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giovedì 10 settembre 2026

CI VORREBBE UN SIMPOSIO AL GIORNO SULLA INTELLIGENZA ARTIFICIALE E SUI RISCHI CONNESSI. LA IA CORRE E NOI ARRANCHIAMO PER STARLE DIETRO. UN NUOVO ALLARME

 

Tutta la stampa e i media ne parlano. Riprendiamo da il Corriere.it quanto scritto da Roberto Cosentino: 

"Dopo le dimissioni,  Jacob Coxon, l'ex dipendente della società che ha sviluppato Claude ha deciso di raccontare pubblicamente che «Le persone che sviluppano l'AI credono sinceramente che potrebbe ucciderci tutti entro la fine del decennio». La conferma da altri due suoi ex colleghi

L'allarme del ricercatore di Anthropic: «L'AI potrebbe sterminare gli esseri umani»
Jacob Coxon ha 26 annisi è dimesso da Anthropic di cui abbiamo parlato tempo fa

https://www.corriere.it/tecnologia/26_settembre_09/l-allarme-del-ricercatore-di-anthropic-l-ai-potrebbe-sterminare-gli-esseri-umani-8f16ad30-6f3d-4969-9a6a-9d30bbacfxlk.shtml?refresh_ce 


L'ennesimo allarme arriva da Anthropic, la società che ha sviluppato il chatbot Claude: «Sì, l’AI potrebbe sterminare l’umanità». Ciclicamente gli esperti di intelligenza artificiale avvertono di quella catastrofica eventualità secondo cui l’AI potrebbe diventare un grosso pericolo per la nostra stessa esistenza. Decenni di antologia cinematografica non sono bastate: tutto ad un tratto, Skynet potrebbe non essere più relegata alla fortunata serie cinematografica Terminator.

Il nuovo allarme viene scritto e pubblicato da tre ricercatori che lavoravano nella società dei fratelli Amodei. Dopo aver rassegnato le dimissioni, hanno deciso di esternare le loro preoccupazioni sul social X. Uno di questi, Jacob Coxon, ha affermato che «le persone che sviluppano l'AI credono sinceramente che potrebbe ucciderci tutti entro la fine del decennio. Non si tratta di una trovata di marketing. Anzi, molti dirigenti e ricercatori di alto livello cercheranno di usare un linguaggio più pacato con la stampa, ma sento le stesse persone esprimere privatamente questa paura. Nessun'altra attività umana rappresenta un pericolo di questo livello».

Confermano i rischi anche Samuel Marks, supervisore di Anthropic, e Evan Hubinger, responsabile scientifico per l'ALLINEAMENTO della IA. 


Per ALLINEAMENTO si intende il processo per guidare i sistemi di IA affinché i loro comportamenti, obiettivi e output siano conformi ai valori, alle intenzioni e alle esigenze degli essere umani. 

"Non abbiamo ancora un piano per risolvere il problema dell'allineamento" hanno tristemente ammesso gli esperti. 


L'appello alla valutazione dei rischi è stato rivolto alle Nazioni anche dall'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, Volker Turk: intervenire prima che l'IA vada fuori controllo e che diventi "un rischio esistenziale per l'Umanità." 


NON BASTA?

(redazionale)


Imminente la pubblicazione degli ATTI SIEB del 2° SIMPOSIO SATELLITE sulla INTELLIGENZA ARTIFICIALE

mercoledì 24 giugno 2026

LA VILLA DEI PAPIRI DI ERCOLANO DOPO SECOLI SI SVELA VIRTUALMENTE GRAZIE AD ACCELERATORI E IA DEDICATA. CONVEGNO INTERNAZIONALE DEL 25 GIUGNO A NAPOLI.I

 


LA VILLA DEI PAPIRI di Ercolano - Parco Archeologico finalmente dopo secoli comincia a svelare i suoi tesori letterari di inestimabile valore: grazie alla fisica degli acceleratori ed all'ausilio della Intelligenza Artificiale si stano srotolando virtualmente i fragilissimi papiri della biblioteca più antica del mondo con modalità virtuali. Ne parla National Geographic Domani conferenza All'evento è dedicato il Convegno di Napoli del 25 Giugno 2026: conferenza in streaming per seguire in diretta. Chi può partecipare lo faccia. Articolo in inglese su National Geographic

giovedì 28 maggio 2026

#Anthropic sta per arrivare a Milano. Annuncio a fine Maggio. Un trend umanistico nello scenario della Intelligenza Artificiale?

