Visualizzazione post con etichetta Storia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Storia. Mostra tutti i post

venerdì 11 settembre 2026

11 SETTEMBRE 2001: 25 ANNI DOPO. MEMORIA, COMMEMORAZIONI, NUOVE SFIDE DELLA STORIA. CI E' CONCESSO SOLO PESSIMISMO STORICO?

 

E' dai primi passi digitali di INCULTURA che noi ci siamo interessati, in quanto coinvolti più come cittadini del mondo che come professionisti d'aiuto, ad eventi geopolitici di straordinaria rilevanza nello scenario della globalizzazione e della infosfera. Nella tragicità degli eventi bellici correnti, nella ascesa di imperialismi sovranistici e narcisismi personali, nella coincidenza di tanti "criminali di guerra" tuttora contemporaneamente al potere, nello strapotere stesso delle Big Tech che sovrasta nazioni e confederazioni, nello sconquasso ecologico non è facile mantenere lucidamente il focus mentale né è facile spiegare a figli e nipoti che cosa stia accadendo (o che cosa NON stia accadendo?) a livello mondiale e locale. Stiamo maltrattando anche la Speranza, ultima dea in un mondo che adora monoteisticamente solo profitto e potere. 

Carichi di dubbi ma anche di amore per la vita, diveniamo sempre più resistenti e resilienti e non smetteremo mai di parlare liberamente.

achille miglionico



L’ 11 SETTEMBRE 2001. Riflessioni preliminari.

PENSARE CISTERCENSE: 11 SETTEMBRE USA&E

#11Settembre VENTI ANNI DOPO: PER NON DIMENTICARE

mercoledì 24 giugno 2026

LA VILLA DEI PAPIRI DI ERCOLANO DOPO SECOLI SI SVELA VIRTUALMENTE GRAZIE AD ACCELERATORI E IA DEDICATA. CONVEGNO INTERNAZIONALE DEL 25 GIUGNO A NAPOLI.I

 


LA VILLA DEI PAPIRI di Ercolano - Parco Archeologico finalmente dopo secoli comincia a svelare i suoi tesori letterari di inestimabile valore: grazie alla fisica degli acceleratori ed all'ausilio della Intelligenza Artificiale si stano srotolando virtualmente i fragilissimi papiri della biblioteca più antica del mondo con modalità virtuali. Ne parla National Geographic Domani conferenza All'evento è dedicato il Convegno di Napoli del 25 Giugno 2026: conferenza in streaming per seguire in diretta. Chi può partecipare lo faccia. Articolo in inglese su National Geographic

lunedì 6 aprile 2026

UNA STORIA NELLA STORIA: I GIOVANI CADUTI DI SAN RUFFILLO A BOLOGNA. LE FOTO INQUIETANTI #25APRILE #LIBERAZIONE #PARTIGIANI MASSACRATI

 



La strage assurda quanto inutile: la banalità del Male.

Un semplice cippo a forma di parallelepipedo ricorda uno dei tanti eccidi perpetrati dalle forze nazifasciste in Italia pur essendo al termine della II Guerra Mondiale. Camminando per una Bologna meno nota e centrale, si incontra il monumento nel verde della piazza Caduti di San Ruffillo. Nel silenzio del quartiere, reso vitale dal cinguettio primaverile degli uccelli e da qualche cane che gironzola portando a spasso umani, fermarsi è d'obbligo incuriositi da quel pezzo di oblio: poi ci si ritrova con un groppo in gola a scorrere la lista di oltre ottanta nomi che apprenderemo poi sono stati desunti dal riconoscimento tardivo delle salme  da parte dei familiari. All'elenco triste di tanti giovani prelevati dalle carceri con l'inganno della deportazione e uccisi così, con la sola determinazione di cancellare - a guerra già perduta - tante vite, si aggiunge la amara considerazione che in ogni orrore bellico vi sono vittime dell'ultimo minuto quasi a ribadire che la morte non guarda in faccia a nessuno e neanche al calendario. 

Che sfortuna, per chiunque, morire a guerra già al termine.  


Piazza Caduti di San Ruffillo, a Bologna. 



CADUTI DI SAN RUFFILLO

Tra il 10 gennaio e il 16 marzo 1945 gruppi di partigiani catturati nelle settimane precedenti in provincia di Bologna, a Imola, Castelfranco Emilia e Bondeno (FE), vennero prelevati dalle carceri di San Giovanni in Monte, condotti nei pressi della piccola stazione di San Ruffillo e fucilati da militi della GNR e da SS tedesche. I cadaveri furono gettati nei crateri prodotti dai bombardamenti alleati nell'area ferroviaria, usati come fosse comuni. Gli eccidi furono scoperti nel maggio 1945, quando cadaveri cominciarono a riaffiorare dal terreno. Solo 73 delle 96 salme rinvenute furono riconosciute dai familiari. Il monumento in memoria venne realizzato nella citata piazza Caduti di San Ruffillo, non lontano dal luogo dell'eccidio.

Fu una delle maggiori stragi di detenuti politici fra quelle avvenute durante l'intero periodo di occupazione tedesca in Italia, preceduta per entità solo da quella delle Fosse Ardeatine (335 civili), da quella di 67 internati di Fossoli compiuta al poligono di tiro di Cibeno, e da quella di 59 detenuti genovesi al Passo del Turchino. 


La differenza è sostanziale: mentre in quei casi i tedeschi avevano dato pubblico annuncio delle esecuzioni quali rappresaglie in risposta ad azioni ostili contro di loro, la strage a San Ruffillo seguì la perversa logica del sistematico sterminio segreto dei partigiani.


