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lunedì 18 maggio 2026

INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA CIBERNETICA E BIOETICA: A CHE PUNTO SIAMO? Simposio sull’Intelligenza Artificiale – II Edizione, anno 2026

 

da sin. Achille Miglionico, Alfredo Nolasco e Lucia De Mari (Direttore Resp.le di InCultura)


INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA CIBERNETICA E BIOETICA: 
A CHE PUNTO SIAMO?
Simposio SIEB sull’Intelligenza Artificiale – II Edizione, anno 2026


A conclusione del “Corso introduttivo alla comunicazione berniana” del 16 maggio 2026, il SIEB (Seminari internazionali Eric Berne) ha dedicato ampio spazio al tema dell’Intelligenza artificiale e ai suoi più recenti sviluppi.

Se la I edizione di questo simposio satellite, inaugurata nel 2025, aveva affrontato il tema dell’intelligenza artificiale con un titolo che rimandava, di sillaba in sillaba, alla metafora di un’identità alternata o confusa tra intelligenza artificiale e pronome personale - IA e IO - enunciato a chiare lettere nel titolo “I.A. tra cibernetica e bioetica: IA o IO?”; nella II edizione, ci si chiede invece, coraggiosamente – ed è proprio il caso di dirlo –, a distanza di un anno, «a che punto siamo?», come recita la locandina: “Intelligenza Artificiale tra cibernetica e bioetica: a che punto siamo?”.
Il simposio è stato introdotto dall’oboe di Giulia Marzano, docente e artista raffinata e poliedrica; moderato dal noto e apprezzato conduttore e giornalista Alfredo Nolasco; e arricchito dalla presenza di Lucia De Mari, volto noto del giornalismo e assessore uscente, da sempre impegnata sul piano culturale e politico, nonché nostro direttore responsabile del blog Incultura.

Un intermezzo magico: la Maestra Giulia Marzano, Obe

I contributi, curati coralmente dalla Redazione di Incultura, sono stati molteplici e hanno permesso di osservare il tema principale da differenti punti di vista, generando nel pubblico domande e riflessioni che mostrano quanto l’attenzione e le preoccupazioni legate all’intelligenza artificiale siano in decisivo aumento. Seguono le aree argomentate, titolo per titolo, accompagnate da un breve abstract esemplificativo.

Con il suo Dall'Ipse Dixit all’Oracolo di Delfi, Achille Miglionico (Presidente SIEB, Direttore didattico dell’Istituto e neuropsichiatra), interviene con un accurato report di quanto emerge, da più parti, circa i danni cognitivi e comportamentali derivati dalla serie di dipendenze digitali, sia su di un pubblico adulto, sia, e soprattutto, tra i più giovani e coloro che di fatto stanno crescendo in un contesto deprivato di circostanze, abilità, risorse, mezzi e occasioni che avrebbero potuto - e dovuto - avere a disposizione. Il suo contributo, ricchissimo di spunti e dati, diventa occasione, denuncia e richiamo alla necessità di mantenere aperto il tavolo del dialogo, sollecitando le parti adulte a intervenire costantemente e responsabilmente al fine di mitigare i bias emergenti e favorire l’imprinting di un’educazione consapevole e in alcun modo delegabile ad apparecchiature elettroniche o sistemi di machine learning.

Il tempo della cura, Kairos, di Neus Lopez Calatayud (Psicoterapeuta, e Istruttore Senior di Mindfulness), dedica sensibile attenzione al tema della percezione del tempo entro cui si svolgono le relazioni, tanto nella quotidianità quanto, soprattutto, nei luoghi e contesti di cura e nei momenti di sofferenza dell’anima che necessitano di nutrimento, tempo, pazienza ed empatia: nulla di ciò può in alcun modo delegarsi a una chat o a una intelligenza artificiale. Tutto ciò nel mentre varie fonti giornalistiche portano all’attenzioni i primi casi conclamati di dipendenza dall’intelligenza artificiale: l’uso crescente delle chat di intelligenze artificiali in sostituzione di genitori, parenti, amici o persino della consulenza terapeutica ove necessaria, richiama tutti a riflettere su come interagire e intervenire nei contesti in cui operiamo.

Ai & Copyright di Lidia Ratti (UX writer), prende avvio dal caso di Eddie Dalton, bluesman sintetico prodotto dall’intelligenza artificiale generativa; richiama il tema del deepfake vocale con il caso di Sienne Rose; menziona la band country Breaking Rust, interamente generata tramite AI; e indica, come esempio e forse monito, il recentissimo caso dell’attore scomparso Val Kilmer, riportato “in vita” dall’intelligenza artificiale e prossimo al ritorno al cinema come prodotto di elaborazione artificiale. Era inevitabile attraversare il tema del copyright, discusso crocevia normativo, in attesa di ridefinizione coerente tra diritti e responsabilità. Da un lato, il dibattito si concentra sulle possibili violazioni sia in fase di input – addestramento e training dell’intelligenza artificiale – sia in fase di output, cioè nelle risposte, produzioni e opere realizzate con intelligenze generative e, dall'altro, deve considerare lobby, interessi di mercato e normative tutt'altro che chiare e uniformi. Al momento con riguardo all’output e quindi all’opera generata – sia chiaro, generata e non creata: l’AI non crea – prevale il riconoscimento della proprietà intellettuale validato sulla base dell’effettivo apporto umano che deve imprescindibilmente restare dominante. In fase di addestramento tutto appare più caotico e complesso: nella maggior parte dei casi conosciamo in modo generico le fonti di training, non siamo in grado di definire possibili rischi di plagio e ignoriamo quanti dati provengano, ad esempio, da shadow libraries – biblioteche ombra – o da materiale protetto e utilizzato senza regolare autorizzazione. Questi sono soltanto alcuni esempi che definiscono il clima di incertezza e lasciano aperti molti interrogativi che sarà necessario chiarire e regolamentare. Non solo copyright, dunque, ma anche licenze, termini d’uso, certezza delle fonti, normative, tutele, otre alla tracciabilità del training, costituiscono alcuni dei punti oggetto di dibattito sul quale ci sarà ancora tanto da dire e fare.

