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lunedì 18 maggio 2026

INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA CIBERNETICA E BIOETICA: A CHE PUNTO SIAMO? Simposio sull’Intelligenza Artificiale – II Edizione, anno 2026

 

da sin. Achille Miglionico, Alfredo Nolasco e Lucia De Mari (Direttore Resp.le di InCultura)


INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA CIBERNETICA E BIOETICA: 
A CHE PUNTO SIAMO?
Simposio SIEB sull’Intelligenza Artificiale – II Edizione, anno 2026


A conclusione del “Corso introduttivo alla comunicazione berniana” del 16 maggio 2026, il SIEB (Seminari internazionali Eric Berne) ha dedicato ampio spazio al tema dell’Intelligenza artificiale e ai suoi più recenti sviluppi.

Se la I edizione di questo simposio satellite, inaugurata nel 2025, aveva affrontato il tema dell’intelligenza artificiale con un titolo che rimandava, di sillaba in sillaba, alla metafora di un’identità alternata o confusa tra intelligenza artificiale e pronome personale - IA e IO - enunciato a chiare lettere nel titolo “I.A. tra cibernetica e bioetica: IA o IO?”; nella II edizione, ci si chiede invece, coraggiosamente – ed è proprio il caso di dirlo –, a distanza di un anno, «a che punto siamo?», come recita la locandina: “Intelligenza Artificiale tra cibernetica e bioetica: a che punto siamo?”.
Il simposio è stato introdotto dall’oboe di Giulia Marzano, docente e artista raffinata e poliedrica; moderato dal noto e apprezzato conduttore e giornalista Alfredo Nolasco; e arricchito dalla presenza di Lucia De Mari, volto noto del giornalismo e assessore uscente, da sempre impegnata sul piano culturale e politico, nonché nostro direttore responsabile del blog Incultura.

Un intermezzo magico: la Maestra Giulia Marzano, Obe

I contributi, curati coralmente dalla Redazione di Incultura, sono stati molteplici e hanno permesso di osservare il tema principale da differenti punti di vista, generando nel pubblico domande e riflessioni che mostrano quanto l’attenzione e le preoccupazioni legate all’intelligenza artificiale siano in decisivo aumento. Seguono le aree argomentate, titolo per titolo, accompagnate da un breve abstract esemplificativo.

Con il suo Dall'Ipse Dixit all’Oracolo di Delfi, Achille Miglionico (Presidente SIEB, Direttore didattico dell’Istituto e neuropsichiatra), interviene con un accurato report di quanto emerge, da più parti, circa i danni cognitivi e comportamentali derivati dalla serie di dipendenze digitali, sia su di un pubblico adulto, sia, e soprattutto, tra i più giovani e coloro che di fatto stanno crescendo in un contesto deprivato di circostanze, abilità, risorse, mezzi e occasioni che avrebbero potuto - e dovuto - avere a disposizione. Il suo contributo, ricchissimo di spunti e dati, diventa occasione, denuncia e richiamo alla necessità di mantenere aperto il tavolo del dialogo, sollecitando le parti adulte a intervenire costantemente e responsabilmente al fine di mitigare i bias emergenti e favorire l’imprinting di un’educazione consapevole e in alcun modo delegabile ad apparecchiature elettroniche o sistemi di machine learning.

Il tempo della cura, Kairos, di Neus Lopez Calatayud (Psicoterapeuta, e Istruttore Senior di Mindfulness), dedica sensibile attenzione al tema della percezione del tempo entro cui si svolgono le relazioni, tanto nella quotidianità quanto, soprattutto, nei luoghi e contesti di cura e nei momenti di sofferenza dell’anima che necessitano di nutrimento, tempo, pazienza ed empatia: nulla di ciò può in alcun modo delegarsi a una chat o a una intelligenza artificiale. Tutto ciò nel mentre varie fonti giornalistiche portano all’attenzioni i primi casi conclamati di dipendenza dall’intelligenza artificiale: l’uso crescente delle chat di intelligenze artificiali in sostituzione di genitori, parenti, amici o persino della consulenza terapeutica ove necessaria, richiama tutti a riflettere su come interagire e intervenire nei contesti in cui operiamo.

Ai & Copyright di Lidia Ratti (UX writer), prende avvio dal caso di Eddie Dalton, bluesman sintetico prodotto dall’intelligenza artificiale generativa; richiama il tema del deepfake vocale con il caso di Sienne Rose; menziona la band country Breaking Rust, interamente generata tramite AI; e indica, come esempio e forse monito, il recentissimo caso dell’attore scomparso Val Kilmer, riportato “in vita” dall’intelligenza artificiale e prossimo al ritorno al cinema come prodotto di elaborazione artificiale. Era inevitabile attraversare il tema del copyright, discusso crocevia normativo, in attesa di ridefinizione coerente tra diritti e responsabilità. Da un lato, il dibattito si concentra sulle possibili violazioni sia in fase di input – addestramento e training dell’intelligenza artificiale – sia in fase di output, cioè nelle risposte, produzioni e opere realizzate con intelligenze generative e, dall'altro, deve considerare lobby, interessi di mercato e normative tutt'altro che chiare e uniformi. Al momento con riguardo all’output e quindi all’opera generata – sia chiaro, generata e non creata: l’AI non crea – prevale il riconoscimento della proprietà intellettuale validato sulla base dell’effettivo apporto umano che deve imprescindibilmente restare dominante. In fase di addestramento tutto appare più caotico e complesso: nella maggior parte dei casi conosciamo in modo generico le fonti di training, non siamo in grado di definire possibili rischi di plagio e ignoriamo quanti dati provengano, ad esempio, da shadow libraries – biblioteche ombra – o da materiale protetto e utilizzato senza regolare autorizzazione. Questi sono soltanto alcuni esempi che definiscono il clima di incertezza e lasciano aperti molti interrogativi che sarà necessario chiarire e regolamentare. Non solo copyright, dunque, ma anche licenze, termini d’uso, certezza delle fonti, normative, tutele, otre alla tracciabilità del training, costituiscono alcuni dei punti oggetto di dibattito sul quale ci sarà ancora tanto da dire e fare.