 


Dario e Daniela Amodei hanno fondato Anthropic solo nel 2021, valutato oggi 380 miliardi di dollari



Anthropic sta per arrivare a Milano. Annuncio a fine Maggio. Un trend umanistico nello scenario della Intelligenza Artificiale?


Diversamente da altri attori operanti nel settore Intelligenza Artificiale che mostrano solo vantaggi e lati positivi della IA, Anthropic, colosso informatico, mette in guardia e dichiara un trend più umanistico 


L’avvento troppo rapido della IA non se lo aspettava nessuno così come nessuno aveva previsto il dilagare dei social ma forse oggi, con l'impatto destruente dei (dis)social sulla vita quotidiana, ci si sta interrogando di più e prima sui rischi evolutivi ed etici di un quid che potrebbe sfuggire di mano, soprattutto nelle mani di tecnoplutocrati, guerrafondai e di chi è semplicemente ossessionato dal binomio potere-denaro che caratterizza la attuale fase storica di capitalismo digitale. 


Anthropic è stato descritto da Martina Pennisi del Corriere della Sera come ”attore non cinico, ma critico della rivoluzione tecnologica” in atto. 


Nomen Omen? il brand appare ancora centrato sull’Uomo e tale impronta la si deve a Daniela Amodei che è un’ “umanista” prestata al capitalismo digitale. E’ lei che ha fondato nel 2021 Anthropic con il fratello Dario (leader tecnico), dopo che entrambi (di padre italiano) risolsero di “evadere” da OpenAI (incomprensioni etiche?). 

È atteso il 28 maggio pv l’annuncio dell’apertura a Milano del primo ufficio italiano dell’azienda, che ha  sede centrale  in California. Anthropic ha assunto in loco professionisti per supportare l’adozione dei suoi sistemi di AI nelle aziende italiane. Tra i clienti del colosso informatico si parla di  Satispay, Bending Spoons, Boston Consulting Group, assicurazioni come Generali, Unipol ecc. Dopo l’hub di Londra, Francia e Germania, tocca all’Italia. Chris Ciauri, managing director, ha specificato che il target sono le imprese, ma o stesso si augura la diffusione anche nelle Pmi. L’Italia ha già una quota di utilizzo di Claude Anthropic in crescita rispetto alla popolazione mondiale, con usi dominanti in area accademica, area di sviluppo di software ma anche negli usi personali (ricette!, viaggi, ecc). Claude è un'intelligenza artificiale conversazionale avanzata sviluppata da Anthropic che eccelle nella scrittura creativa, nell'analisi dei dati, nella programmazione e nella gestione di documenti lunghi. Tra le caratteristiche principali annoveriamo:


  • Comprensione e scrittura: genera testi fluidi e naturali in italiano, per cui si presta alla redazione di articoli, e-mail, report o addirittura la correzione di bozze (ci sovviene il racconto sf di Isaac Asimov “Il correttore di bozze”!).
  • Analisi di documenti: carica documenti PDF o file di testo corposi, li riassume o fornisce informazioni sul contenuto.
  • Navigazione web: accede ad informazioni sempre aggiornate direttamente dalla rete.
  • Lavoro con immagini e file: Puoi caricare grafici o foto per un'analisi visiva immediata.
  • Il tutto SENZA PUBBLICITA’ (essendo praticamente a pagamento). 


Riusciranno i nostri eroi Amodei a mantenere una linea di condotta aziendale consapevole e orientata in senso umanistico? La competitività nel settore IA non guarda in faccia a nessuno e secondo noi mostra meno scrupoli degli attori protagonisti della Guerra Fredda: gli interessi in gioco, tra guerre economiche e guerre assurdamente vere, sono da vertigine e mantenere una linea etica non è facile. Lo attesta il recente aspro contrasto, che ha destato rabbia trumpiana, tra governo USA e Anthropic stesso allorchè l’azienda non ha inteso collaborare con il  Pentagono di oggi. Il Dipartimento della Difesa - ribattezzato della Guerra dal Presidente, degno rappresentante della Madness Theory citata da Nixon negli anni Settanta - si è rivolta ad altri giganti informatici. E gli altri attori della IA (SpaceX, OpenAI, Google, Microsoft, Nvidia, Amazon, Oracle e Reflection) hanno subito siglato accordi con  il Pentagono: ciò produrrà un isolamento di Anthropic? 

