domenica 12 marzo 2023

ECO DELLA STAMPA TEDESCA E PERICOLO NEOFASCISTA Come la Germania ci ha visti e ci vede dopo l'avvento della Destra al Governo

 

il carro Meloni-Weidel al carnevale di Colonia

Stampa e Psicolingua: Quello che i tedeschi (non) ci dicono

Questo articolo è un tentativo di analizzare, secondo una teoria accreditata della comunicazione, l’analisi transazionale dello psichiatra canadese Eric Berne, alcuni aspetti che emergono dalla rappresentazione dell’attuale governo del nostro paese adoperata dalla stampa tedesca in seguito all’elezione di Giorgia Meloni come presidente del Consiglio.

L’analisi transazionale appartiene alla corrente della psicologia umanistica. Fu ideata negli anni ’50 dallo psichiatra Eric Berne (1910-1970). Attraverso la sua teoria degli Stati dell’Io, possiamo capire meglio le relazioni sociali e i conflitti che si verificano nelle stesse. Uno stato dell’Io è un modo di comportarsi, che sarà, in un modo o nell’altro, dipendente dalle emozioni e dal nostro modo di pensare in quel momento. Anche il modo in cui veniamo trattati ci fa reagire in maniera diversa. Di solito tutti abbiamo in noi i tre stati dell’Io e li cambiamo a seconda di come ci sentiamo, come ci trattano o della situazione in cui ci troviamo. Si può passare da uno stato all’altro in pochi secondi. I tre stati dell’Io definiti da Berne sono Genitore, Adulto e Bambino.         
L’Io genitore può essere critico, come un padre rigido, poco flessibile, autoritario, iracondo, giudicatore, colpevolizzante, ma anche amorevole, flessibile, incoraggiante, cooperativo, a seconda della nostra esperienza durante l’infanzia. L’Io adulto è, invece, più razionale e realista. Uno stato in cui si mette ordine e si prendono delle decisioni che pensiamo essere le più sicure, senza lasciarsi influenzare dalle emozioni né dalle regole. Infine, l’Io bambino è lo stato maggiormente dominato da desideri, impulsi, sogni, spontaneità, creatività ed entusiasmo. Si tratta di quella parte spontanea e degli impulsi naturali di una persona.
 

Se proviamo ad analizzare ciò che emerge dalla stampa tedesca negli ultimi mesi, vediamo che la maggior parte dei giornalisti si esprime con uno stato di Io Genitore di tipo normativo, che ammonisce i propri bambini (i lettori). I tedeschi hanno storicamente e tendenzialmente una visione dell’Italia come Sehnsuchtland (paese della nostalgia), dove si vive e si mangia bene. Per questo i giornali tedeschi hanno contrapposto l’idea sognante del Belpaese con la narrativa politica ipercritica nei confronti del governo di Giorgia Meloni. Già prima delle elezioni dell’autunno scorso, il 25 luglio 2022, il giornale Die Welt aveva intitolato “Italien droht die rechteste Regierung seit Mussolini” (Il governo più a destradai tempi di Mussolini minaccia l’Italia). Nell’occhiello lo stesso giornale diceva che “aveva un rapporto rilassato con il fascismo” (ein entspanntes Verhältnis zum Faschismus) e che “potrebbe diventare realtà in Italia con conseguenze per l‘intera Europa” (…könnte nun in Italien Wirklichkeit werden – mit Folgen für die ganze EU)[1]. Alcuni giorni dopo, il 29 luglio 2022, il Die Zeit sosteneva che “nessuno fosse più a destra di lei (la Meloni ndA)” in Europa (So rechts wie sie ist keine) in quanto “donna, madre, cristiana” (Frau, Mutter, Christin)[2]. Da questo momento in poi Meloni, così come il suo governo verrà largamente definito “postfascista”.



Immagine 1: “La postfascista, che governa l’Italia” per il Berliner Morgenpost[3]

Addirittura lo Spiegel a pochi giorni dalle votazioni italiane, il 15 settembre 2022, intitolava “Mussolinis Erbin. Sie ist Neofaschistin, bekämpfte die EU und verabscheut Deutschland” (L’erede di MussoliniÈ neofascista, ha attaccato l’Europa e detesta la Germania) tanto che ci si chiede cosa questo possa significa per l’Italia e per l’Europa (Was hieße das für Italien und für Europa?)[4]. Sempre il giornale Die Zeit, il 25 settembre 2022, dopo la vittoria di Fratelli d’Italia alle elezioni, sostiene che a trasparire sia il passato (Die Vergangenheit scheint durch) mentre il motto dei suoi esponenti è l’opposto “In die Zukunft schauen” (guardare al futuro). Inoltre, si dice che gli italiani avrebbero altri problemi e preoccupazioni come per esempio l’inflazione, la guerra, la pandemia, le minaccia di chiusura delle aziende. Ma a tornare continuamemte è il passato, il fascismo (Die Italienerinnen und Italiener hätten andere Probleme und Sorgen, die Inflation und die hohen Preise, den Krieg, die Pandemie, die Zehntausenden Unternehmen und Geschäfte, denen die Schließung droht. Faschismus, das sei Vergangenheit, hieß es immer wieder)[5]A novembre in un articolo dello Sternappare la seguente descrizione della Meloni “è il nuovo volto della destra in Europa: Giorgia Meloni, 45 anni, a capo del partito postfascista Fratelli d’Italia… Alcuni la vedono già come la donna più pericolosa del continente” (sie ist das neue Gesicht der Rechten in Europa: Georgia Meloni, 45, Chefin der postfaschistischen Fratelli d'Italia… Manche sehen sie bereits als gefährlichste Frau des Kontinents).[6] Il 13 dicembre 2023 lo Spiegel riporta il “teatro di provincia” (Provinztheater) scatenato tra la Meloni e lo scrittore Roberto Saviano, reo di averla definita “bastarda”. Nello stesso articolo si dice che la destra non è nuova a questo tipo di diffamazioni. Si fa riferimento, quindi, ad Alice Weidel, esponente del partito tedesco di estrema destra AfD (Alternative für Deutschland), che ha più volte preso di mira i migranti chiamandoli “Messermänner” (uomini col coltello) e “sonstige Taugenichtse” (altri fannulloni). Ciò ha scatenato la satira del cabarettista Christian Ehring, che l’ha definita “Nazi-Schlampe” (sgualdrina nazista)[7]. Non è quindi un caso che in uno dei carri del carnevale di Colonia sia stata raffigurata proprio Alice Weidel a “leccare” gli stivali di Giorgia Meloni, una “Domina”, seduta su un trono marmoreo dell’antica Roma, come riporta la Süddeutsche Zeitung[8]