L’Intelligenza artificiale come metafora nella vita quotidiana di Claudio Leone (Docente di lettere, counselor a orientamento analitico-transazionale e scrittore), sviluppa una riflessione che prende avvio tanto dall’esperienza didattica quanto dalle cronache più recenti. Il suo intervento porta in primo piano vari titoli giornalistici esemplificativi per i contenuti di denuncia di recenti casi - estremi - in cui l’attribuzione di un valore di verità e la personificazione del “dialogo artificiale” con l’AI ha indotto taluni, certamente in un qualche modo più fragili o meno consapevoli, a gesti dalle tragiche conseguenze. Nel discuterne il relatore si sofferma su fonti, suggerisce letture di approfondimento e osserva, soprattutto, come si stia manifestando una tendenza semantica a comparare, in modo apparentemente del tutto logico e coerente, quasi fosse del tutto naturale, ciò che in natura non lo è affatto; sottolinea come, più e più volte, sia generalizzato e divulgato un linguaggio che confonde e contribuisce a divulgare una sorta di personificazione della macchina artificiale.  Occorrerebbe, piuttosto, tracciare un netto distinguo tra l'uno e l'altra, tra uomo e macchina: l’uomo pensa l’universo, la macchina elabora dati e simula. In alcun modo essa dovrebbe essere identificata con la persona. Non «ella», dunque, ma «essa»; non persona ma cosa; non aiuto, ma strumento. L’AI va intesa coerentemente con le sue funzioni: non è persona, ma un simulatore di persona, qualcosa che potremmo al più concepire come simulacro, tanto più che proprio in questa simulazione rischiamo di smarrire le nostre identità più autentiche e personali. 


AI e mercato del lavoro di Michela Gentile (Project Manager), pone al centro dell’intervento l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato occupazionale. Quella che inizialmente avrebbe potuto rappresentare un’automazione finalizzata ad affrancare l’uomo dai compiti ripetitivi e manuali, sta, di fatto, prendendo piede e trovando applicazione in ogni settore, comprese le professioni altamente specializzate. Pur riconoscendo l’importanza strategica dal dato e la necessità di lasciare che differenti competenze “dialoghino tra di loro” integrandosi e specializzandosi in contesti AI, generando nuove forme di competizione e nuove richiesta di competenze, differenti studi suggerirebbero che questa rapida rivoluzione tenda maggiormente a mitigare rischi, velocizzare processi e migliorare operazioni piuttosto che ad escludere o sostituire l’uomo. L’intervento richiama quindi alla necessità di un dialogo sociale tra le parti coinvolte – governi, datori di lavoro e organizzazioni dei lavoratori – al fine di preparare un futuro digitale inevitabile ma che, con le dovute cautele, possa rivelarsi in qualche modo equo e sostenibile, purché supervisionato dalla mente umana ...

Claudio Leone

A un anno dal primo confronto pubblico sul tema, la domanda non sembra più essere “IA o IO?”, ma quale spazio l’uomo intenda preservare per sé nell’epoca della simulazione intelligente. Il simposio, più che offrire risposte definitive, ha mostrato quanto il confronto sull’intelligenza artificiale sia inevitabile e urgente, prima ancora che sul piano propriamente tecnologico, sul piano umano, educativo, etico e relazionale nonché sul piano ecologico (le IA sono energivore anzi energivoraci, come ha detto Miglionico).

Tina Ardito, Pietro Grippo e Emanuele Fabiano


Michela Gentile e Achille Miglionico


Parte della Redazione di InCultura:
da sin. Domenico Ardito, Lidia Ratti, Tina Ardito, Achille Miglionico, Claudio Leone, Neus Lopez.

COMUNICAZIONE BERNIANA Evento formativo SIEB – Edizione 2026

 

 

CORSO INTRODUTTIVO 
ALLA COMUNICAZIONE BERNIANA 

Evento formativo SIEB – Edizione 2026

L’Istituto SIEB (Seminari internazionali Eric Berne), con il supporto di OdV Arges - organizzazione no profit attiva sul territorio nelle cure palliative rivolte a pazienti oncologici o affetti da patologie croniche invalidanti - anche per il 2026, sabato 16 maggio, ha rinnovato il proprio impegno formativo attivando il Corso Introduttivo alla Comunicazione Berniana, presso la Sala della Croce Bianca di Trani.
Nel contesto dell’evento formativo, fondamentale per l’approccio agli elementi essenziali della disciplina, è stato inoltre riservato spazio alla campagna SIEB di sensibilizzazione, avviata nel 2025, a tutela dell’igiene mentale di bambini e adolescenti, immersi in un contesto digitale che mostra sempre più complicanze e anticipa disagi futuri che neuroscienziati, educatori e sociologi denunciano da tempo, evidenziando la necessità di riformulare un’alleanza educativa tra adulti a protezione dei più giovani.

Campagna SIEB di sensibilizzazione, 
a tutela dell’igiene mentale di bambini e adolescenti

Il corso, certificato come modello “101” a indirizzo analitico-transazionale, ha raccolto attorno a sé studenti e docenti, manager, professionisti socio-sanitari, operatori delle aree di consulenza di vario genere e quanti abbiano coltivato e intendano coltivare interessi nell’ambito delle strategie della comunicazione.
L’Istituto S.I.E.B. Italia-Spagna nato ufficialmente nel 1996; circa mezzo secolo dopo la prima opera publicata da Eric Berne (The Mind in Action, Simon & Schuster, New York 1947) rappresenta la dimostrazione di quanto profonde fossero le radici germogliate dal pensiero acuto ed eclettico dello psichiatra canadese, padre dell’Analisi Transazionale. Un approccio sviluppatosi dalle radici neopsicoanalitiche attraverso le migliori istanze sistemico-relazionali della Scuola di Palo Alto e dinamicamente proteso a cogliere le più concrete trasformazioni sociali in atto, così come ci è dimostrato dalla sezione post-corso dedicata alla II edizione del Simposio sull’Intelligenza artificiale “Intelligenza Artificiale tra cibernetica e bioetica: a che punto siamo?”.

