venerdì 15 marzo 2013

HABEMUS PAPAM FRANCISCUM !



BUON LAVORO, 
GESUITA DAL VOLTO BUONO.

Tu vieni da quel Continente 
ove i Gesuiti crearono e lottarono 
al fianco dei Guaranì.
Benedici Urbi et Orbi 
e, visto che ci sei, 
"ripulisci" sia l'Urbe che l'Orbe.
Pulire è un onere ed un onore.
E noi siamo con tutti i "NettUrbini" ed i "NettOrbini" di buona volontà.

venerdì 8 marzo 2013

AVVISO SIEB

Abbiamo ritenuto di duplicare sul BLOG gli avvisi e comunicazioni tra STAFF ORGANIZZATIVO e CORSISTI dell'Istituto per migliorare la possibilità di accesso comunicativo. Tra l'altro il Corsista ha la possibilità di inviare una comunicazione attraverso i "commenti" a piè di pagina, aperti a tutti.
Manterremo operativi gli altri canali di comunicazione (email, facebook: "Seminari Internazionali Eric Berne", sms). 



Il dr.AchilleMiglionico è stato intervistato - come presidente SIEB e come associato della onlus Insieme per l'Africa dalla emittente televisiva Teledehon. Con lui ha risposto, sul tema del volontariato medico in Africa, il dr. Luigi Zagaria, odontoiatra e vice-presidente della onlus. 



  • Programmazione prevista su Teledehon : lun h 23,40 - mart h 15,20 - 23,00 - sab 12,00. Saranno trasmesse, con la intervista, foto e video dell'ultima esperienza sanitaria in Kenya

sabato 23 febbraio 2013

FINALMENTE VIETATE SIA VENDITA CHE SOMMINISTRAZIONE DI ALCOLICI SOTTO I 18 ANNI




Era ora. Da Febbraio 2013 (con la risoluzione 18512 del Ministero Sviluppo Economico, cui ha fatto seguito Nota interpretativa del Ministero degli Interni) è fatto divieto di vendita (in supermercati, negozi ecc.) e somministrazione di alcolici sotto i 18 anni. Gli esercenti hanno l'obbligo, pena gravi sanzioni sino all'arresto, di richiedere al giovane la carta di identità per accertarsi realmente dell'età del richiedente. 

Si chiarisce una contraddizione che era sorta tra codice penale vigente (l' art. 689 del c.p. prima vietava la somministrazione ai minori di 16 anni ed infermi) e ed il DL 13 Settembre 2012 convertito in Legge 189/2012 (art. 7 comma 3 bis) in vigore dall'11/11/2012, dopo la pubblicazione su Gazzetta Ufficiale.
Si era venuta a creare in Italia una assurda contraddizione: non si poteva "vendere" a chi avesse meno di 18 anni ma si poteva "far bere" alcolici in un bar ad un sedicenne. Se vogliamo, vendere sarebbe meno grave di somministrare (io posso comperare per uso altrui). Ma  non era così in quanto in ogni stagione e soprattutto di estate si sono viste all'uscita dei supermercati casse di birra trasportate bellamente da ragazzini (e  accompagnate da bottiglie di superalcolici).

RISCHIO DA ABUSO. Il rischio è questo: se il ragazzo, pur non disponendo di massa adiposa (che ritarda l'assorbimento, diciamo così), "regge" alcolici spesso mescolati in quantità, ciò significa che è già alcoldipendente (un etilista, un alcolizzato insomma); se non ha mai bevuto e beve profusamente in una serata va incontro a coma etilico, che è una urgenza medica. E qui  solleviamo appena il problema che spesso la miscela ingurgitata dai ragazzi è anche più letale e neurotossica: tra alcool e sostanze psicodislettiche sinergiche o antagoniste. 
I cannabinoidi in primis sono diffusamente abusati in quanto ritenuti addirittura "non dannosi" dagli stessi genitori che ne hanno fatto uso al tempo di John Lennon. In realtà oggi non è più l'erba di una volta e le sostanze ivi contenute hanno maggiore attività psicotizzante rispetto a prima: abbiamo osservato, con altri specialisti, diversi casi giovanili di psicosi slatentizzate da abuso prolungato : i cannabinoidi aumentano il rischio di contrarre una malattia psichiatrica sino a 8-10 volte di più rispetto a chi non ha fatto abuso. Qualcuno - internet "docet" - li giustifica dicendo che sono "terapeutici": anche qui c'è un equivoco. Ogni sostanza utile è anche testata per usi medici ed è vero che  i cannabinoidi sono stati provati su alcune malattie neurologiche. Persino gli oppiacei (eroina e morfinici) sono insostituibili analgesici  e si riservano alla cura palliativa degli ammalati di cancro: non per questo li usiamo il sabato sera o per una cefalea. Un cenno poi agli "eccitanti":  da amfetaminici come il vecchio MDMA ( nota come Ecstasy, MDXTCEAdam) a sostanze come la taurina contenuta in abbondanza in bevande notissime che sponsorizzano anche la Formula Uno (una lattina equivale ad una decina di tazze di caffè). 

Un utile consiglio per i genitori è vigilare compagni e compagnie. Con discrezione. Può essere utile acquistare un etilometro economico (costa quanto un termometro digitale) da usare al sospetto di ebbrezza perché i ragazzi sanno come coprire (be' anche noi coprivamo): conoscono la differenza tra effetti da liquori dolci e secchi, sanno come l'orario di assunzione fatto in prima serata da "sballo" può lenire gli effetti al rientro in tarda nottata, usano  collutori, caramelle mentolate ecc. per aggirare le abilità olfattive materne. Stiamo seminando panico ingiustificato? No, è solo corretta informazione. Un etilometro a soffio da alitare può farci capire l'alcolemia che abbiamo di fronte e capire valori pericolosi da intossicazione acuta (sino all'ingresso in coma: vedi Tabella in fondo).
Ma come giustificare ai figli questo controllo - che andrebbe esercitato anche sull'orario di rientro ? non potrebbe essere una persecuzione ingiustificata? 

