è volontà di potenza con l'accettazione dell'autorità? 

 


Qui offro il mio punto di vista personale. Credo che il confronto dinamico con l'autorità sia ciò che permette la progressione. Io amo molto differenziare la ribellione dalla disobbedienza, perché la ribellione è un andare contro; la disobbedienza è andare in una direzione nonostante a volte gli ostacoli. Ciò che ha fatto Prometeo non è tanto andare contro gli dèi, ma andare verso l'umano. 

 


Il Congresso ha previsto, nella prima giornata, una passeggiata tra i luoghi danteschi di Verona. Da analista transazionale, cosa può insegnarci ancora Dante? 

 


Credo che Dante possa insegnarci come uomini prima di tutto. Come analisti transazionali, Dante è stato una persona che della relazione tra persone ha fatto una sua cifra stilistica, nella capacità di avere un'attenzione affettiva anche verso chi riteneva avversari: un'attenzione a livello etico senza perdere di vista l'aspetto umano. Dante è una persona che è andata decisamente oltre il limite, almeno nella sua poetica. Quindi la Divina Commedia ci è sembrata una buona metafora per i nostri lavori. Verona ha ospitato Dante e lo ha ospitato e nella sua fase di realizzazione delle ultime fasi e quindi ci è sembrato che potesse essere un buon tramite tra il luogo e il nostro tema. 

 


 Dante, soprattutto nell'Inferno, si mostra sempre consapevole dei limiti dell'uomo che, se oltrepassati, diventano peccati. Ripenso per esempio al canto XX dell’Inferno, in cui gli indovini vollero prevedere il futuro e quindi, per contrappasso, ebbero il collo girato al contrario per l'eternità. La consapevolezza del proprio limite ha ancora questa connotazione punitiva? 

 


Non necessariamente. Anche qui ricorderei che Dante, non dimentichiamolo, era in un'epoca in cui il richiamo ai valori doveva essere forte, però si pone anche in maniera controcorrente perché, di nuovo, umanizza. Alcuni personaggi dell'Inferno dantesco sono grandiosi e suscitano il rispetto di Dante e forse anche degli insegnamenti molto più vicini all'uomo di quello che possono dare nel Purgatorio o nel Paradiso

E anche questa è una mia interpretazione personale. 

 


Se la tecnologia e quindi l'ideologia capitalista è l'ideologia che alimenta l’onnipotenza; dove, in quale ideologia, possiamo trovare il limite? 

 


Credo che, di nuovo, il punto sia il rapporto dinamico. Io credo che l'ideologia capitalista, dove il profitto o la tecnologia viene idealizzata, sia altrettanto poco realistica quanto lo possa essere il rifiuto della tecnologia. Abbiamo assistito durante la pandemia a ciò che portava il rifiuto a priori: per il linguaggio analitico transazionale un atteggiamento ribelle verso la tecnologia. Credo che la tecnologia non sia negativa. Credo che ciò che sia negativo è credere che ci sia un qualcosa di assoluto: ecco l'onnipotenza.

 


Infine, siamo noi stessi, come individui, a scegliere i nostri limiti e di conseguenza il raggio d'azione della nostra potenza: fin dove dovremmo spingerci e dove dovremmo fermarci, a livello individuale? 

 


Io credo che noi non dovremmo semplicemente fermarci, sapendo che noi andiamo in una direzione non per raggiungere qualcosa. C'è una metafora molto bella di Salgado che parla dell’utopia ideale per vivere come di un orizzonte. Lui dice: l'orizzonte non lo posso mai raggiungere, se io faccio dieci passi, lui si sposta dieci passi. Ne faccio altri dieci e lui si sposta di altri dieci. Dici: e allora a che serve l’orizzonte? A questo, a camminare.

 

 

Claudio Leone





 

venerdì 26 maggio 2023

ALLUVIONE 2023: RIFLETTIAMO IN TERMINI DI MEDICINA D'URGENZA E PREVENTIVA

 






Alluvione in Emilia Romagna:

tante sono state le vittime e più che ingenti sono i danni a causa dell’esondazione di fiumi nel Bolognese, nel Ravennate e nell'Imolese. Ma il rischio salute qual è?


Al di là del noto dissesto idrogeologico, al di là delle alterazioni climatiche, che sono tragicamente davanti ai nostri occhi, in questi giorni tristi si apre uno scenario di speranza e rinnovamento dai contorni incerti, da affrontare con grande onestà intellettuale, con strumenti straordinari e interventi mirati che necessitano di una coesione politica e di  "pensiero lungo". Utopia? Non si attendono solo sforzi economici riparativi ma ora si impone la indifferibilità di un lungimirante piano di risanamento ambientale non solo a livello regionale ma nazionale: al commissariamento regionale dovrebbe affiancarsi uno snello e determinato commissariamento centrale ispirato da task force pluridisciplinare e interministeriale. Ma di questo già si parla troppo a livello mediatico. 
Altri problemi, soprattutto di ordine sanitario, emergono quando il peggio non è ancora passato. 
 “Un’alluvione causa morte per annegamento, infarto, ipotermia, lesioni elettriche e ferite, ma questi sono solo gli effetti diretti e immediatamente visibili dell’emergenza”, spiega in una nota il presidente della Società Italiana Medicina Ambientale (SIMA), Alessandro Miani. “Gli effetti indiretti sono, invece, monitorabili solo nel lungo periodo. Basti pensare che lo straripamento delle acque reflue causate dalle inondazioni aumenta il rischio di infezioni”, spiega Miani, “Cresce, quindi, in modo esponenziale il rischio di malattie gastrointestinali, dermatiti, congiuntiviti. Ma sono possibili anche veri e propri avvelenamenti, ad esempio in caso di rottura di condotti sotterranei, straripamento di scorie tossiche, o rilascio di sostanze chimiche conservate nel terreno”.

