sabato 9 maggio 2009

FUMETTI - Trapassati Inc. #02

di Michele Miglionico


Diciamolo subito: oggigiorno, meno di sette euro per leggere quasi trecento pagine di fumetto sono un'occasione rara. Certo, la confezione editoriale non è lussuosa, ma è più che decente. L'Eura Editoriale sperava di alzare le vendite di "Skorpio" inserendovi lo spin-off del (relativo) best-seller "John Doe". Non sappiamo se la strategia abbia funzionato, ma per nostra fortuna punta a guadagnare ancora dal franchise, per così dire, con queste antologie di "Trapassati Inc.", le avventure di John Doe precedenti alla sua serie iniziali.
Chi è John Doe? Se non lo sapete, è probabile che questo volume non faccia per voi. Eppure, il redazionale introduttivo dà tutte le informazioni utili per la fruizione delle storie. E' un mondo surreale quello in cui si muove il protagonista, dipendente della Morte responsabile di far sì che le persone decedano nel modo e nel momento giusto. Questi scorci del passato sono affidati solo a Lorenzo Bartoli, il più poetico tra i due creatori di questo universo narrativo - abbastanza da concedersi più di una licenza sulle regole che lo dominano. Come in ogni antologia che si rispetti, la qualità non può essere costante: qualche idea rimane più impressa delle altre, come un certo omaggio a Carl Barks, con la discreta parodia di Zio Paperone e la Banda Bassotti. 
Non bisogna trascurare il peso dei vari disegnatori, dagli stili più diversi, che spesso si fanno le ossa proprio sulle pagine della rivista che ospita la serie. Il più prolifico è Spartaco Ripa, aspirante erede di Giancarlo Alessandrini, con ancora un po' di strada da fare; tra i nomi più noti e interessanti, Walter Venturi.
Peccato per la grafica povera della copertina, ma si può chiudere un occhio davanti a un volume corposo e godibile.

giovedì 7 maggio 2009

FUMETTI - Cornelio #05

di Michele Miglionico


Cornelio è uno scrittore di gialli che bazzica la televisione. Vi ricorda qualcosa? Soprattutto considerando che è uguale a Carlo Lucarelli... Ma era già tutto previsto dal sopratitolo della testata. Superato lo straniamento, ci si può immergere nella versione fantastica del mondo dell'autore, filtrata attraverso il nostro medium da Mauro Smocovich. Fantastica perché il paranormale è dietro l'angolo. Il protagonista è sull'orlo della follia, visto che interloquisce abitualmente con gli ectoplasmi di Sherlock Holmes, Philip Marlowe e Sandokan. La loro presenza è più di un omaggio: è un modo per citare in maniera massiva, forse eccessiva; è un modo per movimentare i dialoghi. E presuppone una buona conoscenza degli originali da parte dello sceneggiatore, il che gli fa merito e fa da contropeso all'escamotage. In fondo i comprimari in carne ed ossa non mancano, nelle forme di intriganti personaggi femminili come richiede una certa tradizione. Inaspettato, c'è anche un cameo di Cattivik.
"Fantasmi all'opera" parla di un teatro maledetto, prendendo suggestioni da una nota storia multi-mediale dal nome simile e da tutta una certa letteratura. Lo svolgimento vanta qualche originalità, con un finale non del tutto prevedibile. Francesco Bonanno lavora bene nel tratteggiare i personaggi e le ambientazioni, il suo stile è più pulito e leggibile che personale, e non sfigurerebbe affatto su un albo della Sergio Bonelli Editore.
Nonostante ciò che si potesse aspettare, la fattura della serie è onesta. Mini-serie, per la cronaca, che si conclude nel successivo numero, solo per ri-proseguire.

martedì 5 maggio 2009

FUMETTI - Tesori Disney #01

di Michele Miglionico


Dopo le classiche testate di ristampa, le collane allegate ai quotidiani e la chiusura de "I Maestri Disney", ecco che l'editore di "Topolino" sforna una nuova serie monotematica per appasionati, dedicata a importanti saghe del passato, inaugurandola con la più amata epopea italiana con protagonisti i paperi, qui intitolata posticciamente "Paperino nel fantastico mondo di Reginella". La controversa e impossibile storia d'amore tra Donald Duck e la regina aliena si dipana tra il 1972 e 1994, in cinque avventure scritte dallo storico Rodolfo Cimino e disegnate da Giorgio Cavazzano, ad esclusione della più recente, con le matite di Anton Bancells Pujada. La raccolta permette di vedere l'evoluzione del maestro veneziano, che pur acquisendo man mano il suo stile è da sempre impeccabile. Il disegnatore spagnolo non lo scimmiotta, fa un buon lavoro che però sfigura per cause di forza maggiore.
Lo sceneggiatore è immaginifico, poetico e a tratti audace, considerando che ogni capitolo non può avere un lieto fine. Nonostante alcune incongruenze e l'assenza di Paperina, parliamo di pagine con toni che raramente possiamo o potremo rileggere su "Topolino".
L'edizione è lussuosa: un cartonato con carta lucida, molti articoli a corredo - di cui un'interessante anteprima di possibili prosecuzioni della saga, anche se si dice siano in parte riciclati. Una cura ancora maggiore avrebbe evitato l'inversione di due tavole nella prima storia e altre piccole pecche.
Purtroppo il prezzo scoraggerà i più. Contiamo comunque nelle sequele della collana.

domenica 3 maggio 2009

FUMETTI - Martin Mystère #300

di Michele Miglionico


Contro gran parte dei pronostici, un'ormai storica colonna della Bonelli ha tagliato un traguardo di tutto rispetto. Peccato che la pluriventennale carriera della testata inizi a farsi sentire. Carlo Recagno, braccio destro di Alfredo Castelli e qui suo sostituto, ricalca la tradizione dei precedenti centenari, impostando la storia in modo che il colore d'occasione non sia solo un extra, ma un perno della narrazione. Poteva funzionare la prima, la seconda volta... ma a lungo andare il meccanismo cigola. In quest'albo, più che mai, lo sceneggiatore non riesce a mascherare quest'impostazione forzata, strutturando l'albo in sette racconti dedicati agli altrettanti colori dell'arcobaleno, tenuti insieme alla bell'e meglio da una cornice non del tutto convincente, disegnata dal fido Giancarlo Alessandrini. Si viaggia nel tempo, nel passato di Martin Mystere e dei suoi comprimari... guarda caso. Una minaccia cosmica potrebbe stravolgere il corso della Storia e il nostro cast, senza neanche saperlo, ne viene coinvolto. Troppo classico e stereotipato; aggettivi calzanti anche per molti dialoghi. Al di là di questi limiti, un appassionato della serie non può non apprezzare l'approfondimento storico-introspettivo dei personaggi che, di episodio in episodio, il buon Recagno ci offre.
I disegnatori sono professionisti, eppure il tratto di nessuno riesce a sposare particolarmente bene la quadricromia. Non è chiaro se sia una questione di abitudine tecnica o abitudine del lettore. Dettagli veniali, di fronte alla possibilità di vedere all'opera firme dylandoghiane (e non) su queste pagine. Peccato che l'episodio di Bruno Brindisi non contempli l'interpretazione dei personaggi classici.
Dovendo scegliere tra due albi che vantano la presenza di Sergej Orloff... il n. 299 era molto più pregnante de "I sette signori dell'iride".

Il VUOTO-PIENO LASCIATO DA STAN LEE

Il 12 novembre - inCULTURA ha partecipato la notizia - è improvvisamente venuto a mancare Stan Lee e il cordoglio si è ...