sabato 31 gennaio 2015

"The imitation game" - Tribute to Alan Turing



The imitation game. La   grande forza di questo film è tutta nei dialoghi e nell'abilità interpretativa di Benedict Cumberbatch che si eleva al di là dello sguardo privo di slanci scenici di Morten Tyldum, la cui narrazione è affidata al gioco del flashback che dispone la storia su tre livelli temporali. Cumberbatch è volto, mente e cuore di Alan Turing, lo scienziato inglese precursore dell'informatica che con un'équipe composta da matematici, enigmisti e linguisti è riuscito a decifrare i messaggi criptati di Enigma, la macchina attraverso cui i nazisti durante la seconda guerra mondiale comunicavano le offensive ed ha anticipato la fine della Guerra di due anni. Attraverso l'interrogatorio di Alan Turing, arrestato per atti osceni nei primi anni '50 si srotola la storia e i suoi ricordi ci portano dietro le quinte della seconda guerra mondiale, tra un gruppo scelto dalla Marina militare inglese al fine di decifrare l'indecifrabile codice di Enigma. "Sono le persone che nessuno immagina che possano fare certe cose quelle che fanno cose che nessuno può immaginare...", e Turing con la sua andatura incerta, guidato solo dalla logica dei numeri ed incapace di decifrare il senso delle parole e dei comportamenti, introverso e scontroso, procede in uno stato febbrile lottando contro il tempo alla progettazione di "Christopher", la macchina che sconfigge Enigma e porta il nome del suo amico d'infanzia verso il quale ha provato un sentimento intenso e la cui scomparsa prematura lo ha segnato in maniera indelebile. Turing è lampo di luce tagliente che lascia il resto del mondo nell'oscurità, ed il mondo gli restituisce il buio con violenza, servendosi della sua luce e lo relega nell'ombra per quel suo modo "strano" di essere bambino, adolescente, adulto. Il gioco imitativo è esattamente la macchina Christopher, che con una logica rigorosa traduce il pensiero umano racchiuso in un codice, è il gruppo di cervelloni costretti ad operare sotto copertura sacrificando anche scelte di ordine morale, è Joan (Keira Knightley) che collaborando con Turing alla progettazione di Christopher non corrisponde esattamente ai canoni della donna voluti dalla società inglese, è Turing stesso costretto a nascondere la sua omosessualità  ad un'ottusa Inghilterra che è stata capace di punirlo e condurlo al suicidio, riconoscendo il suo genio solo a distanza di cinquant'anni. È una storia da Oscar quella del martirio di Alan Turing e Benedict Cumberbatch ne è degno interprete, mentre noi ne usciamo affascinati ed amareggiati.
Antonietta D'Ambrosio

