giovedì 28 maggio 2026

#Anthropic sta per arrivare a Milano. Annuncio a fine Maggio. Un trend umanistico nello scenario della Intelligenza Artificiale?

 


Dario e Daniela Amodei hanno fondato Anthropic solo nel 2021, valutato oggi 380 miliardi di dollari



Anthropic sta per arrivare a Milano. Annuncio a fine Maggio. Un trend umanistico nello scenario della Intelligenza Artificiale?


Diversamente da altri attori operanti nel settore Intelligenza Artificiale che mostrano solo vantaggi e lati positivi della IA, Anthropic, colosso informatico, mette in guardia e dichiara un trend più umanistico 


L’avvento troppo rapido della IA non se lo aspettava nessuno così come nessuno aveva previsto il dilagare dei social ma forse oggi, con l'impatto destruente dei (dis)social sulla vita quotidiana, ci si sta interrogando di più e prima sui rischi evolutivi ed etici di un quid che potrebbe sfuggire di mano, soprattutto nelle mani di tecnoplutocrati, guerrafondai e di chi è semplicemente ossessionato dal binomio potere-denaro che caratterizza la attuale fase storica di capitalismo digitale. 


Anthropic è stato descritto da Martina Pennisi del Corriere della Sera come ”attore non cinico, ma critico della rivoluzione tecnologica” in atto. 


Nomen Omen? il brand appare ancora centrato sull’Uomo e tale impronta la si deve a Daniela Amodei che è un’ “umanista” prestata al capitalismo digitale. E’ lei che ha fondato nel 2021 Anthropic con il fratello Dario (leader tecnico), dopo che entrambi (di padre italiano) risolsero di “evadere” da OpenAI (incomprensioni etiche?). 

È atteso il 28 maggio pv l’annuncio dell’apertura a Milano del primo ufficio italiano dell’azienda, che ha  sede centrale  in California. Anthropic ha assunto in loco professionisti per supportare l’adozione dei suoi sistemi di AI nelle aziende italiane. Tra i clienti del colosso informatico si parla di  Satispay, Bending Spoons, Boston Consulting Group, assicurazioni come Generali, Unipol ecc. Dopo l’hub di Londra, Francia e Germania, tocca all’Italia. Chris Ciauri, managing director, ha specificato che il target sono le imprese, ma o stesso si augura la diffusione anche nelle Pmi. L’Italia ha già una quota di utilizzo di Claude Anthropic in crescita rispetto alla popolazione mondiale, con usi dominanti in area accademica, area di sviluppo di software ma anche negli usi personali (ricette!, viaggi, ecc). Claude è un'intelligenza artificiale conversazionale avanzata sviluppata da Anthropic che eccelle nella scrittura creativa, nell'analisi dei dati, nella programmazione e nella gestione di documenti lunghi. Tra le caratteristiche principali annoveriamo:


  • Comprensione e scrittura: genera testi fluidi e naturali in italiano, per cui si presta alla redazione di articoli, e-mail, report o addirittura la correzione di bozze (ci sovviene il racconto sf di Isaac Asimov “Il correttore di bozze”!).
  • Analisi di documenti: carica documenti PDF o file di testo corposi, li riassume o fornisce informazioni sul contenuto.
  • Navigazione web: accede ad informazioni sempre aggiornate direttamente dalla rete.
  • Lavoro con immagini e file: Puoi caricare grafici o foto per un'analisi visiva immediata.
  • Il tutto SENZA PUBBLICITA’ (essendo praticamente a pagamento). 


Riusciranno i nostri eroi Amodei a mantenere una linea di condotta aziendale consapevole e orientata in senso umanistico? La competitività nel settore IA non guarda in faccia a nessuno e secondo noi mostra meno scrupoli degli attori protagonisti della Guerra Fredda: gli interessi in gioco, tra guerre economiche e guerre assurdamente vere, sono da vertigine e mantenere una linea etica non è facile. Lo attesta il recente aspro contrasto, che ha destato rabbia trumpiana, tra governo USA e Anthropic stesso allorchè l’azienda non ha inteso collaborare con il  Pentagono di oggi. Il Dipartimento della Difesa - ribattezzato della Guerra dal Presidente, degno rappresentante della Madness Theory citata da Nixon negli anni Settanta - si è rivolta ad altri giganti informatici. E gli altri attori della IA (SpaceX, OpenAI, Google, Microsoft, Nvidia, Amazon, Oracle e Reflection) hanno subito siglato accordi con  il Pentagono: ciò produrrà un isolamento di Anthropic? 

