sabato 18 febbraio 2017

In partenza CORSO SIEB di COUNSELING PSICOLOGICO per laureati in Psicologia e laureati in Medicina




In occasione dei venti anni dalla fondazione (1996-2016) 
il SIEB organizza 

Corso biennale di Counseling Psicologico 
di alto profilo specialistico


La Scuola di Counseling Psicologico a orientamento AnaliticoTransazionale si propone di sviluppare nei propri trainees quelle competenze professionali necessarie a qualunque “professionista di aiuto” quali capacità empatiche, capacità comunicative e di ascolto ed al tempo stesso l’apprendimento di una metodologia come l’Analisi Transazionale; competenze interpersonali che unite ad alcune tecniche che provengono dalla teoria gestaltica e dalla sistemica, possano servire al professionista per mettere in atto un intervento efficace di Counseling in ambito clinico, educativo ed organizzativo.
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Il percorso fornisce strumenti pratici e forma all’utilizzo di strumenti e tecniche che consentano agli allievi di acquisire specifiche competenze necessarie al fine di gestire le varie fasi di un intervento di counseling psicologico: dalla gestione del primo contatto, all’analisi della domanda, dalla valutazione degli obiettivi perseguibili, alla mobilitazione delle risorse del cliente, dalla verifica dei progressi alla riformulazione degli obiettivi e/o programmazione del follow-up.

Particolare attenzione verrà rivolta alle differenti situazioni di set-setting, contesto e domanda in cui il professionista si trova ad operare.

NYC BigApple (foto a.m.)

Il Corso è riservato ai laureati e/o studenti di Psicologia (triennale, magistrale, V.O.) e Medicina&Chirurgia.


Ai corsisti che al momento del conseguimento dell’Attestato della Scuola non dovessero risultare ancora laureati, verrà rilasciato un attestato temporaneo il quale verrà sostituito con quello definitivo al momento del conseguimento della laurea.

Il corso della durata di due anni accademici è strutturato con incontri mensili (ventidue in totale, di otto ore formative ciascuno). In agosto non sono previsti incontri.
Il costo è di 1700 euro più IVA per anno accademico. È possibile rateizzare senza costi aggiuntivi il totale
della somma per gli undici mesi di durata dell’anno di formazione.
Per gli studenti universitari e per i laureati non ancora inseriti nel mondo del lavoro è previsto uno sconto del 20% (1360 più IVA).

Alla fine del secondo anno ai trainees sarà richiesta una verifica teorico- pratica tramite questionari a scelta multipla o esame orale ed una tesina su un caso di counseling realizzato.
Gli incontri sono strutturati in seminari intensivi ed il programma sarà svolto sotto forma di lezioni frontali, seminari con gruppi di discussione, lavori di ricerca in tutoring.
Ai nostri corsisti è richiesto un percorso di analisi personale (individuale o di gruppo). La scelta del professionista è libera ed il nostro istituto è a disposizione per suggerire, in base alla zona di provenienza dello studente, eventuali nominativi. Coloro che hanno già svolto un percorso di analisi personale dovranno portare la certificazione per il riconoscimento delle ore. La direzione didattica riconoscerà le ore svolte sulla base dell’orientamento metodologico.
E’ prevista la compresenza di allievi provenienti da altri percorsi formativi all’interno di moduli che prevedono attività in team multidisciplinari.
Il SIEB si riserva la facoltà di modificare la struttura del percorso formativo e dei corsi che lo compongono
oltre al cambio di eventuali docenti.
Eric Berne

Gregory Bateson

Claude Steiner (recentemente scomparso)


Programma formativo (di riferimento)

  • Il modello degli stati dell’Io, Analisi funzionale e strutturale, Diagnosi e patologia degli stati dell’Io 
  • La comunicazione interpersonale, transazioni e regole della comunicazione. 
  • La teoria delle carezze e la strutturazione del tempo
  • I giochi psicologici
  • Set, setting, tipi di contratto e piano di lavoro
  • Laboratorio sulle emozioni
  • Il canale empatico
  • Teoria generale della comunicazione e teorie dei sistemi: dalla diade alle organizzazioni
  • L’analisi della domanda e strumenti per l’ assessment psicologico
  • Tecnica del colloquio di counseling I
  • Fondamenti di semeiotica e clinica psichiatrica
  • Elementi di farmacoterapia