martedì 27 gennaio 2015

Hungry hearts - recensione



Un amore malato frutto di fame d'amore, che scava il corpo fino ad unire le deboli ossa con un sottile strato di pelle, unica superficie che rimane in contatto col mondo. Mina (Alba Rohrwacher) è una giovane donna che vive a New York per lavoro, incontra Jude (Adam Driver) nello stretto spazio della toilette di un ristorante ed il suo unico sorriso è l'inizio della loro storia d'amore. Lo spazio che li accoglie  si allarga di poco, nella misura di un monolocale dove un amore già in odore di minaccia per la notizia del trasferimento di Mina, prende forma e si salda attraverso un test di gravidanza. Della loro festa di matrimonio rimangono le note di "Tu si na cosa grande" che Jude dedica a Mina, il suo vago sorriso, pochi passi di una danza che emana amore e dolore, e parole che confermano la solitudine di Mina gridate oltre la musica alla mamma di Jude. E poi un sogno ricorrente, sempre quello, di un colpo di fucile, del cervo abbattuto e del cacciatore che svanisce nella notte. Un sogno che scava mente e corpo, conduce Mina in una bolla che separa lei ed il suo bambino indaco dal resto del mondo, e mentre si lascia guidare da un credo basato su un'alimentazione vegana e biologica, rifiuta ogni consulto medico tanto da compromette la gravidanza ed il parto. La fiducia, l'amore di Jude nei confronti di Mina è tanto forte da consentirle di comprimere la loro vita nello spazio di una casa asettica, senza sole, senza mondo, senza voci, solo pelle di Mina sulla pelle del suo bambino. Forse non si può inventare un amore solo sognato e mai vissuto. L'istinto di protezione di Jude verso suo figlio che non cresce si insinua fino a rompere con violenza la bolla di follia di Mina, sostenuto solo dal conforto di sua madre, una lucida e feroce Roberta Maxwell. Saverio Costanzo mette in scena una storia tratta dal romanzo "Il bambino indaco" di Marco Franzoso scavando nell'animo umano attraverso una macchina da presa che restringe ed allarga gli spazi fluttuando nel dolore e con una lente deformante ritrae ancora una volta una realtà segnata dalla solitudine. La storia di una follia che di straordinario ha solo l'unione armonica di una fotografia bellissima di un dramma che a tratti sconfina nel thriller, l'interpretazione di Alba Rohrwacher il cui profilo ha i tratti autentici del dolore e di Adam Driver , premiati a Venezia con la Coppa Volpi. Ma l'epilogo è orizzonte, è mare e cielo che si sfiorano, è ancora speranza che tra diverse forme di amore possa vincere la più pulita passando oltre ogni dolore. (Antonietta D'Ambrosio)

domenica 25 gennaio 2015

Il Nome del Figlio: la Archibugi vola e ci fa volare



Questo film è un fiasco solo per la critica in quanto nulla è criticabile. Bello e coinvolgente dall'inizio alla fine. E anche fluido, nello svolgersi della trama a tempi teatrali e nel montaggio: persino i flashback si integrano e si amalgamano nel presente sottolineando gli sfumati confini tra lì-ed-allora e qui-e-ora in tutti i co-agonisti della vicenda. E' noto che il film è un remake ma si intitola "Il nome del figlio" individuandosi come opera a se stante che non ha nulla da condividere con altre interpretazioni. Il vero protagonista è proprio il bebè che non si vedrà che alla fine quando le riprese hanno per set una sala parto vera e propria in quanto la Ramazzotti ha acconsentito che si riprendesse il suo vero parto (il marito regista è rimasto titubante alla decisione). L'adattamento della commedia francese 'Cena tra amici' - ruota proprio intorno all'attesa del bebè di Simona (Micaela Ramazzotti) e Paolo (Alessandro Gassman). La coppia decide di far indovinare il nome del bimbo agli amici Betta (Valeria Golino), Claudio (Rocco Papaleo) e Sandro (Luigi Lo Cascio), tra fraintendimenti e colpi di scena che sfiorano soltanto la tragicità degli interni di Polanski (Carnage del 2011: altro film ove tutto avviene in una stanza): qui pathos e sorriso si intrecciano senza sbavature e la commedia italiana decolla raggiungendo  nuovi e superbi vertici. Gli attori - tra i migliori in Italia - recitano tutti a loro agio e danno il massimo (Alessandro Gassman oramai nuota a fianco del padre). Lo Cascio interpreta solidamente il ruolo di un docente universitario che filosofeggia a sinistra e declama con presunzione - tra twitteromania e citazioni; Gassman è lo "scapocchione" del gruppo, il puer aeternus che non vuole vedere le evidenze, scotomizza responsabilità e rivaleggia di continuo per essere il centro delle attenzioni. Papaleo funge per un poco da mediatore sino a quando non occuperà tutta la scena con le sue rivelazioni. La crescita affettiva della Ramazzotti la renderà da oca presunta a vera madre e vera scrittrice. La compiacenza storica della Golino svanirà nella consapevolezza e nel cambiamento repentino (notevole e lapidario il monologo finale). Quando tutti crescono e tradiscono le bugie infantogiovanili, solo allora nascerà un bebè, il Bebè che tutti accomuna, in attesa di un nome che lo rappresenti al mondo. (a.m.)





domenica 18 gennaio 2015

GIORNATA GIURIDICA SIEB 2015 : TRANI

La Giustizia di Giotto: Diritto e Giustizia sono ancora sulla stessa medaglia?