: [9]

In occasione dell’incontro tra il cancelliere tedesco Scholz e Giorgia Meloni, all’inizio di febbraio 2023, numerosi giornali tedeschi hanno ricostruito la storia della[10] neo presidente del Consiglio. Il Berliner Morgenpost ha spiegato come sua madre fosse in contatto con il partito neofascista Movimento Sociale Italiano (MSI), divenuto poi la sua “seconda famiglia” (zweite Familie). Inoltre, non ha preso chiaramente le distanze dal “Duce” (Eine klare Distanzierung vom "Duce" kommt Meloni nicht über die Lippen). Tra Scholz e Meloni il dialogo è “rispettoso e cortese” (Respektvoll und höflich), ma mentre lui la chiama “Giorgia”, lei lo chiama “Bundeskanzler” (cancelliere federale”. Inoltre, il portavoce del partito tedesco dei Verdi al parlamento europeo Rasmus Andresen promuove un chiaro distanziamento dalla politica della Meloni e dice che “con il suo tour europeo vuole accettazione e riconoscimento in quanto capo del governo e vuole pubblicizzare la sua coalizione nazionalista” (Rasmus Andresen, Sprecher der deutschen Grünen im Europaparlament, forderte eine glasklare Distanzierung Scholz’ von Melonis Politik. "Mit ihrer Europatour will Giorgia Meloni um Zustimmung und Anerkennung für sich als Regierungschefin und für ihr nationalistischen Bündnis werbenʺ)[11]Lo stesso giornale definisce Meloni anche una “Wölfin im Schafspelz” (una lupa vestita da pecora) che sorprende gli scettici[12]. Riguardo la sua allergia alla Germania, Meloni risponde utilizzando quello che Eric Berne definisce “l’Io adulto”, contrastando quindi con l’Io genitore della stampa tedesca, sostenendo di non essere allergica alla Germania, ma di non essere riuscita ad imparare il tedesco, ma non perché è allergica (Ich bin nicht allergisch gegen Deutschland… Sie habe lediglich einmal gesagt, dass sie daran gescheitert sei, Deutsch zu lernen. „Aber nicht, weil ich allergisch bin“, betonte die Parteichefin der rechtsradikalen Fratelli d'Italia). Già a gennaio l’Io genitoriale normativo della stampa tedesca si era andato sempre più attenuando facendo emergere l’Io Adulto. Il giornale Die Welt aveva intitolato nel gennaio 2023 “Düstere Prophezeiungen – und die Realität” (tetre previsioni e la realtà) smorzando un po’ la considerazione negativa del governo postfascista italiano[13]. Il 3 febbraio 2023, dopo l’incontro con Scholz, aveva definito Meloni “besser ist als ihr Ruf” (migliore della sua nomea) e che non ha portato il paese al fascismo (…hat Giorgia Meloni das Land nicht in den Faschismus geführt), anche se rimane conservatrice, chiaramente. Questo, però, è visto piuttosto come una buona notizia per la stabilità dell’Europa (Aber für Europas Stabilität ist das eher eine gute Nachricht)[14]. Lo stesso giornale, il 23 febbraio 2023, ha sottolineato come i ruoli tra Italia e Germania si siano capovolti e che adesso è l’Italia, da genitore severo, ad ammonire l’Io bambino della Germania sul denaro da spendere, dopo che a lungo è stata la Germania a vedere con sospetto (misstrauisch) le laute spese italiane[15].           
Se il Die Welt ha assunto una posizione da Io adulto, la Süddeutsche Zeitung si è mostrata ancora molto critica e genitoriale. Ha intitolato, infatti, il 3 marzo 2023 “Europa, sorg dich um Italien” (Europa preoccupati dell’Italia), con un chiaro riferimento alla strage di migranti di Cutro, in cui è stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “la bussola del paese” (der Kompass des Landes) al contrario dei postfascisti e populisti di destra Meloni, Salvini e Berlusconi[16].          
In conclusione possiamo affermare che la psicologia di Berne aiuti a comprendere l’evolvere della comunicazione in tempi tanto lunghi quanto brevi. Essere in grado di intuire lo stato dell’Io prevalente dell’altro, come quello qui rappresentato tra il governo italiano e la stampa tedesca, può essere di notevole aiuto per capire le eventuali reazioni dell’altro, per cercare di avere una comunicazione sempre più efficace e produttiva. (Flavia Volpe)

 

[i]



[1] https://www.welt.de/politik/ausland/plus240112347/Giorgia-Meloni-Italien-droht-die-rechteste-Regierung-seit-Mussolini.html [13.03.23]

[2] https://www.zeit.de/2022/31/giorgia-meloni-fratelli-d-italia-faschismus [13.03.23]

[3] https://www.morgenpost.de/politik/article237538659/giorgia-meloni-erste-frau-italien-regierung-faschismus.html [13.03.23]

[4] https://www.spiegel.de/ausland/italien-giorgia-meloni-will-die-wahl-gewinnen-was-hat-sie-mit-italien-und-europa-vor-a-c1a58431-2e9e-4fc9-922d-9a6a43e1e24e [13.03.23]

[5] https://www.zeit.de/politik/ausland/2022-09/italien-parlamentswahl-fratelli-d-italia-giorgia-meloni-postfaschismus [13.03.23]

[6] https://www.stern.de/politik/ausland/giorgia-meloni-reist-nach-bruessel---und-das-aus-einem-bestimmten-grund-32875280.html [13.03.23]

[7] https://www.spiegel.de/ausland/giorgia-meloni-darf-man-eine-rechtspopulistin-bastarda-nennen-a-df2760f3-74f0-4490-92ea-b5c5225c7c99 [13.03.23]

[8] https://www.sueddeutsche.de/bayern/brauchtum-putin-kuesst-den-teufel-im-koelner-rosenmontagszug-dpa.urn-newsml-dpa-com-20090101-230214-99-592601 [13.03.23]

[9] https://www.imago-images.de/fotos-bilder/alice-weidel [13.03.23]

[10] Volutamente qui al femminile. Sebbene la stessa Meloni abbia detto di essere “il presidente del Consiglio”, nei giornali tedeschi è sempre riportata al femminile “la presidentessa”. 