  • Tecniche di intervento in Analisi Transazionale: le operazioni berniane
  • Tecniche di intervento in Analisi Transazionale post berniane ( il lavoro con le sedie)
  • Tecnica del colloquio di counseling II
  • Teoria generale della riformulazione e la riformulazione secondo Carl Rogers
  • Il minicopione, le spinte e il questionario come tecnica di intervento
  • Natura e origine del copione personale e transpersonale
  • Il modello sistemico – relazionale, il sistema familiare e il ciclo vitale
  • Il counseling di gruppo e di coppia
  • Applicazione del modello GAB nei vari setting ( individuale, coppia, organizzazioni ecc) Il counseling agli adolescenti
  • Analisi del transfert e controtransfert in un setting di counseling 
  • L’analisi del sogno e il suo utilizzo in un setting di counseling 
  • Elementi di metodologia sistemica
  • MMPI-2 MMPI-2
  • DAP e Bender
  • Elementi di gestalt
  • Il disegno nel counseling ( la fantasia guidata)




Corpo docente: 

Dott. Achille Miglionico, psichiatra , psicoterapeuta e Analista Transazionale
Dott. Paolo Miglionico, laureato in Psicologia, pedagogista e counselor a orientamento Analitico Transazionale
Dott.ssa Neus Lopez Calatayud , psicologa, psicoterapeuta, counselor e Analista Transazionale

Dott. Saverio Papagni, neurologo, psicoterapeuta
Dott. ssa Eleonora Russo , psicologa, psicoterapeuta Familiare
Dott.ssa Patrizia Vinella, psicologa, psicoterapeuta, pedagogista, counselor e Analista Transazionale Dott. Gabriele Scialdone , psicologo, psicoterapeuta cognitivo comportamentale
Dott.ssa Carla Settembre, psicologa, psicoterapeuta a orientamento gestaltico, counselor


Contatti:

dott. Paolo Miglionico 

mail: sieb96@libero.it
tel: 3491857754 





ATTENZIONE



Tutti coloro che si iscriveranno al Master di Counseling Psicologico, potranno seguire in contemporanea, il corso di formazione dell' Istituto Rorschach Forense. Si tratta del primo, unico e più completo video corso Rorschach on demand. Il costo di questo corso sarà a carico del SIEB che vuole così festeggiare i suoi 20anni di attività e far conoscere il "Metodo italiano Scuola Romana Rorschach" ai propri corsisti. Questa iniziativa, naturalmente limitata nel tempo, permetterà a tutti i partecipanti di ampliare il proprio bagaglio formativo con un'investimento di tempo e denaro contenuti. Informazioni :


sabato 4 febbraio 2017

GLI EPIMETEI E IL VASO DI PANDORA MEDIATICO







Non c'è cosa che accada oggi che non sia successa anche ieri. Per questo il mondo reale della Storia ed il mondo immaginifico del Mito raccontano ancora così bene l'Uomo.

PROMETEO il PREVIDENTE e EPIMETEO l'IMPULSIVO OGGI. PANDORA SEGUE...