L’Intelligenza artificiale come metafora nella vita quotidiana di Claudio Leone (Docente di lettere, counselor a orientamento analitico-transazionale e scrittore), sviluppa una riflessione che prende avvio tanto dall’esperienza didattica quanto dalle cronache più recenti. Il suo intervento porta in primo piano vari titoli giornalistici esemplificativi per i contenuti di denuncia di recenti casi - estremi - in cui l’attribuzione di un valore di verità e la personificazione del “dialogo artificiale” con l’AI ha indotto taluni, certamente in un qualche modo più fragili o meno consapevoli, a gesti dalle tragiche conseguenze. Nel discuterne il relatore si sofferma su fonti, suggerisce letture di approfondimento e osserva, soprattutto, come si stia manifestando una tendenza semantica a comparare, in modo apparentemente del tutto logico e coerente, quasi fosse del tutto naturale, ciò che in natura non lo è affatto; sottolinea come, più e più volte, sia generalizzato e divulgato un linguaggio che confonde e contribuisce a divulgare una sorta di personificazione della macchina artificiale.  Occorrerebbe, piuttosto, tracciare un netto distinguo tra l'uno e l'altra, tra uomo e macchina: l’uomo pensa l’universo, la macchina elabora dati e simula. In alcun modo essa dovrebbe essere identificata con la persona. Non «ella», dunque, ma «essa»; non persona ma cosa; non aiuto, ma strumento. L’AI va intesa coerentemente con le sue funzioni: non è persona, ma un simulatore di persona, qualcosa che potremmo al più concepire come simulacro, tanto più che proprio in questa simulazione rischiamo di smarrire le nostre identità più autentiche e personali. 


AI e mercato del lavoro di Michela Gentile (Project Manager), pone al centro dell’intervento l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato occupazionale. Quella che inizialmente avrebbe potuto rappresentare un’automazione finalizzata ad affrancare l’uomo dai compiti ripetitivi e manuali, sta, di fatto, prendendo piede e trovando applicazione in ogni settore, comprese le professioni altamente specializzate. Pur riconoscendo l’importanza strategica dal dato e la necessità di lasciare che differenti competenze “dialoghino tra di loro” integrandosi e specializzandosi in contesti AI, generando nuove forme di competizione e nuove richiesta di competenze, differenti studi suggerirebbero che questa rapida rivoluzione tenda maggiormente a mitigare rischi, velocizzare processi e migliorare operazioni piuttosto che ad escludere o sostituire l’uomo. L’intervento richiama quindi alla necessità di un dialogo sociale tra le parti coinvolte – governi, datori di lavoro e organizzazioni dei lavoratori – al fine di preparare un futuro digitale inevitabile ma che, con le dovute cautele, possa rivelarsi in qualche modo equo e sostenibile, purché supervisionato dalla mente umana ...

Claudio Leone

A un anno dal primo confronto pubblico sul tema, la domanda non sembra più essere “IA o IO?”, ma quale spazio l’uomo intenda preservare per sé nell’epoca della simulazione intelligente. Il simposio, più che offrire risposte definitive, ha mostrato quanto il confronto sull’intelligenza artificiale sia inevitabile e urgente, prima ancora che sul piano propriamente tecnologico, sul piano umano, educativo, etico e relazionale nonché sul piano ecologico (le IA sono energivore anzi energivoraci, come ha detto Miglionico).

Tina Ardito, Pietro Grippo e Emanuele Fabiano


Michela Gentile e Achille Miglionico


Parte della Redazione di InCultura:
da sin. Domenico Ardito, Lidia Ratti, Tina Ardito, Achille Miglionico, Claudio Leone, Neus Lopez.

mercoledì 11 febbraio 2026

SEMPRE PIU' DIFFICILE ESERCITARE LA PROFESSIONE MEDICA: TRA OPINIONI PSEUDOSCIENTIFICHE E CONSULTAZIONI DELLA INTELLIGENZA ARTIFICIALE. LA I.A. DIVENTA L'ORACOLO DI DELFI CALATO NELLA MODERNITA'

 





Il 94% degli italiani cerca informazioni mediche online e il 14% modifica le terapie senza consultare il medico
Tra i giovani ChatGpt supera dottor Google e più di un italiano su dieci cambia la cura "documentandosi" on line.

Oggi quindi non viene "attaccata" solo la farmacoterapia  ma anche la diagnosi medica. Pochi giorni fa un ragazzo in studio per difficoltà scolastiche e relazionali insisteva con arroganza nell'autodiagnosticarsi  un ADHD supportato da un farneticante filmato reperito sull'onnipresente TIKTOK:  nel filmato la stessa persona impersonava due soggetti di cui uno interrogava e l'altro rispondeva, in una sorta di role-playng. In pochi secondi si costruiva una convinzione generalizzante e distorta con la potenza di uno "stigma" ("E' così e basta").
Lo stesso atto diagnostico medico viene sempre più contrastato o indebolito da disinformazione, da opinioni autocostruite o indotte da fake news circolanti nel Web e quindi la mancanza di rispetto dei ruoli mina la stessa alleanza terapeutica fondante il sistema curante/curando. 
Non bastavano i bugiardini terrificanti ad allontanare dalla medicina scientifica le persone in cerca di cure solo "naturali" e disposte ad assumere solo "integratori": sempre più persone fanno richiesta all'atto della prescrizione medica di sostanze "naturali" (come per gli opinabili prodotti alimentari "biologici") ritenendo valida la contrapposizione di CHIMICO/NATURALE, dannoso/benefico.
In realtà la vita e tutto ciò che è organismico in natura è basato sulla chimica, anzi biochimica, cioè basato sulla chimica del carbonio. Tra i farmaci molte molecole sono state riprodotte dalla natura e quello che viene dalla natura non è sempre terapeutico, anzi comporta pericoli: DUNQUE LA EQUIVALENZA NATURALE=BENIGNO E' FALSA. Altrettanto falsa è la contaminazione: ogni farmaco è tossico. 


SEMPRE PIU' DIFFICILE ESERCITARE LA PROFESSIONE MEDICA: TRA OPINIONI PSEUDOSCIENTIFICHE E CONSULTAZIONI DELLA INTELLIGENZA ARTIFICIALE. LA I.A. DIVENTA L'ORACOLO DI DELFI CALATO NELLA MODERNITA'


Da dottor Google, sulla salute i giovani sono passati a Chatgpt. E' questo uno dei dati più interessanti che emerge da “Salute Artificiale”, uno studio che dimostra la pervasività nelle abitudini quotidiane dell'intelligenza artificiale con strumenti come ChatGPT, Gemini e Claude sempre più presenti nelle abitudini sanitarie quotidiane degli italiani. I risultati della ricerca, presentati a Milano nella sede di Assolombarda, mostrano una trasformazione in atto, la rivoluzione della IA, da tanti auspicata e da tanti temuta. Se da una parte è ormai scontato il fatto che praticamente tutti gli italiani (il 94,2%) cerca informazioni su sintomi, malattie e terapie attraverso internet e AI colpisce appunto l'avanzata dell'intelligenza artificiale nel mondo della salute - proprio ChatGpt ha da poco annunciato la sua versione “ChatGpt Salute” - ma anche il fatto che

 i medici sono sempre di più sotto “assedio digitale” da parte dei propri pazienti visto che oltre l'85% si informa prima e dopo la visita medica e soprattutto più di un italiano su dieci cambia da solo le cure prescritte dal medico informandosi on line.