Gli Amodei hanno chiarito alla stampa: «Il nostro obiettivo non era arrivare allo scontro, ma come azienda privata ci sono certe linee che per noi è importante mantenere». Ci vogliamo credere. Le aree delicate sono il controllo dei cittadini a fini preventivi e la IA utilizzata in campo militare, senza dimenticare l’impatto educativo e neuropsicologico sulle generazioni rese dipendenti. 


Per non ripetere errori commessi con i social bisogna confrontarsi da oggi sul futuro che è prossimo e non remoto.

(achille miglionico)

lunedì 18 maggio 2026

INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA CIBERNETICA E BIOETICA: A CHE PUNTO SIAMO? Simposio sull’Intelligenza Artificiale – II Edizione, anno 2026

 

da sin. Achille Miglionico, Alfredo Nolasco e Lucia De Mari (Direttore Resp.le di InCultura)


INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA CIBERNETICA E BIOETICA: 
A CHE PUNTO SIAMO?
Simposio SIEB sull’Intelligenza Artificiale – II Edizione, anno 2026


A conclusione del “Corso introduttivo alla comunicazione berniana” del 16 maggio 2026, il SIEB (Seminari internazionali Eric Berne) ha dedicato ampio spazio al tema dell’Intelligenza artificiale e ai suoi più recenti sviluppi.

Se la I edizione di questo simposio satellite, inaugurata nel 2025, aveva affrontato il tema dell’intelligenza artificiale con un titolo che rimandava, di sillaba in sillaba, alla metafora di un’identità alternata o confusa tra intelligenza artificiale e pronome personale - IA e IO - enunciato a chiare lettere nel titolo “I.A. tra cibernetica e bioetica: IA o IO?”; nella II edizione, ci si chiede invece, coraggiosamente – ed è proprio il caso di dirlo –, a distanza di un anno, «a che punto siamo?», come recita la locandina: “Intelligenza Artificiale tra cibernetica e bioetica: a che punto siamo?”.
Il simposio è stato introdotto dall’oboe di Giulia Marzano, docente e artista raffinata e poliedrica; moderato dal noto e apprezzato conduttore e giornalista Alfredo Nolasco; e arricchito dalla presenza di Lucia De Mari, volto noto del giornalismo e assessore uscente, da sempre impegnata sul piano culturale e politico, nonché nostro direttore responsabile del blog Incultura.

Un intermezzo magico: la Maestra Giulia Marzano, Obe

I contributi, curati coralmente dalla Redazione di Incultura, sono stati molteplici e hanno permesso di osservare il tema principale da differenti punti di vista, generando nel pubblico domande e riflessioni che mostrano quanto l’attenzione e le preoccupazioni legate all’intelligenza artificiale siano in decisivo aumento. Seguono le aree argomentate, titolo per titolo, accompagnate da un breve abstract esemplificativo.

Con il suo Dall'Ipse Dixit all’Oracolo di Delfi, Achille Miglionico (Presidente SIEB, Direttore didattico dell’Istituto e neuropsichiatra), interviene con un accurato report di quanto emerge, da più parti, circa i danni cognitivi e comportamentali derivati dalla serie di dipendenze digitali, sia su di un pubblico adulto, sia, e soprattutto, tra i più giovani e coloro che di fatto stanno crescendo in un contesto deprivato di circostanze, abilità, risorse, mezzi e occasioni che avrebbero potuto - e dovuto - avere a disposizione. Il suo contributo, ricchissimo di spunti e dati, diventa occasione, denuncia e richiamo alla necessità di mantenere aperto il tavolo del dialogo, sollecitando le parti adulte a intervenire costantemente e responsabilmente al fine di mitigare i bias emergenti e favorire l’imprinting di un’educazione consapevole e in alcun modo delegabile ad apparecchiature elettroniche o sistemi di machine learning.

Il tempo della cura, Kairos, di Neus Lopez Calatayud (Psicoterapeuta, e Istruttore Senior di Mindfulness), dedica sensibile attenzione al tema della percezione del tempo entro cui si svolgono le relazioni, tanto nella quotidianità quanto, soprattutto, nei luoghi e contesti di cura e nei momenti di sofferenza dell’anima che necessitano di nutrimento, tempo, pazienza ed empatia: nulla di ciò può in alcun modo delegarsi a una chat o a una intelligenza artificiale. Tutto ciò nel mentre varie fonti giornalistiche portano all’attenzioni i primi casi conclamati di dipendenza dall’intelligenza artificiale: l’uso crescente delle chat di intelligenze artificiali in sostituzione di genitori, parenti, amici o persino della consulenza terapeutica ove necessaria, richiama tutti a riflettere su come interagire e intervenire nei contesti in cui operiamo.