L'esecuzione del 10 febbraio fu infatti solo la prima fra quelle che ebbero luogo alla piccola stazione di periferia - così documenta la preziosa fonte dei registri del carcere bolognese. Altre esecuzioni avvennero il 20 febbraio, poi l'1, il 2, il 16 e il 21 marzo, per un totale di novantaquattro 94 vittime accertate. Risulta dagli archivi che nel corso del mese di aprile (!), in tre date, furono fucilati complessivamente altri trentanove 39 detenuti provenienti da arresti compiuti nella provincia di Bologna e a Bondeno, nel Ferrarese: furono prelevati per essere uccisi nello stesso modo ma in un'altra località, forse Rastignano di Pianoro, e risultano a tutt'oggi dispersi. Anche alla loro memoria, dunque, va intesa qualsiasi iniziativa che ricordi le vittime di Sabbiuno e San Ruffillo. L'eccidio di San Ruffillo venne invece scoperto nei primi giorni del maggio 1945, quando casualmente furono rinvenuti alcuni corpi affioranti dal terreno smosso da altre esplosioni. Abbiamo evitato prima di pubblicare le atroci foto d'epoca ma riteniamo che esse possano contribuire alla formazione di generazioni che talora fanno fatica a distinguere reale e virtuale.


Solo pochi giorni prima, il 21 aprile, Bologna era stata finalmente liberata, e il 25 Aprile l'Italia si liberava e procedeva verso la democrazia.

(Ardito Nunzia Lucia e Achille Miglionico)

Quel che rimaneva della stazione di San Ruffillo nel 1945.

Per le fosse comuni si approfittò dei crateri delle bombe.

Arturo Ansaloni (al centro)  redige il verbale per il ritrovamento dei cadaveri dei partigiani fucilati dai nazifascisti a San Ruffillo. (Ansaloni).





martedì 25 marzo 2025

Discorso tenuto al Senato USA dal Bernie Sanders l’11 febbraio 2025: un monito al significato di #democrazia

 

 


 

 

 

Discorso tenuto al Senato USA dal Sen. Bernie Sanders  l’11 febbraio 2025, sul modo con cui Elon Musk e i suoi colleghi oligarchi stanno conducendo una guerra contro i lavoratori americani (e non solo)



Proponiamo a cura del Redattore
Pietro Grippo, ns esperto di economia e politiuca, il coraggioso discorso del senatore democratico che ha dei toni storici che rimandano malinconicamente al discorso di Matteotti all'alba del fascismo italiano. Oltre 34.000 persone hanno partecipato al tour Fight the Oligarchy della deputata Alexandria Ocasio-Cortez e del senatore Bernie Sanders a Denver, in Colorado, Usa, venerdì 21 marzo, secondo quanto riferito dagli organizzatori. Sanders e Ocasio-Cortez hanno affermato che si è trattato del più grande comizio politico nella città dai tempi della campagna elettorale di Barack Obama nel 2008, e Sanders ha aggiunto che è stato «il raduno più grande» che abbia mai avuto. I due Democratici stanno portando avanti questi incontri per denunciare quella che definiscono un’oligarchia e un autoritarismo sotto l’amministrazione Trump.

Ecco il discorso di Bernie Sanders al senato degli Stati Uniti.


"Non mi capita spesso di ringraziare Elon Musk, ma ha fatto un lavoro eccezionale nel dimostrare un punto che sosteniamo da anni: viviamo in una società oligarchica in cui i miliardari non solo dominano la politica e le informazioni che consumiamo, ma anche il nostro governo e le nostre vite economiche.
E oggi questo è più evidente che mai. Ma dato il clamore e l’attenzione che il signor Musk sta ricevendo nelle ultime settimane mentre smantella illegalmente e incostituzionalmente le agenzie governative, mi sembra il momento giusto per porre una domanda che i media e la maggior parte dei politici evitano: cosa vogliono davvero lui e gli altri multimiliardari? Qual è il loro obiettivo finale?


A mio avviso, ciò per cui Musk e chi gli sta attorno stanno lottando con tanta aggressività non è qualcosa di nuovo, né di complesso. È ciò che le classi dominanti hanno sempre desiderato e creduto fosse loro di diritto: più potere, più controllo, più ricchezza. E non vogliono che le persone comuni e la democrazia intralcino il loro cammino.
Elon Musk e i suoi colleghi oligarchi vedono il governo e le leggi semplicemente come ostacoli ai loro interessi e a ciò che ritengono di meritare.


Nell’America prerivoluzionaria, la classe dominante governava attraverso il “diritto divino dei re”, la convinzione che il re d’Inghilterra fosse un agente di Dio, e quindi non dovesse essere messo in discussione. Oggi, gli oligarchi credono che, in quanto padroni della tecnologia e “individui dall’intelligenza superiore”, abbiano il diritto assoluto di governare. In altre parole, sono i re dei nostri tempi.


E non si tratta solo di potere.
È una questione di ricchezza sconfinata. Oggi, Musk, Bezos e Zuckerberg hanno una ricchezza combinata di 903 miliardi di dollari, più di quanto possieda la metà più povera della società americana — 170 milioni di persone. Dall’elezione di Trump, incredibilmente, la loro ricchezza è esplosa. Elon Musk è diventato 138 miliardi di dollari più ricco, Zuckerberg 49 miliardi più ricco e Bezos 28 miliardi più ricco. Sommando il tutto, i tre uomini più ricchi d’America hanno accumulato 215 miliardi di dollari in più dal giorno delle elezioni.


Nel frattempo, mentre i ricchi diventano sempre più ricchi, il 60% degli americani vive di stipendio in stipendio, 85 milioni non hanno un’assicurazione sanitaria adeguata, il 25% degli anziani cerca di sopravvivere con meno di 15.000 dollari all’anno, 800.000 persone sono senzatetto e gli Stati Uniti hanno uno dei tassi di povertà infantile più alti tra i paesi avanzati.


Pensate che gli oligarchi si preoccupino di queste persone? Credetemi, non lo fanno. La decisione di Musk di smantellare l’USAID significa che migliaia di persone tra le più povere del mondo soffriranno la fame o moriranno per malattie prevenibili.
Non si tratta solo di quello che accade all’estero. Anche negli Stati Uniti attaccheranno presto i programmi per la sanità, la nutrizione, l’edilizia abitativa e l’istruzione che proteggono i più vulnerabili — così che il Congresso possa garantire enormi sgravi fiscali a loro e agli altri miliardari.