Il corso, condotto dallo psichiatra, psicoterapeuta e analista transazionale, dott. Achille Miglionico, si è sviluppato tra narrazione, didattica teorica e framework progettati per favorire la comprensione applicata dei principali nuclei concettuali della disciplina. Si è parlato di Stati dell’Io, Transazioni, Giochi psicologici di tipica matrice berniana e Contaminazioni; è stato inoltre approfondito il distinguo tra linguaggio digitale e linguaggio analogico, esplorando i domini della comunicazione verbale e non verbale ed enfatizzando gli aspetti utili a favorire una comunicazione consapevole, nonché gli elementi di criticità comunemente presenti nei nostri dialoghi personali e professionali. La giornata formativa si è distinta per consensi e partecipazione attiva. Su tali presupposti, pienamente aderenti alla mission dell’Istituto negli ambiti di ricerca e studio del bisogno formativo sociale, il SIEB ha attivato un servizio di ricognizione tematica dedicato ai contesti della comunicazione e ai laboratori teorico-pratici di indirizzo analitico-transazionale. Sarà sufficiente inviare mail con oggetto Richiesta Tematica Laboratorio all’indirizzo sieb.segreteria.eventi@gmail.com e l'Istituto avrà cura di censire le aree tematiche di maggior interesse e di adoperarsi per la programmando delle nuove attività formative.

 Lidia M. Ratti

lunedì 27 aprile 2026

COLE ALLEN, ENNESIMO ATTENTATO A DONALD TRUMP: MOTIVAZIONI ADDOTTE secondo #NYPost

 

Chi è Cole Allen?

Il post-confessione del «prof» ingegnere che voleva uccidere Trump e i suoi ministri ove si autodefinisce l’«amichevole assassino». Guido De Franceschi ne parla su "Il Corriere della Sera" del 26 Aprile us. Chi è Cole Allen? Ci aspettavamo un trucido sbandato come lupo solitario. Californiano, 31 anni, laureato, Cole Allen è arrivato a Washington in treno via Chicago, proveniente da Los Angeles. E nel suo «messaggio» raccomanda agli studenti di non fare come lui: «Restate a scuola, ragazzi». Tanto "pazzesco" il gesto  (anche se non raro nella storia degli USA) che persino il Presidente degli USA, in un'intervista a Cbs news, ha sentenziato che  "viviamo in un mondo pieno di matti"  (senza specchiarsi per altro). Trump ha  poi attaccato duramente l'intervistatrice della Cbs quando lei ha citato un passo del manifesto dell'assalitore in cui dice di "non essere più disposto a permettere a un pedofilo, stupratore e traditore di macchiarmi le mani con i suoi crimini", in un lampante riferimento al presidente. "Non sono uno stupratore, né un pedofilo. E tu sei una persona orribile per aver letto queste parole. Dovresti vergognarti", ha duramente attaccato il tycoon.
Tratto da New York Post  del 26/04/26

Cole Thomas Allen, l'individuo autore della sparatoria di sabato sera alla cena di gala con Trump e corrispondenti della Casa Bianca, ha in effetti inviato un manifesto ai parenti poco prima di aprire il fuoco, descrivendosi come un «amichevole assassino federale» e rivelando che stava cercando di uccidere funzionari dell'amministrazione. Lo riferisce il New York Post, citando funzionari statunitensi. Ha scritto Allen nel manifesto, che un parente ha fornito alla polizia: «Non sono più disposto a permettere a un pedofilo, stupratore e traditore di macchiarmi le mani dei suoi crimini», ha scritto Allen, riferendosi apparentemente a Trump. Nel manifesto l'aggressore ha deriso la «folle» mancanza di sicurezza al Washington Hilton, affermando che agenti iraniani avrebbero potuto portare con sé una potenza di fuoco ancora più devastante della sua (un fucile a pompa e una pistola semiautomatica)   e «nessuno si sarebbe accorto di niente». 

«La prima cosa che ho notato entrando nell'hotel è stata l'arroganza. Entro con diverse armi e nessuno lì dentro prende in considerazione la possibilità che io possa rappresentare una minaccia», ha scritto. «La sicurezza all'evento è tutta all'esterno, concentrata sui manifestanti e sui nuovi arrivati, perché a quanto pare nessuno ha pensato a cosa succederebbe se qualcuno si presentasse il giorno prima. Questo livello di incompetenza è assurdo...».
Il messaggio, un mix di sarcasmo e drammaticità, non fa trapelare appartenenze politiche, razziali, religiose. Allen, d'altro canto, non era ritenuto un soggetto a rischio né un estremista. L'attentatore trentunenne, ingegnere meccanico, pare sia stato premiato come insegnante del mese nella scuola di appartenenza.  

Ecco il testo:  «Ciao a tutti! Oggi potrei aver sorpreso molte persone. Permettetemi di iniziare chiedendo scusa a tutti coloro di cui ho abusato della fiducia. Chiedo scusa ai miei genitori per aver detto di aver avuto un colloquio di lavoro senza specificare che si trattava di un'intervista per «Most Wanted». Chiedo scusa ai miei colleghi e studenti per aver detto di avere un'emergenza personale (quando qualcuno leggerà questo, probabilmente avrò davvero bisogno di andare al pronto soccorso, ma non si può certo dire che non sia stata una situazione autoinflitta). Chiedo scusa a tutte le persone che hanno viaggiato accanto a me, a tutti i dipendenti che hanno maneggiato i miei bagagli e a tutte le altre persone non direttamente coinvolte nell'attentato che ho messo in pericolo semplicemente stando nelle vicinanze. Chiedo scusa a tutti coloro che sono stati abusati e/o uccisi prima di questo, a tutti coloro che hanno sofferto prima che io potessi tentare questa impresa, a tutti coloro che potrebbero ancora soffrire dopo, indipendentemente dal mio successo o fallimento. Non mi aspetto il perdono, ma se avessi visto un altro modo per arrivare così vicino, l'avrei colto. Ancora una volta, le mie più sincere scuse». Poi aggiunge: 
«Ecco perché ho fatto tutto questo: sono cittadino degli Stati Uniti d'America. Le azioni dei miei rappresentanti si riflettono su di me. E non sono più disposto a permettere a un pedofilo, stupratore e traditore di macchiarmi le mani con i suoi crimini. (Beh, a essere del tutto sincero, non ero più disposto già da tempo, ma questa è la prima vera opportunità che ho avuto per fare qualcosa al riguardo.) Mentre ne parlo, illustrerò anche le mie regole di ingaggio previste (probabilmente in un formato pessimo, ma non sono un militare, quindi pazienza). Funzionari dell'amministrazione (escluso il signor Patel): sono obiettivi, classificati in ordine di priorità dal più alto al più basso. Servizi segreti: sono bersagli solo se necessario, e da neutralizzare in modo non letale se possibile (ovvero, spero che indossino giubbotti antiproiettile perché colpire il centro del corpo con i fucili a pompa fa male alle persone che *non*. Sicurezza dell'hotel: evitare di essere un bersaglio, se possibile (a meno che non mi sparino addosso). Polizia del Campidoglio: stessa cosa della sicurezza dell'hotel. Guardia Nazionale: come la Sicurezza dell'Hotel Dipendenti degli hotel: non sono affatto obiettivi Ospiti: non sono affatto obiettivi Per ridurre al minimo le perdite, utilizzerò anche pallini da caccia anziché proiettili singoli (minore penetrazione attraverso i muri). Se fosse assolutamente necessario, sarei disposto a esaminare quasi tutti i presenti per arrivare ai bersagli (partendo dal presupposto che la maggior parte delle persone `abbia scelto´ di partecipare a un discorso di un pedofilo, stupratore e traditore, e sia quindi complice), ma spero davvero che non si arrivi a tanto».