Notevole successo della iniziativa culturale promossa dal SIEB. Il giorno 17 Gennaio 2015 si è svolta la programmata GIORNATA GIURIDICA SIEB che si è tenuta a Trani, nella sala della associazione culturale "Galleria" (Palazzo Galleria). Notevole la affluenza dell'attento e colto pubblico. La Giornata è stata dedicata a vari argomenti: l'avv. Giovanni Franzese ha conversato su attualità del Diritto di Famiglia e della difficoltà di coniugare diritto e giustizia. Ha chiuso le attività del mattino il dr. Achille Miglionico che ha parlato di Vittimologia, quel versante della psichiatria forense e della psicologia giuridica che intende focalizzarsi più che sugli artefici dei crimini sulle Vittime di crimini: ruolo, potenzialità, interazioni e meccanismi di difesa messi in atto quale fronteggiamento (coping) in casi di eventi altamente drammatici e spesso tragici; interventi sulle vittime. Interessante la integrazione con la teoria dei Giochi ed il Triangolo Drammatico di Karpman al fine di descrivere e spiegare lo scambio dei ruoli di vittima e persecutore. L'intervento ha toccato naturalmente il fenomeno dei Massacratori (Mass Murderers) puntando la investigazione sulla realtà criminologica di Ideologized Mass Murderer, variante tragicamente attuale. La dr.ssa Anna Marina Vicinanza (Psicologia giuridica) ha chiuso i lavori illustrando confini e identità della disciplina e descrivendo tre casi peritali reali che hanno destato interesse, favorendo un proficuo scambio di opinioni. (t.a.)











____________________________________________________________________________

*IDEOLOGIZED MASS MURDERER (da Achille Miglionico)

Colui/coloro che attua/attuano strage-massacro per motivi ideologici (ideologismi religioso-culturali a scarsa/assente tolleranza vs il Diverso-da-sé).  
L’ atto criminoso è storicamente non recente ma riattualizzato in forma diffusiva e/o contagiosa.  L’ individuo (o il  gruppo di individui accomunati da comune ideologia e comunque ideologizzati in ambienti coercitivi e/o emulativi ) non è affetto da psicopatologia di rilievo clinico (Asse I sec. Il DSM IV-TR), non è affetto in particolare da delirio di tipo mistico; è possibile disfunzione di Asse II sec. DSM IV TR). 
L’omicida elimina  ( intende eliminare, se viene fermato in tempo) tre o più individui:

  • inermi ed inconsapevoli; 
  • vulnerabili;
  • appartenenti ad un gruppo ritenuto “diverso-da-sé” (per cultura/opinione culturale, razza, etnia diverse dalla propria, comunque ritenute “contrapposte” alla propria cultura);
  • in assenza di  rapporto ravvicinato con l’eliminato (persone sconosciute);
  • senza conoscere l’eliminato (a meno che non si tratti di una “eliminazione” specifica promossa dal gruppo culturale di appartenenza); senza che sia possibile prevedere il numero delle vittime;
  • non per motivi di depredazione, furto, fuga da carcerazione o sequestro ecc.;
  • in nome di un sistema ideologico a vocazione estremistica raramente autogenerato, più frequentemente introiettato su base identificatoria in seno al proprio gruppo o subgruppo culturale; quando trattasi di una ideologia religiosa o politico-religiosa di vasta portata,  l’atto criminoso  non è condivisibile né condiviso dalla maggioranza dei con-fedeli.