Gli Amodei hanno chiarito alla stampa: «Il nostro obiettivo non era arrivare allo scontro, ma come azienda privata ci sono certe linee che per noi è importante mantenere». Ci vogliamo credere. Le aree delicate sono il controllo dei cittadini a fini preventivi e la IA utilizzata in campo militare, senza dimenticare l’impatto educativo e neuropsicologico sulle generazioni rese dipendenti. 


Per non ripetere errori commessi con i social bisogna confrontarsi da oggi sul futuro che è prossimo e non remoto.

(achille miglionico)

lunedì 18 maggio 2026

INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA CIBERNETICA E BIOETICA: A CHE PUNTO SIAMO? Simposio sull’Intelligenza Artificiale – II Edizione, anno 2026

 

da sin. Achille Miglionico, Alfredo Nolasco e Lucia De Mari (Direttore Resp.le di InCultura)


INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA CIBERNETICA E BIOETICA: 
A CHE PUNTO SIAMO?
Simposio SIEB sull’Intelligenza Artificiale – II Edizione, anno 2026


A conclusione del “Corso introduttivo alla comunicazione berniana” del 16 maggio 2026, il SIEB (Seminari internazionali Eric Berne) ha dedicato ampio spazio al tema dell’Intelligenza artificiale e ai suoi più recenti sviluppi.

Se la I edizione di questo simposio satellite, inaugurata nel 2025, aveva affrontato il tema dell’intelligenza artificiale con un titolo che rimandava, di sillaba in sillaba, alla metafora di un’identità alternata o confusa tra intelligenza artificiale e pronome personale - IA e IO - enunciato a chiare lettere nel titolo “I.A. tra cibernetica e bioetica: IA o IO?”; nella II edizione, ci si chiede invece, coraggiosamente – ed è proprio il caso di dirlo –, a distanza di un anno, «a che punto siamo?», come recita la locandina: “Intelligenza Artificiale tra cibernetica e bioetica: a che punto siamo?”.
Il simposio è stato introdotto dall’oboe di Giulia Marzano, docente e artista raffinata e poliedrica; moderato dal noto e apprezzato conduttore e giornalista Alfredo Nolasco; e arricchito dalla presenza di Lucia De Mari, volto noto del giornalismo e assessore uscente, da sempre impegnata sul piano culturale e politico, nonché nostro direttore responsabile del blog Incultura.

Un intermezzo magico: la Maestra Giulia Marzano, Obe

I contributi, curati coralmente dalla Redazione di Incultura, sono stati molteplici e hanno permesso di osservare il tema principale da differenti punti di vista, generando nel pubblico domande e riflessioni che mostrano quanto l’attenzione e le preoccupazioni legate all’intelligenza artificiale siano in decisivo aumento. Seguono le aree argomentate, titolo per titolo, accompagnate da un breve abstract esemplificativo.

Con il suo Dall'Ipse Dixit all’Oracolo di Delfi, Achille Miglionico (Presidente SIEB, Direttore didattico dell’Istituto e neuropsichiatra), interviene con un accurato report di quanto emerge, da più parti, circa i danni cognitivi e comportamentali derivati dalla serie di dipendenze digitali, sia su di un pubblico adulto, sia, e soprattutto, tra i più giovani e coloro che di fatto stanno crescendo in un contesto deprivato di circostanze, abilità, risorse, mezzi e occasioni che avrebbero potuto - e dovuto - avere a disposizione. Il suo contributo, ricchissimo di spunti e dati, diventa occasione, denuncia e richiamo alla necessità di mantenere aperto il tavolo del dialogo, sollecitando le parti adulte a intervenire costantemente e responsabilmente al fine di mitigare i bias emergenti e favorire l’imprinting di un’educazione consapevole e in alcun modo delegabile ad apparecchiature elettroniche o sistemi di machine learning.

Il tempo della cura, Kairos, di Neus Lopez Calatayud (Psicoterapeuta, e Istruttore Senior di Mindfulness), dedica sensibile attenzione al tema della percezione del tempo entro cui si svolgono le relazioni, tanto nella quotidianità quanto, soprattutto, nei luoghi e contesti di cura e nei momenti di sofferenza dell’anima che necessitano di nutrimento, tempo, pazienza ed empatia: nulla di ciò può in alcun modo delegarsi a una chat o a una intelligenza artificiale. Tutto ciò nel mentre varie fonti giornalistiche portano all’attenzioni i primi casi conclamati di dipendenza dall’intelligenza artificiale: l’uso crescente delle chat di intelligenze artificiali in sostituzione di genitori, parenti, amici o persino della consulenza terapeutica ove necessaria, richiama tutti a riflettere su come interagire e intervenire nei contesti in cui operiamo.