Nel messaggio si nota uno sfaldamento psicolinguistico: dal "Ciao a tutti!" si passa alle scuse per la sorpresa che indurrà il suo gesto in chi lo conosce e in seguito si perde coerenza nei nessi associativi in un sovraffollamento di idee pervase da angoscia e paranoidismo. Si attendono nuove informazioni ma l'accaduto e il non-accaduto del singolo richiama fortemente la violenza di fondo della cultura americana che sembra essere stata sdoganata dalla stessa direzione politica del Paese. Non dimentichiamo, a livello di comunicazione dissoviata, che lo stesso Trump ha pubblicato per primo la foto dell'attentatore prono e immobilizzato: una immagine violenta che alimenta nuove incertezze. 


 

Attentato a Trump: Allen formalmente accusato di tentato assassinio del presidente degli Stati Uniti

Nel complesso, sono i tre i capi d'accusa: oltre a quello del tentato assassinio di Trump, figurano poi il trasporto di arma da fuoco e munizioni con l'intento di commettere un reato grave e l'aver esploso colpi d'arma da fuoco nel corso di un crimine violento. (am)

martedì 3 marzo 2026

Bruce Springsteen in His Own Words. Come liberarsi di vissuti abbandonici e imparare a chiedere aiuto

 


 
Bruce Sprigsteen: in his own words è avvincente docufilm del 2017 tratto dalla autobiografia Born to run (come la canzone). Non è l'unico film a lui dedicato ma è quello in cui emergono temi esistenziali più intimi, problemi psichici su cui soffermarsi. 
Vi sono le origini oscure,  i vissuti abbandonici che ne avvilupparono l'anima di cantore (più che cantante), la sofferta ispirazione poetica e la scelta di creare una famiglia nuova con la sua band. Infatti Springsteen fu lasciato dai suoi genitori che si chiusero la porta dietro, come in una fiaba nordica. Il padre ambivalente lavorava come autista di bus ma era affetto da un  grave quadro psicotico che ne avrebbe condizionato tutta la esistenza: il figlio, dopo la pacificazione, lo definisce sul letto di morte come “il suo nemico ed eroe”. In un raro momento di lucidità mentale è stato il padre a presentarsi dopo anni bussando alla porta, pronto a chiedergli scusa: tu sei stato un bravo figlio, io non sono stato un bravo padre, gli confessa. La madre italoamericana Adele Zerilli rimane una figura sbiadita e appare in qualche foto stampata in B/N: morirà con la demenza di Alzheimer. 
Per anni continuò a tornare nella città dell'infanzia vagando in auto intorno alla casa che aveva abitato. Finalmente Bruce decise di chiedere aiuto e andò da uno psichiatra-psicoterapeuta. Gli chiese subito perchè, anche da star famosa, tornasse sempre lì senza mai fermarsi, quasi in trance autorflessiva. Il perchè gli fu rimbalzato: "Dimmelo tu perchè lo fai", rispose il professionista e lui si lamentò: pago la seduta per saperlo.
Forse, disse l'analista, vi è qualcosa di incompiuto che hai lasciato lì: vai e ri-vai per qualcosa che hai da chiudere nella tua mente. 
Era vero. Effettivamente Bruce lotta da tempo contro la depressione: finché è sul palco e "vive" concerti, la "adrenalina" fluisce e lo tiene su, iperattivo; quando si chiude un concerto o un tour ecco che le ombre del passato lo riportano maledettamente giù, in down. Come in una montagna russa, su e giù. Nato per correre, non per stare fermo, quando il silenzio dà voce alla psiche e i ricordi divengono assordanti. Ha molti lutti da elaborare e lo fa esprimendosi attraverso la musica e le parole struggenti delle canzoni. Non è ancora sublimazione però che acquieta. La sua famiglia vera dai diciotto anni è la sua band, la E Street Band che talora Bruce guida con estrema direttività, lo ammette egli stesso, ma il legame della band dura in maniera subcontinua tutta la vita artistica ed oltre. L'amicizia con il sassofonista nero Clarence Clemons la si palpa sul palco dagli sguardi affettuosi e dai duetti. 
 
Quando il sassofonista muore prematuramente il dolore lo pervade di nuovo. Grazie alla forza della natura che è Little Stevens Van Zandt, detto anche Miami Steve in quanto freddoloso, Bruce sa di poter contare sull'amico anche quando si allontana dalla band per i suoi progetti politici contro la apartheid del Sudafrica ma anche Little Steven può sempre contare su Bruce e lo infila sistematicamente nelle sue lotte filantropiche condotte a ritmo di rock.
Poi finalamente lo spigoloso Bruce incontra l'amore di colei che diverrà la sua seconda moglie e raggiunge il successo affettivo con la nascita del primo figlio che gli cambia la vita. Patty Scialpa è chitarrista della band e da lei avrà tre figli. 
 