L'indagine "Salute Artificiale"- realizzata su di un campione di 993 italiani rappresentativi della popolazione da Sociometrica e FieldCare su incarico di Fondazione Italia in Salute e Fondazione Pensiero Solido - ribadisce innanzitutto come la ricerca online sulla salute è la norma. Il 94,2% della popolazione cerca informazioni su sintomi, malattie e terapie attraverso internet e AI. Di questi, oltre la metà (53,3%) lo fa con frequenza regolare. Ma il dato più straordinario riguarda l'Intelligenza Artificiale generativa: il 42,8% degli italiani la utilizza già per informarsi sulla propria salute, facendone il secondo strumento dopo Google (73,5%). Un'adozione fulminea, considerando che ChatGPT è stato lanciato solo nel novembre 2022 e ora è in procinto di lanciare la sua versione dedicata interamente alla Salute.
 
Quello che colpisce è poi la spaccatura netta tra generazioni. Tra i giovani (18-34 anni), l'AI ha già superato Google: il 72,9% la usa come primo strumento per cercare informazioni sulla salute, contro il 57,4% che preferisce il motore di ricerca tradizionale. Tra gli over 54, il rapporto si inverte drasticamente: Google domina al 93,1%, l'AI si ferma al 26,1%. “Non si tratta di una differenza marginale, ma di due modelli completamente diversi di rapportarsi all'informazione medica”, spiega Antonio Preiti, autore della ricerca. “I giovani dialogano con l'AI come fosse un consulente sempre disponibile. Gli adulti mantengono l'approccio tradizionale della ricerca su Google. È una frattura destinata a ridefinire la medicina dei prossimi anni.”

Naturalmente tale adesione alla IA con atto di delega culturale ad uno strumento artificiale è direttamente proporzionale alla dipendenza da smartphone e internet oramai epidemica e inarrestabile tra adulti e non -adulti. Il che ci ricollega al tentativo in atto in varie nazioni di regolamentare l'accesso ad internet vietandolo a chi è sotto i 14-16 anni. Ma questo è un altro tema.
 

am 

venerdì 17 ottobre 2025

Doppia Defibrillazione Sequenziale (DSED): Un dibattito in evoluzione per la Fibrillazione Ventricolare Refrattaria (FVR)

 


Doppia Defibrillazione Sequenziale (DSED): Un dibattito in evoluzione per la Fibrillazione Ventricolare Refrattaria (FVR)




L'arresto cardiaco con Fibrillazione Ventricolare (FV) che persiste dopo il terzo shock e la somministrazione di antiaritmici (FVR) rappresenta una sfida clinica con esiti spesso sfavorevoli.

La Doppia Defibrillazione Sequenziale (DSED), ovvero l'erogazione rapida e consecutiva di due shock da due defibrillatori indipendenti, con un cambiamento del vettore di scarica (es. Antero-Laterale + Antero-Posteriore), sta guadagnando attenzione come potenziale strategia di salvataggio.





Punti chiave e aggiornamenti clinici:

1. Obiettivo: Raggiungere, con un doppio vettore, aree del miocardio che non sono state efficacemente depolarizzate dallo shock standard.

2. Evidenze: Il recente trial multicentrico DOSE VF (2022) ha dimostrato che, nei pazienti con FVR in ambito pre-ospedaliero, la strategia della "scarica rapida in sequenza" (DSED) e il cambio di vettore migliorano la sopravvivenza alla dimissione ospedaliera con un outcome neurologico favorevole rispetto alla defibrillazione standard.

3. Linee Guida: Mentre l'European Resuscitation Council (ERC 2021) mantiene un approccio cauto raccomandando primariamente il cambio di vettore, l'ILCOR Advanced Life Support Task Force suggerisce che la DSED possa essere considerata in casi altamente selezionati di FVR.

 
 

https://www.linkedin.com/company/i-h-s-solumed-italia-s-r-l-s/posts?lipi=urn%3Ali%3Apage%3Ad_flagship3_company_posts%3BiKGDw3TbQSOtlL%2BgI5Oejw%3D%3D

martedì 24 giugno 2025

 
 

 
 
 
 

RELAZIONE ANNUALE 2024 SULLE TOSSICODIPENDENZE

Record di morti per cocaina (come quelli per eroina), crescono gioco d'azzardo e dipendenze da videogame
Il consumo di sostanze psicotrope tra i giovani “appare leggermente diminuito” nel 2024 rispetto al 2023. Ma l'uso rimane massiccio.
Aumento delle NSP Le nuove sostanze psicoattive: cannabinoidi di sintesi, catinoni sintetici, oppioidi sintetici, le fenetilammine, gli analoghi della ketamina, le piperazine e le triptamine.
Da evidenziare è inoltre il significativo aumento della concentrazione di THC nei prodotti a base di hashish, la cui potenza è quadruplicata dal 2016 (dal 7% del 2016 al 29% del 2024), soprattutto nelle formulazioni di nuova generazione e nei liquidi utilizzati per le sigarette elettroniche.
Ciò concorda con il rilievo clinico di aumento di tossicodipendenze tra giovanissimi, doppie diagnosi in psichiatria, aumento di psicosi da cannabinoidi.

 

giovedì 29 maggio 2025

Accordo tra #AngeliniPharma e #GrinTherapeutics per il farmaco #radiprodil, per i disturbi del neurosviluppo

 


Accordo tra Angelini Pharma e Grin Therapeutics per il farmaco radiprodil



Grin Therapeutics, società statunitense leader nello sviluppo di terapie per il trattamento di gravi disturbi del neurosviluppo e Angelini Pharma, azienda farmaceutica parte del Gruppo Angelini Industries, hanno annunciato un accordo di collaborazione esclusiva per lo sviluppo e la commercializzazione nei territori al di fuori del Nord America del farmaco ancora sperimentale radiprodil di Grin Therapeutics, attualmente in fase di studio per diverse epilessie genetiche rare e disturbi del neurosviluppo.

La biotech statunitense ha concluso un round di finanziamento  da 140 milioni di dollari, sostenuto da due principali operazioni: 65 milioni di dollari in equity da Angelini Pharma e 75 milioni da Blackstone Life Sciences, investitore già presente nel capitale. Inoltre, Angelini Pharma verserà un pagamento iniziale di 50 milioni di dollari nell’ambito dell’accordo di licenza per radiprodil.