[11] https://www.morgenpost.de/politik/article237544127/meloni-antrittsbesuch-scholz.html [13.03.23]

[12] https://www.morgenpost.de/politik/article237481393/georgia-meloni-italien-premierministerin-100-tage-amt.html [13.03.23]

[13] https://www.welt.de/politik/ausland/plus243193043/Meloni-3-Monate-nach-Antritt-ist-zu-erkennen-welche-Politik-Meloni-tatsaechlich-macht.html [13.03.23]

[14] https://www.welt.de/debatte/plus243570205/Italien-Fast-Faschistin-Warum-Giorgia-Meloni-besser-ist-als-ihr-Ruf.html [13.03.23]

[15] https://www.welt.de/politik/ausland/plus243896189/EU-Ploetzlich-mahnt-Italien-Deutschland-vorsichtig-beim-Geldausgeben-zu-sein.html [13.03.23]

[16] https://www.sueddeutsche.de/meinung/italien-fluechtlingskatastrophe-giorgia-meloni-sergio-mattarella-1.5761916?reduced=true [13.03.23]

venerdì 3 marzo 2023

CARO AMICO TI SCRIVO Il Ritorno della LETTERA CARTACEA

 


LETTERA AL GIORNALE (VERA) di Giulia Di Pilato

 

ATTENDERE IL POSTINO PER LEGGERE UNA LETTERA CARTACEA è una esperienza che appartiene al passato. Eppure in Irlanda, in Sardegna c'è chi reclama il ritorno alla LETTERA CARTACEA per le relazioni significative.


Già agli inizi delle e-mail gli anglofoni chiamavano la posta ordinaria snail-mail, “posta lumaca”, il che fa tornare in mente un’altra lumaca: anni fa qualcuno chiamava la Ferrovia Calabro-Lucana ribattezzandola Calabro-Lumaca” per i leggendari ritardi. Oggi arrivano per posta ordinaria raccomandate e messaggi fastidiosi legati a pagamenti di utenze ecc. Fastidi, solo problemi. Ma una volta le persone che si cercavano e che si volevano bene veicolavano i loro messaggi sulla carta, ne esistevano anche di profumate, vezzose, serie e si aspettava la posta per leggere di qualcuno e si rispondeva con la penna in mano e lo sguardo alla finestra quasi a cogliere da una finestra un varco verso l’infinito leopardiano dei sentimenti. Certo si litigava in coppia anche sulla carta. O ci si chiariva in coppia o la stessa si sfasciava: magari interveniva il telefono (di casa o in cabina) per aggiustare nella sua brevità e costi o per peggiorare le cose. Conosco persone che si sono conosciute e scelte prima per lettera, come oggi si può per internet. Attendere. Certe coppie che si scrivevano ogni giorno numeravano le lettere perché erano tante e non si sapeva a cosa rispondere senza numerarle, così si rispettava quella pausa virtuale come nei dialoghi orali e nelle conversazioni: oggi su Wup pochi attendono una risposta e nuvole di “sta scrivendo” e/o messaggi vocali interminabili (monologhi non scespiriani) si accavallano contribuendo a non capirsi, a non comunicare. 
Per introdurre la lettera pervenuta da questa giovane donna, Giulia, non dobbiamo essere prolissi: le lettere interminabili anche una volta risultavano noiose. Ci ha colpito la grazia del pensiero e delle emozioni che per un attimo sono riemerse e tornate ad essere private e provate nella pienezza del gesto di una penna che scorre su una superficie reale. Grazie Giulia Di Pilato per averci scritto e per averci consentito di leggerti. Abbiamo bisogno di virus buoni da cui farci contagiare. (achille miglionico)

 



“Verso la fine del 2022, una ragazza che seguo su Instagram, Carolina Zuniga chiese ai suoi followers chi di loro avesse voglia e piacere di partecipare ad uno scambio di lettere con una persona sconosciuta. La cosa si è svolta così: ognuno ha dato il proprio consenso tramite commento sotto ad una sua illustrazione in particolare, dopodiché Carolina si è segnata i nomi dei partecipanti, li ha scritti su dei bigliettini per poi pescarli a coppie così da poter ricontattare queste persone e farli unire attraverso questa esperienza mediata dalla carta.

F. di quasi trent’anni è una ragazza siciliana ed è la mia corrispondente.

Inizialmente abbiamo avuto qualche difficoltà con la posta perché 
per far sì che una lettera cartacea arrivi a destinazione necessita di un code specifico che si acquista direttamente in posta, chiamato “posta 1” ovvero un codice che insieme al classico francobollo viene applicato sul retro della busta e attraverso esso si può verificare l’effettivo spostamento della lettera.

La mia personale fortuna è stata quella di avere la sorella della mia titolare che lavora per Poste Italiane e grazie a lei ho potuto acquistare più di un francobollo posta 1 ed evitare le classiche file in posta e permettermi di imbucare direttamente la lettera.

Ci stiamo conoscendo pian piano, so di lei che sta facendo un percorso con un terapeuta per una questione accaduta lo scorso anno, per la quale aveva perso un po’ “la retta via”.