Ora il suo copione di vita passa dall'oscurità alla luce ove fa bene anche la penombra. E può anche narrarsi, come qualunque Odisseo nella terra dei Feaci quando si svela al re Alcinoo. (achille m)
 





 



 

mercoledì 25 febbraio 2026

SUN CITY COME GAZA CITY? LA GAZA CITY DI TRUMP&Co RISCHIA DI ESSERE LA SUN CITY DELLA APARTHEID

 

 

 



SUN CITY DI 40 ANNI FA COME GAZA CITY DI DOMANI? 


 

LA GAZA CITY DI TRUMP&Co RISCHIA DI ESSERE LA SUN CITY DELLA APARTHEID

 

 



Allora nel 1985, Little Steven, chitarrista rock della band di Bruce Springsteen, dopo un viaggio pericoloso in Sud Africa si rese conto delle condizioni schiavistiche dei neri - Nelson Mandela era ancora in carcere (vi rimase 26 anni!). Nel 1985 decise di fondare un'associazione di artisti contro l'apartheid (Artists United Against Apartheid), in cui hanno militato Bruce Springsteen, U2, Bob Dylan e i Run DMC, che insieme collaborarono a una canzone intitolata Sun City che si scagliava contro un mega resort situato in un bantustan (ghetto per persone di colore) nel Sudafrica. Il boicottaggio avviato attraverso la musica contribuì alla caduta dell'apartheid ed alla liberazione di Nelson Mandela.

Il collettivo di Little Steven, il chitarrista con la bandana, andò oltre e avviò un altro ambizioso progetto, e l’11 giugno 1988 un cast all stars si riunì a Wembley per i 70 anni di Mandela, in carcere ormai da 24 anni. Tra gli organizzatori c’era anche Jim Kerr dei Simple Minds, che per l’occasione scrisse Mandela Day. Parteciparono in tanti musicisti, da Eric Clapton a Sting, dagli Eurythmics a Phil Collins: la diretta TV mondiale attrasse oltre 600 milioni di spettatori. Eppure la kermesse fu spinta solo come evento pop e persino censurata dal lato politico  negli USA. 

Mandela libero!

Il 16 aprile del 1990, il grande evento si ripete, stavolta alla presenza di Nelson Mandela, finalmente liberato dopo 26 anni di prigionia. La sua prima apparizione pubblica seguono 10 minuti di ovazione da parte di  80mila persone. Qui il futuro Presidente del Sudafrica tiene un lungo discorso di sensibilizzazione sull’apartheid, il tema della sua vita: ma sempre con il sorriso ottimista di chi vuole contribuire alla pace tra i popoli in un mondo migliore.

  

Quella assurda Sun City, una specie di Las Vegas in mezzo alla emarginazione più cruda, ci si è associata vividamente nella memoria presente visionando i progetti "palazzinari" che un club di plutocrati senza scrupoli guidati dal presidente Trump ha delineato quale futuro per il massacrato popolo palestinese: una Las Vegas come Sun City che non prevede il minimo vantaggio né la consultazione di popolazioni interessate. Il monoteismo del danaro impera. Il progetto di Gaza va avanti con quel Board of Peace che con la pace non c'entra proprio. 

Ieri come oggi. Non crediamo che stavolta ci salverà il rock. (am)


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

mercoledì 11 febbraio 2026

SEMPRE PIU' DIFFICILE ESERCITARE LA PROFESSIONE MEDICA: TRA OPINIONI PSEUDOSCIENTIFICHE E CONSULTAZIONI DELLA INTELLIGENZA ARTIFICIALE. LA I.A. DIVENTA L'ORACOLO DI DELFI CALATO NELLA MODERNITA'

 





Il 94% degli italiani cerca informazioni mediche online e il 14% modifica le terapie senza consultare il medico
Tra i giovani ChatGpt supera dottor Google e più di un italiano su dieci cambia la cura "documentandosi" on line.

Oggi quindi non viene "attaccata" solo la farmacoterapia  ma anche la diagnosi medica. Pochi giorni fa un ragazzo in studio per difficoltà scolastiche e relazionali insisteva con arroganza nell'autodiagnosticarsi  un ADHD supportato da un farneticante filmato reperito sull'onnipresente TIKTOK:  nel filmato la stessa persona impersonava due soggetti di cui uno interrogava e l'altro rispondeva, in una sorta di role-playng. In pochi secondi si costruiva una convinzione generalizzante e distorta con la potenza di uno "stigma" ("E' così e basta").
Lo stesso atto diagnostico medico viene sempre più contrastato o indebolito da disinformazione, da opinioni autocostruite o indotte da fake news circolanti nel Web e quindi la mancanza di rispetto dei ruoli mina la stessa alleanza terapeutica fondante il sistema curante/curando. 
Non bastavano i bugiardini terrificanti ad allontanare dalla medicina scientifica le persone in cerca di cure solo "naturali" e disposte ad assumere solo "integratori": sempre più persone fanno richiesta all'atto della prescrizione medica di sostanze "naturali" (come per gli opinabili prodotti alimentari "biologici") ritenendo valida la contrapposizione di CHIMICO/NATURALE, dannoso/benefico.
In realtà la vita e tutto ciò che è organismico in natura è basato sulla chimica, anzi biochimica, cioè basato sulla chimica del carbonio. Tra i farmaci molte molecole sono state riprodotte dalla natura e quello che viene dalla natura non è sempre terapeutico, anzi comporta pericoli: DUNQUE LA EQUIVALENZA NATURALE=BENIGNO E' FALSA. Altrettanto falsa è la contaminazione: ogni farmaco è tossico. 


SEMPRE PIU' DIFFICILE ESERCITARE LA PROFESSIONE MEDICA: TRA OPINIONI PSEUDOSCIENTIFICHE E CONSULTAZIONI DELLA INTELLIGENZA ARTIFICIALE. LA I.A. DIVENTA L'ORACOLO DI DELFI CALATO NELLA MODERNITA'


Da dottor Google, sulla salute i giovani sono passati a Chatgpt. E' questo uno dei dati più interessanti che emerge da “Salute Artificiale”, uno studio che dimostra la pervasività nelle abitudini quotidiane dell'intelligenza artificiale con strumenti come ChatGPT, Gemini e Claude sempre più presenti nelle abitudini sanitarie quotidiane degli italiani. I risultati della ricerca, presentati a Milano nella sede di Assolombarda, mostrano una trasformazione in atto, la rivoluzione della IA, da tanti auspicata e da tanti temuta. Se da una parte è ormai scontato il fatto che praticamente tutti gli italiani (il 94,2%) cerca informazioni su sintomi, malattie e terapie attraverso internet e AI colpisce appunto l'avanzata dell'intelligenza artificiale nel mondo della salute - proprio ChatGpt ha da poco annunciato la sua versione “ChatGpt Salute” - ma anche il fatto che

 i medici sono sempre di più sotto “assedio digitale” da parte dei propri pazienti visto che oltre l'85% si informa prima e dopo la visita medica e soprattutto più di un italiano su dieci cambia da solo le cure prescritte dal medico informandosi on line.