Puntuali le raccomandazioni regionali ai cittadini e soccorritori (si veda link). Non è finita. E' appena cominciata una nuova epoca di ricostruzione. Come dopo una guerra perduta contro la Natura, che vince sempre, quando sfidata.  



https://www.auslromagna.it/notizie/comunicati/item/4903-alluvione-nel-ravennate-indicazioni-e-norme-di-comportamento-per-i-cittadini-e-i-volontari-coinvolti

Natura. Così fugge lo scoiattolo dal serpente a sonaglio, finché gli cade in gola da se medesimo. Io sono quella che tu fuggi.
Islandese. La Natura?
Natura. Non altri.

Il Dialogo della Natura e di un Islandese (Operette Morali di Giacomo Leopardi) è particolarmente significativo perché il poeta, affrontando il problema del rapporto fra l'uomo e la natura, manifesta chiaramente la sua disincantata e tragica visione del mondo. La frase più famosa e amara fa molto pensare oggi: 

"Se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei» [la Natura]

Noi non siamo né il centro dell'universo né il centro della natura, della biosfera. E' finito il tempo delle chiacchiere inutili o negazioniste. Il futuro è adesso, come dicono pubblicità che esaltano la tecnologia a discapito delle scienze. (am)

mercoledì 24 maggio 2023

GIORNATA IAT Verona: report del 13-14 Maggio 2023

 




Nei giorni 12-13-14 maggio 2023 si è tenuta a Verona la 22.a edizione delle Giornate IAT, Istituto di Analisi Transazionale.  Un’occasione annuale che da 22 anni invita i soci dell’IAT e degli Istituti affiliati all'IAT (come il SIEB) a fermarsi per un fine settimana di formazione e condivisione.

Ci si è riuniti presso la sala dell’Hotel Giberti con la finalità di approfondire le tematiche che ruotano attorno al ruolo del professionista d'aiuto ad orientamento Analitico Transazionale, partendo dal tema centrale dell’evento: Onnipotenza e limite. Infatti, è tra gli scopi dell’IAT quello di creare occasioni nazionali e internazionali di confronto e scambio tra i professionisti di settore, con l’obiettivo di diffondere l’applicazione integrata dell’Analisi Transazionale nei quattro campi che la caratterizzano: Clinico, Counselling, Organizzativo, Educativo. In tal senso e in un’ottica di crescita continua, il Direttivo in carica dell’IAT ha strutturato l’organizzazione delle due giornate di lavori in un alternarsi di interventi di illustri professionisti e lavori di gruppo. Una modalità di lavoro che ha saputo approfondire ogni aspetto del tema oggetto di discussione, attraverso uno scambio e un confronto che ha arricchito ciascun partecipante. 

Il primo intervento del sabato mattina, tenuto dal dr. Achille Miglionico, psichiatra, psicoterapeuta e PTSTA – P, ha introdotto i lavori approfondendo l’Ambivalenza del limite: stati limite e limiti degli stati e ha sin da subito solleticato la curiosità dei partecipanti i quali, attraverso i suoi spunti, hanno iniziato un viaggio che li ha portati a sviscerare tutte le sfaccettature del sottile confine tra limite e onnipotenza, attraversando i miti dal mesopotamico Gilgamesh ad Odisseo. Ha parlato di marginalità e narcisismo in clinica psicodinamica accostando temi antichi e nuovi dell'umanità. Successivamente, la Dott.ssa Roberta Musso, Psicoterapeuta e TSTA-P, ha approfondito il tema Confini, Copioni e onnipotenza: le rivelazioni del sesso; ha fatto seguito l'intervento di Diana Deaconu, CTA-P, che attraverso il contributo in inglese Where is my mind (Embodied) Mind? Holding the space between aspiration and limitation ha messo in evidenza gli strumenti e le modalità di lavoro utilizzati durante il periodo della pandemia da Covid-19. Nel pomeriggio ci si è addentrati nel tema de La narrazione per riparare trame di vita in territori di cura con la Dott.ssa Beatrice Roncato, Psicologa, Counselor e PTSTA-C, per poi concludere gli approfondimenti della giornata con Luca Fornari, PTSTA-O, il quale ha  analizzato i concetti di Onnipotenza, limite e impegno attraverso il modello di sviluppo intellettuale e etico di W. Perry alla luce dell’AT. Questi contributi hanno lasciato ampi spunti di riflessione che hanno arricchito il proficuo scambio di esperienze emerso nei successivi lavori di gruppo. Un confronto che ha permesso a ciascun partecipante di esperire il lavoro del professionista di aiuto da una prospettiva diversa, ma i cui presupposti metodologici accomunano il lavoro d’aiuto a prescindere dall’ambito in cui si opera. L’intera sessione è stata coordinata dalla psichiatra e psicoterapeuta dott.ssa Loredana Paradiso e dalla dott.ssa Antonella Fornaro, Psicologa, Psicoterapeuta e TSTA-P, le quali hanno brillantemente supportato ogni intervento, con il contributo imprescindibile  di Eva Sylvie Rossi, anch’essa Psicologa, Psicoterapeuta
e TSTA-P/O, la quale ha provveduto anche alle traduzioni in/dall'inglese con la sua consueta sicurezza e precisione.