Molte esperienze raccontate ci uniscono, ci collegano e fanno sentire me come fossi sua amica e confidente da sempre.

E’ così bella questa conoscenza tanto da portarmi ad attendere con gioia e curiosità la prossima lettera.

Una volta ha inserito in una busta anche un portachiavi, un’altra volta degli stickers, sono delle piccole cose che donano una gioia immensa!

A volte quando i tempi di attesa sono lunghi, mi verrebbe voglia di chiederle il numero di telefono e scriverle su whatsapp, però poi mi ricordo che il bello di avere un’amica di penna è proprio quello di imparare ad attendere, ed io che nell’effettivo sono un tipo di persona molto frettolosa devo dire che la cosa sta aiutando!

Ho sempre scritto delle lettere, penso che chiunque abbia avuto un forte rapporto con la sottoscritta abbia ricevuto almeno una lettera da me, che sia per un’occasione in particolare (compleanno, auguri vari) o per puro desiderio di voler condividere dei sentimenti nero su bianco.

Sono per le piccole cose, i piccoli gesti, per tutto ciò che non è plateale.

Internet ha reso tutto così pubblico, ha perso di valore qualsiasi sentimento ed emozione…quando a mio parere potremmo concentrarci un po’ di più sul dimostrare i nostri sentimenti alla “vecchia maniera”, guardando negli occhi chi vogliamo bene, scrivendogli una lettera, così da poter avere il modo di custodire un ricordo e portare 

con sé un po’ di amore negli anni, come un piccolo tesoro.” (firmato: Giulia Di Pilato)





domenica 19 febbraio 2023

ENNIO FLAIANO straniero in patria. Docufilm di Fabrizio Corallo e Valeria Parisi

 






"Scrittore satirico minore dell'Italia del benessere", così si era proposto Ennio Flaiano per un'ipotetica enciclopedia del 2050. Ma che non fosse per nulla "un minore" lo testimoniano il successo editoriale postumo - 6 libri pubblicati in vita, più di 30 dopo la morte - e "l'estrema attualità e il perdurante successo della sua opera".  
In realtà Ennio Flaviano, nato a Pescara nel 1910 ma romano di adozione, da intellettuale fecondo e indipendente qual era, ha scritto di tutto come giornalista, critico cinematografico e teatrale, come umorista, e drammaturgo incompreso.Vittorio Gassman nel docufilm narra il fiasco colossale della commedia Un Marziano a Roma.
Il film Ultimatum alla Terra di Robert Wise (1951) aveva ispirato Un Marziano a Roma, un racconto comparso su Il Mondo nel 1954? Non sappiamo e non ci crediamo. Se è per questo anche il film con David Bowie-alieno L'uomo che cadde sulla Terra (1976) parla di un extraterrestre che suscita all'inizio tanto interesse terrestre mediatico ed alla fine dimenticato tracanna alcolici. Personalmente, visionando il bellissimo docufilm scritto e diretto da Fabrizio Corallo e Valeria Parisi (per 3D Produzioni e Rai Documentari), si può supporre che la vita colma di abbandoni del piccolo Ennio ed il suo "atterrare" a Roma abbia fatto di lui un vero "Kunt", il marziano a Roma. Lo stesso Eric Berne, fondatore dell'approccio analiticotransazionale, parla di "posizione marziana", vedere le cose con occhio nuovo. Ennio Flaiano vedeva le cose come nessuno e disse dopo l'insuccesso clamoroso della commedia tratta dal racconto: "L'insuccesso mi da alla testa". 
Lo animava un umorismo britannico, spiazzante che ricorda la regina Elisabetta II che volò con il suo 007 alle Olimpiadi di Londra. Lui tante volte "spiazzato" nella vita (da piccolo era diventato "un pacco postale" per le tante destinazioni affettive) usava spiazzare con le sue freddure, la sua ironia che risaliva ai latini Giovenale e Marziale: e un giornalista anglosassone tradusse il nome e cognome in "Ennius Flavianus" pensando fosse un autore antico. Ma chi era il Marziano della commedia? Kunt, un alieno proveniente dal pianeta Marte, atterra con la sua astronave a Roma, nei pressi di Villa Borghese. Lo accolgono stupore e scalpore mediatico. Tutti desiderano incontrarlo, parlargli, intervistarlo. Kunt arriva alla udienza dal Papa in Vaticano. Esauritosi l'effetto-notizia e l'effetto della novità, i romani si abituano e iniziano a snobbarlo. Alla fine il marziano si aggira solitario e malinconico per le vie della città e qualcuno lo invita a tornare a casa. Forse questo è il senso colto dal docufilm, al tempo stesso amaro e affascinante.  
Domenica 15 gennaio scorso, alle 23,30 Rai 1 ha mandato in onda nell'ambito di Speciale Tg1 in prima tv il docufilm, una sorpresa per molti. Sono trascorsi cinquant'anni dalla prematura scomparsa (20 novembre 1972) di Ennio Flaiano, stroncato dal secondo infarto miocardico. 

    "Come in un viaggio - suggeriscono Fabrizio Corallo e Valeria Parisi  - entriamo nella vita di un profetico osservatore della società italiana della quale ha raccontato vizi e difetti. Nella scrittura di Flaiano una vitale gioiosità comica e una satira amara e corrosiva si alternano a una vena di profonda malinconia e a un senso di inappagamento che probabilmente derivano da una vita complicata fin dall'inizio". 



    Il docufilm recupera preziosi materiali di repertorio, interviste con personaggi come Federico Fellini, Vittorio Gassman, Suso Cecchi D'Amico, Ugo Gregoretti, interviste radiofoniche come quelle alla moglie Rosetta Rota, fisica e matematica legata al gruppo di via Panisperna, e con la quale Ennio condivise l'affetto dolente per la figlia disabile Luisa. 
    Ennio Flaiano come sceneggiatore è stato lo storico collaboratore di Federico Fellini, fino a quando non ci fu uno screzio relazionale che li allontanò. Tra le interviste ci ha colpito quella del quasi centenario fotografo Paolo di Paolo. Fino ad arrivare a Maurizio Mastino di cui Flaiano frequentava il ristorante a Fregene, vicino al litorale di Maccarese dove lo scrittore è sepolto con la moglie e la figlia. 