_________________________________________________________________________________



sabato 10 gennaio 2015

PENSARE CISTERCENSE: 11 SETTEMBRE USA&EU







Sul grande e tragico evento dell' 11 Settembre Europeo - come lo ha chiamato Ernesto Galli Della Loggia - noi crediamo sia meglio riflettere con discrezione mentale prima di agire di impulso. Pensare in punta di piedi per agire a piede fermo e risoluto. Come un cistercense del Duemila. Tra i tanti BLABLA e latrati mediatici, è meglio soffermarsi e magari "ascoltare" - in assenza di pregiudizi - importanti Pensatori europei. Per questo ho letto in questi giorni i brevi e illuminanti interventi di Umberto Eco, Ernesto Galli Della Loggia,Michel Onfray et Al. Per questo mi piacerebbe sentire i pareri pacati e lucidi di Zygmunt Bauman e di Altri studiosi. Inviateci segnalazioni di articoli "costruttivi". 
Invece odo e leggo vecchie e nuove diatribe che non sanno cogliere le differenze tra l'11 Settembre USA e l'11 Settembre EU.  
Ahinoi - ASCOLTARE è sport in disuso in Italia ove si usa prevalentemente sovrapporsi e prevaricare, gridando le proprie opinioni anche in tv. Senza nulla costruire. Ed il saper ascoltare prima di parlare è dovere, un training che consiglieremmo a tanti, più abituati al monologo allo specchio. Bisogna riflettere senza estremismi per non incorrere negli stessi errori di chi pratica ogni forma di -ismi. Bisogna ascoltare Pensatori non di parte, abituati a cogliere in meta-osservazione eventi sociali e storici. Metaosservare è osservare la realtà dalla punta della piramide e non dalla base, come usiamo dire parafrasando Bion.Ascoltare. Riflettere. Poi Agire. Perché bisogna agire e non re-agire. Agire prima di riflettere è AGITO, "acting out". La situazione è seria e pericolosa e va rispettata e compresa con meta-osservazione di ispirazione storicoantropologica. Una volta era ruolo degli Anziani del villaggio essere consultati e consigliare prima di agire. (Quasi) tutti assieme. (a.m.) 


la Speranza

Non è un caso che l'Istituto SIEB rifletta da tempo su temi anche socioantropologici e proponga nei propri incontri non solo formazione ma soprattutto collaborazione e feedback costruttivi. 
Il giorno 17 Gennaio p.v. era ed è in programmazione una GIORNATA GIURIDICA SIEB che occuperà la intera giornata (Trani, Palazzo Galleria dalle 10.00 alle 19.00). La Giornata è dedicata a vari argomenti: ci sarà l'intervento dell'avv. Giovanni Franzese (Diritto di Famiglia) e della dr.ssa Anna Marina Vicinanza (Psicologia giuridica); forse non è un caso che il tema che tratterà nella mattinata il dr. Achille Miglionico sia incentrato sulla Vittimologia, quel versante della psichiatria forense che intende focalizzarsi più sulle Vittime che sui carnefici.La Redazione è a conoscenza del fatto che l'intervento avrebbe toccato naturalmente il fenomeno dei Massacratori (Mass Murderers e degli Ideologized Mass Murderer, variante tragicamente attuale). 
Va annotato che lo psichiatra e analista parlerà a Roma con la dr.ssa Neus Lopez Calatayud di un tema correlato nella Giornata IAT che si terrà il 31 gennaio p.v. Il titolo dell'intervento romano appare oggi premonitore quanto la vignetta di Charlie Hebdo: "La Società Liquida va verso la Empatia zero?". L'argomento partirà dalle posizioni di Zygmunt Bauman sulla modernità liquida per toccare il problema attualissimo della antinomia Sorveglianza/Privatezza ("Sesto Potere" è il libro di Bauman scritto con David Lyon, esperto di sorveglianza ); inoltre si rifletterà sul grado di empatia in preoccupante decrescita e sulle origini della crudeltà (sec. lo studioso anglosassone Simon Baron-Cohen). C'è una continuità in tali ricerche condotte dal SIEB.Partecipate e diffondete. (la Redazione) 

Il VUOTO-PIENO LASCIATO DA STAN LEE

Il 12 novembre - inCULTURA ha partecipato la notizia - è improvvisamente venuto a mancare Stan Lee e il cordoglio si è ...