La giornata di domenica, coordinata dalla dott.ssa Cristina Innocenti, Psicologa, Counsellor, Psicoterapeuta e PTSTA-P/C, è iniziata con il dott. Orlando Granati, Psichiatra e TSTA-P, nonché presidente dell'IAT, il quale ha approfondito Gli interventi terapeutici tra aspettative di onnipotenza e consapevolezza del limite, lasciando spazio all’ultimo lavoro di gruppo, quello più corposo e conclusivo. La discussione finale, poi, ha visto la presentazione di quanto emerso nei due giorni di lavori: trame di un viaggio che ha condotto tra i limiti dell’onnipotenza e l’onnipotenza dei limiti, concetti tanto lontani tra loro quanto legati da un fil rouge di infinita lunghezza. 

Un evento di scambio di professionalità e fratellanza, organizzato con la finalità di creare valore condiviso attraverso il linguaggio comune dell’AT, che ha saputo arricchire menti e cuori nell’ottica berniana dell’okness. Questo è la conferma che incontri di crescita come questi, pianificati per lo sviluppo professionale e socio-culturale, non possono che creare qualcosa di straordinario in grado di far evolvere ogni partecipante, il quale tornerà a casa dotato di nuovi strumenti di lavoro, oltre che di vita.

Luana Scarafile

 








 


 

 

 

 

martedì 23 maggio 2023

Giornate IAT a Verona. 22.a edizione, Report della prima giornata, 12 maggio 2023

 

L'Adige gonfio


Dedicheremo all'Evento culturale altri interventi: una intervista di Claudio Leone al Presidente IAT dr. Onofrio Granati sul senso delle Giornate; un articolo sulle relazioni del 13-14 maggio. (NdR)


Giornate IAT a Verona. Report della prima giornata, 12 maggio 2023

Dal 13 al 14 maggio si sono svolte a Verona, presso la sala dell'H Giberti le Giornate IAT, il tradizionale appuntamento annuale dell'Istituto Analisi Transazionale (IAT) dedicato quest'anno al tema "Onnipotenza e limite". 

Come preannunciato nel testo di presentazione del convegno, il tema si presta a letture contemporanee, dato che le innovazioni informatiche stuzzicano l'onnipotenza dell'uomo contemporaneo e parallelamente lo inchiodano a un frustrante senso del limite. Si pensi solo al recentissimo dibattito intorno alle Intelligenze Artificiali che rischiano di sconvolgere la società dalle fondamenta. 

Onnipotenza e limite possono essere anche sfidati: Prometeo, il Titano ribelle che rubò il fuoco agli dei per donarlo agli umani, è allo stesso tempo simbolo della ribellione all'autorità e della volontà di potenza. Tra i due estremi umani di limite e onnipotenza vi è dunque la via per la piena realizzazione del Sé, ossia divenire principi o principesse, come avrebbe detto Eric Berne, fondatore dell'analisi transazionale, nel suo consueto gergo colloquiale, capace di rendere comprensibile a chiunque il complesso corpus teorico dell'AT.

La città di Verona, sede prescelta per i lavori, ha offerto, infine, un ulteriore contatto con la figura e l'opera di Dante Alighieri, che qui trovò rifugio e poté scrivere buona parte della Commedia, dedicando il Paradiso al signore della città, Cangrande della Scala. 




Il Sommo Poeta, nei versi del suo capolavoro, riesce a compiere un viaggio ultraterreno normalmente precluso agli umani: oltrepassa, dunque, i suoi limiti


I lavori iniziano in effetti già il venerdì 12 nel pomeriggio, dopo un piacevole tour alla scoperta dei luoghi danteschi della città scaligere, nell'incantevole cornice di Chiostro dei Chierici.

Ha introdotto il tema la dottoressa Eva Sylvie Rossi (psicologa, psicoterapeuta, analista transazionale, supervisore e didatta EATA-ITAA), che ha subito suggerito un collegamento biblico tra l' Onnipotenza umana e la vicenda della torre di Babele, il famoso episodio genesiaco in cui si narra dello sforzo degli uomini di costruire una torre così alta da toccare il cielo. Tradizionale simbolo della tracotanza umana, questa immagine archetipica ci conduce alla nostra epoca, spesso definita post-umana. A fronte delle vette tecnologiche già raggiunte e in continua crescita, quanto sarà rilevante la nostra esistenza nel mondo che ci circonda?