Come re moderni, convinti di avere il diritto assoluto di governare, non esiteranno a sacrificare il benessere delle persone comuni per difendere i propri privilegi.
Inoltre, utilizzeranno i giganteschi mezzi di comunicazione che possiedono per distogliere l’attenzione dagli effetti delle loro politiche, mentre ci “intrattengono fino alla morte”. Mentiranno, mentiranno e mentiranno. Continueranno a spendere enormi somme di denaro per comprare politici di entrambi i principali partiti.
Stanno conducendo una guerra contro la classe lavoratrice di questo Paese, e hanno tutta l’intenzione di vincerla.


Non vi prenderò in giro: i problemi che affrontiamo oggi sono gravi e non facili da risolvere. L’economia è truccata, il nostro sistema di finanziamento delle campagne elettorali è corrotto e stiamo lottando per affrontare il cambiamento climatico — tra molte altre sfide.


Ma so una cosa:
La più grande paura della classe dirigente in questo Paese è che gli americani — neri, bianchi, latini, delle città e delle campagne, gay e etero — si uniscano per chiedere un governo che rappresenti tutti noi, non solo una ristretta élite di ricchi.
Il loro incubo è che noi non ci lasciamo dividere in base alla razza, alla religione, all’orientamento sessuale o alla nazionalità d’origine e che, insieme, troviamo il coraggio di sfidarli.


Sarà facile? Ovviamente no.
La classe dominante di questo Paese vi ricorderà costantemente che ha tutto il potere. Controllano il governo, possiedono i media. “Volete affrontarci? Buona fortuna,” diranno. “Non c’è nulla che possiate fare.”
Ma il nostro compito oggi è non dimenticare le grandi lotte e i sacrifici che milioni di persone hanno fatto nel corso della storia per costruire una società più democratica, giusta e umana:
• Rovesciare il Re d’Inghilterra per creare una nuova nazione e l’autogoverno. Impossibile.
• Garantire il suffragio universale. Impossibile.
• Porre fine alla schiavitù e alla segregazione. Impossibile.
• Dare ai lavoratori il diritto di formare sindacati e abolire il lavoro minorile. Impossibile.
• Garantire alle donne il controllo sul proprio corpo. Impossibile.
• Approvare leggi per creare la Previdenza Sociale, Medicare, Medicaid, il salario minimo, standard per l’aria pulita e l’acqua pulita. Impossibile.


In questi tempi difficili, la disperazione non è un’opzione. Dobbiamo combattere con ogni mezzo possibile.
Dobbiamo impegnarci nel processo politico: candidarci, connetterci con i nostri legislatori locali, statali e federali, donare a candidati che difendono la classe lavoratrice di questo Paese. Dobbiamo creare nuovi canali di comunicazione e condivisione delle informazioni. Dobbiamo fare volontariato non solo in politica, ma anche per costruire comunità a livello locale.
Qualsiasi cosa possiamo fare, dobbiamo farla.
Inutile dire che io farò la mia parte — sia all’interno del Congresso che viaggiando per il Paese — per difendere la classe lavoratrice americana. Nei prossimi giorni, settimane e mesi, spero che vi unirete a me in questa lotta.


In solidarietà,
Bernie Sanders"
11 febbraio 2025

 

Tratto da:

https://www.saluteinternazionale.info/2025/03/usa-cosa-vogliono-veramente-gli-oligarchi/

Bernard Sanders è un senatore per lo stato del Vermont dal 2007 ed in precedenza membro della Camera dei Rappresentanti per lo stesso stato dal 1991 al 2007. Sanders è formalmente indipendente, ma è inserito nel caucus del Partito Democratico al Senato. Sanders si configura come il più importante esponente della corrente progressista del Partito Democratico e si qualifica come un socialista democratico.

domenica 2 marzo 2025

L'ALGORITMO DELL'UGUAGLIANZA, #RUBEN RAZZANTE con prefazione di LILIANA SEGRE. AUTOMATISMI ALGORITMICI DELLA #IA E DIFESA DELLA LIBERTA'

 


"La discriminazione algoritmica è  il riflesso di quella umana, cioè di forme di discriminazione esistente a livello sociale, economico, politico" (R. Razzante)

Il volume ha il pregio di portare la riflessione intorno alla Intelligenza Artificiale sulla posizione de "in medio stat virtus". Non possiamo non condividere tale posizione come facciamo da sempre e soprattutto dal Simposio Satellite organizzato dal SIEB sul tema scottante. Spiega l'A. nella sua prefazione:

"Le santificazioni e le demonizzazioni dell'Intelligenza Artificiale (AI) sono pericolosamente fuorvianti. Fanno deragliare il treno della riflessione collettiva sull'esigenza di un rapporto maturo ed equilibrato tra tecnologia e persona e producono alterazioni semantiche e distonie cognitive rispetto all'influsso degli algoritmi sul funzionamento delle società. Il filo sottile che lega le pagine di questa pubblicazione è proprio la loro riconducibilità ai valori dell'uguaglianza, dell'inclusività, dell'accessibilità, della sostenibilità nelle molteplici applicazioni dell'AI." 

L'A. opera nella cura dei testi una sorta di "operazione verità" sull'AI, per rinvigorire la democrazia della Rete, allontanando lo spettro del totalitarismo digitale. Completa il volume una prefazione di Liliana Segre, dal disegno umanistico.

Ruben Razzante è docente di Diritto dell'informazione, Diritto europeo dell'informazione e Regole della comunicazione d'impresa all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove si è laureato in giurisprudenza e in scienze politiche. È docente di Diritto dell'informazione al Master in giornalismo dell'Università Lumsa di Roma. Insegna ai corsi di formazione promossi dall'Ordine dei giornalisti. Nel 2023 è stato nominato consulente della "Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza" del Senato presieduta dalla senatrice a vita Liliana Segre.