Prometeo incatenato, scultura in marmo di Nicolas-S. Adams, Louvre, Parigi



Durante il 28° Congresso di nazionale della Società Italiana di Criminologia (tenutosi a Bari nel 2014) mi colpì la relazione su “Imputabilità ai tempi di Epimeteo” del prof. Marco Marchetti (Med. Leg. Univ. Molise) che spaziando dalla mitologia perviene ai Sistemi 1 (pensiero intuitivo, veloce) e Sistema 2 (pensiero razionale, lento) di Kahneman, lo psicologo israeliano che vinse il Nobel dellEconomia nel 2002, con un economista«per avere integrato risultati della ricerca psicologica nella scienza economica, specialmente in merito al giudizio umano e alla teoria delle decisioni in condizioni d'incertezza»   . 
Ricordiamo che gli studi sul processo decisionale condotti ormai da molti anni da Daniel Kahneman (Tel Aviv, 1934) hanno mostrato quanto illusoria sia la razionalità e come, in realtà, siamo sempre esposti a condizionamenti - magari da parte del nostro stesso modo di pensare - che possono insidiare la capacità di giudicare e di agire lucidamente. Kahneman ci guida in un'esplorazione della mente umana e propone come la mente sia caratterizzata da due processi di pensiero ben distinti: uno veloce e intuitivo (sistema 1), e uno più lento ma anche più logico e riflessivo (sistema 2). Se il primo presiede all'attività cognitiva automatica e involontaria, il secondo entra in azione quando dobbiamo svolgere compiti che richiedono concentrazione e autocontrollo. Efficiente e produttiva, questa organizzazione del pensiero ci consente di sviluppare raffinate competenze e abilità e di eseguire con relativa facilità operazioni complesse. 
Non sfuggirà agli analisti transazionali che studiano la comunicazione e la mente relazionale come il sistema 1 sia vicino al concetto berniano di A1 (Piccolo Professore) ed il sistema 2 sia sovrapponibile al funzionamento di A2 (Stato dell'Io Adulto). Ma questa organizzazione della mente umana, come ben sappiamo,  può anche essere fonte di errori sistematici (bias), quando l'intuizione si lascia suggestionare dagli stereotipi e la riflessione è troppo pigra per correggerla. Insomma l'intuizione può essere fallace ma generalmente ci permette molte attività veloci di esplorazione, studio, ricerca e ci consente di pilotare mezzi rispondendo in fretta alle mutate esigenze ambientali: un genere di azioni che solo successivamente analizziamo e digitalizziamo con l'Adulto razionale.
Marchetti poi citava  il pensiero evoluzionistico di Telmo Pievani, epistemologo di Padova, dove ricopre la prima cattedra italiana di Filosofia delle Scienze Biologiche (ma presso lo stesso Dipartimento è anche titolare dell’insegnamento di Antropologia). Insomma noi “siamo sia buoni sia cattivi”, diceva al congresso Marchetti: noi siamo metaforicamente come i personaggi e lavoranti di un circo ove convivono – entro certi limiti – nani e domatori, giocolieri e animali ecc. ; siamo tutti accomunati dal Circo. Insomma siamo aggressivi e solidali (due aspetti contraddittori moralmente ma non filogeneticamente) ma si apprende socialmente a non essere aggressivi. Ed Epimeteo meno conosciuto del fratello Prometeo attesta la duplicità umana tra pensiero veloce e pensiero lento: nonostante  i due Titani siano fratelli (e cugini di Zeus), essi sono molto diversi. Prometeo (il cui nome significa "colui che riflette prima") è molto strategico e astuto (sottrae il fuoco agli dei per donarlo all'Uomo: il fuoco della Ragione?) mentre Epimeteo (il cui nome significa "colui che riflette in ritardo") può manifestarsi un "tardone" in quanto impulsivo. Noi necessitiamo secondo la visione di Marchetti di entrambi, con tutti i pro ed i contro allorché attiviamo un sistema per l’altro nel momento sbagliato. Per non scoperchiare incautamente  il Vaso di Pandora, foriero di tante negatività. Per riflettere quando c'è da riflettere. Per agire e programmare.


Noi vediamo che tanti Epimetei oggi abbondano in presenze e commenti nei social network. 

E quella stupenda invenzione tecnologica della Rete rischia di dare voce agli "imbecilli" di cui parlava Umberto Eco, gli Epimetei, impulsivi e aggressivi, rabbiosi e non meditativi:  forse perché la scuola non riesce più ad insegnare a pensare e la mancanza di lettura desertifica la mente in crescita. 



RIFLETTERE PRIMA DI AGIRE. 


Tutta la nostra riflessione è sorta dopo la questione sollevata da una foto incauta di genitori che attuano pseudoprotezioni nei confronti dei figli. Eppoi li espongono. Forse non attivano il Sistema 2.