Questo è uno degli interrogativi posti dalla dott.sa Rossi, la quale riprende, infine, uno spunto di riflessione emerso durante la passeggiata dantesca. Dante non era  onnipotente, sostiene la psicoterapeuta , ma "resiliente", capace cioè di trarre fuori il meglio dalle condizioni avverse che la vita spesso offre. Anche se subì un duro esilio, il poeta fiorentino seppe produrre in quel periodo il capolavoro della Divina Commedia.

Segue l'intervento del dottor Maurizio Nicolosi, psichiatria, psicologo di orientamento junghiano e membro dell' associazione nazionale di psicologia analitica, con un intervento dal titolo  "Salire alle stelle, gli spazi del sé".

La psicologia analitica nasce da una frattura teorica e personale di Jung con Freud, e si arricchisce negli anni attraverso gli incontri del Lago di Eranos, ricorda il relatore nella sua introduzione.

L'intervento di Nicolosi propone una lettura junghiana del viaggio purgatoriale di Dante come processo di individuazione. Ciò appare evidente fin dalla porta del secondo regno che è un limen. Il latino distingueva due idee di confine: limes e limen. Il primo non può essere attraversato, il secondo è un transito, può essere attraversato a patto che si accettino le conseguenze. La porta del purgatorio è un limen, perché dischiude le porte di un processo di trasformazione.

Dopo aver illuminato alcune tappe interessanti del percorso, il relatore giunge a raccontare i passi finali del Pellegrino sulla vetta del monte, dove giace il Paradiso terrestre. Qui incontrerà Matelda, letta come simbolo dell' accettazione della propria responsabilità.

Beatrice, invece, incontrata negli ultimi canti e che accoglie Dante con un sonoro rimprovero, è simbolo di un femminile che ha compiuto il suo percorso, dato che già è morta.

I lavori proseguono con un interessante dibattito a tre, che ha coinvolto la dott. ssa Rossi, il dott. Nicolosi e la dott.sa Loredana Paradiso, psichiatra e psicoterapeuta. Il dialogo a tre voci nasce a partire dagli spunti che sono scaturiti dalla lettura dell'intervento inviato dal filosofo Roberto Mancini, dal titolo
"Il potere, limite e la libertà",
assente per motivi personali.

Si conclude così la prima delle giornate IAT, con nuovi orizzonti, anche multidisciplinari, e soprattutto una nuova serie di interrogativi. (Claudio Leone)




Il Chiostro dei Chierici a Verona





da sin Loredana Paradiso, Maurizio Nicolosi, Eva Silvye Rossi





lunedì 8 maggio 2023

SEMINARIO DEL 5 MAGGIO ALLA UNIVERSITA' DI FOGGIA




 



In data di Venerdì 5 Maggio 2023 si è tenuto a Foggia, presso il Polo Biologico della Facoltà di Medicina e Chirurgia, il Seminario clinico che ha trattato il tema:  Fondamenti di A.T. e Comunicazione Berniana. Il seminario, rivolto a medici e psicologi in specializzazione presso il Policlinico foggiano,  ha avuto durata di ore cinque con verifica di apprendimento ed è riconosciuto dagli organismi sovranazionali ITAA ed EATA nonché dal corso di specializzazione universitario.

All'incontro formativo  hanno partecipato come relatori il Prof. Dr. Antonello Bellomo, professore ordinario presso il Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale e primario del reparto di psichiatria dell’ Ospedale Riuniti di Foggia, e, quale conduttore, il Dr. Achille Miglionico psichiatra e psicoterapeuta, CTA, Direttore didattico dei Seminari Internazionali Eric Berne (SIEB).


il prof. Antonello Bellomo


La platea dei relatori era composta da specializzandi in Psichiatria dell’Ospedale Riuniti di Foggia che hanno interagito con i relatori trattando le varie tematiche in maniera molto partecipata e propositiva analizzando anche nuove metodologie e tecniche di lavoro e affrontando i fondamenti della comunicazione interumana efficace;  ma i chiarimenti richiesti e emersi sono stati di rilievo anche clinico e psicoterapeutico.

Il seminario è partito dalla figura storica di Eric Berne e di quanto lo psichiatra e psicoanalista canadese sia stato intuitivo e puntuale nella scoperta della transazione quale ponte tra mondo intrapsichico ed interpersonale; è stato sottolineato che egli fu uno dei pionieri - assieme allo psicoanalista W. Bion - nell'utilizzo della terapia di gruppo quale Setting  utilizzato per la prima volta nella “terapia" militari e feriti reduci dal fronte bellico della II Guerra Mondiale. 