PATRIA POTESTA'. Va da sé - e questo va espresso da entrambi i genitori all'unisono e con forza assertiva di adulti - che i genitori, sino al compimento della maggiore età, sono assolutamente nell'obbligo (e piacere, speriamo) di essere i caregivers dei minori ed esercitano la patria potestà come da Legge: sono cioé responsabili della salute degli stessi  (li portano dal medico di base, dagli specialisti e li curano ecc.) e giuridicamente anche degli atti che compiono. 




LA VITA NON E' SOLO GIOCO E NON SI GIOCA CON LA VITA. Lo svago ed il gioco sono importanti per tutti, per figli e genitori. Il lavoro del minore dovrebbe essere lo studio (che promuove vera cultura ed autocontrollo da informazione corretta ed adeguata alla età) ed in quella area va attuato un sistema equilibrato di rinforzo positivo (sistema premiante e non premiante). Il divertimento va finalizzato ad incrementare le nostre risorse non a perderle. Le discoteche ed i locali dovrebbero funzionare già in prima serata e rientrare nelle fasce di orario sino a mezzanotte: non è un monaco a dirlo. Molti incidenti stradali (quanti fiori ai bordi delle strade!), anche in assenza di abuso di sostanze accadono perchè - è dato scientifico - treni di sonno tra l'una e le quattro di notte - possono assalire elettroencefalograficamente la nostra già ridotta vigilanza, senza avvisarci con il "classico colpo di sonno"): se quel treno di onde lente nel cervello dura un solo secondo, ricordiamoci che un auto a 50 Km/h fa 25 metri al secondo, a 100 Km ne fa 50... Metri al buio della notte e della mente. 

AD OGNUNO IL SUO RUOLO. I genitori hanno da riappropriarsi della funzione genitoriale così smarrita negli ultimi tempi, ove talora, invece,  sembrano loro stessi opporsi ai limiti adolescenziali e c'è anche chi, da genitore, reagisce energicamente a chi loro richiama  rischi e pericoli diseducativi ed adattativi: è recente notizia che un gruppo di mamme  al nord ha aggredito le guardie del corpo davanti alla discoteca perché ne avevano impedito l'ingresso per età; si notizia di genitori che accusano docenti invece di collaborare con la scuola (pronti a denunciare malvessazioni ed altro). I  rischi anonimizzanti della urbanizzazione, la caduta culturale ed etica mass-mediata, la sessualità "a pioggia" ecc.: la società preme ambiguamente sui giovani e sugli educatori tutti sminuendo e snaturando il ruolo di grandi e piccoli.  

NON CONCEDERE TUTTO.  Facebook viene concesso in ridicole età ("quando non ci si sa ancora allacciare le scarpe", mi disse una maestra); telefonini e smartphone, auto e moto e altro sono troppo spesso concessi anzi tempo ("Così fan tutti..." è la scusa rassegnata):  è solo debolezza? la speranza di "ingraziarsi i figli", di "recuperarli"? di compensare lo scarso tempo dedicato loro? 

RAPPORTI AMICHEVOLI CON I FIGLI O NO? Non si può essere amici dei figli (talora per rassomigliarvi e gareggiare con loro in bellezza e giovalità che declinano ) bensì è utile avere con loro un rapporto sia "amichevole" nello svago e nell'intrattenimento sia assertivo nel comunicare quanto ci si aspetta da loro, nel rispetto delle inclinazioni personali: il ruolo sarà strettamente genitoriale - e condiviso tra madre e padre, i quali non devono contraddirsi mai davanti ai figli (possono litigare sulle regole da impartire da soli). 

CONFRONTARSI TRA ADULTI. Consultate esperti locali, senza inseguire i persoinaggi televisivi che vanno da un set all'altro. Rivolgetevi con ritrovata umiltà a professionisti d'aiuto di chiara visibilità etica (usate voi Internet per sapere a chi vi rivolgete) quando avete dubbi ed incertezze educative. partecipate a forum reali, nelle librerie della vostra città: ci sono un sacco di benpensanti coi quali scambiare le nostre incertezze e certezze. 

Insomma: genitori, diciamo la stessa cosa ai figli, e vigiliamo: anche questo è amarli. (achille miglionico, medico psichiatra, psicoterapeuta)




Alcolemia (g/l)Effetti comuni
   0,2 - 0,9
EBBREZZA. Socievolezza, espansività, rossore in volto. Diminuzione dei freni inibitori. Euforia. Percezione e Riflessi rallentati.
   

   0,8 - 1,2
UBRIACHEZZA. Azione depressiva sui centri motori, perdita dell'autocontrollo e disturbi dell'equilibrio (individuo barcollante)
   1,2 - 2,0
Vera e propria ubriachezza, andatura barcollante (da atassia) ecc. sino a cadute spontanee, parola alterata (disartria) e sonnolenza invincibile. Possibile incontinenza degli sfinteri, pallore cutaneo, pupille dilatate. Vomito
   2,0 - 4,0
Perdita del tono muscolare, indifferenza all'ambiente circostante, assenza di reazione agli stimoli, immobilità, mutacismo sino a stato soporoso
   > 4,0
Confusione ingravescente sino a stato comatoso: disturbo elettrolitico grave e disidratazione (da poliuria secondaria a diminuita increzione di ADH: "l'alcool fa fare pipì");  depressione respiratoria e cardiovascolare, morte

I valori correlati sono indicativi. Un bambino può andare in coma già  a livello di ubriachezza di un adulto.

giovedì 21 febbraio 2013

AVVISO 1 AI CORSISTI K2 e k3 TRANI

 
Abbiamo ritenuto di duplicare sul BLOG gli avvisi e comunicazioni tra STAFF ORGANIZZATIVO e CORSISTI dell'Istituto per migliorare la possibilità di accesso comunicativo. Tra l'altro il Corsista ha la possibilità di inviare una comunicazione attraverso i "commenti" a piè di pagina, aperti a tutti.
Manterremo operativi gli altri canali di comunicazione (email, facebook: "Seminari Internazionali Eric Berne", sms).