In Italia, è noto, non si può più fotografare un bambino "vestitissimo" senza incorrere nella rabbia di un genitore o nei rigori della Legge ("tutto il mondo è pedofilo", sembra essere l'assunto di base) e così uno degli spettacoli più belli della Natura ( i bambini) è negato alla fotografia di strada e di viaggio ed è ammessa praticamente solo su commissioni (un "book fotografico" come si dice) e dopo permessi (da retribuire magari). Di questo rischio dell'arte fotografica mettono in guardia tutte le Riviste del settore. Certamente un tempo si era più "scanzonati" e per certi versi "sempliciotti" nel fare e consentire le cose: oggi però per muoversi in qualunque ambito del mondo reale è meglio avere un amico avvocato raggiungibile. Invece su Internet - nuovo paradosso della comunicazione mediatica - sembra che tutto sia lecito, quasi un dovere "dire la propria" o "fare", dall'insulto più atroce alla sdolcinatezza più stucchevole (per lo più estremi anche questi).Ogni comportamento è un atto di comunicazione e viceversa, ci dicono le teorie della Comunicazione (scuola di Palo Alto, analisi transazionale, etologia umana). Se invece di riflettere DOPO aver attuato i comportamenti, ricominciassimo a riflettere PRIMA di attuare un comportamento probabilmente avremmo meno "agiti" destinati a sollevare opinioni radicalestremistiche cui la Rete ci sta abituando. Le poche persone che fanno valutazioni caute e rispettose dell'Altro non prendono medaglie con su scritto magari "in medio stat virtus" ma rischiano di essere tacciate come moraliste, moderate, sorpassate ecc. Personalmente mi ritengo non radicalizzato in nessun ideologismo ed infatti, come tanti altri, non ricevo che poche attenzioni mediatiche. Mi piace occupare il mio spazio esistenziale e relazionale anche nel Web e cerco di riflettere prima di agire: ho la presunzione di fare meno male a me e agli Altri. "C'è posto per tutti al Mondo" ce l'ho scritto sulla medaglia che mi sono dato anni fa in una cerimonia assai intima (c'ero solo io); sul retro della medaglia, assai meno visibile in quanto sono io che devo ricordarlo a me stesso ed alle mie tendenze salvatoriali, c'è scritto "...non necessariamente vicino a me". Chiarito questo in monologo interiore reso ora pubblico, rimango perplesso come cittadino del mondo (non come professionista) dalle tendenze esibizionistiche e narcisistiche che i social network hanno slatentizzato nella nostra società ove tutto è "liquido", anche i nostri confini dell'Io. I genitori hanno il piacere e l'obbligo bioetico di accudire e proteggere i figli. Lei, signora fotografa, è sicura di aver protetto suo figlio? ha forse ricevuto il consenso valido del piccolo ad essere ripreso e pubblicato in un set certamente non esaltante (suo marito invece è senziente e consenziente, spero)? Molti autori del passato, noti ed ignoti, ci hanno tramandato foto di bambini che narrano qualcosa. Lei di che cosa parla? La sua idea di dolcezza se la poteva tenere chiusa nelle mura di casa, rispettando e riflettendo di più. Ma, lo so, lo scatto narcisistico è compulsione oggi ed ha contagiato anche me che non riesco a stare sempre zitto e nell'ombra della seconda fila. E voglio dire la mia in prima fila (achille miglionico)



domenica 22 gennaio 2017

The ARRIVAL il film di SF atteso



The ARRIVAL è il film atteso del regista-sceneggiatore canadese Denis Villeneuve con protagonisti Jeremy Renner e Amy Adams. 

Il film si ispira al racconto breve di Ted Chiang "Storie della tua vita". 

Proprio il racconto che dà il titolo all’antologia “Storie della tua vita” affronta il tema del contatto con una razza aliena e la difficoltà di comunicare con essa. Come farlo quando la comunicazione verbale è impossibile? Tramite la lingua dei segni? La linguista al centro della narrazione riesce a trovare il modo di imparare la lingua scritta degli alieni. Una lingua simile a quella degli ideogrammi, ma assai più complessa e ricca di informazioni: l'ultimo messaggio che la protagonista riuscirà a tradurre la introdurrà nella tematica del tempo circolare e non lineare per cui ciò che accade e accadrà si confonderà con ciò che è già accaduto. Il tema non è nuovo nel genere SF ma bisogna ammettere che, centrato sulla comunicazione, ha sortito una complessità originale. L'invasione della Terra si discosta da ogni pellicola che l'abbia raccontata: si pensi alla "Guerra dei Mondi" (due film) o a "Indipendence Day" o alla saga dei "Visitors". Qui l'alieno eptapode lo si vede in una atmosfera di alte luci e fumoso e le astronavi hanno la forma strana di un asteroide realmente esistente nella fascia che ha colpito la fantasia del regista. Mai nessun film aveva posto come centrale non tanto il tema del contatto (si veda "Incontri ravvicinati di terzo tipo", "Contact" ecc.) bensì quello della comunicazione (che in "Incontri ravvicinati di terzo tipo" era stato risolto con il ricorso alle note musicali). 