Ai & Copyright di Lidia Ratti (UX writer), prende avvio dal caso di Eddie Dalton, bluesman sintetico prodotto dall’intelligenza artificiale generativa; richiama il tema del deepfake vocale con il caso di Sienne Rose; menziona la band country Breaking Rust, interamente generata tramite AI; e indica, come esempio e forse monito, il recentissimo caso dell’attore scomparso Val Kilmer, riportato “in vita” dall’intelligenza artificiale e prossimo al ritorno al cinema come prodotto di elaborazione artificiale. Era inevitabile attraversare il tema del copyright, discusso crocevia normativo, in attesa di ridefinizione coerente tra diritti e responsabilità. Da un lato, il dibattito si concentra sulle possibili violazioni sia in fase di input – addestramento e training dell’intelligenza artificiale – sia in fase di output, cioè nelle risposte, produzioni e opere realizzate con intelligenze generative e, dall'altro, deve considerare lobby, interessi di mercato e normative tutt'altro che chiare e uniformi. Al momento con riguardo all’output e quindi all’opera generata – sia chiaro, generata e non creata: l’AI non crea – prevale il riconoscimento della proprietà intellettuale validato sulla base dell’effettivo apporto umano che deve imprescindibilmente restare dominante. In fase di addestramento tutto appare più caotico e complesso: nella maggior parte dei casi conosciamo in modo generico le fonti di training, non siamo in grado di definire possibili rischi di plagio e ignoriamo quanti dati provengano, ad esempio, da shadow libraries – biblioteche ombra – o da materiale protetto e utilizzato senza regolare autorizzazione. Questi sono soltanto alcuni esempi che definiscono il clima di incertezza e lasciano aperti molti interrogativi che sarà necessario chiarire e regolamentare. Non solo copyright, dunque, ma anche licenze, termini d’uso, certezza delle fonti, normative, tutele, otre alla tracciabilità del training, costituiscono alcuni dei punti oggetto di dibattito sul quale ci sarà ancora tanto da dire e fare.

L’Intelligenza artificiale come metafora nella vita quotidiana di Claudio Leone (Docente di lettere, counselor a orientamento analitico-transazionale e scrittore), sviluppa una riflessione che prende avvio tanto dall’esperienza didattica quanto dalle cronache più recenti. Il suo intervento porta in primo piano vari titoli giornalistici esemplificativi per i contenuti di denuncia di recenti casi - estremi - in cui l’attribuzione di un valore di verità e la personificazione del “dialogo artificiale” con l’AI ha indotto taluni, certamente in un qualche modo più fragili o meno consapevoli, a gesti dalle tragiche conseguenze. Nel discuterne il relatore si sofferma su fonti, suggerisce letture di approfondimento e osserva, soprattutto, come si stia manifestando una tendenza semantica a comparare, in modo apparentemente del tutto logico e coerente, quasi fosse del tutto naturale, ciò che in natura non lo è affatto; sottolinea come, più e più volte, sia generalizzato e divulgato un linguaggio che confonde e contribuisce a divulgare una sorta di personificazione della macchina artificiale.  Occorrerebbe, piuttosto, tracciare un netto distinguo tra l'uno e l'altra, tra uomo e macchina: l’uomo pensa l’universo, la macchina elabora dati e simula. In alcun modo essa dovrebbe essere identificata con la persona. Non «ella», dunque, ma «essa»; non persona ma cosa; non aiuto, ma strumento. L’AI va intesa coerentemente con le sue funzioni: non è persona, ma un simulatore di persona, qualcosa che potremmo al più concepire come simulacro, tanto più che proprio in questa simulazione rischiamo di smarrire le nostre identità più autentiche e personali. 


AI e mercato del lavoro di Michela Gentile (Project Manager), pone al centro dell’intervento l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato occupazionale. Quella che inizialmente avrebbe potuto rappresentare un’automazione finalizzata ad affrancare l’uomo dai compiti ripetitivi e manuali, sta, di fatto, prendendo piede e trovando applicazione in ogni settore, comprese le professioni altamente specializzate. Pur riconoscendo l’importanza strategica dal dato e la necessità di lasciare che differenti competenze “dialoghino tra di loro” integrandosi e specializzandosi in contesti AI, generando nuove forme di competizione e nuove richiesta di competenze, differenti studi suggerirebbero che questa rapida rivoluzione tenda maggiormente a mitigare rischi, velocizzare processi e migliorare operazioni piuttosto che ad escludere o sostituire l’uomo. L’intervento richiama quindi alla necessità di un dialogo sociale tra le parti coinvolte – governi, datori di lavoro e organizzazioni dei lavoratori – al fine di preparare un futuro digitale inevitabile ma che, con le dovute cautele, possa rivelarsi in qualche modo equo e sostenibile, purché supervisionato dalla mente umana ...