Ricordiamo che gli appuntamenti di Marzo p.v. 2013 sono:
- 2 Marzo: Teoria sul T-Group, Role-playing; Gruppi di Pari con Supervisione(su Operazioni berniane)
- 9 Marzo: Terapia di Gruppo (Minitona)

mercoledì 20 febbraio 2013

IL MURO SI SGRETOLA: IL CYBERPETTEGOLEZZO (CYBERGOSSIP) DELLE PAGINE “INFORMER” IN CHIARO DECLINO


Il fenomeno “Informers” del quale abbiamo parlato con preoccupazione il 31 Gennaio u.s. in INCULTURA richiama alla memoria casi recenti di cyberbullismo effettuato in  social network. Adolescenti sono arrivati al suicidio dopo il linciaggio subito in un mondo così sterminato come quello della rete ove una calunnia ne può valere mille.  Il numero crescente di denunce presentate agli organi di polizia, ha svegliato la coscienza circa la pericolosità del ciberpettegolezzo e della calunnia anonimi sul web. Leggiamo infatti nella pagina on line del “ El Periodico di Catalunya “ dell’ 8 febbraio 2013, che il fenomeno “Informer” oggi è quasi passato di moda (!) -  lo racconta al giornalista una alunna di nome Sara del 1° di E.S.O. dell’Istituto Montserrat di Barcellona. Come Sara, molti altri studenti dicono che il numero di messaggi pubblicati in questo tipo di pagine elettroniche (alcuni con contenuto chiaramente offensivo e svalutante), sono repentinamente diminuiti, e c’è stato anche un cambiamento nelle tematiche. Negli ultimi 15 giorni dall’inizio del fenomeno si è passati da tre-quattro temi al giorno a un unico argomento ogni due giorni e di contenuto più leggero, soft. In questo periodo alcuni  professori  hanno subito attivato discussioni sull’argomento, sia con gli alunni che con i genitori. Ai genitori è stato chiesto dalla classe docente un aiuto nell’ impegno educativo - una vera e propria “alleanza didattica” nella trasmissione dei valori, al fine di orientare i ragazzi soprattutto minorenni nell’uso corretto e costruttivo delle reti sociali, sottolineando che se c’è un senso da trovare , è nello  scambio costruttivo.  Le discussioni e le proteste nelle scuole hanno così  avuto l’effetto di  attuare strategie di controllo da parte dei gestori degli informer,  con l’utilizzo di  “filtri” tali da rendere  irriconoscibili luoghi e protagonisti. L’effetto immediato è stato quello di un calo vistoso di calunnie e di messaggi che tendono a umiliare alunni e professori: si è così rilanciata l’idea originale dei gestori che era quella di favorire scambi, conoscenze  e approcci relazionali tra studenti di corsi universitari diversi. Si sono resi visibili maggiormente i messaggi alla “Romeo e Giulietta” fra gli adolescenti. Per esempio: “Da quando ti ho visto la prima volta mi hai rubato il cuore.... Oggi ti ho incontrato ancora, ed un  brivido ha attraversato la mia schiena. .. Dimmi chi sei e concedimi un appuntamento romantico sotto le stelle”. In altre scuole, invece,  come la IES Pius Font Quer de Manresa, professori e alunni hanno discusso sulla convenienza di chiudere o meno la pagina “informer”.
Manifestazione a Barcellona