Nel mentre scriviamo continuano gli attacchi DDOS contro siti istituzionali e no italiani operati dalla centrale (moltiplicata da nuove adesioni mercenarie) NONAME57, con sede in Bielorussia e tecnobraccio filoputiniano 



il che da quando il Presidente Mattarella ha puntualizzato temi di geopolitica riaffermando il sostegno all'Ucraina, da quando ha chiamato nuovi soggetti onnipotenti come "neofeudatari del Terzo Millennio", avidi di Spazio e Cyberspazio.


La molteplicità degli attacchi dal Cyberspazio si affianca alla anarchia destabilizzante del web attraverso la misinformazione e disinformazione, in nome dello "speech assoluto"




L'unica regola dell'infosfera è non avere regole? Fin dove sono legittime le azioni delle piattaforme digitali che non hanno CONFINI?
Gli attori economici sono divenuti agenti diretti del potere e controllori della INFOSFERA, scavalcando ogni orizzonte di marketing, come dimostrato dalla presenza di tali soggetti plutotecnocrati all'insediamento di Trump e la presenza di Elon Musk - non ai margini - nel Consiglio dei Ministri di Trump stesso. Loro corrono e noi dobbiamo correre ai ripari. (am)



Altre opere di Ruben Razzante:







martedì 4 febbraio 2025

“PAPA’, MA CHE COSA E’ UN FEED BACK?” #automazione #feedback #cibernetica #IA #AI

 

il governor di Watt

“PAPA’, MA CHE COSA E’ UN FEED BACK?”


Una volta conoscevo un ragazzino in Inghilterra che chiese a suo padre:  “ I padri sanno sempre piu’ cose dei figli? “ e il padre rispose: Si’.  Poi il ragazzino chiese:  “Papa’, chi ha inventato la macchina a vapore?  “ e il padre:  “ James Wott “.  E allora il figlio gli ribattè:   “ma perché non l’ ha inventata il padre di James Watt?”.(dai Metaloghi di Gregory Bateson)


Una domanda impensabile per uno scolaro di ieri. Un termine - feed back -che nasconde un concetto rivoluzionario nelle scienze e per la filosofia della scienza. In campo neuropsichiatrico e in medicina viene impiegato per spiegare il funzionamento di una cascata neurormonale, il comportamento di una famiglia  “ psicotica “, un passaggio metabolico, una risposta alla manovra psicoterapeutica.  Il PERCHE’ è forse nella STORIA del feed-back che è nato dalla geniale volontà di emulare artificialmente la perfezione dei sistemi biologici e del cervello in particolare, rivelandosi poi un utile modello di studio per le molteplici espressioni del cervello stesso.

Proveremo a raccontarvi questa storia, aggiornando un omonimo articolo comparso  tra 1984 e 1985 su di una rivista ospedaliera ad opera di un medico psichiatra (Achille Miglionico) e uno psicologo (il compianto Dario De Fidio) che conducevano all'epoca ricerche sulla comunicazione nelle sindromi schizofreniche. Va notato che Miglionico aveva esposto una tesi alla maturità classica piuttosto rivoluzionaria proprio sulla cibernetica, in quanto affascinato dalla lettura di:

  • De Latil Pierre (Il pensiero artificiale, introduzione alla cibernetica, Feltrinelli ed.,1962),
  • Wiener Norbert (La cibernetica : controllo e comunicazione negli animali e nelle macchine, Bompiani, 1953; Introduzione alla cibernetica: l'uso umano degli esseri umani, Boringhieri, 1964)  
  • Somenzi Vittorio (Filosofia degli automi, Origini dell'Intelligenza Artificiale, Boringhieri, 1965) 

Nei titoli stessi  dei vari AA vi  è il razionale dell'articolo e la attualità di quanto esposto che anticipava la rivoluzione digitale.





Nel quadro dei preparativi bellici degli U.S.A. alla seconda guerra mondiale, le forze armate chiesero al prof. Norbert Wiener (1894-1964), matematico statunitense del MIT (Massachusets  Institute of Technology), di studiare con i suoi collaboratori un meccanismo che potesse regolare efficacemente il tiro delle batterie contraeree. Gli aerei durante le incursioni non descrivono traiettorie rettilinee ma le più improvvisate ed imprevedibili:  gli uomini alle batterie convenzionali non riuscivano quindi ad apportare manualmente delle correzioni di per sé già incerte ed imprecise. Ci voleva qualcosa che seguisse l’ obiettivo come l’ occhio umano, mutando la posizione di tiro delle bocche da fuoco. Un sistema di tal fatta rientra nell’ automatismo e fu purtroppo l’ occasione di guerra a rivelare le possibilità della scienza appena nata, la cibernetica, una disciplina che era il risultato di una interazione tra tante altre in primis matematica, ingegneria (elettronica in ascesa), scienze medico-biologiche e scienze antropologiche.  


La parola greca antica kybernetes (κυβερνήτης) indica il pilota di una nave. La radice kyber sta per "timone" e trova un parallelo nel latino guber, che ritroviamo nel gubernator, timoniere. 

Kyber e guber fanno evidente riferimento a una comune progenitrice indoeuropea che significava timone. E si dice governare una (astro)nave.
Come suggerisce Treccani.it: "cibernètica s. f. [dall’ingl. cybernetics, che riprende, con nuovo sign., il gr. κυβερνητική (τέχνη) «arte del pilota»]. – Disciplina, prevalentemente promossa dagli studî del matematico amer. N. Wiener (intorno al 1947), basati sulla riconosciuta analogia funzionale dei meccanismi di comunicazione e di autoregolazione (mediante il feedback) negli esseri viventi e nella macchina. La cibernetica integra nozioni e modelli neurofisiologici e biologicomolecolari con la teoria matematica dell’informazione, la teoria dei sistemi e la ricerca operativa, per progettare sistemi di controllo che comprendono processi di generazione, conservazione, trasmissione e utilizzo dell’informazione; tali sistemi sono incorporati sia nei servomeccanismi sia negli elaboratori elettronici."