L'indagine "Salute Artificiale"- realizzata su di un campione di 993 italiani rappresentativi della popolazione da Sociometrica e FieldCare su incarico di Fondazione Italia in Salute e Fondazione Pensiero Solido - ribadisce innanzitutto come la ricerca online sulla salute è la norma. Il 94,2% della popolazione cerca informazioni su sintomi, malattie e terapie attraverso internet e AI. Di questi, oltre la metà (53,3%) lo fa con frequenza regolare. Ma il dato più straordinario riguarda l'Intelligenza Artificiale generativa: il 42,8% degli italiani la utilizza già per informarsi sulla propria salute, facendone il secondo strumento dopo Google (73,5%). Un'adozione fulminea, considerando che ChatGPT è stato lanciato solo nel novembre 2022 e ora è in procinto di lanciare la sua versione dedicata interamente alla Salute.
 
Quello che colpisce è poi la spaccatura netta tra generazioni. Tra i giovani (18-34 anni), l'AI ha già superato Google: il 72,9% la usa come primo strumento per cercare informazioni sulla salute, contro il 57,4% che preferisce il motore di ricerca tradizionale. Tra gli over 54, il rapporto si inverte drasticamente: Google domina al 93,1%, l'AI si ferma al 26,1%. “Non si tratta di una differenza marginale, ma di due modelli completamente diversi di rapportarsi all'informazione medica”, spiega Antonio Preiti, autore della ricerca. “I giovani dialogano con l'AI come fosse un consulente sempre disponibile. Gli adulti mantengono l'approccio tradizionale della ricerca su Google. È una frattura destinata a ridefinire la medicina dei prossimi anni.”

Naturalmente tale adesione alla IA con atto di delega culturale ad uno strumento artificiale è direttamente proporzionale alla dipendenza da smartphone e internet oramai epidemica e inarrestabile tra adulti e non -adulti. Il che ci ricollega al tentativo in atto in varie nazioni di regolamentare l'accesso ad internet vietandolo a chi è sotto i 14-16 anni. Ma questo è un altro tema.
 

am 

giovedì 18 dicembre 2025

Roma: “Inchino alla Luna”, risonanze emotive nell'arte dei "Cento Pittori Via Margutta"

 

Dal 1975 un punto di riferimento per l'arte a Roma e in tutta Italia.


Tante opere pittoriche esposte a Piazza Testaccio a Roma nei giorni dell'Immacolata di questo 2025, anno così storicamente turbato e conturbante.Inevitabile passeggiare in mezzo all'Arte e colloquiare con gli affabili artisti come tra vecchi amici. Il clima è finalmente non convulso e le persone hanno voglia di parlare e incontrare sempre più "in un un mondo che vede la relazione più come scontro che come incontro" (per dirla ricalcando il pensiero condivisibile di Achille Miglionico). 


La famosa strada romana di Via Margutta è sempre stata meta preferita degli artisti fin dal Rinascimento, per la sua caratteristica di essere lontana dalla città, priva dalle contaminazioni della modernità, piena di verde e luogo da cui trarre ispirazione. Pertanto artisti di tutto Europa cominciarono ad acquistare qui case e ad allestire le proprie botteghe.La tradizionale mostra di Via Margutta è nata nel lontano autunno del 1953, nel pieno della “Dolce Vita” celebrata da FEDERICO FELLINI, per iniziativa spontanea di alcuni pittori che nell’immediato dopoguerra si riunirono e decisero di ridare vita e colore alla strada che da sempre era stata
 rifugio naturale di pittori, scultori, poeti, musicisti ed artigiani. II circolo di artisti diede vita alla prima edizione della rassegna “Fiera d’arte in Via Margutta”, una delle poche esposizioni su strada destinata a diventare, col tempo, un appuntamento fisso.Oggi le mostre sono anche itineranti, in luoghi romani e no.


"Inchino alla Luna”, risonanze di consapevolezza empatica


Note di Neus Lopez Calatayud 

Vicino alla festa della Immacolata del 8 dicembre incontriamo, a piazza Testaccio a Roma, i pittori di Via Margutta che espongono i propri quadri.

Il sole riscalda l’aria e si sta bene in questa domenica romana mentre passeggiamo e troviamo, fra tanti validi artisti, un pittore, Francesco Ponzetti,  che attira la nostra attenzione  mostrando opere costruite con colori vivi e simbologia fantastica, dove personaggi e paesaggi seguono una traccia onirica e un po' archetipica. Utilizza uno stile materico composto da sabbie colorate Cher danno un effetto 3D.

Rimango colpita da un quadro, “Inchino alla luna” dove, l’autore (il Francesco Ponzetti) comunica la propria soggettività attraverso una pittura immaginativa e altamente simbolica, capace di superare la realtà apparente. Per entrare in risonanza con questo simbolismo pittorico è necessario penetrare nella visione dell’artista e realizzare uno sforzo empatico e quindi lo avviciniamo e intervistiamo.