La comunicazione è il problema con gli alieni e la comunicazione è il problema tra gli stessi umani, portati storicamente alla discordia e alle separazioni. 


Come non concordare con il messaggio? Il film non scorre sempre fluido, è vero, ma alla fine quasi tutto quadra (am)



mercoledì 18 gennaio 2017

Corso Introduttivo alla Analisi Transazionale "101"






Corso Introduttivo alla Analisi Transazionale "101"

Sabato 28 gennaio 2017 ( ore 10.00-14.00; 15.00-19.00 )
Tali corsi introduttivi alla metodologia sono rivolti a quanti sono interessati ad incrementare le proprie conoscenze sulla comunicazione interpersonale (professionisti di aiuto, operatori della salute, docenti, manager, etc). l'attestato finale ha valore internazionale per gli organismi formatori di tutto il mondo che si riconoscono nell' ITAA (International Transactional Analysis Association, USA) ed EATA (European Association for Transactional Association).
Il "101" è propedeutico alla iscrizione a qualunque training in analisi transazionale. 
Orario: dalle 10,00 alle 14,00 e dalle 15,00 alle 19,00  
Costo: 90€ ( studenti universitari e counselor SiCo 60€ ) 
Sede: da definire
Didatta : dott. Achille Miglionico  

Prenotazioni e informazioni:
tel. 3491857754 – 0883583591
www.paolomiglionico.com
email: sieb96@libero.it

lunedì 16 gennaio 2017

FANTASIA E REALTA’ NELLE FIABE PUGLIESI






FANTASIA E REALTA’ NELLE FIABE PUGLIESI


Un’analisi dell’intero repertorio delle fiabe e favole pugliesi può essere svolta grazie ad una comparazione  con i prodotti delle letterature regionali o con un esame delle narrazioni all’interno dell’area geografica regionale.
Nel repertorio delle novelle orali si avvertono i contatti con il Centro – Nord della Penisola in età aragonese; la Puglia subisce varie influenze culturali per le sue relazioni commerciali marittime con Venezia e con l’Oriente; sulla terra molti sono gli scambi favoriti dalle migrazioni dei pastori che seguivano le vie della transumanza che uniscono la nostra terra con l’Abruzzo; alcuni cantastorie siciliani giravano per le piazze dei comuni pugliesi facendo conoscere i loro racconti (la Sicilia fu il più potente centro di irradiazione); nel napoletano le narrazioni orali vennero maggiormente rielaborate letterariamente, a differenza di ciò che avveniva in Puglia.
Il Pentamerone o Lo Cunto de li Cunti overo lo trattenimento de’ piccerille di Giambattista Basile, pubblicato postumo a Napoli tra il 1634 e il 1636 dalla sorella Adriana, comprende cinquanta racconti divisi in cinque giornate; esso riconduce le novelle ai più elementari e vitali bisogni della “carne”, facendo esplodere gli elementi carnascialeschi in maniera eccentrica. 
Giambattista Basile (1566-1632), letterato e scrittore italiano di epoca barocca

Ad esempio nella Cerva fatata del Pentamerone l’evento del parto viene magicamente esteso agli oggetti: << […] di lì a pochi giorni, figliarono e la trabacca del letto fece un lettuccio; il forziere uno scrignetto; le sedie sedioline; la tavola un tavolino e il càntero un canterello verniciato così bello ch’era una delizia>>.
Tutto questo è sconosciuto nella fiaba popolare pugliese: nel racconto Due figli di pescatore a palazzo reale è presente solo il vaticinio del pesce al pescatore e il suo avverarsi con un tono che riporta alla realtà quotidiana, non all’eccezionale e magico: << “Ora puoi uccidermi. Solo ti raccomando di piantare le mie due piume in un campo e di serbare in due bottigliette il mio sangue. Dopo un anno vedrai che tua moglie partorirà due bambini, la giumenta due puledri e la cagna due cagnolini.” Il pescatore eseguì quanto gli veniva suggerito e allo scadere di un anno si avverò tutto quello che gli era stato predetto >>. Nel Pentamerone l’elemento magico è strabordante; nella narrazione popolare pugliese il magico rientra, invece, nella normalità.
La narrazione popolare ha delle caratteristiche ben precise: l’aderenza al mito ed ai suoi canoni (<< C’era una volta… >> è la formula iniziale che sancisce la possibilità di ripetere un fatto più e più volte) ed il gesto che caratterizza l’oralità del narratore popolare e che rende superflua la descrizione verbale, per cui il linguaggio del racconto orale è secco e laconico.
Circa lo stile della narrazione pugliese, si evidenzia la predominanza del discorso diretto; lo scarso uso di sostantivi astratti e di aggettivi qualificativi, molti dei quali sono polivalenti; l’uso dell’aggettivo ripetuto per formare il superlativo; l’uso prevalente del tempo presente dei verbi.
I personaggi narrati da Basile nel Pentamerone sono re, regine, principi e principesse, coerentemente con la tradizione medievale e rispecchiando la realtà storica sotto gli Aragonesi di scollamento tra popolo e potere regio e baronale: il letterato cortigiano doveva adulare i potenti attraverso le fiabe e le favole. Nelle fiabe pugliesi re, regine, principi e principesse ci sono, ma non come protagonisti: qui sono i contadini, i pastori, i pescatori il fulcro del racconto. 