Il più antico sistema automatico si fa risalire al regolatore centrifugo (Governor) di velocità, realizzato da Watt per i motori termici a vapore (si veda figura in testa); la forza centrifuga solleva le sfere periferiche allargandone il compasso; il collare, responsabile dell’ afflusso di vapore, può raggiungere un altezza massima sull’ albero di rotazione oltre la quale l’ erogazione di vapore diminuisce, stabilizzando il sistema ad una velocità quasi costante.

Se si considera che la circonferenza di diametro variabile descritta dalle sfere è diretta conseguenza dell’ alimentazione, ne viene che in tale sistema l’ effetto retroagisce sul fattore, preservando la finalità e l’ equilibrio del sistema stesso. E’ questo un feedback, la rivoluzione in seno alla causalità tradizionale e lineare ossia causa-effetto. Il feedback è alla base della scienza dell’ autogoverno, la cibernetica, scienza che avuto cultori disparati e geniali come lo psichiatra Mc Culloch, i matematici Von Neumman, Shannon, Turing; i fisiologi Sherrington ed Adrian (entrambi premi Nobel per la medicina): gente stanca degli angusti limiti della specializzazione, alla ricerca di un linguaggio unitario delle scienze. Quando citiamo Turing parliamo di Alan Turing, sì proprio lui, il genio matematico che con il calcolatore Bomba riuscì a decrittare il codice nazista Enigma (si veda il film The Imitation Game, del 2014), lui considerato uno dei padri dell'informatica. Lui che in un incipit famoso di 
Computing machinery and intelligence, definì quello che è universalmente conosciuto come Test di Turing (1950). Lui così avanti fu condannato per aver ammesso incidentalmente di essere omosessuale.




I regni della natura divenivano (De Latil):
  • il regno minerale, comprendente la materia senza potere di riproduzione, priva di ogni forma sia pure elementare di metabolismo (es: il quarzo);
  • il regno vivente – vegetale ed animale – comprendente la materia organizzata in grado di riproduzione e provvista di metabolismo più o meno complesso; 
  • il regno artificiale, filiazione dell’ uomo nella sua spontanietà creativa (finalistica).
Nell’ ultimo regno De Latil distingueva due gruppi: il primo più antico dell’altro: gli utensili (oggetti passivi) e le macchine ( oggetti e soggetti attivi).
Gli utensili sono prolungamenti materiali atti a potenziare l’ efficacia degli organi umani: fanno qualcosa, hanno cioè solo l’ attitudine all’ azione e dipendono in tutto il resto dall’ uomo; rientrano nella categoria: la leva, il martello, le forbici, il cacciavite, ecc.
La macchina invece è un “ sistema” fabbricato perché compia una certa azione, una volta fornita l’ energia. Qui la cibernetica descriveva una gerarchia di sistemi:



Macchina di I grado, II grado, III grado

Una generica considerazione induce a distinguere le macchine ad entrata semplice, ove l’ energia di comando e di conseguenza (in genere distinte) sono confuse nella energia di alimentazione (es. il mulino); le macchine a doppia entrata ove è possibile dividere l’ energia di comando da quella di esecuzione (il pianoforte, una macchina da scrivere , ecc.); le macchine a semplice informazione che sono i rivelatori (barometro, termometro, sfigmomanometro, ecc.; il termostato, le trappole di animali, ecc.). Questi tipi di macchine costituiscono il I grado nella classificazioni degli effettori artificiali. Rispetto agli utensili posseggono l’ azione oltre che l’ attitudine ad essa. 
Ora immaginiamo di avere una catena di lavorazione: una sega elettrica sagoma il legno in una certa maniera; lo invia mediante rullo ad una conficcachiodi rifornita a sua volta da una seconda macchina: il coordinamento delle varie funzioni dà una macchina di II grado: i fattori sono sotto dipendenza comune, come nella figura. 
Continua nel II grado l’ impotenza ad adattarsi ad alcune circostanze, poiché le macchine sono programmate in senso determinato. Ciò non si verifica nel III grado in cui la macchina non solo agisce e coordina, ma sa anche valutare da sé l’ ingresso della sua azione (l’opportunità), interviene cioè al momento giusto. 
L’ effettore è stavolta ad azione condizionata. Il segnalatore automatico d’ incendio ne è esempio: all’ improvviso cambiamento di temperatura scatta l’ impianto di allarme che aziona le pompe di acqua.
Ricorderemo che le macchine calcolatrici di un tempo ma anche i PC di oggi rientrano, malgrado la potenza di calcolo enorme, nel secondo grado e quindi inferiori al sistema sopra descritto.

Il quarto grado: feedback

Il regolatore centrifugo di Watt esiste da circa il 1780, eppure il principio rivoluzionario da esso contenuto fu ignorato persino dal suo inventore. Haton de la Goupillière nel suo “ Traitè des mecanismes” (1864) – quasi un secolo dopo – lo definiva ancora tra gli “apparecchi accessori”. Nessuno aveva compreso la portata dell'automatismo. Oggi parlando di retroazione si dice “ segreto della natura”, incorrendo nell’ apparenza di un errore opposto. Il concetto di feed-back collega la chimica all’ idraulica, l’ economia alla biomeccanica, la fisica alla psichiatria, la elettrotecnica all'elettronica.
Feedback, termine desunto dal linguaggio radiotecnico, vuol dire letteralmente “alimentare a rovescio”, risultando intraducibile in italiano. Poniamo di volere come effetto non una velocità fissa ( come nel Governor di Watt) ma una temperatura fissa. È il caso di un impianto di riscaldamento per abitazioni che non deve superare certi valori di sopportabilità termica e consumo. 
Noi abbiamo una caldaia provvista di termostato (rilevatore ad azione secondaria). Appena i valori superano il livello programmato, il termostato lo rileva ed invia il messaggio spegnendo la caldaia. La temperatura scende e la caldaia su informazione dello stesso termostato si riaccende. Se la temperatura dovesse subire sbalzi per un inconveniente della caldaia, la correzione verrebbe effettuata egualmente a prescindere dalla causa dello sbalzo, poiché il sistema organizza la sua difesa sull’ effetto solo su quello. E se invece della caldaia con termostato avessimo il livello di glicemia nel sangue? La glicemia ha da stare in un certo range di valori per evitare guai (sino al  coma): se la glicemia si abbassa, è stimolata la liberazione di glucagone che libera glucosio, se la glicemia si eleva ad essere stimolata è la insulina che "consuma" il glucosio. 