Freud scrisse che i poeti e gli artisti avevano già espresso, in modo meraviglioso, quello che la psicoanalisi stava scoprendo, cioè la parte oscura e rimossa, non razionale, negata dal pensiero ufficiale del primo decennio del XX secolo, e messa in luce dalla nascente teoria dell’Inconscio. Il simbolo, seguendo l’etimologia greca, significa “mettere assieme”, “con-porre”, realizza un’unità superiore attraverso l’unione delle opposte polarità presenti nella psiche di ogni individuo: razionalità e pulsionalità, maschile e femminile, pensiero e eros, conscio e inconscio, ecc.
Jung scrisse che “L’uomo senza relazioni non possiede totalità, perché la totalità è sempre raggiungibile solo attraverso l’anima, la quale dal canto suo non può esistere senza la sua controparte, che si trova sempre nel Tu . La totalità consiste nella combinazione di Io e Tu, che appaiono come parti di un’unità trascendente, la mia essenza non può essere afferrata che simbolicamente.”
L’approccio berniano fondato sulla transazione con l'Altro e l'approccio della mindfulness creano una pausa tra lo stimolo (opera pittorica) e la reazione, permettendo di esplorare le proprie sensazioni e pensieri legati ai simboli, anziché reagire automaticamente. La pratica stessa della mindfulness aiuta a “lasciar spazio“ ai simboli per parlare, accettando che possano evocare significati diversi e complessi, anche quelli che sfuggono a una prima interpretazione.
La connessione con l’Artista si realizza attraverso l’empatia, che permette al fruitore di sintonizzarsi con la intenzione dell'artefice, provando a comprendere la  visione del mondo e le emozioni che ha voluto trasmettere attraverso i simboli. C’è una risonanza emotiva attraverso l’empatia che porta a condividere i sentimenti espressi nei simboli (gioia, dolore, nostalgia, paura, fiducia, meraviglia…) e questo crea un legame profondo con il messaggio. La mindfulness si concentra sul “come” si osserva (aperti e presenti), l’empatia è il “con chi” si interagisce (l’artista e il simbolo). Insieme, trasformano la visione passiva in una partecipazione e interpretazione attiva.
Attraverso la consapevolezza e la risonanza, i simboli si caricano di significato personale, rivelando stati nascosti e connessioni esistenziali, arricchendo l’esperienza artistica e favorendo un benessere psicologico che nasce dalla vicinanza senza giudizio.
La bellezza non è una qualità oggettiva dell’opera, ma una risposta emotiva e interpretativa dello spettatore, rendendo ogni visione un’esperienza unica.

“La bellezza dell’opera artistica sta negli occhi di chi la guarda” D. Hume




L’artista Francesco Ponzetti ci ha fornito una interpretazione personale sulla sua opera “Inchino alla luna”.



- Balza evidente a chi come noi svolge un lavoro psicoterapeutico, che le Tue opere sono a forte impronta psichica, che nell'onirico rappresentato oscilla tra inconscio personale (freudiano per intendersi) e inconscio transpersonale (che Jung chiamava collettivo"). Ci descrivi che cosa è per te questo quadro?


- L'opera cattura l'istante culminante della scoperta di una verità, un momento reso possibile dall'aver effettuato un percorso che ha raggiunto la cima di una torre sinuosa. Tale percorso nell'opera viene effettuato da un personaggio con il cappello a punta che per me rappresenta il nostro Daimon, la nostra coscienza. Dopo aver scalato la struttura, questo emerge dalla fitta nebbia che avvolge le fondamenta, ottenendo una visione inaspettata: la Luna si staglia enorme nel cielo rosso fuoco. Questa rivelazione non è solo visiva, essa fornisce una nuova prospettiva, permettendo di vedere spuntare i tetti di una città che prima, immersa nella nebbia, era completamente inimmaginabile. A questa fondamentale scoperta, e alla nuova realtà che essa dischiude, il Daimon riserva una profonda riverenza, un inchino così intenso da far piegare l'intera torre.

La riflessione ci porta al percorso della individuazione junghiana e al concetto di Adulto integrato di Berne. Il tutto sublimato dall'arte.  


A sinistra il pittore Francesco Ponzetti

Altra opera onirica di Ponzetti




Opere di Paola Pierini


Sarà così amorevole con noi umani la IA?

Piazza Testaccio



venerdì 17 ottobre 2025

Doppia Defibrillazione Sequenziale (DSED): Un dibattito in evoluzione per la Fibrillazione Ventricolare Refrattaria (FVR)

 


Doppia Defibrillazione Sequenziale (DSED): Un dibattito in evoluzione per la Fibrillazione Ventricolare Refrattaria (FVR)




L'arresto cardiaco con Fibrillazione Ventricolare (FV) che persiste dopo il terzo shock e la somministrazione di antiaritmici (FVR) rappresenta una sfida clinica con esiti spesso sfavorevoli.

La Doppia Defibrillazione Sequenziale (DSED), ovvero l'erogazione rapida e consecutiva di due shock da due defibrillatori indipendenti, con un cambiamento del vettore di scarica (es. Antero-Laterale + Antero-Posteriore), sta guadagnando attenzione come potenziale strategia di salvataggio.





Punti chiave e aggiornamenti clinici:

1. Obiettivo: Raggiungere, con un doppio vettore, aree del miocardio che non sono state efficacemente depolarizzate dallo shock standard.

2. Evidenze: Il recente trial multicentrico DOSE VF (2022) ha dimostrato che, nei pazienti con FVR in ambito pre-ospedaliero, la strategia della "scarica rapida in sequenza" (DSED) e il cambio di vettore migliorano la sopravvivenza alla dimissione ospedaliera con un outcome neurologico favorevole rispetto alla defibrillazione standard.

3. Linee Guida: Mentre l'European Resuscitation Council (ERC 2021) mantiene un approccio cauto raccomandando primariamente il cambio di vettore, l'ILCOR Advanced Life Support Task Force suggerisce che la DSED possa essere considerata in casi altamente selezionati di FVR.

 
 

https://www.linkedin.com/company/i-h-s-solumed-italia-s-r-l-s/posts?lipi=urn%3Ali%3Apage%3Ad_flagship3_company_posts%3BiKGDw3TbQSOtlL%2BgI5Oejw%3D%3D

martedì 24 giugno 2025

 
 

 
 
 
 

RELAZIONE ANNUALE 2024 SULLE TOSSICODIPENDENZE

Record di morti per cocaina (come quelli per eroina), crescono gioco d'azzardo e dipendenze da videogame
Il consumo di sostanze psicotrope tra i giovani “appare leggermente diminuito” nel 2024 rispetto al 2023. Ma l'uso rimane massiccio.
Aumento delle NSP Le nuove sostanze psicoattive: cannabinoidi di sintesi, catinoni sintetici, oppioidi sintetici, le fenetilammine, gli analoghi della ketamina, le piperazine e le triptamine.
Da evidenziare è inoltre il significativo aumento della concentrazione di THC nei prodotti a base di hashish, la cui potenza è quadruplicata dal 2016 (dal 7% del 2016 al 29% del 2024), soprattutto nelle formulazioni di nuova generazione e nei liquidi utilizzati per le sigarette elettroniche.
Ciò concorda con il rilievo clinico di aumento di tossicodipendenze tra giovanissimi, doppie diagnosi in psichiatria, aumento di psicosi da cannabinoidi.