Si sono inevitabilmente toccati anche argomenti di interesse attuale come la digitalizzazione pervasiva e temi di interesse etnopsichiatrico e antropologico il che è stato molto apprezzato in un mondo multiculturale dove i professionisti d'aiuto sono chiamati ad operare con impegno sempre maggiore. Lo stesso prof. Bellomo, nei ringraziamenti, ha definito il seminario "di grande spessore scientifico". (Pietro Grippo)




sabato 29 aprile 2023

PER UNA IGIENE DEL SONNO: Consigli e attenzione alla guida notturna

 


da Manuale MSD



PER UNA IGIENE DEL SONNO POSSIBILMENTE:




  • Evitare la sera di preaddormentarsi sul divano dinanzi alla tv.
  • Evitare il sonno pomeridiano sino a che non si sia ripristinato il regolare sonno notturno: appisolarsi nel pomeriggio su poltrona può essere sufficiente.
  • Evitare la caffeina e bevande eccitanti in genere durante le 6-8 ore che precedono il sonno; se ci hanno diagnosticato tendenze bipolari, ridurre al minimo anche il consumo diurno. Ricordare che per chiunque il caffeinismo è una dipendenza patologica. 
  • Evitare il fumo poco prima di andare a letto o durante la notte (meglio interrompere abitudine tabagica che è una dipendenza ad elevato rischio cardiorespiratorio e oncologico). 
  • Evitare abuso di bevande alcoliche. Non prendere l’abitudine di usare l’alcole come tensiolitico per favorire il sonno. 
  • Una cena leggera la sera tardi può aiutare il sonno mentre un pasto pesante può disturbarlo fortemente. 
  • Evitare, se possibile, l’attività fisica intensa nelle ore serali. 
  • Ridurre al minimo i livelli di luminosità e di rumore. 
  • Adeguare temperature troppo fredde o troppo calde a standard abitativi razionali (ideale 18-19 gradi C). 
  • Scegliere un letto comodo e ampio con materassi e cuscini morbidi ed adeguati. 
  • Adottare abitudini regolari per l’ora di addormentamento e quella di risveglio, quando si è in ciclo lavorativo o di studio. 
  • Evitare abuso serale di dispositivi elettronici portatili, PC, TV, videogiochi ecc 
  • Non portare a letto telefoni mobili, allontanandoli dal capo e dal comodino; non farsi illuminare il viso da schermi elettronici (inibiscono la melatonina ed il bioritmo circadiano) 
  • Fare brevi letture di libri cartacei per favorire la sonnolenza: appena cala l’attenzione spegnere la luce e approfittare del colpo di sonno. 
  • Scambiarsi carezze (se si è in coppia) rilassa; evitare discussioni notturne. 






L’Homo sapiens - ricordiamo ai più giovani e a quelli che si ritengono giovani anche se non lo sono - è un mammifero diurno. Quindi vivere di notte altera il bioritmo circadiano ed espone a gravissimi rischi nella guida notturna. I colpi di sonno dopo la mezzanotte e le prime ore del mattino NON avvisano, ci si addormenta per diversi secondi senza averne preavviso, il che causa incidenti mortali ed eventi tragici. Naturalmente la situazione è ancora peggiore se non si è sobri o immuni da sostanze d’abuso.



Le persone attraversano fasi distinte di sonno ogni 90-120 minuti durante la notte: tre fasi di sonno ortodosso (N) e una fase di sonno paradosso (REM) (si veda figura in testa)

La fase N1 (leggera) dura relativamente poco. La maggior parte del tempo viene trascorsa nella fase N2. Il sonno profondo (fase N3) avviene essenzialmente durante la prima metà della notte. Con il passare della notte, si trascorre più tempo nel sonno REM. Avvengono brevi risvegli (chiamati fase W) durante la notte, ma la persona solitamente non ne è consapevole. Bisogna dormire in media 6,5-7,5 h per notte, secondo la tipologia genetica del sonno.


Buon sonno dal Vs medico psichiatra.






lunedì 24 aprile 2023

 



Sono indignato. Non si può tacere dinanzi alla arroganza di certa politica autoreferenziale e pressapochista. Questo non è un intervento politico, sia chiaro. Nessuna vis polemica, ci muove solo la esigenza di chiarire.

Sarebbe ora che alcune date importanti come il 25 aprile e l’1 maggio unissero e non fossero motivo di polemica, divisione".  ha dichiarato uno che non è un qualcuno. "Farò un 25 aprile in famiglia, di memoria, di festa e di lavoro, perché anche domani avrò degli incontri nei territori”. 

Anche io avrei voluto fare come lui, come il noto giocoliere ministro della Repubblica nonché vice-premier, cioè avrei voluto passare la festività  in famiglia dopo aver esposto - come di consueto - la bandiera italiana al balcone. No, invece no, per la prima volta passerò alla piazza al seguito di una cerimonia cittadina a testimoniare la Storia. 

La libertà non va data per scontato, bisogna presidiarla attivamente, prima che calino sull'Italia sonnacchiosa vere e proprie restrizione prealbertine. 

Eh, Signor Ministro, Lei ha un ruolo istituzionale e deve lasciare la poltrona (si tranquillizzi, di casa intendo) per presenziare non in discoteche e aziende di interesse enogastronomico; Lei deve essere lì dove si commemora il sacrificio di chi ha ci ha regalato la Libertà, di cui anche Lei gode e che talora adopera impropriamente. Quindi partecipi alle cerimonie ufficiali, La esorto con la umiltà e la potenza del Cittadino, con l'orgoglio del Civis Europeus sum. E, mi raccomando, porti con sé l'uomo - se questo è un Uomo - che l'orrido caso ha voluto occupasse la seconda massima carica dello Stato e che si dichiara con pseudoinnocenza un "fascista".