Schematicamente gli elementi costitutivi del feedback sono:




  • il rivelatore (termostato nell’ ultimo es), un dispositivo che sia “sensibile alla variazione dell’ effetto”; 
  • il messaggio che porta le informazioni ad un fattore; 
  • il reattore o elemento di reazione capace di reagire in base al messaggio su uno dei fattori 
Siamo giunti alla definizione di feedback.
Norbert Wiener scriveva : “ il comando della macchina sulla base del suo funzionamento effettivo anziché del suo comportamento previsto che, conosciuto come feedback”.
Pierre de Latil è stato più preciso e sintetico: “Un feedback è un legame retroattivo che, entro certi limiti, protegge l’ effetto dalle variazioni dei suoi fattori”.
E’ il quarto grado di automazione.

Com'è illustrato nella figura che segue, i sensori possono rilevare o le perturbazioni stesse o la variabile controllata (cioè gli effetti che una perturbazione ha avuto sullo stato del sistema). 





Come suggerisce Fiorenzo Conti alla voce omeostasi ( Treccani.it  2007): " Nel primo caso, si parla di 'sistema di controllo a feedforward', nel secondo di 'sistema di controllo a feedback'. Le differenze tra i due sono sostanziali. Nel caso di un controllo a feedforward la perturbazione viene rilevata dal sensore prima che induca i suoi effetti sullo stato del sistema e questo significa che il controllore deve essere in grado di calcolare gli effetti che la perturbazione indurrà sulla variabile regolata. I sistemi a feedforward hanno il grande vantaggio di poter evitare che la perturbazione eserciti i propri effetti, prevenendo quindi la necessità di interventi correttivi. Poiché i sistemi di controllo fisiologici sono quasi sempre non lineari e dinamici (ovvero variano con il tempo), e poiché molti potenziali disturbi dovrebbero essere rilevati per poter predire l'effetto sulla variabile controllata, ne consegue che i sistemi a feedforward richiedono complessi meccanismi predittivi; in realtà, con l'eccezione di alcuni meccanismi cerebrali, questo tipo di controllo è meno utilizzato nei sistemi fisiologici, anche se la sua relativa rarità potrebbe dipendere dalla scarsa conoscenza acquisita finora. È stato recentemente suggerito che i sistemi a feedforward finalizzati alla modificazione anticipata dello stato di un sistema e quindi di una sua variabile controllata siano definiti 'allostatici'.




Si è già detto come venga sconvolta la linearità causa-effetto che per secoli ha contraddistinto la speculazione umana.  Cosa c’è oltre il quarto grado?  Se lo chiedeva anche Turing.


Dopo i personal computer, ecco i personal robot, ovvero i robot ad uso personale, docili, gentili e servizievoli, pronti ad eseguire i nostri comandi  (o almeno alcuni di essi). Ecco che arriva con la infosfera la rivoluzione della Intelligenza Artificiale, che richiede una trattazione a parte ma anche un antefatto sul feedback e sistemi di automazione. (achille miglionico)


sabato 25 gennaio 2025

CENT'ANNI DELLA FOTOCAMERA LEICA e del formato Leica. AUGURI LEICA

La Leica I è la prima serie delle fotocamere Leica (nome derivato da Leitz(sche) Camera, o "fotocamera della Leitz") prodotte dalla Ernst Leitz GMBH Wetzlar Germany (oggi, Leica Camera AG), partendo dal prototipo del 1913 di Oskar Barnack. Seguirono le serie II, III e M).

 

Il maestro Henri Cartier-Bresson con il sistema Leica



Le celebrazioni in occasione del centenario della Leica I sono accompagnate dallo slogan “Cent’anni di Leica: testimone di un secolo”. Nei prossimi mesi, in onore della fotocamera che un secolo fa cambiò il mondo della fotografia, prenderanno corpo numerose iniziative culturali, importanti mostre, concorsi ed esclusive novità. "Insieme a voi, inauguriamo un nuovo secolo di imprese leggendarie, sempre a marchio Leica naturalmente", dicono con orgoglio meritato i fabbricanti tedeschi.





La fotografia moderna, caratterizzata da immagini dinamiche, realistiche e "vive", deve certamente molto al sistema Leica 135 (24x36 mm)

 
 
Nel 1925 - un secolo fa - entravano sul mercato la maneggevole Leica I ed il formato di pellicola 24x36 mm: un sistema veramente portatile e pratico che rendeva obsolete tante fotocamere precedenti e contemporanee. Una vera manna per i fotografi non da studio. Artefici di tale rivoluzione furono due tecnici transfughi che avevano lavorato al colosso Zeiss, uno dei quali esperto di microscopi.

Pensate che il formato full frame dei sensori digitali di oggi (es. FX della Nikon) corrisponde concettualmente al formato 24x36 mm delle pellicole dette 135, introdotte dalla Leica e dal geniale ottico Oskar Barnack: avendo un problema di trasporto con le fotocamere in uso, in quanto fortemente asmatico, per alleggerirsi il tecnico, formatosi alla Zeiss, realizzò una novità tecnologica assoluta:  il sistema fotografico Leica, da
Leitz(sche) Camera,  cioé  Leitz Camera). Il sistema compare sul mercato dal 1925 circa, pur essendo stato ideato e progettato prima della 1^ Guerra Mondiale che ne aveva bloccato la produzione.  