Ai & Copyright di Lidia Ratti (UX writer), prende avvio dal caso di Eddie Dalton, bluesman sintetico prodotto dall’intelligenza artificiale generativa; richiama il tema del deepfake vocale con il caso di Sienne Rose; menziona la band country Breaking Rust, interamente generata tramite AI; e indica, come esempio e forse monito, il recentissimo caso dell’attore scomparso Val Kilmer, riportato “in vita” dall’intelligenza artificiale e prossimo al ritorno al cinema come prodotto di elaborazione artificiale. Era inevitabile attraversare il tema del copyright, discusso crocevia normativo, in attesa di ridefinizione coerente tra diritti e responsabilità. Da un lato, il dibattito si concentra sulle possibili violazioni sia in fase di input – addestramento e training dell’intelligenza artificiale – sia in fase di output, cioè nelle risposte, produzioni e opere realizzate con intelligenze generative e, dall'altro, deve considerare lobby, interessi di mercato e normative tutt'altro che chiare e uniformi. Al momento con riguardo all’output e quindi all’opera generata – sia chiaro, generata e non creata: l’AI non crea – prevale il riconoscimento della proprietà intellettuale validato sulla base dell’effettivo apporto umano che deve imprescindibilmente restare dominante. In fase di addestramento tutto appare più caotico e complesso: nella maggior parte dei casi conosciamo in modo generico le fonti di training, non siamo in grado di definire possibili rischi di plagio e ignoriamo quanti dati provengano, ad esempio, da shadow libraries – biblioteche ombra – o da materiale protetto e utilizzato senza regolare autorizzazione. Questi sono soltanto alcuni esempi che definiscono il clima di incertezza e lasciano aperti molti interrogativi che sarà necessario chiarire e regolamentare. Non solo copyright, dunque, ma anche licenze, termini d’uso, certezza delle fonti, normative, tutele, otre alla tracciabilità del training, costituiscono alcuni dei punti oggetto di dibattito sul quale ci sarà ancora tanto da dire e fare.

L’Intelligenza artificiale come metafora nella vita quotidiana di Claudio Leone (Docente di lettere, counselor a orientamento analitico-transazionale e scrittore), sviluppa una riflessione che prende avvio tanto dall’esperienza didattica quanto dalle cronache più recenti. Il suo intervento porta in primo piano vari titoli giornalistici esemplificativi per i contenuti di denuncia di recenti casi - estremi - in cui l’attribuzione di un valore di verità e la personificazione del “dialogo artificiale” con l’AI ha indotto taluni, certamente in un qualche modo più fragili o meno consapevoli, a gesti dalle tragiche conseguenze. Nel discuterne il relatore si sofferma su fonti, suggerisce letture di approfondimento e osserva, soprattutto, come si stia manifestando una tendenza semantica a comparare, in modo apparentemente del tutto logico e coerente, quasi fosse del tutto naturale, ciò che in natura non lo è affatto; sottolinea come, più e più volte, sia generalizzato e divulgato un linguaggio che confonde e contribuisce a divulgare una sorta di personificazione della macchina artificiale.  Occorrerebbe, piuttosto, tracciare un netto distinguo tra l'uno e l'altra, tra uomo e macchina: l’uomo pensa l’universo, la macchina elabora dati e simula. In alcun modo essa dovrebbe essere identificata con la persona. Non «ella», dunque, ma «essa»; non persona ma cosa; non aiuto, ma strumento. L’AI va intesa coerentemente con le sue funzioni: non è persona, ma un simulatore di persona, qualcosa che potremmo al più concepire come simulacro, tanto più che proprio in questa simulazione rischiamo di smarrire le nostre identità più autentiche e personali. 