Claudio Leone

A un anno dal primo confronto pubblico sul tema, la domanda non sembra più essere “IA o IO?”, ma quale spazio l’uomo intenda preservare per sé nell’epoca della simulazione intelligente. Il simposio, più che offrire risposte definitive, ha mostrato quanto il confronto sull’intelligenza artificiale sia inevitabile e urgente, prima ancora che sul piano propriamente tecnologico, sul piano umano, educativo, etico e relazionale nonché sul piano ecologico (le IA sono energivore anzi energivoraci, come ha detto Miglionico).

Tina Ardito, Pietro Grippo e Emanuele Fabiano


Michela Gentile e Achille Miglionico


Parte della Redazione di InCultura:
da sin. Domenico Ardito, Lidia Ratti, Tina Ardito, Achille Miglionico, Claudio Leone, Neus Lopez.

COMUNICAZIONE BERNIANA Evento formativo SIEB – Edizione 2026

 

 

CORSO INTRODUTTIVO 
ALLA COMUNICAZIONE BERNIANA 

Evento formativo SIEB – Edizione 2026

L’Istituto SIEB (Seminari internazionali Eric Berne), con il supporto di OdV Arges - organizzazione no profit attiva sul territorio nelle cure palliative rivolte a pazienti oncologici o affetti da patologie croniche invalidanti - anche per il 2026, sabato 16 maggio, ha rinnovato il proprio impegno formativo attivando il Corso Introduttivo alla Comunicazione Berniana, presso la Sala della Croce Bianca di Trani.
Nel contesto dell’evento formativo, fondamentale per l’approccio agli elementi essenziali della disciplina, è stato inoltre riservato spazio alla campagna SIEB di sensibilizzazione, avviata nel 2025, a tutela dell’igiene mentale di bambini e adolescenti, immersi in un contesto digitale che mostra sempre più complicanze e anticipa disagi futuri che neuroscienziati, educatori e sociologi denunciano da tempo, evidenziando la necessità di riformulare un’alleanza educativa tra adulti a protezione dei più giovani.

Campagna SIEB di sensibilizzazione, 
a tutela dell’igiene mentale di bambini e adolescenti

Il corso, certificato come modello “101” a indirizzo analitico-transazionale, ha raccolto attorno a sé studenti e docenti, manager, professionisti socio-sanitari, operatori delle aree di consulenza di vario genere e quanti abbiano coltivato e intendano coltivare interessi nell’ambito delle strategie della comunicazione.
L’Istituto S.I.E.B. Italia-Spagna nato ufficialmente nel 1996; circa mezzo secolo dopo la prima opera publicata da Eric Berne (The Mind in Action, Simon & Schuster, New York 1947) rappresenta la dimostrazione di quanto profonde fossero le radici germogliate dal pensiero acuto ed eclettico dello psichiatra canadese, padre dell’Analisi Transazionale. Un approccio sviluppatosi dalle radici neopsicoanalitiche attraverso le migliori istanze sistemico-relazionali della Scuola di Palo Alto e dinamicamente proteso a cogliere le più concrete trasformazioni sociali in atto, così come ci è dimostrato dalla sezione post-corso dedicata alla II edizione del Simposio sull’Intelligenza artificiale “Intelligenza Artificiale tra cibernetica e bioetica: a che punto siamo?”.

Il corso, condotto dallo psichiatra, psicoterapeuta e analista transazionale, dott. Achille Miglionico, si è sviluppato tra narrazione, didattica teorica e framework progettati per favorire la comprensione applicata dei principali nuclei concettuali della disciplina. Si è parlato di Stati dell’Io, Transazioni, Giochi psicologici di tipica matrice berniana e Contaminazioni; è stato inoltre approfondito il distinguo tra linguaggio digitale e linguaggio analogico, esplorando i domini della comunicazione verbale e non verbale ed enfatizzando gli aspetti utili a favorire una comunicazione consapevole, nonché gli elementi di criticità comunemente presenti nei nostri dialoghi personali e professionali. La giornata formativa si è distinta per consensi e partecipazione attiva. Su tali presupposti, pienamente aderenti alla mission dell’Istituto negli ambiti di ricerca e studio del bisogno formativo sociale, il SIEB ha attivato un servizio di ricognizione tematica dedicato ai contesti della comunicazione e ai laboratori teorico-pratici di indirizzo analitico-transazionale. Sarà sufficiente inviare mail con oggetto Richiesta Tematica Laboratorio all’indirizzo sieb.segreteria.eventi@gmail.com e l'Istituto avrà cura di censire le aree tematiche di maggior interesse e di adoperarsi per la programmando delle nuove attività formative.

 Lidia M. Ratti