Sicuramente si è mosso qualcosa di nuovo ed in controtendenza: per esempio nella scuola Sadako di Barcellona, una minoranza critica di studenti adolescenti fra 15-16 anni che frequentano il quarto anno di E.S.O  ha manifestato apertamente il  rifiuto all’uso di informazioni anonime che possano danneggiare la stabilità emotiva di un compagno. Hanno consapevolezza dei messaggi umilianti diffusi attraverso il web, dove “persecutori” anonimi  perseguitano “vittime” prive di capacità di difesa e spesso bloccate dalla paura di non essere più rispettate e accettate nella loro comunità. Questo gruppo di studenti  ha tanto da raccontare e  vuole comunicare con altri adolescenti,  la “maggioranza silenziosa”, che non si pronuncia di fronte ai comportamenti anonimi di gossip e pettegolezzi e che quindi si rendono “complici” con il silenzio - alla pari, aggiungiamo noi,  degli “spettatori” di altre violenze sociali come il “bullismo” scolastico e, da adulti, del "mobbing" lavorativo.  Julia Fos, una alunna di questa scuola dice: “Prima di pubblicare un commento su un'altra persona bisogna pensare quali conseguenze ciò può scatenare in lei”.  “Forse abbiamo una posizione privilegiata per influenzare i nostri compagni anche più piccoli,  rispetto ai loro genitori”.  Questa posizione reattiva al fenomeno “Informers” si è palesata proprio dopo un processo di riflessione promosso dai professori. In poco più di una settimana questo gruppo “Stop-Informer” ha assunto una posizione di responsabilità per sensibilizzare  i loro coetanei più giovani; ha diffuso un video realizzato in proprio, che fa riflettere sui rischi che certe nuove mode di pettegolezzo, così potenti, possono comportare; hanno stigmatizzato il comportamento “immaturo e codardo”  che alcuni adolescenti sviluppano nel web, dove, protetti dall’anonimato, danno libero sfogo al maltrattamento psicologico dell’Altro. Hanno anche costruito nella propria scuola un grande murales dove gli studenti del primo anno sono stimolati ad appendere le proprie riflessioni in meno di 140 caratteri, per poi essere raccolte dagli studenti degli ultimi anni e mandate su Twitter. Il progetto ha come fine ambizioso di potenziare negli adolescenti una crescita di pensiero  e di stimolare a mettersi “nella pelle dell’altro”. In questa scuola la pagina “informer” è stata chiusa, senza demolire le risorse che altri sistemi del web possono offrire alla comunicazioni fra le persone di ogni età, nel rispetto reciproco.
Abbiamo voluto condividere con voi  una seconda e lunga  riflessione sul tema dell’articolo precedentemente pubblicato perché c’è stata una evoluzione sociale positiva, un risveglio nelle coscienze dei più giovani, che sembravano assopite in un letargo tecnologico. Questo gruppo di adolescenti  controcorrente (guidati dai loro professori attraverso il confronto) ha messo “il dito nella piaga” quando ha sottolineato l’importanza di valutare conseguenze prima di scrivere un gossip malevolo ed  anonimo. ”Mettersi  nella pelle dell’Altro”: stanno parlando di Empatia, l’unica possibilità di fare prevenzione e gestire bene la nostra libertà. Trattare le persone come persone, ossia umanamente: non fare agli altri quello che non si vorrebbe subire o aver subito. Riconoscere qualcuno come un nostro simile implica la possibilità di comprenderlo dal di dentro, di adottare, per un momento, il suo punto de vista. Una definizione di empatia che consideriamo molto attuale nel nostro Istituto SIEB è quella del filosofo tedesco Husserl, che afferma:  “ogni evento psichico suscita fuori di sé la risonanza dell’identico” (oggi le neuroscienze lo stanno confermando con le scoperte del funzionamento dei neuroni a specchio).
Ancora Husserl: “Io mi esperisco come uomo quasi in certa misura indirettamente… apprendere l’altro come uomo, questa è ermeneutica originale: solo così acquisto la coscienza originale, la percezione di un uomo come uomo. E' l’altro il primo uomo, non io”. Questa comunicazione intensa e non verbale fra due individui è naturale quando ci troviamo uno di fronte all’altro, ma può e deve essere anche visualizzata e immaginata, nell’universo virtuale, grande quanto l’universo di quello che chiamiamo “ mente”, un software che va molto al di là del  cervello e della scatola cranica.
Dice un altro grande pensatore, lo spagnolo Fernando Savater, professore di Etica all’Università dei Paesi Baschi, in un suo libro che raccomandiamo, “Etica per un figlio”: “…se non ammettessimo che esiste qualcosa di fondamentalmente uguale tra di noi (la possibilità di essere per un altro quello che l’altro è per me) non potremmo scambiarci neppure una parola. Dove c’è scambio c’è anche il riconoscimento che in un certo modo apparteniamo a quello che ci sta di fronte e l’altro appartiene a noi… Questo anche se io sono giovane e l’altro vecchio, io uomo e l’altro donna, io bianco e l’altro nero, io fesso e l’altro scaltro, anche se io sono sano e l’altro è malato, o se io sono ricco e lui è povero”. Credo che questo sia un concetto assai caro ad Eric Berne ed a noi analisti transazionali e che noi chiamiamo con Harris OKness: "Io sono Ok, tu sei Ok".  Io valgo, tu vali". La accezione husserliana della Okness è sottolineata dallo stesso Berne e la sua grandezza sociale consiste nel fatto che essa è valida anche quando l'Altro è etnicamente diverso, razzialmente differente, o persino un gracile di mente o un disabile. Aumentare il livello di Okness nella comunicazione significa aumentare il livello di benessere fra le persone, “vivere bene”,  e rappresenta un livello di prevenzione per una efficace "ecologia della mente".
Concludiamo con l’importanza dell’obiettivo ultimo proposto da questo gruppo giovanile spagnolo anti-pettegolezzo, cioè, quello di “creare un proprio criterio” negli adolescenti, un obiettivo che rimanda alla crescita della funzione Adulta dell' EticaLa Morale,  come la conosciamo, insieme di comportamenti e norme che in genere consideriamo come validi, è introiettata ed ereditata dai nostri genitori, e immagazzinata nel nostro stato dell’Io Genitore. L’Etica è la riflessione Adulta sul perché consideriamo validi questi principi; quindi la funzione etica in crescita, richiede una formazione etica e un processo continuo di discussione critica nel nostro Adulto e dal nostro stato dell’Io Adulto. L’Etica è libertà e responsabilità. Per dirla con Savater, la responsabilità è sapere che ciascuno dei miei atti mi costruisce, mi definisce, mi inventa. Scegliendo quello che voglio fare mi trasformo a poco a poco. Tutte le mie decisioni lasciano impronte in me stesso prima ancora di lasciarle nel mondo che mi circonda. Ovvio che una volta che ho impiegato la mia libertà per darmi un volto non posso lamentarmi o spaventarmi di quello che vedo nello specchio quando mi guardo… Se agisco bene mi diventerà sempre più difficile agire male (e, purtroppo, vale anche il contrario): per questo l’ideale sarebbe prendere il vizio… di vivere bene. Scusate il lungo scritto ma c'è ancora molta speranza nella professione d'aiuto e fuori.                                                                                
(Neus Lopez Calatayud , Psicologa-psicoterapeuta)