AI e mercato del lavoro di Michela Gentile (Project Manager), pone al centro dell’intervento l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato occupazionale. Quella che inizialmente avrebbe potuto rappresentare un’automazione finalizzata ad affrancare l’uomo dai compiti ripetitivi e manuali, sta, di fatto, prendendo piede e trovando applicazione in ogni settore, comprese le professioni altamente specializzate. Pur riconoscendo l’importanza strategica dal dato e la necessità di lasciare che differenti competenze “dialoghino tra di loro” integrandosi e specializzandosi in contesti AI, generando nuove forme di competizione e nuove richiesta di competenze, differenti studi suggerirebbero che questa rapida rivoluzione tenda maggiormente a mitigare rischi, velocizzare processi e migliorare operazioni piuttosto che ad escludere o sostituire l’uomo. L’intervento richiama quindi alla necessità di un dialogo sociale tra le parti coinvolte – governi, datori di lavoro e organizzazioni dei lavoratori – al fine di preparare un futuro digitale inevitabile ma che, con le dovute cautele, possa rivelarsi in qualche modo equo e sostenibile, purché supervisionato dalla mente umana ...

Claudio Leone

A un anno dal primo confronto pubblico sul tema, la domanda non sembra più essere “IA o IO?”, ma quale spazio l’uomo intenda preservare per sé nell’epoca della simulazione intelligente. Il simposio, più che offrire risposte definitive, ha mostrato quanto il confronto sull’intelligenza artificiale sia inevitabile e urgente, prima ancora che sul piano propriamente tecnologico, sul piano umano, educativo, etico e relazionale nonché sul piano ecologico (le IA sono energivore anzi energivoraci, come ha detto Miglionico).

Tina Ardito, Pietro Grippo e Emanuele Fabiano


Michela Gentile e Achille Miglionico


Parte della Redazione di InCultura:
da sin. Domenico Ardito, Lidia Ratti, Tina Ardito, Achille Miglionico, Claudio Leone, Neus Lopez.

martedì 3 marzo 2026

 

 

 



INCONTRI CULTURALI E ATTIVITA’

 

 FORMATIVE 

 

SIEB2026

 

aggiornato al 

21/04/26


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Il calendario che segue, come il programma in dettaglio,  potrebbe subire modifiche per questioni organizzative. Seguire i siti web oppure inserirsi nella mailing list :

 sieb.segreteria.eventi@gmail.com




Trani dal Faro


Sabato 16 MAGGIO 2026.  Corso Introduttivo alla Comunicazione Berniana ( 101)  
 
corso SIEB.
 
SEDE: SALA CROCE BIANCA,Via Edoardo Fusco 57, a TRANI (area del Municipio di Trani).


👉ore 9.30-13.30 ; ore 15.00-16.30
 
A pagamento, previa pre-iscrizione (consigliato vivamente). Possibile entro limiti di capienza la iscrizione in loco degli interessati.  Tale corso di introduzione alla analisi transazionale è valido a fini formativi  IAT/EATA. 

PRE-ISCRIZIONE: Aderire comunicando proprie generalità, professione, recapito telefonico, CF nella domanda inoltrata a


ALLEGARE COPIA DI BONIFICO BANCARIO (somma dovuta) intestato a: 
"dr. A. Miglionico presidente SIEB" con causale "erogazione liberale per evento culturale SIEB".
 
IBAN: IT40Z0760104000000012208708

Costo: 80 euro per professionisti d'aiuto, manager, laureati ; 40 euro per studenti e docenti di ogni ordine e grado.  Gratuito per Operatori sanitari ARGES e  METROPOLIS Groupsocietà che comprovino la appartenenza. 

Verrà rilasciato al termine attestato specifico valido a fini curricolari e formativi. 
Massima puntualità: gli orari sono da rispettare in quanto stiamo rendendo possibile - solo per residenti in Italia e UE - la partecipazione on line. Non è possibile accedere a corso iniziato. Posti max 40.


👉 alle ore 17.00 SIMPOSIO SATELLITE 2 (con ARGES) ingresso liberoI.A. tra Cibernetica e bioetica: a che punto siamo?

