venerdì 14 ottobre 2011

ELOGIO DELLA FOLLIA 7: ma è veramente così bello il film "Terraferma"?

Dirò la mia, Utcunque de me vulgo mortales loquuntur - "Qualsiasi cosa siano soliti dire di me i mortali", traduco per quanti non conoscono il latino. Lo so, non sono un critico cinematografico e mi attirerò feroci e facili critiche ma io, Erasmo da Rotterdam, nel vostro tempo a cinema ci vado come spettatore ed in questa vostra democrazia voglio dire la mia. In una promettente rassegna organizzata a Trani dal Circolo del Cinema Dino Risi di Trani ho avuto modo di visionare il film Terraferma di Emanuele Crialese. La trama è semplice. E' la storia di un'isola siciliana, di pescatori, poco toccata dal turismo e troppo "arretrata" culturalmente anche per una metafora (vi si svolge un consiglio degli anziani come se si trattasse di una popolazione tribale del Kenya). L'isola viene investita dagli arrivi dei clandestini, e dalla regola nuova del respingimento: qui emerge il problema morale. Che fare? rinunciare al turismo emergente? salvare? accogliere? nascondere?  Una famiglia di pescatori con al centro un vecchio di grande autorità, una giovane donna che non vuole rinunciare a vivere una vita migliore e un ragazzo che, nella confusione, cerca la sua strada morale. Tutti messi di fronte a una decisione da prendere. 
Sembrano in conflitto tra loro le leggi di terra e leggi antiche del mare, che obbligano al soccorso. A noi risulta che l'Italia accolga da anni immigrati con una accoglienza umana e professionale che pochi possono vantare: in Spagna le motovedette hanno anche sparato. Nel Mediterraneo le forze navali di mare italiane si prodigano da sempre a soccorrere naufraghi e derelitti. Eppure la figura dell'ufficiale di finanza (nordico) così come tipizzata nel film appare la caricatura di un "leghista" (che la caricatura se la fanno da soli).
La scelta di una isola siciliana e vulcanica non può che richiamare subito alla mente pellicole di grande storia come La terra trema (1948) di Luchino Visconti, film ispirato a I Malavoglia di Giovanni Verga ma il richiamo è ancora più forte per Stromboli terra di Dio di Roberto Rossellini (1950), un classico del neorealismo italiano. Il ruolo della protagonista era allora destinato in origine ad Anna Magnani con cui Rossellini aveva una relazione. Vedendosi portar via la parte (anche nella vita) da Ingrid Bergman, la Magnani stessa si interstardì a girare a Lipari il film Vulcano, diretto da William Dieterle. Ma stiamo divagando.
 
L'Italia è meglio rappresentata qui (modello di Michele Miglionico, non imparentato con alcuni omonimi della ns. Redazione))


 
Il film Terraferma sembra il film delle occasioni perse: ha un incipit di grande respiro come una bella donna che ti fa saltare il cuore nel petto ma poi apre bocca e ti scade un poco. Il film mi ha deluso, non volevo ammetterlo all’uscita del cinema ma dopo un giorno di inconsapevole elaborazione, l'ho dovuto ammettere. Il film non evoca le emozioni che intende suscitare e secondo me perché la scelta inizialmente poetico-metaforica dell’isola-che-non-c'è atterra brutalmente nel reale, sull’Isola-che-c’è: dal fabulistico, da tanti sottolineato, si scende al piatto ordinario delle fiction televisive, con poche figure ben stagliate e delineate. Il nonno è ottimamente recitato ma la sua “altezza”  ci sembra sia stata penalizzata dalla globale scelta neorealistica del dialetto: il film forse decollerebbe oltre le "nuvole" del finale se fosse stato recitato in italiano (che i siciliani di ogni livello culturale e in ogni dove sanno cortesemente parlare con affascinante inflessione). L’atto comunicativo è parso mutilo, non di grande impatto in quanto supportato solo dall’extraverbale. Il dialetto strettissimo ha fatto sentire stranieri anche molti spettatori del Sud (figuriamoci quelli del Nord che avevano da ridire anche sul grande Troisi!): invece nel bellissimo film di Crialese Nuovomondo (2006) l’uso del dialetto era poesia storicizzata e ci rimbalzava nei secoli scorsi. La figura di Fiorello ricorda un Checco Zalone e mortifica le buone qualità dell'attore; il ragazzo, figlio di Donatella Finocchiaro nella trama, avrebbe potuto riecheggiare un Forrest Gump all’italiana ma delude anch’egli e non riesce ad essere nè un Forrest Gump nè un Ulisse, di cui condivide solo le traversie. Nulla dei dibattimenti interiori ed ansia conoscitiva esce dallo schermo che ha rinunciato a dipingere una bella metafora. La figura dell’ufficiale di Finanza, così banalmente del Nord e, parzialmente di tutte le divise, è una metafora politica? È un richiamo alla “piemontesizzazione” del Regno d’Italia unificato? Non si capisce. Oddio, ora mi chiameranno "folle" per quello che ho scritto. Infatti, era stato in qualche modo preannunciato, ma ora si ha la conferma: Terraferma, già Premio speciale della giuria alla Mostra di Venezia, ci risulta, sarà il film italiano in corsa agli Oscar 2012. Il regista Emanuele Crialese si è detto felicissimo per questa opportunità, dopo che la sua pellicola ha sbaragliato la concorrenza di altri film assai più quotati come il discutibile ma affascinante Habemus Papam di Nanni Moretti (alla seconda delusione dopo Cannes, poverino!). L'ho detto. Sigh. (Erasmo da Rotterdam)