Partigiani del Partito d'Azione —  Fonte: Getty-Images


Ora, contro ogni forma di negazionismo e di ipocrisia, bisogna che ognuno si ricordi del 25 Aprile, una Festa storica che parla di Libertà e Resistenza, di uomini e donne accomunate dalla posizione antinazifascista, che hanno patito e sono perite per noi. 


La Seconda Guerra Mondiale non terminò il 25 aprile 1945. In quel giorno simbolico, cominciò la ritirata dei tedeschi e dei soldati della Repubblica di Salò da Milano e Torino, grazie allo sfondamento della Linea Gotica da parte degli Alleati e all’azione della Resistenza. Ecco che, su proposta del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il 22 aprile 1946, il Re Umberto II - la Repubblica sarebbe nata poco dopo, il 2 Giugno 1946 - emanò un decreto: “A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale”. La ricorrenza venne celebrata anche negli anni successivi, ma solo nel 1949 è stata istituzionalizzata come festa nazionale, insieme al 2 giugno, festa della Repubblica.

Festeggiamo tutti la Liberazione e sventoliamo il Tricolore.

(achille. miglionico, cittadino italiano e europeo)

mercoledì 19 aprile 2023

 


PROGRAMMA DEFINITIVO

VENERDI 12 MAGGIO


ore 15.00 Iscrizione presso la sede delle Giornate (Hotel Giberti)

ore 15.30 Trasferimento presso piazza Bra, in prossimità dell’Arena (10 minuti a piedi dall’Hotel)


ore 16.00 Visita guidata Silent Dante: i luoghi danteschi di Verona (inizio a piazza Bra, con termine al Duomo)

ore 18.00 Conferenza introduttiva alle Giornate, presso il Chiostro dei Canonici: Maurizio Nicolosi (analista junghiano): “Salire a le stelle”: gli spazi del Sè.

Roberto Mancini (filosofo): Il potere, i limiti, la libertà.

Introduce Eva Sylvie Rossi

ore 19.00 Discussione

ore 19.30 Conclusione conferenza


ore 20.00 Cena (presso Osteria al Duca, via Arche Scaligere, 2)


SABATO 13

ore 9.15 Introduzione ai lavori: saluti ai partecipanti


ore 9.30 Ambivalenza del limite: stati-limite e limiti degli stati (Achille Miglionico, PTSTA - P)

ore 10.00 Confini, Copioni e onnipotenza: le rivelazioni del sesso
(Roberta Musso, TSTA – P)

ore 10.30 Where Is My (Embodied) Mind? Holding the Space Between Aspiration and Limitation. [Dove si trova lo spazio della mia mente (corporea)? Saper mantenere uno spazio tra aspirazione e limite.] (Diana Deaconu, CTA – P)

coordina Loredana Paradiso

ore11.00 Coffee break
ore 11.30 Lavoro di gruppo
ore 13.00 Pranzo (presso Hotel Giberti)

ore 15.00 La narrazione per riparare trame di vita in territori di cura (Beatrice Roncato, TSTA – C)

ore 15.30 Riflessioni su onnipotenza, limite e impegno attraverso il modello di sviluppo intellettuale e etico di W.Perry alla luce dell’AT
(Luca Fornari, PTSTA – O)

coordina Antonella Fornaro

ore 16.00 Coffee break

ore 16.30 Lavoro di gruppo

ore 18.00 Conclusione lavori

ore 20.30 Cena (sede da definire)*



DOMENICA 14 MAGGIO

ore 9.00 Apprendimenti Cross-generazionali: manomissione dei limiti e Realtà Aumentata (Cesare Fregola, PTSTA – E)

ore 9.30 Gli interventi terapeutici tra aspettative di onnipotenza e
consapevolezza del limite. 
(Orlando Granati, TSTA – P)

coordina Cristina Innocenti

ore 10.00 Lavoro di gruppo

ore 11.00 Coffee break

ore 11.30 Presentazioni dei gruppi di discussione

ore 12.00 Assemblea IAT

ore 13.00 Chiusura dei lavori


* non compresa nella quota di partecipazione

martedì 28 marzo 2023

Onnipotenza e limite: tema intrigante della XXII GIORNATA IAT





IAT
ISTITUTO
ANALISI TRANSAZIONALE


Giornate IAT 2023 22.a edizione
12-13-14 Maggio 2023 Verona

Hotel GIBERTI
Via Giberti 7 Verona


Onnipotenza e limite


La giornata prevede il riconoscimento delle ore richieste ai fini della Certificazione per l’esame EATA. Si consiglia a chi non fosse già Socio IAT di associarsi seguendo istruzioni al:

http://www.istitutoanalisitransazionale.it/wp-content/uploads/2020/05/Domanda-iscrizione-IAT-EATA.pdf



“L’esperienza del limite è sempre un esperienza di frustrazione perchè ci ricorda che il nostro possibile non è infinito, E’ la perdita del delirio di onnipotenza: noi non possiamo tutto, possiamo qualcosa, e lo possiamo nella misura del nostro limite”L.M. Epicoco).