Proprio oggi Fabrizio Corallo ci ha confessato al telefono di essere andato lì a mangiare, riassaporando la magia del passato. Ad maiora, Fabrizio. Te lo meriti. (Achille Miglionico e Tina Ardito).
   

Come ebbe a scrivere


mercoledì 18 gennaio 2023

STRATEGIE IN COMUNICAZIONE BERNIANA: CORSO 101 AD ACCESSO GRATUITO IN MEMORIA DEL DR PAOLO MIGLIONICO





SIEB e ARGES organizzano Corso interdisciplinare


STRATEGIE IN COMUNICAZIONE BERNIANA


Tali corsi introduttivi alla metodologia sono rivolti a quanti sono interessati ad incrementare le proprie conoscenze sulla comunicazione interpersonale ( professionisti di aiuto, operatori della salute, docenti, di ogni ordine e grado,  manager ecc.) . L’Istituto SIEB ha svolto in Italia (dal 1996) e Spagna (dal 1998) oltre trenta corsi similari - full immersion - di introduzione alla metodologia analitico -transazionale. 


L'attestato finale ha valore curricolare e internazionale per gli organismi formatori di tutto il mondo che si riconoscono nell'ITAA (International Transactional Analysis Association, USA) ed EATA ( European Association for Transactional Association).

Il "101" è infatti propedeutico alla iscrizione a qualunque training formativo in Analisi Transazionale.


Orario : 9,00-13,00 / 15,00 - 18,00 di Sabato 11 MARZO 2023


Sede: Sala Biblioteca  Comunale “Giovanni Bovio”, Piazzetta San Francesco,  TRANI


Conduttore: dott. Achille Miglionico psichiatra, psicoterapeuta e analista transazionale; co-conduttori ddrr Giuseppe Caracciolo Mastrangelo, Neus Lopez Calatayud, Patrizia Vinella.


info: 3475746424 - 0883583591

email: 

  • achille.miglionico@yahoo.com
  • rattilidia8@gmail.com (per Segreteria scientifica)


QUESTA EDIZIONE ECCEZIONALMENTE SARÀ GRATUITA ,

quale segno di  ripresa culturale post-Covid e sarà dedicato alla memoria del co-fondatore SIEB Italia-Spagna dr Paolo Miglionico prematuramente scomparso nel Novembre 2022.



Tenuto conto dei posti limitati sarà necessaria la PRE-ISCRIZIONE comunicando per email  la richiesta di adesione al Corso corredata di generalità complete, data di nascita, professione, occupazione, indirizzo email e recapito telefonico. Saranno accettate le richieste sino a completamento posti. 


NON E’ CONSENTITO L’INGRESSO A CORSO AVVIATO Grazie






lunedì 14 novembre 2022

PERCHE' NAUTICA, PERCHE' CENTROSUD

 



Il nuovo day cruiser della IDEA MARINE di Mesagne (BR), la Idea 70.2 WA, una barca perfetta e accessibile. Il modello è stato visitato da molte persone per la linea, la buona abitabilità e le caratteristiche manovriere. Con una motorizzazione Suzuki di 250 HP e con accessori costa intorno ai 60mila euro.



Salerno Boat Show, una manifestazione in ascesa.


Abbiamo visitato per voi il Salone Nautico di Salerno, che si è tenuto nei giorni 5-6 e 12-13 Novembre 2022. 

25.000 presenze si sono registrate, malgrado il tempo non ideale. 


Una occasione per parlare di nautica, anche di quella nautica più alla portata degli amanti del mare, sia motoristi che velisti. Spesso vediamo The Boat Show,  il programma tv, oppure consultiamo riviste cartacee di nautica che insistono nel rappresentare una fuorviante nautica di lusso per oligarchi russi o petrolieri; rappresentano oggetti stupendi, talora opere d'arte ma per i più si tratta di sogni. Solo sogni. Noi non possiamo limitarci ai sogni, pur rispettando la cantieristica dedicata (ne siamo orgogliosi). Noi dobbiamo offrire natanti e imbarcazioni il cui costo e mantenimento possa essere alla portata di tanti. L'Italia ha bisogno - con oltre ottomila chilometri  di coste -  di attrarre i più giovani alla vela (magari già dalle scuole secondarie di primo e secondo grado), di formare diportisti appassionati quanto preparati che non debbano svenarsi economicamente per coltivare le proprie inclinazioni. Le implicazioni educative ed economiche sono rilevanti.  

Il mercato nautico italiano è in crescita: oltre
575.000 barche; circa il 53% di lunghezza fino a 10m e il 47% di lunghezza superiore a 10m. Facciamo più "nautica" rendendola più accessibile. 

Nel Sud Italia si muove il 40% del mercato nautico italiano: la Campania è la seconda regione in Italia per numero di barche immatricolate. 


Tra i saloni nautici del Sud ricordiamo:

  •  l'appuntamento invernale di Napoli NauticSud: prossimo 11-19 Febbraio 2023
  • SNIM Brindisi
  • Salerno Boat Show

di cui il 53,1% di lunghezza fino a 10m e il 46,9% di lunghezza superiore a 10mIl Salerno Boat Show accoglie gli appassionati del mare in uno degli scenari più attraenti delle coste italiane, a poche miglia dalla costiera amalfitana e dall’isola di Capri, nel porto turistico Marina d’ArechiSalerno Port Village

Soffermiamoci sui natanti e piccole imbarcazioni. 