venerdì 15 febbraio 2013

ANCORA OMICIDI DI ANZIANI INDIFESI

 15 febbraio 2013. Una donna di 93 anni, Giuseppina Mojo, è stata trovata morta dal figlio nella sua casa nel centro di Bisceglie, in via Monte Sabotino. Forse è stata strangolata durante una rapina. Sul posto sono giunti i carabinieri, coordinati dal pm di turno del tribunale di Trani Michele Ruggiero. L'abitazione, vicina allo studio medico del figlio che ha fatto la macabra scoperta, era a soqquadro. Il cadavere era sul suo letto. E' stata la badante a lanciare l'allarmeSul posto i carabinieri e il Sis, per l'ennesimo episodio di vile criminalità su persone indifese.
La situazione ricorda, tra tante, quella di un omicidio nel Piacentino, agli inizi di Febbraio.  Un'anziana di 90 anni è stata trovata morta, uccisa forse durante un tentativo di rapina, nella sua camera da letto, nella casa in cui viveva a Castel San Giovanni (Piacenza). A trovarla, con la bocca tappata da un fazzoletto e un cuscino sul volto, è stata la badante che ha subito chiamato carabinieri e 118. La casa è stata trovata completamente a soqquadro e la porta dell'abitazione. 
E' invece del 4 febbraio u.s. la notizia di una figlia che avrebbe ucciso la madre novantenne al termine dell'ennesima lite per i debiti di gioco. Con questa accusa è stata ultimamente arrestata Maria Cristina Filippini, piacentina di 48 anni che dopo un lungo interrogatorio ha confessato. Secondo gli inquirenti sarebbe stata lei ad uccidere la madre, Giuliana Bocenti, a Castel San Giovanni. All'origine dell'omicidio, appunto, i debiti che la figlia della vittima aveva contratto negli ultimi anni a causa della compulsione al gioco d'azzardo con i videopoker. (m.m.)

mercoledì 13 febbraio 2013

NATIONAL GEOGRAPHIC compie 125 anni. Di Esplorazioni.




Quest'anno noi di InCultura compiamo 10 anni dalla registrazione (ma la ezine ha invero qualche anno in più nella rete). I piccoli si inchinano dinanzi ai Grandi e National Geographic,  non è solo una testata giornalistica ma una vera associazione che raccoglie e promuove esplorazioni, e che compie ben 125 anni. Auguri.
Era una sera del 13 Gennaio 1888 quando, sotto una violenta nevicata che aveva colpito le Grandi Pianure, 33 scienziati e esploratori si riunirono al Cosmos Club di Washington per fondare una associazione con la missione di "incrementare e diffondere la conoscenza geografica e promuovere la protezione della cultura dell'umanità, della storia e delle risorse naturali." Che modernità: incrementare la sinergia tra discipline diverse per massimizzarle, non certo per ridurne l'importanza. Qualunque cultura antropologica - e questo lo sappiamo anche grazie alle esplorazioni promosse da National Geographic dalla data ufficiale del 27 Gennaio 1888 - si poggia sulla memoria transgenerazionale (storia) e conoscenza dei territori (geografia). Sapete? oggi nelle scuole italiane si sta tentando di fondere geografia e storia per togliere di mezzo due materie che ai ragazzi non piacciono (magari incrementando il già minaccioso abuso di informatica). D'altronde anche il latino sta per essere sepolto dai discendenti diretti di quei Romani che ci fanno gonfiare il portafogli del turismo. Ma torniamo a quella riunione del 1888 che pare fosse promossa da Graham Bell, l'inventore - assieme al piccolo Meucci - della telefonia. Giovani andate sul sito di National Geographic e soprattutto comperate la prestigiosa Rivista, una delle migliori al mondo. Così potete contemplare sul cartaceo foto assolutamente perfette nella narrazione - si dice che vanno scattate più di 10.000 foto per vederne pubblicata una. E i commenti giornalistici? sono quasi sempre di eccellenza e soprattutto fondati (ogni errore  confutato viene ammesso e corretto).
"Nessun mammifero se ne va in giro come noi," ha scritto Svante Pääbo, genetista dell'evoluzione. "C'è una sorta di Follia in questo." È vero. Un grande della antropologia, cui si deve il materialismo culturale - Marvin Harris (in foto) - scrisse un incipit nell'incipit di un volume sulla Umanità:  "All'inizio fu il piede": echeggiava  un altro celebre incipit (Vangelo di Giovanni). Gli incipit sono importanti, come quello di National Geographic. (achille miglionico)

lunedì 11 febbraio 2013

Elogio della FOLLIA 16: NON HABEMUS PAPAM

Elogio della FOLLIA 16: NON HABEMUS PAPAM.



La notizia è stata battuta dalle agenzie prima delle ore tredici di oggi, 11 Febbraio 2013: una data già “storica”. Papa Benedetto XVI si dimette il 28 Febbraio p.v.  per motivi di salute che gli impediscono di svolgere con pienezza di responsabilità  e fattibilità il ruolo di Capo della Chiesa Cattolica.
Notevole il tam tam ed il tumulto mediatici. Sembra di rivivere attoniti il piacevole ed a tratti irriverente film di Nanni Moretti, appunto “Habemus Papam”  (2011). Incredibile come la realtà superi tante volte la “fiction” più azzardata.
Alcuni hanno sentito un tremito alle gambe. Altri si interrogano. Facile riandare con la mente al predecessore Giovanni Paolo II il quale pontificò, malgrado la salute chiaramente minata, sino all’ultimo giorno di vita. In una epoca di “misteri” televisivi, dietrologie accanite di natura politica, instabilità sociale e “scandali” (anche Vaticani), i PERCHE’ si moltiplicano sin da adesso, dopo lo stordimento e le perplessità che la notizia ha sollevato in tutti, credenti e no. Rifletto con altri film di Moretti.
CARO DIARIO, adesso LA MESSA E’ FINITA e visto che non HABEMUS PAPAM, avvertiamo dentro di noi UN CAOS CALMO, questo è l’ ECCE BOMBO: sempre più striminziti appaiono i nostri SOGNI D’ORO (temiamo anche di notte il ritorno de IL CAIMANO e ci chiediamo chi sarà IL PORTABORSE). NON CI RESTA CHE PIANGERE, risponderebbero Massimo Troisi e Roberto Benigni che ci hanno insegnato a sorridere. Anche con amarezza. (Erasmo da Rotterdam)


giovedì 31 gennaio 2013

COMUNICARE ATTRAVERSO UN MURO ANONIMO? Una esperienza catalana che fa il giro del Web