La rivoluzione informatica che ha stravolto la società odierna impone all’uomo postmoderno, e mai come ora, una disturbante consapevolezza del limite da un lato e del desiderio di onnipotenza dall’altro, acquistando nel nostro tempo caratteri di esasperazione dal momento che i confini si spostano sempre in là, come un miraggio, senza che mai venga placata l’ansia di infinito e l’angoscia del limite.

La storia delle civiltà e del progresso dell’uomo è legato alla figura di Prometèo, il Titano che, con gesto ribelle entra, col favore di Atena (intelligenza), nell’Olimpo, per riprendere una scintilla di quel fuoco, origine di ogni forma di progresso, di cui l’uomo era stato privato: l’astuto Prometèo (colui che pensa prima) resta nell’immaginario il simbolo della ribellione alle limitazioni dell’autorità, così come di ogni ideologia tirannica, si direbbe simbolo di volontà di potenza.

Dante, il massimo poeta, accolto in una tappa del suo esilio dalla signoria Scaligera proprio a Verona sede delle nostre giornate di studio, può oltrepassare, nella finzione poetica, il limite degli inferi, invalicabile per un vivente, per l’unica ragione che Virgilio adduce a Caronte:

“Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare”.
Tutta la storia dell’uomo è una continua lotta contro i suoi limiti, la sua fragilità:

la tela della esistenza si sviluppa tra la trama della vulnerabilità e l’ordito del coraggio, correndo la spola della vita tra il desiderio di tutto ed il timore del nulla.

L’uomo esprime la propria umanità nella genialità creativa, negli slanci altruistici, nel coraggio prometeico, ma anche nel livore invidioso del potere altrui e nella superbia della cieca violenza, come pure nella profondità della sofferenza, nella drammaticità della solitudine, nell’ umiliante svelamento delle personali fragilità, tutti volti della umana condizione.

La natura bifronte, cosciente sul piano dell’Io, intuita negli abissi del Sé come potenzialità infinta se pur condizionata da molteplici limiti, è l’essenza della nostra umanità e ci spinge ad andare verso ciò che irriducibilmente sentiamo come nostra piena realizzazione, il nostro destino, Berne avrebbe detto il nostro essere principi e principesse, la realizzazione di ciò che profondamente ci appartiene, il nostro sé vero, integrato con gesto di piena accettazione e riconoscimento.

Il superamento di questa lacerante dualità richiede lungimiranza prometeica: noi, uomini del nostro tempo dobbiamo essere consapevoli del rischio della nostra hubris, superbi della onnipotenza tecnologica dobbiamo fare i conti con la fragilità intrinseca al narcisismo della società contemporanea.

I lavori, come consueto, cominceranno il venerdì pomeriggio alle ore 15.00 con una iniziativa culturale che collegherà il tema delle Giornate a Verona e al suo ospite illustre, Dante Alighieri. Ci accompagneranno in questa iniziativa Roberto Mancini, filosofo, e Maurizio Nicolosi, analista junghiano.

Il giorno intero di sabato, dalle ore 9,00 alle 18,00 e la domenica mattina, dalle ore 9.00 alle 13.00 si alterneranno le presentazioni dei relatori al lavoro nei gruppi, dove i concetti presentati saranno discussi e approfonditi sulla base delle esperienze professionali dei partecipanti.

Saranno presentati interventi di Diana Deaconu (CTA-P); Luca Fornari (PTSTA-O); Cesare Fregola (PTSTA-E); Orlando Granati (TSTA-P); Achille Miglionico (PTSTA-P); Roberta Musso (TSTA-P); Beatrice Roncato (PTSTA-C).

La quota comprende la partecipazione ai lavori, il pernottamento più colazione di venerdì e sabato, la cena di venerdì ed il pranzo di sabato.
Per permettere l’organizzazione degli spazi, vi preghiamo di inviare l’iscrizione entro il 15 di aprile, versando un acconto di € 50 (con saldo entro il 13 maggio) o pagando l’intera quota.

I posti per gli accompagnatori sono limitati, per cui si prega di verificare con la segreteria la disponibilità.
Per i nuovi Soci, è possibile scaricare la scheda di iscrizione con i costi sul sito 

www.istitutoanalisitransazionale.it

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Per qualsiasi ulteriore informazione, vi preghiamo di scrivere alla segreteria organizzativa: segreteria@istitutoanalisitransazionale.it .

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IAT Istituto di Analisi Transazionale

MODULO DI ISCRIZIONE GIORNATE IAT 2023

Nome e cognome __________________________________ residente a _____________________ in via _____________ ___________________e-mail ____________@_________ Tel _____________________

STATUS __________________ Campo d’applicazione ____

(Contrassegnare con una crocetta)

□ Camera singola
□ Camera doppia
□ Desidero dividere la camera con .................................................................................