Nelle storie pugliesi, ma anche in quelle abruzzesi, lucane o calabresi, la figura dello zappatore è al centro dell’ambiente contadino. 


In tutto il Sud Italia è avvenuto un processo di cristianizzazione dei personaggi–eroi positivi o adiutori: santi protettori, madonne salvatrici sono paragonabili ai maghi ed alle streghe della tradizione nordica o ai re ed ai principi della tradizione favolistica letteraria di corte.
Tra i temi narrati, quelli più ricorrenti sono: la fortuna, intesa come fato imperscrutabile, dea bendata che dà o toglie ricchezze; il tesoro nascosto, ritrovato dal contadino nell’atto di zappare la terra, la contesa tra Ricchezza e Morte o tra Miseria e Morte; l’aiuto magico di folletti (soprattutto nelle fiabe salentine, ma anche nel resto della Puglia, forte è la presenza dello Scazzamurello, un piccolo genio ambivalente che elargisce favori ma anche dispetti); l’idea del brigante-galantuomo; l’aiuto fornito dal comparatico o dal vicinato (di solito il compare di battesimo o di cresima, scelto tra persone della stessa classe sociale di appartenenza o tra classi superiori, di solito medici, avvocati, preti; la vicina di casa che accudisce i bambini che le vengono lasciati in custodia); riferimenti a paesi o fatti locali (le burrate di Andria, i briganti di Bovino, il Santuario dell’Incoronata, ecc.) che servono ad accrescere la credibilità del racconto.

Un esempio tra tutti in cui riecheggia il racconto di Adamo ed Eva nel Giardino dell’Eden:
IL PAN D’ORO in Fiabe pugliesi di G.B Bronzini e G. Cassieri (1983)

C’erano una volta un marito e una moglie che vivevano tanto miseramente da rischiare di morire di stenti. Una mattina, spinto dal bisogno, l’uomo disse: << Voglio andare a vedere se riesco a buscarmi una giornata di lavoro in campagna, anche se non mi reggo per la fiacca. >>
Andò infatti in un fondo e trovò da zappare.
Mentre zappava, passò il re e gli chiese: << Buon vecchio, che stai facendo? >>.
<< Eh, signor mio! Sto cercando di guadagnarmi qualcosa per non morire di fame. Ma non ce la faccio più per la debolezza. >>
<< Ora ti darò io un pezzo di pane speciale >> rispose il re << ma non devi darlo a nessuno. Devi mangiarlo solo tu. Con una fetta potrai saziarti per molto tempo e fare a meno di venire a lavorare; attento, ripeto, a non darlo a nessuno. >>
Il vecchio se ne tornò rianimato a casa e la moglie nel vedere quel pane gli domandò: << Chi te l’ha dato? >>
<< Sta’ zitta, moglie mia. Me l’ha regalato un gran signore e m’ha detto che con questo pane saremo sazi chissà per quanto tempo e che non ho più bisogno di lavorare. >>
Allora la moglie suggerì: << Perché non lo portiamo alla comare che ha bottega, così ci dà in cambio un po’ di pasta? >>
<< Forse forse hai ragione >> si grattò la testa il marito che tuttavia si dispiaceva di tradire la promessa fatta al benefattore.
E lo portò alla comare la quale gli diede non solo la pasta e l’olio ma anche ceci, fave, cicerchie e insomma un po’ più del necessario.
Sennonchè, terminate le provviste, il brav’uomo fu costretto di nuovo a rimediarsi la giornata e, ripassando il re da quelle parti, si sentì rivolgere meravigliato:
<< Ancora qui ti trovi? Che ne hai fatto del pane? Ti dissi che non dovevi darlo a nessuno… Basta, ora te ne regalo un altro pezzo e pena la tua vita se lo dai a qualcuno! >>
Quando il vecchio tornò a casa tutto contento, la moglie vide il pane e riprese a tentarlo: << Marito mio, portiamolo alla comare. Vedrai quanto bendidio ci darà. >>
<< Eh, no, cara moglie >> si oppose << ne va di mezzo la mia vita. Quel signore me l’ha detto e ripetuto. >>
<< Diamogliene almeno la metà >> insistette la donna.
<< Be’, la metà si può anche darla >> si lasciò convincere. << Avanti, prendi il coltello e dividiamolo in due. >>
Ed ecco che, così facendo, vennero fuori dal pane tante di quelle monete d’oro che la moglie, per la gioia, cadde al suolo e morì.
Il vecchio allora lasciò passare l’ottavario, prese il pane con tutti i marenghi che c’erano dentro, si trasferì in casa della comare e là visse felice cent’anni.
Il popolo da allora si passò il detto:
Vedovanza, allegra panza, godi e prega in abbondanza.  (Rosa Maria Ciritella) 