I temi trattati nella tavola rotonda si sono evoluti rispetto alla precedente edizione del Simposio. E' passato un anno e l'IA cresce verso forme di Agentic AI che fanno sembrare obsolete le precedenti IA generative di cui ci siamo occupati. La IA è sempre più testata nelle operazioni belliche che angosciano il mondo e sfugge ad ogni tentativo di regolamentazione in ambito militare e civile. Avete notato? Essa viene fortemente mass-mediata trasformandola da risorsa tecnologica utilissima a bisogno essenziale di cui non si può fare a meno in ogni ambito umano personale, lavorativo e didattico. Il rischio è che si vada oltre la doverosa supervisione umana della IA verso forme autoreferenziali e autodecisionali (Agentic AI). Si continua a tranquillizzare il pubblico affermando che è solo uno strumento e come strumento è l'uomo a doversi responsabilizzare nell'uso di uno strumento così potente. Ma l'uomo non sembra oggi più saggio di ieri, anzi. Gli interessi tecnoplutocratici incombono su politica e geopolitica, ma anche sulla vita quotidiana dei cittadini mercificati, restringendo i margini di libertà già insidiati dal flusso di algoritmi.  Alcuni dei temi affrontati:
 
IA e psichiatria: Allucinazioni e confabulazioni? Depersonalizzazione degli utenti e nuovi nerd insipienti. 

Accesso ai minori al Web e smartphone. Abuso scolastico delle IA, creatività e curiosità coartate nella infanzia e adolescenza. 
 
Ruolo sovranazionale delle Big Tech nella geopolitica. Il problema della energivoracità  delle IA e danni all'ecosistema. La pressione aziendale alla IA. 

Dal non-luogo al non-uomo. Umanesimo e tempo della cura nel tempo della IA.
          
Chairman: il giornalista Alfredo Nolasco. Intervengono esperti pluridisciplinari del SIEB.
Ci sarà quale introduzione al Simposio un breve momento musicale con la musicista Giulia Marzano (oboe) che ringraziamo per la partecipazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli eventi sono  un tributo al compianto dr. Paolo Miglionico, cofondatore SIEB Italia-Spagna

 

 

 

 

 

mercoledì 11 febbraio 2026

SEMPRE PIU' DIFFICILE ESERCITARE LA PROFESSIONE MEDICA: TRA OPINIONI PSEUDOSCIENTIFICHE E CONSULTAZIONI DELLA INTELLIGENZA ARTIFICIALE. LA I.A. DIVENTA L'ORACOLO DI DELFI CALATO NELLA MODERNITA'

 





Il 94% degli italiani cerca informazioni mediche online e il 14% modifica le terapie senza consultare il medico
Tra i giovani ChatGpt supera dottor Google e più di un italiano su dieci cambia la cura "documentandosi" on line.

Oggi quindi non viene "attaccata" solo la farmacoterapia  ma anche la diagnosi medica. Pochi giorni fa un ragazzo in studio per difficoltà scolastiche e relazionali insisteva con arroganza nell'autodiagnosticarsi  un ADHD supportato da un farneticante filmato reperito sull'onnipresente TIKTOK:  nel filmato la stessa persona impersonava due soggetti di cui uno interrogava e l'altro rispondeva, in una sorta di role-playng. In pochi secondi si costruiva una convinzione generalizzante e distorta con la potenza di uno "stigma" ("E' così e basta").
Lo stesso atto diagnostico medico viene sempre più contrastato o indebolito da disinformazione, da opinioni autocostruite o indotte da fake news circolanti nel Web e quindi la mancanza di rispetto dei ruoli mina la stessa alleanza terapeutica fondante il sistema curante/curando. 
Non bastavano i bugiardini terrificanti ad allontanare dalla medicina scientifica le persone in cerca di cure solo "naturali" e disposte ad assumere solo "integratori": sempre più persone fanno richiesta all'atto della prescrizione medica di sostanze "naturali" (come per gli opinabili prodotti alimentari "biologici") ritenendo valida la contrapposizione di CHIMICO/NATURALE, dannoso/benefico.
In realtà la vita e tutto ciò che è organismico in natura è basato sulla chimica, anzi biochimica, cioè basato sulla chimica del carbonio. Tra i farmaci molte molecole sono state riprodotte dalla natura e quello che viene dalla natura non è sempre terapeutico, anzi comporta pericoli: DUNQUE LA EQUIVALENZA NATURALE=BENIGNO E' FALSA. Altrettanto falsa è la contaminazione: ogni farmaco è tossico. 