Notevole interesse ha suscitato la presenza dei natanti Idea Marine. Il cantiere nautico IDEA MARINE è legato a Mesagne (BR) e alla passione della  famiglia Carvignese per la nautica da diporto. La tradizione che si unisce ad una continua innovazione rende il Design, lo Stile e la Qualità punti di forza del marchio. La personalizzazione e la cura dei dettagli delle imbarcazioni IDEA MARINE mirano a soddisfare le diverse esigenze dei diportisti e posizionano le imbarcazioni IDEA MARINE al top della nautica Made in Italy. Il 70.2 WA, degna evoluzione del 58 WA - di cui anni fa abbiamo parlato (v. sezione  Navigare) è un Day Cruiser dal design sportivo: tra le caratteristiche un prendisole a prua con schienale, cabina e un pozzetto di grandi dimensioni arricchito da due sedute laterali a scomparsa. I vari allestimenti disponibili  consentono di customizzare la barca. La cabina ad altezza uomo permette di avere una zona relax, e vanta  un letto a 2 posti con cuscineria di elevata finitura. Comodissimo il bagno separato completo di lavello.

Caratteristiche tecniche:

  • Lunghezza 7,00m
  • Larghezza 2,50m
  • Peso 1500kg
  • Potenza max 300hp
  • Potenza min 150hp
  • Portata 10 persone
  • Cabina 2 posti letto
  • Accessorio di serie  serbatoio carburante 200lt
  • Accessorio di serie  serbatoio acqua dolce 100lt

Altra presenza significativa la navigazione ibrida o completamente elettrica, in linea con i tempi. 
Nasce dal mare di Ancona, ma ha aperto una sede anche a Milano ed è attiva in tutta Italia, la nuova azienda della nautica elettrica che si propone al mercato come system integrator. La nuova arrivata nel mondo della nautica elettrica si chiama Elettrica Wave.








La mission aziendale è chiara: convertire le barche con motore endotermico in elettriche o ibride chiavi in mano, offrendo dal motore – i partner sono Torqeedo e Bellmarine/Transfluid – alle batterie – le Victron – compresi tutti i sistemi di controllo e gestione fino all’infrastruttura di produzione energetica e ricarica. Rispetto all’auto, la barca ha spazio utile per i pannelli fotovoltaici e quando è ferma all’ancora diventa una piattaforma di produzione di rinnovabili.
Abbiamo provato il gozzo della Elettricawave. Stupefacente la sensazione di navigare in silenzio, ascoltando solo lo sciabordio delle acque: un silenzio da vela che non impedisce di navigare in bonaccia completa oppure contro vento. Verso una antropologia ecologica.
 
(achille miglionico e tina ardito)

lunedì 24 ottobre 2022

VIRNA LISI “La donna che rinunciò a Hollywood” ultimo docufilm del regista Fabrizio Corallo








VIRNA LISI “La donna che rinunciò a Hollywood”: ultimo docufilm di Fabrizio Corallo


Si è proiettato alla festa del Cinema di Roma, il 22 ottobre 2022, l’ultimo docufilm del noto regista Fabrizio Corallo. Un ritratto emozionante di una attrice molto amata e popolare sia in Italia che all’estero nella storia del cinema. Scomparsa a 78 anni nel 2014, e nata l’8 novembre 1936, Virna Lisi ci ha regalato sessanta anni di spettacolo. Iniziò giovanissima, ad appena quattordici anni, fu presto conosciuta e amata dal pubblico italiano, grazie ad un cinema popolare che avvicinava allo schermo una Italia ancora stremata dal conflitto mondiale. Una incredibile e dolce bellezza italiana che aveva poco di mediterraneo se si pensa a Sofia Loren, e quindi entrò senza fatica nella memoria individuale e collettiva, nelle case degli italiani, grazie anche al programma di pubblicità TV di  "Carosello", con uno slogan celeberrimo per dentifricio che immortalava il suo volto che si apriva in sorriso indimenticabile : “con quella bocca può dire ciò che vuole”.

Ma lei non ha puntato solo alla sua innata bellezza e ha saputo fare scelte coraggiose per diventare una brava interprete di personaggi così diversi fra di loro, si fece volutamente "imbruttire" per recitare e non soggiacere alla estetica, come quando l’hanno invecchiata e trasfigurata in “La regina Margot” di Patrice Chereau, che le valse il premio come miglior attrice a Cannes nel 1994.

Negli anni Sessanta venne chiamata a Los Angeles per interpretare una donna con capelli platinati e con atteggiamenti e trucco che ricordavano Marilyn Monroe, nel film “Come uccidere vostra moglie” al fianco dell’attore Jack Lemmon. Ma dopo poco tempo trascorso a Hollywood, rinunciò - con grave danno economico - al contratto che aveva firmato per 7 anni, testimoniando che si trattava di contratti terribili, dove, per  la preparazione del film che durava mesi, le clausole impedivano alla attrice di prendere l’aereo e tornare in Italia a trovare il marito e suo figlio allora piccolo. Il suo attaccamento alla famiglia non è mai venuto secondo al successo. E’ evidente che questo tipo di vita non le apparteneva in pieno e che costruirsi una famiglia è stato il valore più importante da difendere, anche a costo di esemplari rinunce.

Il regista Fabrizio  Corallo, ci elargisce con grazia e discrezione queste informazioni utilizzando materiale d’archivio della Tv e del cinema, e assemblando con naturale maestria, ricordi di famiglia, interviste all’attrice e testimonianze di persone che l’hanno conosciuta e frequentata da vicino, una formula che funziona e che riconosciamo come uno stile inconfondibile in tutti i  docufilm prodotti precedentemente. Corallo non si risparmia nel mostrarci aneddoti personali dell’attrice con gran tatto e rispetto, passando così i suoi valori umani.




In sala mentre si passava la proiezione del docufilm, c’era una clima di cordiale e rilassata accoglienza a questa nuova pellicola di Corallo. Alla fine della visione, mi è rimasta sulla pelle - ed io sono spagnola prima che italiana -  la sensazione di aver incontrato l’attrice personalmente, di aver saggiato non solo la enorme professionalità ma la sua essenza e consapevolezza di voler difendere i propri valori, il valore dell’amore coniugale e familiare, e del tempo passato accanto a chi sia ama, nel quotidiano, costruendo insieme una vita.