Inorgoglisce sapere che la Angelini italiana si riaffacci allo scenario mondiale in un momento di miopiche politiche economiche nel mondo. Il trazodone è un antidepressivo scoperto e sviluppato da Angelini Industries già negli anni '60. Angelini Pharma S.p.A lo commercializza in Italia con il nome Trittico. Il trazodone, ancora ampiamente usato nel mondo, è stato il primo farmaco originale e brevettato prodotto da Angelini, segnando un momento importante nella storia dell'azienda italiana. Ora dopo anni la azienda, dopo altri successi, consolida la presenza con una manovra finanziaria assai impegnativa.
Il 27 maggio 2025 Angelini Pharma e GRIN Therapeutics Inc. hanno annunciato la sigla di un accordo di collaborazione esclusiva per lo sviluppo e la commercializzazione, al di fuori del Nord America, di Radiprodil, un farmaco sperimentale attualmente in fase di studio per diverse epilessie genetiche rare e disturbi del neurosviluppo (GRIN-NDD).

Che cosa è il Radiprodil


Radiprodil è un modulatore allosterico negativo, selettivo e potente della subunità GluN2B del recettore NMDA (N-metil-D-aspartato), recettori chiave per la trasmissione sinaptica, lo sviluppo cognitivo e la regolazione dell’eccitabilità neuronale. Mutazioni genetiche che interessano questi recettori sono alla base di numerosi disturbi del neurosviluppo e sindromi epilettiche.

Il recettore NMDA del glutammato è associato a un canale ionico. E' un canale ligando dipendente che, quando è aperto, consente al Ca +2 e al Na + di fluire all'interno della cellula e al K + di fuoriuscire. Viene bloccato dagli ioni magnesio con un meccanismo voltaggio-dipendente mentre la fenciclidina (PCP) 2 è un suo antagonista specifico e produce un'inibizione voltaggio-indipendente. 



I geni GRIN (GRIN1, GRIN2A, GRIN2B, GRIN2C, GRIN2D, GRIN3A, GRIN3B) codificano subunità del recettore NMDA, un tipo di recettore ionotropo per il glutammato. I recettori NMDA sono coinvolti nella comunicazione tra le cellule cerebrali (sinapsi) e nella plasticità sinaptica, ovvero la capacità del cervello di adattarsi.

Disturbi correlati a disfunzioni GRIN sono dovuti a mutazioni nei geni GRIN. I disturbi GRIN costituiscono un gruppo di disturbi neuroevolutivi caratterizzati da ritardi nello sviluppo, disabilità intellettiva ed epilessia. Le caratteristiche cliniche dei disturbi GRIN possono variare in base al gene specifico colpito e possono includere ipotonia muscolare, spasmi e disturbi del movimento.

In particolare, le patologie correlate a mutazioni dei geni GRIN coinvolgono frequentemente soggetti in età pediatrica e si manifestano con gravi compromissioni neurologiche. Una delle conseguenze più frequenti (nel 50% dei casi) è l’epilessia. Tali mutazioni possono determinare una disfunzione del recettore NMDA, che rimane in uno stato di attivazione persistente, causando un eccesso di ingresso di ioni calcio nella cellula neuronale e, in casi estremi, la sua distruzione.



Angelini e l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova hanno in precedenza  siglato un accordo che prevede la creazione di un Joint Lab per lo sviluppo di nuovi farmaci per il sistema nervoso centrale.


Il progetto scientifico di comune interesse sarà concentrato sulla validazione di bersagli biologici innovativi per il sistema nervoso centrale, con l’obiettivo di identificare potenziali farmaci in grado di modificare radicalmente il decorso di patologie gravi quali il disturbo bipolare e malattie neurodegenerative su base infiammatoria come la sclerosi multipla.
In questo contesto di ricerca e innovazione scientifica, Radiprodil rappresenta una concreta opportunità terapeutica per rispondere a un urgente bisogno medico insoddisfatto nei pazienti con GRIN-NDD, e potenzialmente in altre malattie neurologiche rare a insorgenza pediatrica.

È attualmente in corso lo studio Astroscape (Fase 1b/2a, open-label), che valuta Radiprodil in pazienti con sclerosi tuberosa (TSC) e displasia corticale focale (FCD) tipo II.
Come afferma la stessa Azienda : "L’impegno di Angelini Pharma nella Brain HealthAngelini Pharma è attivamente impegnata da oltre 50 anni nella salute del cervello, con una solida esperienza in disturbi mentali come depressione, disturbo bipolare e schizofrenia, nonché nelle patologie neurologiche come l’epilessia. Siamo licenziatari esclusivi in Europa di cenobamato, un trattamento avanzato per l’epilessia farmaco-resistente ad esordio focale negli adulti."

(achille miglionico)

lunedì 14 aprile 2025

IDENTIFICATO #BIOMARKER PLASMATICO UTILE NELLA DIAGNOSI DI #DEMENZA DI ALZHEIMER-PERUSINI: #MTBR-tau243

 

 

 


 

 IDENTIFICATO BIOMARKER PLASMATICO UTILE NELLA DIAGNOSI DI DEMENZA DI ALZHEIMER-PERUSINI: MTBR-tau243

 

 


 
 
 
🔈Horie, K., Salvadó, G., Koppisetti, R.K. et al. Plasma MTBR-tau243 biomarker identifies tau tangle pathology in Alzheimer’s disease. Nat Med (2025). https://doi.org/10.1038/s41591-025-03617-7 
 
 
 

STORIA DELLA DEMENZA DI ALZHEIMER-PERUSINI OGGI CHIAMATA ALZHEIMER'S DESEASE (AD)



 
Una donna cinquantenne permise all’acume clinico del 36enne psichiatra Aloysius "Alois" Alzheimer di individuare nel 1901 una nuova forma di “dementia praecox”. Auguste Deter era moglie di un ferroviere e presentava: disorientamento, amnesie, difficoltà di espressione e di scrittura, wandering, allucinazioni, ossessioni di gelosia verso il marito, aggressività fisica e verbale, lamentazione continua, insonnia. Alzheimer si rese subito conto che la paziente rappresentava una nuova patologia e ordinò di farle molte foto per documentare al meglio il decorso. Auguste morì nel 1906. Alzheimer, che era direttore del laboratorio di istopatologia presso la Clinica Psichiatrica di Monaco diretta da Emil Krepelin, individuò all’esame autoptico ed istologico: “..atrofia corticale..”, “..accumuli di neurofibrille all'interno dei neuroni...” e "..”foci miliari" (focolai rotondeggianti) di deposito di "una sostanza anormale “. Alzheimer  affidò il caso ad un suo collaboratore, il ventottenne italiano Gaetano Perusini (1879 -1915), per approfondire e dettagliare gli aspetti clinici ed istopatologici. In quel periodo la Clinica Psichiatrica era frequentata da numerosi medici che avrebbero poi dato un contributo fondamentale allo studio delle malattie del SNC: gli italiani Cerletti e Bonfiglio, lo spagnolo Achucarro, il polacco Rosenthal, i tedeschi Creutzfeld e Jakob, lo svizzero Lotmar e poi Allers, Lewy ed altri. 