martedì 4 ottobre 2011

ELOGIO DELLA FOLLIA 6: "Se Rudy Guede è stato condannato con l'accusa di omicidio in concorso, chi sono gli altri?".


PRIMA INQUIETUDINE dopo le assoluzioni di Perugia che hanno ribaltato sentenze e credibilità del sistema giudiziario. 
Coram populo il fratello di Mez, Lyle, in una dichiarazione a nome di tutta la famiglia in una conferenza stampa dice sommessamente ( e noi facciamo nostra la sua dichiarazione): "La mia famiglia non vuole vedere in prigione innocenti ma resta l'interrogativo: se Rudy Guede e' stato condannato con l'accusa di omicidio in concorso, chi sono gli altri?". E' l'inquietante (e sottaciuto da tanti?)interrogativo lanciato dal fratello di una giovane donna uccisa in un festino di Halloween. "Abbiamo fiducia nella giustizia italiana", ha detto la sorella Stefanie [Noi sempre meno in verità, N.d.R.], "...sappiamo che questa decisione è ancora appellabile e si proseguirà nella ricerca della verità, quindi abbiamo ancora speranza che la verità verrà fuori". Spes ultima dea. La famiglia di Meredith ha poi escluso un incontro con Raffaele, Amanda e le loro famiglie finché' non si conoscerà la "verita'" sulla morte di Meredith. Qualcuno vorrebbe già un incontro che finisse con un "vogliamoci tutti bene", colmo di buonismo imperante e incuria della verità fattuale.  "E' difficile perdonare qualcuno - replicato intelligentemente Lyle - se non si sa chi ha commesso il reato".

SECONDA INQUIETUDINE (rivolta a tutti gli Operatori della Giustizia). La divaricazione tra verità fattuale e verità processuale è oramai giunta all'inimmaginabile: non coincidono più da tempo nei tribunali italiani ove la parola VERITAS è iscritta solo nei legni. Noi cittadini non arriviamo mai a sapere una verità (ahia, e in questo ha cominciato con l'assassino del presidente Kennedy proprio l'America, che tanto ha massmediato unilateralmente il caso Meredith ). Verità fattuale. Mai. Ustica. Mai. Stragi. Mai. Piccoli e grandi processi. Mai. Avete notato che tra gli avvocati non ci sono più Azzeccagarbugli, avvocati- delle-cause-perse? Forse perchè dalle cause non emergono più nè vincitori nè vinti.Lo sconfitto si chiama "Giustizia". 

TERZA INQUIETUDINE. Ma ci si può fidare dei nostri organismi investigativi? Possibile che - a detta dei superperiti - commettano sempre errori? E' possibile confidare nei mezzi che nelle serie televisive risolvono casi di omicidio nel giro della trama? Ah, è proprio vero, la realtà migliore è quella televisiva, caro Popper, tu filosofo (non un personaggio di X Factor) che tanto denigrasti invano la tv. (Erasmo da Rotterdam)


Per non dimenticare le VITTIME REALI



AH!, QUARTA E PROSSIMA INQUIETUDINE: DOPO LA LIBERTA', PER AMANDA SI PROFILA IL BUSINESS? così vocifera la stampa. Alla prossima.(e.d.r.)

Il VUOTO-PIENO LASCIATO DA STAN LEE

Il 12 novembre - inCULTURA ha partecipato la notizia - è improvvisamente venuto a mancare Stan Lee e il cordoglio si è ...