Grazie Fabrizio Corallo. per aver portato con maestria il focus di luce non sull' effimero, troppo facile e scontato, ma sulla dignità e unicità di una esistenza coraggiosa e libera. (Neus Lopez Calatayud)

giovedì 8 settembre 2022

#Fondation #HCB di #Parigi: Henri Cartier-Bresson, L'Expérience du #Paysage

 


La sua Leica

Henri Cartier-Bresson è considerato un pioniere del fotogiornalismo. Ribattezzato l’”occhio del secolo”, è stato uno degli esponenti più importanti della cosiddetta Fotografia umanista. Teorico dell’istante decisivo, ha anche contribuito a portare la fotografia di stampo surrealista ad un pubblico più ampio. Abbiamo visitato per voi la mostra sui Paesaggi.


La Fondation Henri Cartier-Bresson, non poteva non essere nel quartiere Le Marais, cuore di Parigi.
 Le Marais, il quartiere della elegante Place des Vosges, si sviluppa sulla riva destra della Senna, è il più trendy e assai frequentato. La Fondazione HCB la trovate nei pressi del Centro Pompidou al numero 79 di rue des Archives, ed ha più che raddoppiato gli spazi espositivi rispetto alla prima sede di Montparnasse.  Lo spazio, progettato dallo studio di architettura Novo, è ancora in fieri: a Novembre si apriranno altri 100 mq, Le Tube.

La mostra sui Paesaggi ritratti (più che fotografati) da Henri Cartier-Bresson è stata inaugurata il 1 Luglio e si protrarrà sino al 25 Settembre 2022.  


Ogni fotografia del maestro è tempo cristallizzato e origina dal “riconoscimento immediato, nella frazione di un secondo, del significato di un fatto e, contemporaneamente, della rigorosa organizzazione della forma che esprime quel fatto”, come direbbe lui stesso.




Anche in presenza di persone, l’attenzione dell’Autore è focalizzata a sintetizzare l’ambiente. Così si può parlare di Paesaggio della Natura e Paesaggio dell’Uomo. Le immagini dei paesaggi di Henri Cartier – Bresson sono raggruppate per tema: alberi, neve, nebbia, sabbia, tetti, risaie, treni, scale, ombra, pendenze e corsi d’acqua. Come se si invitasse l'osservatore ad una passeggiata visuale. Non essendo gli spazi espositivi immensi il visitatore "passeggia" tra realtà etniche e geografie diverse e può apprezzare anche alcune opere pittoriche del fotografo "nato pittore" che usava dire come il disegno fosse meditazione e la fotografia un attimo congelato. Solo nel fotografare il paesaggio HCB ritrovava entrambe le dimensioni mentali. Per questo i suoi paesaggi fanno meditare in silenzio. (achille miglionico & tina ardito)








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Henry Cartier Bresson nasce a Chanteloup nel 1908, da una ricca ed influente famiglia francese. Trascorre gran parte della sua giovinezza immerso nell’atmosfera bohemien di Parigi. Da giovane provò ad intraprendere la carriera di pittore, fu allievo del pittore Andrè Lothe .
Negli anni ‘20 fu molto vicino al movimento surrealista da cui mutuò l’interpretazione dei dettagli disseminati nella vita quotidiana. In una delle sue frasi afferma : “La fotografia può fissare l’eternità in un istante”.
Scoprì la fotografia durante un periodo di convalescenza a Parigi, e scelse una Leica 35 mm come strumento espressivo. Le foto surrealiste scattate durante i suoi viaggi in Messico ed in Europa fra il 1932 ed il 1935 lo resero famoso come art-photographer a New York.
Al suo ritorno in Francia, nel 1937, iniziò a dedicarsi al fotogiornalismo dopo un periodo di apprendistato come aiuto-regista di Jean Renoir.
Durante il secondo conflitto mondiale entra a far parte della resistenza francese. Catturato dai nazisti, evase ed arrivò in tempo per documentare la liberazione di Parigi nel 1944.
Nel 1947 è tra i fondatori della storica agenzia Magnum, nel ‘53 pubblica “Il momento decisivo”, considerato una vera e propria “Bibbia” per tutti i fotografi di reportage. Fu attivo come fotogiornalista fino alla fine deglia anni ‘70. Muore nel 2004.

Usava la sua Leica come un “ album da disegno meccanico”, e si dimostro’ subito in grado di ritagliare immagini dalla vita quotidiana con una precisione ed un tempismo ineguagliabili. Dopo i primi anni, segnati dall’ influenza del Surrealismo, negli anni ’30 maturò un impegno sociale.
Il suo approccio prevedeva di allineare “ testa, occhio e cuore”, e di scattare più fotografie possibili, per sceglierne una capace di simbolizzare un evento, una persona o un luogo. 

mercoledì 7 settembre 2022

#MArTA, Museo Archeologico Nazionale di #TARANTO. Uno dei più importanti musei archeologici al mondo



Testa di Nettuno di età romana tardo-repubblicana



Dal Paleolitico alle meraviglie della Magna Grecia

Alla biglietteria del palazzo, per un puro caso ci siamo incontrati, provenienti da Trani, con amici tranesi tra cui la nostra prof redattrice, Maria Rosa Ciritella, che ci ha regalato altre riflessioni colte ed originali. Se avessimo preso deliberatamente un appuntamento non saremmo stati così puntuali. Alla sorpresa per il  fortuito e felice incontro di due nuclei familiari ha fatto seguito la scoperta e la conferma che anche un luogo già visitato può continuare a ipnotizzarti con il noto e con il nuovo. Grazie alle teche ben disposte ed alla illuminotecnica sapiente e moderna, il MArTA sorprende con le storie millenarie che racconta. (am)

Le Veneri di Parabita (18mila anni aC) rientrano nel c.d. Culto delle Veneri del Paleolitico europeo (ricordare la Venere di Willendorf, di Lespigue ecc)



Idolo in pietra con volto di civetta (Neolitico, 4000 aC) trovato ad Arnesano






Taranto al centro della cultura mediterranea


 

Lasciate che io trascorra intere giornate nei musei: sarò la persona più felice del mondo. 