E' di pochi giorni fa la notizia letta sul giornale “El periodico di Catalunya del 24 gennaio 2013” che evidenza una nuova tendenza nelle università catalane: “ comunicare in anonimato”.
Tre studentesse della UAB (Universitat Autònoma de Barcelona) a metà del mese di gennaio hanno avuto l’idea di “mediare” fra studenti della università che  vogliono  comunicare qualcosa a qualcuno, ma che non trovano il coraggio di farlo "direttamente"; così chi vuole rimanere al coperto può  servirsi  della piattaforma informatica per inviare messaggi in modalità anonima, a qualunque persona del campus. E hanno dato inizio agli “Informers”.
Gli “informers” sono dunque pagine anonime di facebook  dove gli studenti mandano agli amministratori (le tre studentesse) i loro “pettegolezzi” (gossip), i loro messaggi "arrabbiati" e anche i loro desideri più intimi. Agli amministratori il compito di pubblicarlo sul “muro” di questa pagina .





I messaggi pubblicati spaziano da dichiarazioni d’amore, a proposte spinte sessuali o a critiche sul personale delle Università. Sembra che l’ispirazione di questa idea venga da una serie tv nordamericana per adolescenti (“Gossip Girl”) dove un fenomeno simile si sviluppa nel quartiere Upper East Side di Manhattan, NY.
In tre giorni alla UAB arrivano 7.000 contatti, e ora si superano i 12.000 . Anche  altre università spagnole  hanno imitato la nuova tendenza, con numeri crescenti simili; la macchia d’olio ha contagiato anche scuole e licei, e persino altre enti pubblici come la Società dei Trasporti Metropolitani.
Alcuni messaggi pubblicati dicono così:
·         “Ragazza con occhi azzurri  incontrata per due venerdì  allo sportello di scienze; sono interessato a saper chi sei”
·         “Da un ammiratore segreto ( che  vuole rimanere anonimo): ragazza del  1° anno di Giurisprudenza con occhiali, bruna, bassina, mi fai “impazzire”. So solo  che il tuo nome inizia con la B.”
L’idea dell’anonimato ha indotto molte persone a scrivere “dichiarazioni” a persone sconosciute:  si esprimono in maniera assai più disinvolta  in assenza di firme, anche se gli amministratori di “informers” possono risalire alle loro identità. Gli stessi amministratori hanno dichiarato che, dopo solo una settimana,  questo “muro anonimo” ha superato ogni previsione ed aspettativa di messaggi, ed hanno ammesso di aver  perso il controllo della situazione, affermando : “ Per alcuni [il muro] rappresenta solo una forma di  intrattenimento o una pagina banale, ma per altri si è trasformato in uno strumento pericoloso, attraverso cui nascondere aggressioni verbali a persone concrete, e fare anche delicate rivelazioni di privacy”. 
 Le reazione fra i docenti  non sono state unanimi; alcuni l’ hanno accolto con simpatia, considerando che “le iniziative degli studenti vanno  appoggiate e che il fenomeno è parte del diritto alla libertà di espressione”. Altri docenti non sono stati d’accordo e si sono dissociati, pretendendo che nessun logo della università comparisse nelle pagine “ informers “, in quanto l’iniziativa non è promossa dalla stessa, e aggiungendo che un uso errato di questo strumento può generare un problema sociale e giuridico, con insulto al diritto dell’onore e dell’intimità. Anche fra gli studenti ci sono state alcune reazioni negative al fenomeno, considerato che l’anonimato favorisce la non-responsabilità di cose e fatti espressi sino alla pura calunnia, e comunque le affermazioni, autentiche o inventate che siano,  aumentano il  “gossip spazzatura”. Questi studenti intervistati pensano che è una moda del momento, e che la gente si stancherà presto.
Fin qui si è esposto l’ aspetto di notizia come ricavato dalla lettura del giornale El Periodico di Catalunya e dalla visione di un video apparso su  Youtube con interviste a studenti.
Colpisce la velocità di propagazione del  fenomeno, quasi come quella di un  virus che trova terreno fertile per replicarsi in maniera spasmodica invadendo il corpo ospitante. Informers sembra aver trovato uno spazio fra i giovani che è vuoto, ed ha pervaso tutte le categorie.  Qual è il significato  di ciò ?
Nascondersi dietro all’anonimato significa eludere la responsabilità della propria  identità, dei propri atti.
 Ma se non mi assumo la responsabilità dei miei atti come posso avere coscienza dei danni che posso provocare ad altri? E poi, l’anonimato sostituisce la possibilità dell’incontro con l’Altro quasi una negazione della circolarità della comunicazione e un “surrogato della relazione” (come descriveva anni fa Eric Berne la tossicodipendenza). Nella vita reale noi possiamo ricevere un no, un rifiuto come risposta, o magari una opinione contraria: la possibile disconferma  è necessaria quanto la conferma alla crescita, come esseri umani. Correre  il rischio del coinvolgimento emotivo, è parte dell’apprendimento della nostra crescita come persone adulte.  L’Altro rappresenta un confine per me, con i suoi confini. Se io annullo i miei confini, mi muovo in una realtà sconfinata e pericolosa, senza struttura, senza valori, senza una chiara distinzione fra il bene e il male, tra corretto e scorretto.  Tutto sembra alimentarsi di infantile onnipotenza: posso dire quello che voglio anche se ciò ferisce l’Altro. Formatori e genitori sono chiamati a trasmettere valori etici,  e confini interpersonali e personali richiamando l’attenzione  dei meno esperti sul fatto che le nuove tecnologie digitali non sono “rifugi”, sono strumenti di incredibile potenza e strumenti al servizio delle persone: ci agevolano ricerche impensabili e lavori impegnativi, favoriscono la creatività nella scrittura e diffusione di notizie, consentono comunicazioni in tempo reale su distanze enormi, ma le nuove tecnologie rischiano di rappresentare un nuovo stato Genitore, un Genitore tecnologico che crea dipendenze e sostituti di vita reale, con poche norme e regole di convivenza, solo quelle che sappiamo darci autonomamente; un Genitore che non sa proteggere anche creando dipendenza. Perché è e rimane uno strumento. Impegnandoci per raggiungere la nostra autonomia sviluppiamo le nostre capacità di consapevolezza, spontaneità e intimità. E con ciò sviluppiamo uno stato dell’io Adulto integrato (Berne). Certo, la relazione è una sorta di scommessa in cui l’Altro può riservarci sorprese piacevoli e spiacevoli e ci vuole talora “coraggio” per accettare l’imprevedibile della intimità e per instaurare un rapporto diretto con gli altri. E coraggio per accettare la responsabilità delle proprie scelte. Non credo che l’anonimato sia una grande lezione.  L’anonimato nella comunicazione non apre le porte alla crescita Adulta, bensì ristagna l’adolescenza e fomenta la Calunnia, che la latinità rappresentava con il Corvo. Insomma parliamo di più tra persone vere. Con tutti i rischi e la bellezza che ciò comporta.
 (Neus Lopez Calatayud, psicologa-psicoterapeuta)