Perusini non deluse il suo direttore: riesaminò tutti gli aspetti del caso di Auguste Deter e raccolse altri tre casi di severa e rapida demenza, uno di 47 anni e altri due di 63 e 67, di cui descrisse e accuratamente correlò i reperti clinici e neuropatologici. Nel 1909 pubblicò il primo dei suoi tre lavori fondamentali per la comprensione della demenza: Über klinisch und histologisch eigenartige psychische Erkrankungen des späteren Lebensalters. Histologische und Histopathologische Arbeiten über die Grosshirnrinde herausgegeben von F. Nissl u. A. Alzheimer, dritter Band, zweites Heft. Jena:Verlag von Gustav Fischer, pp. 297-352, (Mit Tafel XVII-XXIII und 7 Textfiguren).

La trattazione fu estensiva: 59 pagine e 79 disegni raccolti in quattro tavole (una di fianco al titolo), eseguiti a mano da Perusini e raffiguranti le alterazioni neuronali evidenziate dalle tecniche di colorazione istologica. Si ricorda che lo studio istologico del SNC fu reso possibile da Camillo Golgi che nel 1873 ideò la tecnica di impregnazione cromoargentica perfezionata poi da Santiago Ramon y Cajal e da Max Bielschowsky. Tra i meriti riconosciuti a Perusini vi fu l'intuito di aver capito, con 80 anni di anticipo, che la sostanza costituente le placche, oggi nota come proteina Beta-amiloide, era un “un prodotto metabolico patologico” allora “di origine sconosciuta”. Il medico italiano preconizzò, anche, la concezione moderna della malattia secondo la quale demenza senile e presenile non sono in realtà due entità distinte. Emil Krepelin (fautore della concezione organicistica delle malattie mentali, in contrapposizione alla terapia psicoanalitica freudiana ) inserì la nuova patologia nel suo trattato di Psichiatria nel 1910 con il solo nome di: “Demenza di Alzheimer”.

Perusini tornò in Italia nel 1911 ma, nonostante la fama europea, non trovò una sistemazione professionale fino al 1913 quando divenne assistente nell’Ospedale Psichiatrico Mombello a Milano. Allo scoppio della Grande Guerra, Perusini, fervente patriota, si arruolò volontario, fu ferito da schegge di granata, morì l’8 dicembre 1915 a soli 36 anni e fu insignito con la Medaglia d’Argento. Pochi giorni dopo, il 19 dicembre 1915, Alzheimer muore a soli 51 anni.

Dopo la morte di Alzheimer e Perusini, nessuno si occupò più della malattia da loro scoperta fino agli anni 70. McMenemey la riesumò dall’oblio e riconobbe il grande contributo dell’ italiano, comprendendo perché gli autori Italiani comprensibilmente la chiamassero “malattia di Alzheimer-Perusini." (Macchi et al., 1997). Negli anni 80, Amaducci e Bick descrissero in dettaglio il contributo di Perusini allo studio e classificazione della malattia traducendo i suoi lavori in inglese. Bruno Lucci, primario neurologo a Pordenone, ha dedicato i suoi studi alla figura di Perusini contribuendo affinché lo Stato Italiano commemorasse il centenario della morte con un francobollo. 








Aloysius "Alois"
Alzheimer
(1864-1915)






Alois Alzheimer e i suoi collaboratori.
In piedi da sinistra: F. Lotmar; n.n.; S. Rosenthal; Allers?; n.n.; A. Alzheimer; N. Achucarro; F.H. Lewy. Seduti da sinistra: Mrs. Grombach; U. Cerletti; n.n.; F. Bonfiglio; G. Perusini.





(redazionale)
 

lunedì 31 marzo 2025

Uno Sguardo Antropologico: società liquida tra sacralità e consumismo dell’ "usa e getta".

 


 

 Uno Sguardo Antropologico: società liquida tra sacralità e consumismo dell’"usa e getta.  La mercificazione del sacro. Come si è trasformato un rito religioso in vetrina narcisistica ad uso dei social.









(GettyImages)


La Prima Comunione, per la Chiesa Cattolica, rappresenta un momento di profonda sacralità, la commemorazione del sacrificio di Cristo e l'incontro intimo con l'Eucaristia. Un rito di passaggio spirituale, carico di significato religioso e comunitario. Tuttavia, per molti bambini e le loro famiglie che si affacciano a questo sacramento, l'esperienza rischia di essere oscurata da una deriva consumistica e da una mentalità "usa e getta" che permea la società contemporanea.


Ci troviamo di fronte a un paradosso stridente in una società liquida: un evento intrinsecamente spirituale trasformato in una vetrina di sfarzo e consumismo. 

La celebrazione della Prima Comunione si è trasformata, per molti, in un evento sociale sfarzoso, caratterizzato da ricevimenti in ristoranti di lusso, con menù elaborati, molteplici cambi d'abito per il bambino protagonista e, persino, bomboniere personalizzate e differenziate per bambini e adulti.
Questa tendenza solleva una profonda contraddizione con il significato intrinseco del sacramento. Mentre la Comunione è un atto di umiltà, di semplicità e di profonda spiritualità, lo sfarzo e l'ostentazione rimandano a valori materiali ed esteriori, spesso distanti dal messaggio evangelico. L'attenzione si sposta dal dono spirituale ricevuto al dispendio economico, dalla gioia interiore per l'incontro con Cristo alla preoccupazione per l'organizzazione di una festa "perfetta" e appariscente.