Ebbene, dopo la mia ennesima visita al Museo Archeologico di Taranto, eccomi qui a scriverne. 


Oggi conosciuto con l'acronimo di MArTA, fu istituito nel 1887; è collocato presso l’ex Convento dei Frati Alcantarini, o di San Pasquale, risalente alla metà del XVIII secolo.

Dire di Taranto equivale a raccontare di millenni di Storia e di cultura. Per secoli, infatti, nella città sono stati ritrovati e raccolti, ma anche dispersi, migliaia di reperti archeologici. 


In particolare a fine Ottocento venne rinvenuta una gran quantità di oggetti di mirabile valore storico-artistico. In questo periodo la Direzione Generale alle Antichità, nella persona di Giuseppe Fiorelli, pensó bene di contrastare la dispersione dei reperti inviando a Taranto Luigi Viola, in qualità di ispettore per il Ministero della Pubblica Istruzione. 

Negli ultimi vent'anni del XIX secolo, perciò, Viola assunse il controllo sugli sterri eseguiti per la fabbricazione del Borgo Nuovo, dell’Arsenale Militare e di tante zone della città antica, conservando un'enorme mole di ritrovamenti archeologici proprio nell'edificio dell'ex Convento degli Alcantarini. Così nel 1887 venne istituito dal re il Museo Nazionale a Taranto, il primo in Puglia.


Nel Novecento vari furono gli ispettori e direttori del Museo: Giovanni Patroni, Paolo Orsi, Quintino Quagliati, Renato Bartoccini, Ciro Drago e Felice Gino Lo Porto. Ognuno di loro contribuì col proprio lavoro alla realizzazione della raccolta che ancor oggi è fruibile da tutti. Dagli anni '90 in poi la ex Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia ha provveduto ad una completa ristrutturazione dei locali dell' ex Convento. 


Nel 2007 e poi nel 2013 sono state aperte al pubblico le sezioni dedicate alla cultura funeraria ellenistica e all’età romana e medievale; nel 2014 è stato completato l’allestimento del piano superiore, dedicato alla preistoria e protostoria della Puglia, alla città e alle necropoli di Taranto di età arcaica e classica che è stato aperto al pubblico nel 2016.


Testa femminile in terracotta dipinta



Diventata una delle icone del Museo, questa terracotta, davvero attraente, starei per dire magnetica, rappresenta una testa femminile: sui morbidi capelli rossi è posato un diadema in oro. Carnagione chiarissima, labbra di colore rosso, come era in uso tra le donne di Taranto in età ellenistica. Alle orecchie erano inseriti degli orecchini, come provano i fori ai lobi delle orecchie. Faceva probabilmente parte di una statua interamente realizzata in terracotta, nella cui lavorazione i Tarantini erano esperti.


Cratere a volute con scena d’oltretomba




È stato ricomposto, integrando alcune lacune. Non è presente la parte inferiore del corpo con il piede e le volute, queste ultime integrate. 

Sul lato principale si notano, all’interno di un palazzo con quattro colonne ioniche, Ade e Persefone siedono su una kline.

Il signore del regno, con una tunica a maniche lunghe al di sotto del chitone, regge uno scettro sormontato da un’aquila; la sposa Persefone, vestita di chitone e himitation, tiene nella mano destra una torcia a quattro bracci. Dalla travatura del soffitto pendono una corazza anatomica, un elmo e una coppia di schinieri. Intorno al palazzo, alcuni celebri “abitanti” dell’Oltretomba e altre divinità. 


Corona aurea da Kaeliae





Corona composta da rose, proviene dalla città peuceta di Kaeliae (Ceglie del Campo – BA) ed è stata rinvenuta nel 1910. 

Portata ad esempio nella celebre mostra degli Ori di Taranto del 1985, è da attribuire a destinazione funeraria. Le corone aree indicavano i meriti, gli onori e la classe sociale del defunto, che in questo modo viene indicato come un eroe. Ve ne erano foglie di alloro, di edera, di mirto, a rose, a foglie di ulivo e foglie di quercia. Questa è databile al III sec. a.C.


Orecchini a disco con pendente





Databili tra il 375 e il 350 a.C., hanno una forma complessa e articolata: il disco, a forma di una rosetta con 4 serie concentriche di petali, è incorniciato da una struttura ad anello con decorazioni in filo ritorto ad onda e lineari; da questo pendono tre elementi. In origine erano colorati da smalti policromi dei quali rimangono piccole tracce. 


Testa di Eracle




Taranto era una città devota ad Eracle, considerato il fondatore dei Dori. 

La testa, in marmo bianco, rappresenta un atleta maturo con capelli e barba appena scompigliate. Il volto trasmette una forte carica emotiva al fruitore. Probabilmente la testa apparteneva ad una figura seduta. Viene tra la fine del IV/III secolo a. C, oppure al II a.C., anche se oggi viene considerata una copia di età giulio claudia, dunque databile tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. 


Questi sono solo pochissimi esempi dei meravigliosi reperti archeologici presenti nel MArTA: percorrere i suoi corridoi e le sue ampie sale equivale a fare un viaggio nel tempo. Invito perciò tutti i lettori a farsi letteralmente travolgere dalle testimonianze artistiche dei vari periodi della storia delle donne e degli uomini che hanno popolato le nostre terre secoli o millenni fa e che ancora oggi sono vivi e presenti nei nostri modi di vivere e di pensare. 


Rosa Maria Ciritella


Il Chiostro


Zeus di Ugento (530 aC)





Elmo bronzeo (età del Bronzo)

Collana in oro con coppia di fibule (spille) del 520-500 aC




Cratere a mascheroni apulo a figure rosse attribuito al pittore di Dario, 330 aC. E' stato recuperato
 dal Comando CC Tutela Patrimonio Culturale nel 2009 dC



foto am

Ne avevamo parlato nel 2015:

PUGLIA PUGLIAA PUGLIAAA (Caparezza dicit)