giovedì 20 dicembre 2012

Elogio della Follia 15: A VOLTE TORNANO

E' di nuovo con noi, è tornato dal monastico isolamento di questi mesi. Osannato da Benigni che gli ha dedicato un caloroso e affettuoso saluto televisivo, rubando del tempo prezioso al proprio commento alla Costituzione italiana; osannato dalla stampa estera e nazionale che ne anelava il rientro sul set politico; osannato da se stesso in uno slancio cronicizzato di autolatria. C'è chi lo ha  praticamente accostato a Paolo di Tarso o a Giovanna d'Arco, per la "autochiamata" ("Sono gli italiani a chiamarmi" : ma non pensiate che si tratti di allucinazioni uditive...); c'è chi ha visto nel  rientro del bionico highlander la vera profezia dei Maya;  c'è chi dopo la notizia si è dovuto curare al pronto soccorso locale la lussazione della mandibola (per lo sgomento attonito, non per uno sbadiglio). Comunque sia, dopo essere andato dove da tempo immemore tutti  volevamo che andasse, è tornato. Forse ha frainteso la destinazione.
Auguri a tutti noi per il Nuovo Anno. Ne abbiamo bisogno. (Erasmo da Rotterdam) 


martedì 30 ottobre 2012

Elogio della Follia 14: I GIUDICI OPTANO PER LA ONNIPOTENZA

Io, Erasmo, sono olandese e non ho problemi ma al posto vostro, Italiani, comincerei a sentirmi mancare il terreno sotto i piedi. Ah, già, è proprio questo il fattaccio. Insomma parlo del terremoto dell'Aquila e di quella sentenza che ha condannato i sette membri della Commissione Grandi Rischi per non aver previsto la importanza del sisma. Troppe parole sono state spese in questi giorni sull'argomento. Voglio solo aggiungere che, come Giovanna d'Arco era più "monarchica " del Re di Francia, così la magistratura sembra più scientista degli scienziati dei fumetti: il magistrato sembra allontanarsi sempre più dai bisogni del cittadino e  poco incline a rinunciare alla vertigine della "potenza", anzi della onnipotenza umana. In qualunque cosa tu creda, o magistrato, in dio o nella natura non importa, sappi che sia divinità che natura si rifanno alla teoria del caos, per cui un evento è sì prevedibile che accada ma non possiamo stabilire quando. Ti faccio un esempio che mi ha fatto un amico ansioso: "Mia madre che è pure ansiosa posso prevedere che mi telefonerà, sulla base delle osservazioni, una decina di volte nel giorno per preoccuparsi di dove io stia ma non potrò mai dire a che ora precisa ella farà squillare il telefono". E credo che un sisma sia qualcosa di estremamente più complesso di una madre...
E che dire di quell'altra sentenza tutta italiana che ha condannato una docente per aver punito e quindi "umiliato" - a detta dell'accusa - un pericoloso bulletto della classe? Come può "mortificare la dignità" una punizione come quella di ricopiare cento volte una frase  come "io sono deficiente" ? Oddio, stupidina invero la punizione dal punto di vista pedagogico ma non credo che abbia sortito effetto alcuno sul ragazzino mentre invece ha ipercoinvolto consulenti tecnici (?) e giudici in una diatriba insensata. La docente avrà sbagliato pedagogicamente ma il ruolo dei docenti, già così vilipeso da alunni e genitori, ne risulta ulteriormente indebolito. Ahinoi.
 Lo ripeto: io sono olandese e non ho problemi di incertezza di pena nel mio piccolo grande Paese. Da noi si pagano le tasse e chi non lo fa va incontro a seri problemi. Da noi vi è la certezza della pena (anche non severa). Da noi la magistratura tende a ridurre i conflitti piuttosto che a innalzarli. Da noi non c'è il contenzioso che solo voi avete al mondo: altissimo. Attenti ai soldi ma distratti negli omicidi (a meno che non possano fruttare soldi). Finché avrete nella sola Roma un numero di avvocati pari a quello della intera Francia, credo che non farete una gran figura nella Europa Unita.