La differenziazione delle bomboniere tra bambini e adulti, ad esempio, introduce una logica di distinzione e di gerarchia che mal si concilia con l'uguaglianza fondamentale di tutti i fedeli di fronte a Dio. Il messaggio che rischia di passare è che l'importanza dell'evento risieda nella quantità e nel valore dei doni ricevuti, piuttosto che nella grazia spirituale accolta.
È importante riflettere sul messaggio che stiamo trasmettendo ai nostri figli. Vogliamo educarli al valore profondo dei doni spirituali, o vogliamo indurli a considerare la Prima Comunione come un'occasione per ricevere regali e vivere un'esperienza di lusso effimero? 
Certo, celebrare un evento importante come la Prima Comunione è naturale e auspicabile. Condividere la gioia con la famiglia e gli amici è un aspetto bello della vita comunitaria. Tuttavia, è fondamentale mantenere un equilibrio, evitando che l'aspetto esteriore e materiale prenda il sopravvento sul significato spirituale.
 Un modo per preservare il vero valore del sacramento potrebbe essere quello di riscoprire la semplicità e l'autenticità. Organizzare un momento conviviale sobrio e significativo, magari privilegiando un pranzo in famiglia o un piccolo rinfresco dopo la cerimonia. I bambini, spesso inconsapevoli della profondità del gesto religioso, diventano protagonisti di un'ostentazione che li vede indossare abiti costosi, ricevere regali sontuosi e collezionare bomboniere personalizzate. La celebrazione si tinge di dinamiche economiche locali, con un "mercato" di regali e denaro che alimenta un'aspettativa di "tutto è dovuto".
 

Questa trasformazione riflette la "società liquida" descritta da Zygmunt Bauman, dove la fluidità, la precarietà e la superficialità sembrano plasmare ogni aspetto dell'esistenza, inclusi i riti tradizionalmente ancorati a valori più solidi. Anche le relazioni, in questo contesto, rischiano di diventare "amori liquidi", effimeri e orientati al soddisfacimento immediato, in linea con la logica dell'"usa e getta".
 

Da un punto di vista antropologico, questa deriva consumistica nella celebrazione di un sacramento può essere interpretata come una manifestazione di diverse dinamiche profonde:


- La mercificazione del sacro: L'ansia e l'incertezza esistenziale tipiche della società contemporanea possono portare a una ricerca di rassicurazione attraverso oggetti e apparenze. Il rituale religioso, privato della sua autenticità spirituale, viene riempito di orpelli materiali, quasi a voler esorcizzare la fragilità della condizione umana attraverso il possesso e l'ostentazione.


- La performance identitaria: In una società dove l'immagine ha un peso sempre maggiore, la Prima Comunione diventa un'occasione per "performare" uno status sociale, sia per il bambino che per la famiglia. L'abito firmato, la bomboniera ricercata, il regalo costoso diventano simboli di appartenenza e di successo, oscurando il significato intrinseco del sacramento.


- La cultura dell'oggetto transazionale: La mentalità dell'"usa e getta" si insinua anche nelle relazioni interpersonali, come evidenziato dal concetto di "amori liquidi". L'altro rischia di essere percepito come un oggetto da consumare e scartare una volta esaurita la sua "utilità". Questo si riflette anche nella superficialità con cui spesso vengono vissuti eventi come la Prima Comunione, ridotti a un mero evento sociale da "consumare" e archiviare rapidamente.


-Dinamiche narcisistiche: L'esasperazione dell'individualismo e la centralità dell' "io" nella società contemporanea possono alimentare dinamiche narcisistiche. 

La celebrazione della Prima Comunione o di qualunque cerimonia religiosa o laica  rischia di diventare un'occasione per autocelebrazione e per la ricerca di validazione esterna attraverso l'ammirazione degli altri per lo sfarzo messo in scena.
 

In questo scenario, l’ antropologia può offrire un "riparo", un percorso di consapevolezza e di riappropriazione di significati più autentici. Attraverso l'esplorazione del proprio mondo interiore, delle proprie paure e dei propri desideri, l'individuo può iniziare a decostruire le dinamiche consumistiche e narcisistiche che influenzano le proprie relazioni e la propria percezione degli eventi significativi della vita.
 

L’ approccio psicosociale può aiutare a:

- Riconoscere e comprendere le radici dell'ansia e del bisogno di compensazione materiale.
- Elaborare le ferite narcisistiche e sviluppare una più sana autostima, indipendente dalla validazione esterna.


-Riscoprire il valore intrinseco delle relazioni umane, al di là della logica dell'"usa e getta".


- Riconnettersi con la dimensione spirituale e simbolica di eventi , sottraendoli alla logica puramente consumistica.


In conclusione, la deriva consumistica che spesso avvolge la celebrazione della Prima Comunione rappresenta una sfida alla sua autenticità spirituale e riflette dinamiche più ampie della società contemporanea. L’ approccio psicosociale, con la sua attenzione alla profondità dell'animo umano e alle dinamiche relazionali, può offrire un prezioso strumento per aiutare individui e famiglie a ritrovare un senso più autentico e significativo in questi momenti importanti, sottraendoli alla superficialità e alla transitorietà di una cultura "usa e getta". È un invito a riscoprire il valore del "non usa e getta": relazioni autentiche, valori spirituali profondi e una connessione significativa con il sacro. (Sabina Pistillo)

venerdì 28 marzo 2025

SI PUO' EDUCARE ALL'USO DELLO STRUMENTO DIGITALE'? DIRITTI E DOVERI

 

 


 

 

L’era digitale è qui: crescere consapevoli in relazione alla infosfera

A cura della counselor, psicologa Pistillo Sabina



 



Nell’ era digitale, il cellulare è uno strumento onnipresente nella vita dei bambini, anche in età prescolare e scolare. È diventato un’estensione della nostra persona, uno strumento indispensabile per la comunicazione, l’informazione e l’intrattenimento. Tuttavia, l'uso eccessivo e inconsapevole di questo dispositivo può portare a conseguenze negative sulla nostra salute fisica e mentale, sulle nostre relazioni e sul nostro benessere generale. Educare i nativi a un utilizzo responsabile della tecnologia è una sfida  pedagogica che coinvolge genitori, insegnanti e l’intera società.
Ma come possiamo garantire che i più giovani sviluppino un rapporto sano con il digitale?