SEMPRE PIU' DIFFICILE ESERCITARE LA PROFESSIONE MEDICA: TRA OPINIONI PSEUDOSCIENTIFICHE E CONSULTAZIONI DELLA INTELLIGENZA ARTIFICIALE. LA I.A. DIVENTA L'ORACOLO DI DELFI CALATO NELLA MODERNITA'


Da dottor Google, sulla salute i giovani sono passati a Chatgpt. E' questo uno dei dati più interessanti che emerge da “Salute Artificiale”, uno studio che dimostra la pervasività nelle abitudini quotidiane dell'intelligenza artificiale con strumenti come ChatGPT, Gemini e Claude sempre più presenti nelle abitudini sanitarie quotidiane degli italiani. I risultati della ricerca, presentati a Milano nella sede di Assolombarda, mostrano una trasformazione in atto, la rivoluzione della IA, da tanti auspicata e da tanti temuta. Se da una parte è ormai scontato il fatto che praticamente tutti gli italiani (il 94,2%) cerca informazioni su sintomi, malattie e terapie attraverso internet e AI colpisce appunto l'avanzata dell'intelligenza artificiale nel mondo della salute - proprio ChatGpt ha da poco annunciato la sua versione “ChatGpt Salute” - ma anche il fatto che

 i medici sono sempre di più sotto “assedio digitale” da parte dei propri pazienti visto che oltre l'85% si informa prima e dopo la visita medica e soprattutto più di un italiano su dieci cambia da solo le cure prescritte dal medico informandosi on line.


L'indagine "Salute Artificiale"- realizzata su di un campione di 993 italiani rappresentativi della popolazione da Sociometrica e FieldCare su incarico di Fondazione Italia in Salute e Fondazione Pensiero Solido - ribadisce innanzitutto come la ricerca online sulla salute è la norma. Il 94,2% della popolazione cerca informazioni su sintomi, malattie e terapie attraverso internet e AI. Di questi, oltre la metà (53,3%) lo fa con frequenza regolare. Ma il dato più straordinario riguarda l'Intelligenza Artificiale generativa: il 42,8% degli italiani la utilizza già per informarsi sulla propria salute, facendone il secondo strumento dopo Google (73,5%). Un'adozione fulminea, considerando che ChatGPT è stato lanciato solo nel novembre 2022 e ora è in procinto di lanciare la sua versione dedicata interamente alla Salute.
 
Quello che colpisce è poi la spaccatura netta tra generazioni. Tra i giovani (18-34 anni), l'AI ha già superato Google: il 72,9% la usa come primo strumento per cercare informazioni sulla salute, contro il 57,4% che preferisce il motore di ricerca tradizionale. Tra gli over 54, il rapporto si inverte drasticamente: Google domina al 93,1%, l'AI si ferma al 26,1%. “Non si tratta di una differenza marginale, ma di due modelli completamente diversi di rapportarsi all'informazione medica”, spiega Antonio Preiti, autore della ricerca. “I giovani dialogano con l'AI come fosse un consulente sempre disponibile. Gli adulti mantengono l'approccio tradizionale della ricerca su Google. È una frattura destinata a ridefinire la medicina dei prossimi anni.”

Naturalmente tale adesione alla IA con atto di delega culturale ad uno strumento artificiale è direttamente proporzionale alla dipendenza da smartphone e internet oramai epidemica e inarrestabile tra adulti e non -adulti. Il che ci ricollega al tentativo in atto in varie nazioni di regolamentare l'accesso ad internet vietandolo a chi è sotto i 14-16 anni. Ma questo è un altro tema.
 

am 

mercoledì 30 aprile 2025

Generazione virtuale: Quando la Scuola perde la partita. #Blackout generazionali.

 

 

 

E' MEGLIO QUESTO...?

...O QUESTO?


 
 
Il massiccio blackout elettrico del 28 Aprile 2025 - che ha letteralmente spento la penisola iberica e parte della Francia (ancora sconosciute le cause al momento della pubblicazione) - ha cagionato morti ed ha scatenato caos e paure circa il nostro presente e futuro quali si stanno delineando nell'ultima decade. 
Il blackout da elettrico diviene mentale e ci sentiamo ristretti nell'operato e nella libertà cui siamo abituati: la normalità per alcuni noiosa si carica di quella attesa angosciosa da Spada di Damocle ("Quando ne usciremo?quando succederà di nuovo?)
 

 Ha colpito la notizia che il blackout elettrico ha visto la ostinata voglia di fare reel e riprese filmate, messaggi ecc pur nella consapevolezza che le batterie degli smart non si sarebbero potute ricaricare. La frenesia ed il craving delle dipendenze.