Arriverò: □ in auto □ in treno □ in aereo
La sistemazione in camera singola sarà effettuata per i soci professionisti secondo la disponibilità e l’ordine d’arrivo delle iscrizioni. Per la doppia è bene indicare il nome delle persone con cui si desidera condividere la camera. Il posto per gli accompagnatori è limitato per cui si prega di chiedere alla segreteria la disponibilità di posti.

Per l’adesione: versamento totale (o con acconto) entro il 15 aprile Saldo: entro il 12.05.2023

Versare la somma di acconto e/o di saldo su

CCB N. 15814.62 MONTEPASCHI DI SIENA intestato a Istituto Analisi Transazionale, CODICE IBAN: IT 46 R 01030 03217 000001581462

Inviare la ricevuta del versamento e questa scheda debitamente compilata via e-mail segreteria@istitutoanalisitransazionale.it

Il seminario è rivolto ai Soci IAT, ’ possibile effettuare un unico bonifico bancario con la iscrizione all’IAT (specificare nella causale: Giornate IAT maggio + quota iscrizione 2023)

Data Firma ________________ ___________________________

Acconsento alla pubblicazione sul sito web dell’IAT di foto o video dell’iniziativa ⎕ Sì ⎕ No


martedì 14 marzo 2023

In tempo di Crisi si cercano soluzioni: L’ansia come spinta per la crescita


 Il 14 marzo di 144 anni fa nasceva, nel 1879, Albert Einstein uno scienziato troppo noto per parlarne. Meno conosciuta è la sua attività extrascientifica. Mentre era negli Stati Uniti applaudito come una pop star, Hitler saliva al potere e Albert da ebreo capì che non poteva più fare ritorno in Germania. Alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale scrisse al Presidente Roosevelt per metterlo in guardia dalla tecnologia nazista che stava per produrre "bombe di un nuovo tipo estremamente potenti" e suggeriva agli Stati Uniti di cominciare a lavorare su ricerche di questo tipo. In effetti gli USA avviarono il progetto Manhattan e Einstein sostenne sempre gli Alleati. Per altro fu molto critico circa il proposito di usare la fissione nucleare come arma. Firmò, con il filosofo britannico Bertrand Russell, il Manifesto Russell-Einstein, nel quale si evidenziava il pericolo delle armi nucleari. Lungimirante e inascoltato. 

Dalla Crisi, sembra dirci Sabina Pistillo, che ci scrive la sua riflessione, si esce lasciando la massa amorfa, ergendosi nella fattività del singolo che promuove il cambiamento. Come un Einstein. Come suggeriva Bandura è la agentività (human agency). Così dal timore e l'incertezza può nascere il nuovo. (am)


 

 

Siamo in tempo di Crisi globale e totale: pandemia non ancora doma, guerre ottocentesche condotte con armi del Duemila, flussi migratori imponenti, catastrofi naturali. Nella ricorrenza della nascita di Albert Einstein viene da accostare allo scienziato  un altro genio (della comicità), il   principe Antonio De Curtis  detto Totò : "In tempo di crisi gli intelligenti cercano soluzioni, gli imbecilli cercano i colpevoli". E infatti gli imbecilli aumentano. Oggigiorno, in tempo di grande Crisi occorrono uomini e donne capaci di osare, sporcarsi le mani.  Siamo passati da una società stabile ad una società liquida caratterizzata da molteplici cambiamenti, anche regressivi. C’è una poliedricità di punti di riferimento, tanta instabilità e mobilità. Pertanto le varie agenzie educative ed i mass media  dovrebbero essere chiamati   a  mettersi  in fase di ascolto e confronto continuo. Agenzie educative capaci di consegnare  al presente il patrimonio culturale e storico  che viene dal passato: di accompagnare i giovani nelle scoperte del senso della vita nel qui-ed- ora e di costruire il futuro che ogni singolo può contribuire a disegnare,  mediante  l’apprendimento permanente detto life-learning by doing. Persone siamo noi,  Persone sono i coach, persone sono gli allievi con un corredo cognitivo unico e irripetibile. Trovare l’obiettivo e strategie nobili per risolvere i problemi legati al decadimento. La Scuola è luogo di incontri e di crescita di persone, ma anche le altre agenzie e istituzioni territoriali, anche i non luoghi sono chiamati alla crescita. Tutti possono diventare dei coach emotivi. Albert Einstein anni fa diceva:  " Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo. La crisi è la miglior cosa che possa accadere a persone e interi Paesi perché è proprio la crisi a portare il progresso". La creatività, la crescita nasce dalla tensione, persino dall'ansia, come il giorno nasce dalla notte oscura. La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario uscire dal comfort zone! È nella crisi che sorge il fenomeno del contagio emotivo, della precarietà e del gioco del gregario. Si è uno dei tanti, uno qualunque che segue la folla e non ci si distingue. Occorre distinguersi dalla massa e marciare silenziosamente, contare uno, due, cento passi verso valori positivi. Pensare in positivo. Allora solo allora: sarà più probabile trovare la strada, passando per la strettoia. (sabina pistillo)