I bambini di oggi crescono in un ambiente sempre più digitale, dove smartphone e tablet sono parte della quotidianità. Tuttavia, senza una guida adeguata, il rischio di abuso, dipendenza o esposizione a contenuti inappropriati è elevato. L’educazione digitale non significa solo insegnare come usare il cellulare, ma anche sviluppare:
•    Pensiero critico: distinguere informazioni affidabili da fake news.
•    Autoregolazione: imparare a gestire il tempo trascorso online.
•    Rispetto e sicurezza: prevenire il cyberbullismo e proteggere la propria privacy.
 Alcune strategie per un uso consapevole del cellulare per aiutare i bambini a sviluppare un approccio equilibrato alla tecnologia accompagnato da scelte educative per l’infanzia e la primaria giocano un ruolo fondamentale per :
 Esplorazione Guidata:
Introdurre i bambini al mondo digitale attraverso attività interattive e giochi educativi, sotto la supervisione di adulti. Utilizzare app e software che stimolino la creatività, la logica e le abilità cognitive.
 Limitare il Tempo Schermo:
Stabilire regole chiare sul tempo di utilizzo del cellulare e di altri dispositivi, alternando attività digitali e analogiche.Incoraggiare il gioco all'aperto, la lettura di libri e le attività manuali.
 Educazione alla Sicurezza Online:
Insegnare la sicurezza online. Parlare con i bambini di privacy, phishing e cyberbullismo è essenziale per proteggerli dai pericoli della rete. Stabilire regole chiare Definire limiti di tempo e momenti della giornata in cui l’uso del cellulare non è consentito (ad esempio, durante i pasti o prima di dormire) aiuta a creare abitudini sane. Insegnare ai bambini a proteggere i propri dati personali e a riconoscere i rischi del web. Promuovere un dialogo aperto sulla sicurezza online, incoraggiandoli a condividere eventuali esperienze negative.
Promuovere l'Interazione Sociale:
Incentivare attività offline, il digitale non deve sostituire il gioco all’aperto, la lettura o le interazioni sociali dal vivo. È importante trovare un equilibrio tra online e offline. Utilizzare il cellulare come strumento per rafforzare le relazioni sociali, ad esempio attraverso videochiamate con i nonni o giochi educativi con gli amici.  Incoraggiare il gioco di gruppo e le attività che favoriscono la comunicazione e la collaborazione.
Sviluppare il Pensiero Critico: Insegnare ai bambini a valutare le informazioni online,   distinguendo tra fonti affidabili e non. Promuovere la riflessione critica sui contenuti digitali, incoraggiandoli a porsi domande e a esprimere la propria opinione.
Modello di Comportamento:
Dare il buon esempio. I bambini imparano osservando gli adulti. Se vedono genitori e insegnanti usare il cellulare con moderazione, saranno più inclini a farlo anche loro.
Promuovere contenuti educativi
Esistono molte app e piattaforme che offrono esperienze digitali arricchenti. Invece di vietare il cellulare, si può guidare il bambino verso un uso costruttivo.
Gli adulti, genitori e insegnanti, devono essere un modello positivo, limitando il proprio uso del cellulare e dimostrando comportamenti responsabili online. Condividere con i bambini esperienze positive legate all'uso del digitale, mostrando come questo strumento possa essere utile e arricchente.
Educazione ai Diritti Digitali:
 Spiegare in modo semplice e adatto all'età i 10 diritti dei nativi digitali, sottolineando    l'importanza della privacy, della sicurezza e del rispetto online.Incoraggiare i bambini a esprimere la propria opinione e a partecipare attivamente alla vita digitale.
Attività Scolastiche:
Integrare l'educazione digitale nel curriculum scolastico, attraverso attività pratiche e laboratori interattivi Stem per sviluppare il pensiero computazionale. Utilizzare il cellulare come strumento didattico, per arricchire le lezioni e stimolare l'apprendimento con app e giochi interattivi.
Collaborazione Famiglia-Scuola:
Coinvolgere i genitori nell'educazione digitale dei bambini, attraverso incontri, workshop e materiali informativi. Creare una rete di supporto tra famiglia e scuola, per condividere strategie e affrontare insieme le sfide del mondo digitale.
Benessere Digitale:
Promuovere uno stile di vita equilibrato, che includa attività fisica, riposo adeguato e tempo libero lontano dagli schermi. Insegnare ai bambini a riconoscere i segnali di un uso eccessivo del cellulare e a chiedere aiuto in caso di difficoltà. Perché l’educazione digitale è fondamentale

Esistono 10 Diritti dei Nativi Digitali  stilati dal Centro Studi Erickson e patrocinati dall’ autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza. Questo decalogo è stato creato con l’obiettivo di fornire una guida per i genitori , educatori, insegnati. I nativi digitali, ovvero coloro che sono nati e cresciuti nell'era digitale, hanno diritti specifici che devono essere riconosciuti e tutelati:

1.    Diritto all'accesso: Tutti devono avere accesso a internet e alle tecnologie digitali.
2.    Diritto all'alfabetizzazione digitale: Tutti devono essere educati all'uso sicuro e responsabile delle tecnologie digitali.
3.    Diritto alla privacy: I dati personali devono essere protetti e utilizzati in modo trasparente.
4.    Diritto alla sicurezza: Tutti devono essere protetti da cyberbullismo, molestie online e altri rischi digitali.
5.    Diritto alla partecipazione: Tutti devono avere la possibilità di esprimere la propria opinione e partecipare alla vita online.
6.    Diritto all'innovazione: Tutti devono avere la possibilità di creare e innovare nel mondo digitale.
7.    Diritto alla disconnessione: Tutti hanno il diritto di disconnettersi e godersi il tempo offline.
8.    Diritto all'educazione: Tutti devono essere educati ai rischi e ai benefici dell'uso del digitale.
9.    Diritto alla protezione dalla discriminazione: Nessuno deve essere discriminato online.
10.    Diritto al benessere digitale: Tutti devono avere il diritto a un'esperienza digitale sana .


L'educazione all'uso consapevole del cellulare è un investimento fondamentale per il futuro dei bambini. Attraverso scelte educative mirate, possiamo aiutarli a sviluppare competenze digitali, pensiero critico e un rapporto sano con la tecnologia.  Occorre pertanto stabilire limiti di tempo per l'uso del cellulare. Disattivare le notifiche non essenziali. Creare spazi "digital-free" durante la giornata. Utilizzare app e strumenti per monitorare e gestire il tempo online. Educare i bambini e i ragazzi all'uso responsabile del cellulare rispettando i diritti dei nativi. Incoraggiare le scuole a promuovere percorsi di educazione digitale. La chiave sta nell’equilibrio: il cellulare può essere uno strumento potente per l’apprendimento e la comunicazione, ma solo se usato con consapevolezza e responsabilità.