 
Comunque la prima generazione di "nativi digitali" e la generazione virtuale in toto sono indubbiamente abili nel navigare nel mondo online e hanno una grande influenza sull'utilizzo di tecnologie e piattaforme digitali. Alla onnipotenza corrisponde però un declino preoccupante di resilienza e alfabetizzazione emotiva; l'edificio culturale è corroso dall'infosfera e dagli interessi economici. 
 "A che serve studiare questo?" è il mantra interrogativo che si ascolta di più in quelli che una volta erano i templi della cultura: la cultura è utile solo se fornisce materialità. Siamo burattini sfruttati dagli algoritmi persecutori e condizionanti?
Ecco che arriva pertinente una riflessione in Redazione. Ci scrive una giovane docente, Flavia Volpe, che lavora nel Nord Italia e che racconta sobriamente delle difficoltà a "catturare" l'attenzione e curiosità in ambiti di cultura e trasmissione di cultura. Nord e Sud è lo stesso: segnali preoccupanti sulla generazione tiktokizzata vengono da tutta l'Italia nè lo scenario europeo ed extraeuropeo appaiono immuni dal decadimento culturale e dalla detensione morale ed etica che scorre nei vasi della società liquida e permea i potenti burattinai(a.m.).


Generazione virtuale: Quando la Scuola perde la partita




Negli ultimi mesi mi è capitato spesso di pensare ad un celebre passo de “I promessi sposi” in cui Renzo Tramaglino chiede a Don Abbondio spiegazioni sul perché non si possa celebrare il suo matrimonio con Lucia Mondella. L’uomo dotto di Chiesa, non potendo rivelare le reali ragioni della loro mancata unione, inizia a recitare una serie di formule in latino con il solo scopo di confondere il povero Renzo, confidando sulla sua ignoranza. A questo punto, il giovane Tramaglino, irritato, replica: “Che vuol ch’io faccia del suo latinorum?”. Il latino, simbolo della cultura, era sconosciuto a tutti coloro che non erano istruiti, i quali potevano così essere facilmente ingannati da chi aveva avuto accesso allo studio. Manzoni mette in risalto l’importanza della conoscenza, che però, al giorno d’oggi, sembra passata in secondo piano. Se non conosci, non capisci ciò che ti circonda. Non è forse questo il compito della Scuola?

Se quella stessa scena avvenisse oggi in un’aula scolastica, gli studenti, a differenza di Renzo, non si preoccuperebbero certo del “latinorum” degli insegnanti. Sarebbero troppo impegnati a controllare la vita virtuale dei propri profili social o a vincere partite online ai loro giochi preferiti. La generazione degli adolescenti di oggi trascorre ore e ore immersa in mondi virtuali fatti di sparatorie, uccisioni, conquiste di territori e strategie d’attacco. Di Manzoni, dei minerali, del teorema di Ruffini o del Past Simple importa ben poco. Meglio vedere il proprio avatar trionfare su Brawl Stars o Clash Royale.

Il compito degli insegnanti diventa davvero arduo: come si può catturare l’attenzione di un quindicenne che ha in mente solo i suoi progressi nella classifica di Fortnite?
“Gli occhi dilatati fissano lo schermo del cellulare, le pupille si restringono, mentre le labbra si increspano imitando lo sforzo dell’avatar all’ultimo round. Vittoria! Braccia levate e urletto di felicità, condito da un sorriso a trentadue denti. L’insegnante, attonito, si volta verso la classe, illudendosi che quella gioia sia per la sua spiegazione e non per un futile successo contro un avversario virtuale che spesso neanche si conosce”.

Purtroppo, questa non è una scena inventata da un romanzo di Daniel Pennac, ma l’assurda realtà in cui viviamo. A nulla valgono rimproveri, note disciplinari, colorate annotazioni sul registro e sequestri di dispositivi digitali. Anche senza lo schermo davanti, lo sguardo perso di qualsiasi ragazzo medio sembra vagare in un mondo virtuale, dove non esistono genitori assillanti, insegnanti fastidiosi e compiti noiosi.

Ancora più preoccupanti sono le motivazioni che i ragazzi stessi danno riguardo ai loro successi virtuali: “Mi fa stare bene perché non penso ai problemi della vita reale” oppure “Se vinco, sono felice; se perdo, sono triste”.

E il professore, ormai rassegnato, può solo assistere alla scena: “Aspetti, prof, che adesso vinco!” che è il marchio di un’intera generazione, ignara del “latinorum” manzoniano e, forse, mai interessata a conoscerlo. Tanto, poi, c’è ChatGPT… (Flavia Volpe, docente di Lingue nel nord Italia)