BIBLIOGRAFIA di riferimento

  • Giambattista Basile, Lo cunto de li cunti. A cura di Michele Rak, Milano, Garzanti, 1986. L'opera fu tradotta in italiano da Benedetto Croce, il quale la definì "il più antico, il più ricco e il più artistico fra tutti i libri di fiabe popolari". La sesta narrazione della prima giornata: La Gatta Cenerentola è la prima e la più antica versione di Cenerentola, quel racconto popolare tramandato in tante versioni provenienti da diversi continenti, che sarà ripreso  dopo alcuni decenni da Charles Perrault (Cendrillon) e, nel XIX sec., dai Fratelli Grimm (Aschenbrödel): Cinderella del 1950 e le altre produzioni Disney si basano in gran parte sulla versione di Perrault. Dalla novella di Basile è invece tratta l'opera omonima di Roberto Simone  musicista napoletano nato nel 1933.
  • Angela Albanese, Metamorfosi del Cunto di Basile. Traduzioni, riscritture, adattamenti, Ravenna, Longo, 2012.
  • Varie sono le raccolte di fiabe di cui disponiamo: tra queste le maggiori sono Fiabe e canzoni popolari del contado di Maglie in Terra d’Otranto raccolte da P. Pellizzari (1881), la raccolta di G. Gigli (1893), i tre volumi di Fiabe e novelle del popolo pugliese di S. La Sorsa (1927, 1928, 1941), i Racconti greci inediti di Sternatìa di P. Stomeo (1980).
  • Fiabe pugliesi di G.B Bronzini e G. Cassieri (Oscar Mondadori, 1983, si veda copertina in foto).
  • materiali dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (http://www.icbsa.it/index.php?it/161/catalogo-delle-tradizioni-orali-non-cantate).








martedì 10 gennaio 2017

SCOMPARSO ZYGMUNT BAUMAN, PENSATORE TRA DUE SECOLI



L’intellettuale più influente a cavallo di due secoli, fuggì dalla Germania nazista e poi dalla Polonia sovietica, in cerca di un pensiero libertario che gli sfuggiva ovunque. Dagli anni Settanta insegnava e viveva a Leeds, dove si è spento a 91 anni.

Ha scritto più di cinquanta volumi: difficile descrivere  il più importante o celebre: “Modernità liquida”? Tutti i volumi con l’aggettivo “liquido” ci hanno insegnato che tendiamo a vivere secondo un orologio sociale, fuori del quale ci sentiamo esclusi e provi di identità. La metafora della liquidità, da quando Zygmunt Bauman l'ha coniata, ha marcato i nostri anni ed è entrata nel linguaggio comune per descrivere la modernità nella quale viviamo.


Che dire di "Modernità e Olocausto"? “Sesto Potere”? Personalmente ho trovato formativi e condivisibili la maggior parte degli scritti di Bauman.