 “Diritti del nativo digitale” messo a punto dal Centro Studi Erickson e pubblicato sotto forma di video su youtube.
 http://www.youtube.com/watch?v=YWg-d8WPXk0
 

domenica 2 marzo 2025

L'ALGORITMO DELL'UGUAGLIANZA, #RUBEN RAZZANTE con prefazione di LILIANA SEGRE. AUTOMATISMI ALGORITMICI DELLA #IA E DIFESA DELLA LIBERTA'

 


"La discriminazione algoritmica è  il riflesso di quella umana, cioè di forme di discriminazione esistente a livello sociale, economico, politico" (R. Razzante)

Il volume ha il pregio di portare la riflessione intorno alla Intelligenza Artificiale sulla posizione de "in medio stat virtus". Non possiamo non condividere tale posizione come facciamo da sempre e soprattutto dal Simposio Satellite organizzato dal SIEB sul tema scottante. Spiega l'A. nella sua prefazione:

"Le santificazioni e le demonizzazioni dell'Intelligenza Artificiale (AI) sono pericolosamente fuorvianti. Fanno deragliare il treno della riflessione collettiva sull'esigenza di un rapporto maturo ed equilibrato tra tecnologia e persona e producono alterazioni semantiche e distonie cognitive rispetto all'influsso degli algoritmi sul funzionamento delle società. Il filo sottile che lega le pagine di questa pubblicazione è proprio la loro riconducibilità ai valori dell'uguaglianza, dell'inclusività, dell'accessibilità, della sostenibilità nelle molteplici applicazioni dell'AI." 

L'A. opera nella cura dei testi una sorta di "operazione verità" sull'AI, per rinvigorire la democrazia della Rete, allontanando lo spettro del totalitarismo digitale. Completa il volume una prefazione di Liliana Segre, dal disegno umanistico.

Ruben Razzante è docente di Diritto dell'informazione, Diritto europeo dell'informazione e Regole della comunicazione d'impresa all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove si è laureato in giurisprudenza e in scienze politiche. È docente di Diritto dell'informazione al Master in giornalismo dell'Università Lumsa di Roma. Insegna ai corsi di formazione promossi dall'Ordine dei giornalisti. Nel 2023 è stato nominato consulente della "Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza" del Senato presieduta dalla senatrice a vita Liliana Segre.




Nel mentre scriviamo continuano gli attacchi DDOS contro siti istituzionali e no italiani operati dalla centrale (moltiplicata da nuove adesioni mercenarie) NONAME57, con sede in Bielorussia e tecnobraccio filoputiniano 



il che da quando il Presidente Mattarella ha puntualizzato temi di geopolitica riaffermando il sostegno all'Ucraina, da quando ha chiamato nuovi soggetti onnipotenti come "neofeudatari del Terzo Millennio", avidi di Spazio e Cyberspazio.


La molteplicità degli attacchi dal Cyberspazio si affianca alla anarchia destabilizzante del web attraverso la misinformazione e disinformazione, in nome dello "speech assoluto"




L'unica regola dell'infosfera è non avere regole? Fin dove sono legittime le azioni delle piattaforme digitali che non hanno CONFINI?
Gli attori economici sono divenuti agenti diretti del potere e controllori della INFOSFERA, scavalcando ogni orizzonte di marketing, come dimostrato dalla presenza di tali soggetti plutotecnocrati all'insediamento di Trump e la presenza di Elon Musk - non ai margini - nel Consiglio dei Ministri di Trump stesso. Loro corrono e noi dobbiamo correre ai ripari. (am)



Altre opere di Ruben Razzante:







martedì 25 febbraio 2025

CAMPAGNA SIEB DI SENSIBILIZZAZIONE PER INFANZIA E ADOLESCENZA

 

CON L'EVENTO CULTURALE SIEB DI TRANI DEL 22 FEBBRAIO 2025 SULLA COMUNICAZIONE E SULLA INTELLIGENZA ARTIFICIALE PARTE LA NOSTRA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE CONTRO DIPENDENZE DA INTERNET E SOCIAL A PROTEZIONE DELL'INFANZIA E ADOLESCENZA

SE CONDIVIDETE DIFFONDETE LIBERAMENTE IL POSTER CON OGNI MEDIUM


Potete richiedere pdf a 

sieb.segreteria.eventi@gmail.com


venerdì 21 febbraio 2025

UN ALTRA VITTIMA DEL #TUMORE AL PANCREAS: SCOMPARSO UN GRANDE MEDICO ONCOLOGO. #GIOVANNI SCAMBIA





DEDICHIAMO L'EVENTO SIEB DEL 22 FEBBRAIO A TRANI ALLO SCOMPARSO GIOVANNI SCAMBIA, GRANDE ED EMPATICO MEDICO.

Un grande medico muore dello stesso tumore al pancreas di cui è morto mio fratello Paolo Miglionico il quale oltre a essere co-fondatore del SIEB Italia-Spagna, da professionista ha collaborato con # Associazione Arges OdV senza sapere che ne sarebbe stato utente. Un motivo di più per dedicare il nostro evento culturale SIEB di domani 22 Febbraio 2025 a quanti, come Giovanni Scambia, hanno combattuto e perso: lo scrittore Dino Buzzati, il grande Pavarotti, Steve Jobs, la prima astronauta americana, Sally Ride, e le attrici Anna Magnani e Mariangela Melato; nel mondo del calcio Giacinto Facchetti, Gianluca Vialli, Giuseppe Meazza e Omar Sivori e tanti altri noti ed ignoti.
Come esplicitano i dati del Registro AIRTUM, rispetto a un ventennio fa il numero di morti causate da tutti i tumori si è abbassato, prova evidente dei progressi si in campo medico, segnati dall’arrivo di nuovi farmaci e da un approccio il più possibile personalizzato nei riguardi del singolo individuo: tra gli uomini le morti oncologiche sono scese del 14,4%, con riduzioni significative per il tumore della prostata, del polmone e del colon-retto, mentre tra le donne è stata registrata una flessione del 6,1%, derivante da un numero più basso di decessi provocati dal cancro allo stomaco, al colon-retto e alla mammella.
Purtroppo, in controtendenza, sia tra i maschi che tra le femmine il tumore del pancreas ha fatto segnare un aumento dei decessi, rispettivamente dell’1,9 e del 6,9%.
Sono noti alcuni fattori di rischio, tra cui l’abitudine al fumo di sigaretta, l’obesità e patologie croniche del pancreas come la pancreatite. Anche condizioni familiari, quali la sindrome di Peutz-Jeghers o di Lynch, la pancreatite ereditaria e le mutazioni del gene BRCA2 possono essere collegate a una maggiore probabilità di sviluppo del tumore pancreatico. Una bestia feroce e subdola che aggredisce all'improvviso. Non so se è una giustificazione cretina o una fantasia o magari una ipotesi da approfondire ma, dinanzi all'incremento di certe malattie mi viene sempre da associare l'alto grado di inquinamento ed in special modo le pervasive nanoplastiche e microplastiche. Sì forse è solo una fantasia riparatrice. (am)

achille miglionico