 

giovedì 29 maggio 2025

Accordo tra #AngeliniPharma e #GrinTherapeutics per il farmaco #radiprodil, per i disturbi del neurosviluppo

 


Accordo tra Angelini Pharma e Grin Therapeutics per il farmaco radiprodil



Grin Therapeutics, società statunitense leader nello sviluppo di terapie per il trattamento di gravi disturbi del neurosviluppo e Angelini Pharma, azienda farmaceutica parte del Gruppo Angelini Industries, hanno annunciato un accordo di collaborazione esclusiva per lo sviluppo e la commercializzazione nei territori al di fuori del Nord America del farmaco ancora sperimentale radiprodil di Grin Therapeutics, attualmente in fase di studio per diverse epilessie genetiche rare e disturbi del neurosviluppo.

La biotech statunitense ha concluso un round di finanziamento  da 140 milioni di dollari, sostenuto da due principali operazioni: 65 milioni di dollari in equity da Angelini Pharma e 75 milioni da Blackstone Life Sciences, investitore già presente nel capitale. Inoltre, Angelini Pharma verserà un pagamento iniziale di 50 milioni di dollari nell’ambito dell’accordo di licenza per radiprodil.

Inorgoglisce sapere che la Angelini italiana si riaffacci allo scenario mondiale in un momento di miopiche politiche economiche nel mondo. Il trazodone è un antidepressivo scoperto e sviluppato da Angelini Industries già negli anni '60. Angelini Pharma S.p.A lo commercializza in Italia con il nome Trittico. Il trazodone, ancora ampiamente usato nel mondo, è stato il primo farmaco originale e brevettato prodotto da Angelini, segnando un momento importante nella storia dell'azienda italiana. Ora dopo anni la azienda, dopo altri successi, consolida la presenza con una manovra finanziaria assai impegnativa.
Il 27 maggio 2025 Angelini Pharma e GRIN Therapeutics Inc. hanno annunciato la sigla di un accordo di collaborazione esclusiva per lo sviluppo e la commercializzazione, al di fuori del Nord America, di Radiprodil, un farmaco sperimentale attualmente in fase di studio per diverse epilessie genetiche rare e disturbi del neurosviluppo (GRIN-NDD).

Che cosa è il Radiprodil


Radiprodil è un modulatore allosterico negativo, selettivo e potente della subunità GluN2B del recettore NMDA (N-metil-D-aspartato), recettori chiave per la trasmissione sinaptica, lo sviluppo cognitivo e la regolazione dell’eccitabilità neuronale. Mutazioni genetiche che interessano questi recettori sono alla base di numerosi disturbi del neurosviluppo e sindromi epilettiche.

Il recettore NMDA del glutammato è associato a un canale ionico. E' un canale ligando dipendente che, quando è aperto, consente al Ca +2 e al Na + di fluire all'interno della cellula e al K + di fuoriuscire. Viene bloccato dagli ioni magnesio con un meccanismo voltaggio-dipendente mentre la fenciclidina (PCP) 2 è un suo antagonista specifico e produce un'inibizione voltaggio-indipendente. 



I geni GRIN (GRIN1, GRIN2A, GRIN2B, GRIN2C, GRIN2D, GRIN3A, GRIN3B) codificano subunità del recettore NMDA, un tipo di recettore ionotropo per il glutammato. I recettori NMDA sono coinvolti nella comunicazione tra le cellule cerebrali (sinapsi) e nella plasticità sinaptica, ovvero la capacità del cervello di adattarsi.

Disturbi correlati a disfunzioni GRIN sono dovuti a mutazioni nei geni GRIN. I disturbi GRIN costituiscono un gruppo di disturbi neuroevolutivi caratterizzati da ritardi nello sviluppo, disabilità intellettiva ed epilessia. Le caratteristiche cliniche dei disturbi GRIN possono variare in base al gene specifico colpito e possono includere ipotonia muscolare, spasmi e disturbi del movimento.

In particolare, le patologie correlate a mutazioni dei geni GRIN coinvolgono frequentemente soggetti in età pediatrica e si manifestano con gravi compromissioni neurologiche. Una delle conseguenze più frequenti (nel 50% dei casi) è l’epilessia. Tali mutazioni possono determinare una disfunzione del recettore NMDA, che rimane in uno stato di attivazione persistente, causando un eccesso di ingresso di ioni calcio nella cellula neuronale e, in casi estremi, la sua distruzione.



Angelini e l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova hanno in precedenza  siglato un accordo che prevede la creazione di un Joint Lab per lo sviluppo di nuovi farmaci per il sistema nervoso centrale.


Il progetto scientifico di comune interesse sarà concentrato sulla validazione di bersagli biologici innovativi per il sistema nervoso centrale, con l’obiettivo di identificare potenziali farmaci in grado di modificare radicalmente il decorso di patologie gravi quali il disturbo bipolare e malattie neurodegenerative su base infiammatoria come la sclerosi multipla.
In questo contesto di ricerca e innovazione scientifica, Radiprodil rappresenta una concreta opportunità terapeutica per rispondere a un urgente bisogno medico insoddisfatto nei pazienti con GRIN-NDD, e potenzialmente in altre malattie neurologiche rare a insorgenza pediatrica.

È attualmente in corso lo studio Astroscape (Fase 1b/2a, open-label), che valuta Radiprodil in pazienti con sclerosi tuberosa (TSC) e displasia corticale focale (FCD) tipo II.
Come afferma la stessa Azienda : "L’impegno di Angelini Pharma nella Brain HealthAngelini Pharma è attivamente impegnata da oltre 50 anni nella salute del cervello, con una solida esperienza in disturbi mentali come depressione, disturbo bipolare e schizofrenia, nonché nelle patologie neurologiche come l’epilessia. Siamo licenziatari esclusivi in Europa di cenobamato, un trattamento avanzato per l’epilessia farmaco-resistente ad esordio focale negli adulti."

(achille miglionico)