Zygmunt Bauman (Poznań, 19 novembre 1925 – Leeds, 9 gennaio 2017) è stato un sociologo e filosofo polacco di origini ebraiche che, “migrato” in URSS, da qui fu costretto a “migrare” in UK per ragioni libertarie. Chi più di lui poteva comprendere il fenomeno migratorio? Veniva da una famiglia ebreo-polacca che aveva sofferto la miseria e l’antisemitismo: tale precarietà “liquida” ha sviluppato nel giovane Bauman una posizione politica incline alla giustizia sociale che attraversò il pensiero comunista per poi allontanarsene, quando si avvide che ogni totalitarismo ha le sue inclinazioni persecutorie. Anni fa in un’intervista parlò di quando, da piccolo, fu preso a calci al parco da bambini non ebrei; parlò di come il padre “uomo dall’onestà impeccabile” dovette subire umiliazioni su umiliazioni dai suoi capi per sfamare la sua famiglia”. Nel 1939, a nemmeno 14 anni quando la Germania invase la Polonia, fuggì – per vicinanza ideologica o geografica? – in una  Unione Sovietica tutta stalinista. Bauman ancora adolescente si unì subito ad una unità dell’esercito polacco sotto il comando sovietico, guadagnandosi la croce di guerra al Valor Militare per il suo coraggio. Dopo la guerra divenne perfino maggiore dell’esercito polacco ma nel 1953 fu licenziato dal suo lavoro nell’esercito probabilmente per la origine ebraica (ancora?!?). All’Università di Varsavia studiò sociologia e psicologia e lì ha iniziò ad insegnare fino al 1968 quando l’ennesima purga del regime sovietico antisemita lo colpì in modo diretto. Bauman assieme alla sua famiglia fu espulso dal paese, e nonostante le sue posizioni non fossero di piena adesione allo  stato di Israele  visse e insegnò negli atenei di Tel Aviv e Haifa tra il 1969 e il 1971, prima di stabilirsi con la famiglia in Gran Bretagna, a Leeds, dove dai primi anni Novanta ha pubblicato quasi un libro all’anno e lì è rimasto fino alla sua morte.
Dopo essersi dedicato principalmente al pensiero gramsciano e di Georg Simmel, nel 1989 con Memoria e Olocausto ribalta l’assunto di molti studiosi che videro nella barbarie dell’Olocausto una rottura della modernità, sostenendo invece che lo sterminio di massa degli ebrei era invece proprio l’esito di questa modernità fatta di industrializzazione e razionalizzazione burocratica. “E’ stato il mondo razionale della civiltà moderna che ha reso l’Olocausto pensabile”, scrisse nel suo saggio. Nel 1990 Bauman ha coniato il termine “modernità liquida” per descrivere un modus vivendi : gli individui vengono privati delle loro radici e delle sicurezze materiali, spinti ad adattarsi freneticamente al flusso indistinto del gruppo e del consumismo. Ed è proprio nell’accostarsi ai concetti di globalizzazione e consumismo che Bauman legge l’evoluzione della società, dopo la caduta delle ideologie dominanti della Guerra Fredda. Bauman ha indubbiamente il merito di stimolare un antidoto al pensiero globale.

Di folgorante bellezza e semplicità realistica è il suo pensiero: sorvolando in “meta-osservazione” le vicende storiche e sociali contemporanee, ha mostrato come il sociologo possa essere  il vero antropologo della propria società, senza contaminazioni. Ci soffermeremo un attimo su di un libro di grandissima attualità come SESTO POTERE, scritto in uno con l’esperto francese David Lyon. La sorveglianza è una dimensione chiave del nostro mondo: siamo costantemente controllati, messi alla prova, valutati, giudicati nei più piccoli dettagli della vita quotidiana. E il paradosso è che siamo proprio noi - i sorvegliati - a fornire il più grande volume di informazioni personali, caricando contenuti sui social network, usando la nostra carta di credito, facendo acquisti e ricerche on line. Questo perché il bisogno di salvaguardare la nostra solitudine ha ceduto il posto alla speranza di non essere mai più soli e la gioia di essere notati ha avuto la meglio sulla paura di essere scoperti e incasellati.

Riflettiamo e (ri)leggiamo i testi di Zymunt Bauman: è il minimo che Gli dobbiamo. (achille miglionico).