Wilhelm Oskar Barnack (Lynow, 1º novembre 1879 – Bad Nauheim, 16 gennaio 1936) è stato un innovativo tecnico ottico, meccanico, disegnatore industriale tedesco















Anche l'italiano Fulvio Roiter con la sua Leica





La attuale Leica Q2 Monochrome che scattta solo in bianconero

lunedì 9 settembre 2024

La famiglia #Hitler: tra follia e brama di potere

 

 

 

 




La famiglia Hitler: tra follia e brama di potere

Adolf Hitler è ritenuto uno dei dittatori più crudeli e spietati mai esistiti. La storia della sua famiglia è lo specchio della decadenza della società e del delirio psicologico dell’Europa dell’inizio del XX secolo. Potere, successo e superomismo sono solo alcuni dei tratti distintivi della figura di Adolf Hitler e dei suoi parenti. Questo contributo analizza la storia e la psiche della famiglia Hitler tra il 1837 e il 1945.


Il padre Alois
Alois Hitler nacque nel 1837 a Strones, in Bassa Austria, da Maria Anna Schicklgruber, una domestica di 42 anni. Inizialmente, fu battezzato con il cognome della madre, poiché Maria Anna si rifiutò di rivelare la paternità del figlio. Madre e figlio andarono a vivere con il nonno di Alois, e successivamente con il mugnaio Johann Georg Hiedler, che Maria Anna sposò nel 1842, rendendolo patrigno di Alois. Tuttavia, Johann Georg, un mugnaio itinerante, non riuscì a offrire una stabilità familiare, e Alois, all'età di 10 anni, fu mandato a vivere con il fratello di Johann Georg, Johann Nepomuk Hiedler, nel villaggio di Spital, vicino al confine con la Repubblica Ceca. La paternità di Alois è oggetto di dibattito, con teorie che indicano Johann Georg, Johann Nepomuk o un ebreo di Graz di nome Leopold Frankenberger come possibili padri. Quest'ultima ipotesi è emersa durante il processo di Norimberga grazie alla testimonianza dell'avvocato di Hitler, Hans Frank, ma non è stata confermata da documenti storici. Fino al 1860, agli ebrei non era permesso risiedere in Stiria.
Johann Nepomuk accumulò una discreta fortuna, lasciando ad Alois un'eredità significativa. Alois frequentò la scuola elementare a Spital e imparò il mestiere di ciabattino. Nel 1855, all'età di 18 anni, si arruolò nelle guardie di frontiera del servizio doganale austriaco, prestando servizio in varie località fino a diventare ispettore doganale a Braunau nel 1875. Nella vita privata, Alois ebbe una condotta irregolare, con una relazione extraconiugale che portò alla nascita di un figlio illegittimo. Nel 1873 sposò Anna Gasl, una donna benestante molto più anziana di lui, ma il matrimonio fallì a causa delle numerose infedeltà di Alois. Nel 1880, divorziò da Anna e iniziò una relazione con la cameriera della locanda cittadina Franziska “Franni” Matzelberger, da cui ebbe due figli, Alois Jr. e Angela. Franziska fece allontanare la cugina di Alois, Klara, assunta come domestica, per evitare che il marito potesse avere una relazione anche con lei. Dopo la morte prematura di Franni nel 1884, Alois sposò proprio Klara Pötzl, nipote di suo zio Johann Nepomuk, nel 1885.
 

La madre Klara Pötzl
Klara Pötzl era descritta come una donna pia, laboriosa ed affettuosa. Da Alois ebbe sei figli. I primi tre Gustav, Ida e Otto morirono in tenera età per difterite. Nel 1889 nacque Adolf, un bambino molto cagionevole di salute, di cui lei si prendeva costantemente cura. Nel 1896 nacque la sorella Paula e successivamente il fratello Edmund, morto in tenera età a causa della rosolia. Insieme ai suoi figli Adolf e Paula crebbe anche i figli del marito Alois jr e Angela. Alois maltrattava Klara e a stento le rivolgeva la parola. Si ipotizza che sgridasse i bambini in continuazione e che passasse sempre più tempo nella taverna locale, bevendo. Alois jr scappò di casa dopo una violenta lite con il padre, mentre Adolf veniva probabilmente picchiato dal genitore. Nel 1903 Alois Hitler ebbe un collasso mentre era alla locanda intento a bere vino e a leggere il giornale. Morì poco dopo lasciando alla moglie e ai figli una discreta eredità. Nel 1906 Klara si ammalò di tumore al seno. Le cure furono molto invasive e dolorose, ma non le evitarono la morte. Adolf era grato al medico ebreo Eduard Bloch per la cura della madre e gli permise negli anni ’40 di emigrare negli Stati Uniti. La perdita della madre fu devastante per Adolf, che era profondamente legato alla madre.
 

La sorella Paula 

Nel 1911 Paula ricevette l'intera pensione della madre. A quel tempo Paula viveva con la sorellastra Angela ed i suoi tre nipoti, Leo, Geli ed Elfriede. Angela era vedova dal 1910 e aveva problemi finanziari a causa della morte prematura ed improvvisa del marito. Paula a quel tempo frequentava il liceo di Linz, dove imparò a stenografare con l'obiettivo di diventare segretaria. Dal 1920 al 1930 Paula lavorò come impiegata presso la Compagnia di assicurazione statale federale a Vienna. Nel 1920 riprese i contatti con Adolf e nel 1923 si recò a Monaco di Baviera, facendo visita al fratello durante il periodo di detenzione. Adolf Hitler tenne i suoi parenti rigorosamente lontani dalla politica. Nel 1930 fu licenziata perché si scopri la parentela con Adolf. Nel 1936 Adolf le ordinò di vivere in incognito e assumere il cognome Wolff. Questo era un soprannome d'infanzia del fratello, che egli aveva usato anche nel corso degli anni venti per motivi di sicurezza. Hitler sembrava avere in scarsa considerazione la sorella, e in un'occasione definì Paula e la sorellastra Angela “stupide oche”. Pare che volesse fidanzarsi con un ebreo, ma Adolf fu contrario. Il fratello fece arrestare anche il medico Erwin Jekelius, uno dei principali responsabili del programma nazionalsocialista di eutanasia in Austria, e gli fece rompere il fidanzamento con la sorella. Paula lavorò come segretaria in un ospedale militare fino al termine della seconda guerra mondiale. Fu arrestata dai servizi segreti americani nel maggio 1945 e interrogata più tardi lo stesso anno. Nel giugno del 1945, quando era ancora sotto custodia delle forze di occupazione americane, disse, tra le altre cose: “Non credo che mio fratello abbia ordinato i crimini commessi contro innumerevoli persone nei campi di concentramento. Devo parlare bene di lui, è mio fratello. Non può più difendersi”. Alcune fonti indicano una sua condivisione degli ideali nazionalisti del fratello, che vedeva come “eroe tedesco” al pari di Napoleone per la Francia. Tuttavia, non aderì mai ufficialmente al nazismo né fu mai una militante politica. Morì nel 1960 a Berchtesgaden.