giovedì 18 ottobre 2012

CASA DIVINA PROVVIDENZA: siamo alla mobilità di centinaia di dipendenti


MANIFESTAZIONE INTERSINDACALE CASA DIVINA PROVVIDENZA BISCEGLIE del 18 Ottobre 2012



18 Ottobre 2012. Raccontiamo questa vicenda in quanto a noi vicina e comunque  emblematica dei tempi critici che viviamo.
“Oramai vivo con   mia figlia da mamma che ci ospita e ci fa mangiare – confessa con la voce emozionata N. una operatrice della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie – Casa mia l'ho chiusa e me ne vergogno...L'ultimo acconto di stipendio è di agosto...Bollette non pagate...mi hanno staccato il gas e tra poco la luce...mutuo non pagato.”
Questa è solo una delle voci che si levano dalla folla di dipendenti della CDP che sanno oramai di essere in procinto di essere messi in mobilità, il che presuppone il licenziamento. La assemblea generale è stata convocata dalle OO.SS. sul piazzale antistante il Duomo di San Giuseppe. Fa caldo per il mese di Ottobre e si fa fatica a contenere la rabbia dei lavoratori: dopo la introduzione dei vari rappresentanti sindacali, c'è chi grida dalla folla, chi parla al microfono pacatamente, chi urla la propria disperazione di genitori e chi semplicemente scuote il capo chiedendosi come si possa essere arrivati a questo punto. E anche chi è assente, come se il problema aziendale non lo riguardasse.
Al termine scomposto della assemblea, cominciata alle ore 10.00,  spontaneamente la massa si avvia verso l'arco monumentale, incurante della vicina Amministrazione, che notoriamente rimane arroccata sulle proprie illogiche e irriverenti posizioni (rifiuta infatti l'affiancamento regionale, una sorta di supervisione del potere centrale,  con un fallimento alle porte!): la Amministrazione dell'Opera fondata da Don Pasquale Uva, è in contrasto aperto con OO.SS. e Istituzioni tutte e procede come "un carrarmato" , senza tener conto delle posizioni politiche espresse da destra e da sinistra e senza rispettare le proposte di interazione avanzate dalle Istituzioni.
I lavoratori senza un programma predefinito vanno rumorosamente verso la Casa delle Ancelle, le suore della Congregazione, chiedendo a gran voce di vedere la Madre Generale, legale responsabile dell'Ente. La porta è chiusa e tale rimane finché accorrono sul posto i primi Carabinieri. Ma i lavoratori, pur animosi, mantengono un contegno sempre civile. Accorre la stampa. Quando si affaccia il direttore amministrativo dell'Ente, nulla succede ("come quando" - maligna l'operatore' P.N.,  "si presenta alle riunioni  con la Regione, dove parla sempre il consulente 'liquidatore'... "
Tutti sanno che altrove è descritto il destino dell'Ente. E tutti migrano verso il cancello principale che si affaccia sulla trafficatissima via Bovio e lì occupano la strada bloccando il traffico di punta con bus di linea. Si coglie la disperazione del gesto, di chi sente di non essere ascoltato da nessuno.
“I miei si sono venduti i gioielli di famiglia – dice a bassa voce un infermiere sulla cinquantina, trattenendo le lacrime – per racimolare duemila euro e andare tutti avanti e sopravvivere.” Come dargli torto? Sorridiamo di comprensione in silenzio. Tra crisi globale, nazionale, e mala gestione locale non c'è proprio da scherzare, infatti. (vitantonio lobascio)

lunedì 15 ottobre 2012

LUTTO: LO PSICHIATRA MAURO PAPAGNI


Il mondo della psichiatria  è in lutto per la scomparsa prematura del dr. Mauro Papagni, avvenuta all'ospedale civile di Gorizia, ove il medico risiedeva ed esercitava dal 1975. Nato 64 anni fa ad Acerenza, storica e fiera cittadina della provincia di Potenza, Mauro Antonio aveva vissuto sino alla adolescenza a Bisceglie, in Puglia, e si era laureato in  Medicina e Chirurgia alla Università degli Studi di Bari; si era quindi trasferito in Friuli Venezia Giulia per specializzarsi in Psichiatria presso la Università di Trieste ed ivi lavorare. Nel 1976 era in Friuli tra i soccorritori, dopo il nefasto terremoto, una esperienza sulla quale non amava dilungarsi. Mai una sbavatura, mai vanterie o visioni egocentriche nella riservatezza che caratterizzava Mauro: sempre e ovunque emergeva una grande professionalità guidata da altrettanto grande  humanitas. Ha prestato servizio nell'Ospedale psichiatrico di Via Vittorio Veneto a Gorizia, ora "Parco Basaglia".
La carriera dirigenziale lo ha portato ad assumere l'incarico primariale del Centro di Salute Mentale della azienda sanitaria isontina. Gran parte della vita professionale si è svolta anche a livello privato.
 Giovedì mattina 11 Ottobre u.s. noi eravamo lì, alla Chiesa del Sacro Cuore di Gorizia, e ci si è avvicinato un signore riconoscendo le fattezze di Mauro nel volto del fratello Saverio: "Suo fratello l'ho conosciuto vent'anni fa... Mi ha salvato la vita allora... Non potevo non esserci, avendo letto la notizia sul Piccolo [di Trieste, n.d.r.]...", ha detto commosso. Una folla di persone era alla chiesa di Gorizia ed una folla di persone si è presentata alla Parrocchia di sant'Agostino in Bisceglie ove si è celebrata una messa Sabato pomeriggio 13 Ottobre.
Alla fine degli anni '90 lo psichiatra Mauro Papagni si era formato, tra l'altro, in analisi transazionale con il gruppo di Gorizia organizzato dal SIEB: ma la nostra amicizia risaliva ad un decennio prima, attraverso il fratello Saverio, neurologo e psicoterapeuta, anch'egli formatosi in AT.
Lascia sì un vuoto tra di noi Mauro Antonio Papagni ma lascia anche  un pieno di ricordi indelebili. (a.m.)


Ecco, lo spirito è partito
sul sentiero dell'ombra.
Quando raggiungerà l'arcobaleno
la terra canterà.
Ecco, è partito
con l'acqua del mattino.

(da un canto Apache)