Adolf Hitler
Adolf crebbe quindi in un contesto familiare rigido e anaffettivo, ma si legò fortemente alla figura materna. Non considerò mai del suo stesso livello la sorella Paula, così come la sorellastra Angela. Adolf era uno studente introverso e più volte incline al suicidio. Già dopo il fallimento del putsch di Monaco aveva meditato di suicidarsi, ma fu dissuaso prima di essere arrestato. La morte della nipote Angelika “Geli” Raubal, figlia della sorellastra Angela, lo fece deprimere a tal punto da meditare di lasciare la politica e di togliersi la vita nel 1931. L’attaccamento a Geli era morboso tanto quello con la madre Klara. Si ipotizza infatti che in realtà Geli non si sia suicidata, ma che l’abbia uccisa lo zio e che sia rimasto a vegliare il suo corpo. Si pensa che con la stessa pistola che ha causato la morte di Geli, Adolf Hitler si sia suicidato il 30 aprile 1945. Sulla figura di Hitler circolano, inoltre, numerose leggende. Secondo una diceria anglosassone Hitler avrebbe sofferto di monorchidismo, ovvero avesse un solo testicolo, e che i suoi malesseri fossero il risultato di un rapporto endogamico vista la probabile parentela dei genitori. A peggiorare la sua salute fisica e mentale avrebbero contribuito le miscele preparategli dal medico Theodor Morell. Durante la guerra divenne vegetariano perché credeva che il consumo di carne fosse la causa del suo continuo dolore allo stomaco. Non si conosce bene la natura delle sue frequentazioni amorose, né dei suoi eventuali figli illegittimi. Eva Braun fu la più nota delle sue amanti. Eva era una fotografa e lavorava nello studio di Heinrich Hoffmann, amico di Adolf Hitler. Dopo la morte di Geli, iniziò una relazione segreta con Adolf, ma tentò il suicidio sparandosi un colpo in gola nel novembre 1932. Salva, nel 1935 ritentò il suicidio ingoiando dei sonniferi ma non riuscì nell’intento neanche stavolta. Era mentalmente instabile tanto da cambiare più volte aspetto e acconciature. Nel 1945 decise di rimanere fino all’ultimo fedele al compagno Adolf, che fieramente sposò, prima di suicidarsi insieme a lui con del cianuro. Il suo corpo e quello del Führer furono cremati dall’Armata Rossa e i resti furono gettati nel fiume Elba.
(Flavia Volpe, germanista)

 

*******************************************************

Per approfondire il tema si suggeriscono letture e ri-letture:

"Lui è tornato" di Timur Vernes, uscito 10 anni fa. Dal libro un film del 2015.



Edizione italiana edita da Bompiani. Recensito su INCULTURA: https://blogincultura.blogspot.com/2014/01/una-ipotesi-irritante-lui-e-tornato-er.html 

 

Lui è tornato (Er ist wieder da) è un film del 2015 diretto da David Wnendt basato sull'omonimo bestseller di Timur Vermes.

__________________________

1913 è un coinvolgente libro di Florian Illies che narra su base documentale ma romanzata l'incrocio di tanti personaggi storici quando magari non erano noti. Per esempio Hitler era un perfetto sconosciuto in indigenza.


1913 è l'anno chiave del Novecento, l'anno che avrebbe condizionato un secolo ( e non solo). A dispetto dell'incombente tragedia - lo scoppio della prima guerra mondiale - si manifestarono un fermento culturale e l'imporsi difficile di tanti talenti. Mentre Franz Kafka arriva quasi a impazzire d'amore, Ernst Ludwig Kirchner disegna le cocotte di Potsdamer Platz; Virginia Woolf ha pronto il suo primo libro mentre Robert Musil consulta un neurologo; Igor Stravinskij è alle prese con la stupefacente e innovativa prima di Le sacre du printemps (La Sagra della Primavera) e incontra la sua futura amante, Coco Chanel; Picasso e Matisse vanno a cavallo insieme; Freud e Jung incrociano le spade; Louis Armstrong si esibisce per la prima volta in pubblico e Charlie Chaplin firma il suo primo contratto con una casa cinematografica; Prada inaugura a Milano la sua prima boutique; montando la ruota anteriore di una bicicletta su un comune sgabello da cucina Marcel Duchamp compie la grande rivoluzione concettuale del Novecento. A Monaco, un uomo venuto dall'Austria dipinge acquerelli con le vedute della città e cerca di venderli. Si chiama Adolf Hitler.  

______________

Per superomismo la Treccani on line recita: s. m. [der. di superuomo]. – Termine adoperato come l’astratto corrispondente a superuomo, per indicare l’atteggiarsi a superuomo o quanto ha attinenza con la dottrina del superuomo.

Superuòmo - ancora la Treccani recita: s. m. [comp. di super- e uomo, calco del ted. Übermensch] (pl. superuòmini). – 1. Uomo che eccelle e domina per le sue doti eccezionali di genio e volontà sugli altri uomini, soprattutto in riferimento al pensiero di F. Nietzsche per cui l’Übermensch è l’individuo che si manifesta nella essenza più autentica, come esplicazione – nella sua volontà di potenza che al di là di ogni legge lo porta ad affermarsi su tutti – della forza originaria della vita: l’interpretazione estetizzante di G. D’Annunzio del s. nietzschiano; il mito razzistico del s. posto alla base del nazismo.