lunedì 20 febbraio 2012

Elogio della Follia 12. Complimenti al Celenteratus Molleggiatus !


Una istantanea del Celenteratus molleggiatus scattata a Sanremo
Io che avrei ancora tante cose da dire non sono mai chiamato in TV e solo Dio sa come mi farebbe comodo arrotondare la mia pensioncina, non proprio da deputato, che ammonta a pochi vecchi fiorini (scusate se non so fare il cambio in euro)... Sono anni che si parla del Signor...come si chiama? ......Celenterato, anzi Celenteratus Molleggiatus (acc...che scherzi fa la mia memoria di Vecchio!). Ogni volta che lo richiamano in Televisione è un gran clamore prima, durante e dopo. A Sanremo ancora peggio.
Ho provato ad ascoltarLa, Ill.mo Chiarissimo preclaro signor Celenterato Molleggiato, ma non ce l'ho fatta, e, da vetusto olandese, mi sono addormentato. Comunque, pur nel sopore del detto e non-detto, non capisco perchè si affannino ancora a chiamarla in tv, scomodandola da quella residenza geriatrica dal buffo nome ("Clan"?!?) ove vive e canta. Ammetto: sicuramente lei ha una bella voce e sa cantare. Lo so anche dalla Radio. Si sa che la voce è l'ultima ad invecchiare (si veda per esempio la Signora Vanoni che quando canta fa dimenticare di essere arrivata sul set con deambulazione incerta). No, no, parlo delle cose che lei dice o crede di dire tra tanti silenzi. Quei silenzi appena rotti da sorsi di acqua e da forzose marce, non suggeriscono pause di elaborazione ma sanno dii OFF cerebrali (ah, anche io ne ho ogni tanto e vado per i cinquecento anni...! ma lei,  lei  ne ha solo 74 di anni). I suoi pensieri, ci scusi la franchezza, sembrano transenne di strade bloccate pur ergendosi a pilastri di saggezza . Talora - prima che crollassi nel sonno riparatore - mi parvero isole slegate, talora iceberg vaganti. Nel nulla oceanico.
Mi dicono anche che la pagano bene, anzi tantissimo. Buon per Lei, male per noi. Boh! chi li capisce gli Italiani! hanno dei cervelli eccelsi più del resto d'Europa ma li confinano nell'Oblio per dare spazio a chi dell'Oblio si potrebbe solo avvantaggiare. Altro che Sanremo! Lei potrebbe ben figurare in altre e più rilevanti trasmissioni "culturali": p.e. il Grande Fratello o l'Isola dei Famosi. Saluti geriatrici, Erasmo (sempre da Rotterdam)

domenica 19 febbraio 2012

NARCISISTI MEDIATICI E "ON THE ROAD"

ORGANIZZAZIONI MARGINALI: seminario clinico alla Università di Bari

Bari. In data 18 Febbraio 2012, nella suggestiva aula "Aldo Moro" presso la Facoltà di Giurisprudenza, come programmato, si è tenuto il seminario clinico SIEB (ad accesso gratuito previa iscrizione a mezzo posta elettronica) sul tema di rilevante interesse psicologico e psichiatrico delle Organizzazioni Marginali: in pratica si è parlato di Disturbi di Personalità secondo il DSM ed in particolare di quello Borderline e Narcisistico, della loro breve storia e collocazione nosografica, della sintomatologia, e del trattamento. In qualità di chairperson  la prof. Angela Mongelli (sociologa cattedratica) ha stigmatizzato come i disturbi narcisistici siano aumentati e amplificati in virtù dei processi mediatici e globalizzanti ma anche per la impronta iperconsumistica della nostra società che vede l'individualismo prevalere in ogni campo. Presenti al tavolo il dr. Giuseppe Caracciolo (psichiatra e analista transazionale, vice-presidente del SIEB Italia), la prof. Annarita Carone del Dipartimento di Neuroscienze dell'UniBa - con cui l'Istituto SIEB collabora in convenzione, il dr. Paolo Miglionico (presidente del SIEB Spagna). Ai lavori coinvolgenti e alla discussione proficua hanno partecipato studenti e specializzandi universitari nonché corsisti SIEB. Ha condotto l'argomento il prof. Achille Miglionico il quale ha scritto sull'argomento clinico e psicodinamico articoli e volumi nel decennio di ricerca 1990-2000. E' stato proiettato anche un filmato dell'Istituto sull'argomento che ha destato l'interesse del pubblico, il quale al termine dei lavori non ha celato la propria soddisfazione per la efficacia comunicativa e scientifica dell'incontro. (Tina Ardito)










lunedì 13 febbraio 2012

Nuovi incontri SIEB a Bari

Bari. L' Istituto SIEB, dopo il successo del Seminario clinico sui sogni tenuto presso il Policlinico della Università di Bari, ha realizzato  Sabato 11 Febbraio 2012, presso una delle sale dell'Hotel Rondò in via De Gasperi, il Corso introduttivo alla analisi transazionale denominato "101" e incentrato sulla Comunicazione berniana.  Vi hanno partecipato studenti (sia liceali che universitari), medici e psicologi, counsellor in formazione e già titolati, psicoterapeuti, operatori sanitari ecc.: malgrado il sabotaggio del maltempo (che ha costretto a casa alcuni iscritti, p.e. a Potenza bloccata dalle nevi), il pubblico ha sentenziato l'ennesimo successo. Presenti al Corso la prof. Angela Mongelli (sociologa) dell'Università di Bari,  la prof. Annarita Carone del Dipartimento di Neuroscienze (con il quale il SIEB è in convenzione scientifica e culturale), il dr. Paolo Miglionico, presidente del SIEB Spagna, il quale ha introdotto i lavori. Ha condotto l'incontro di otto ore il didatta dr. Achille Miglionico il quale con l'ausilio di proiezioni ( e di un apprezzato filmato) ha descritto il corpus teoricopratico della analisi transazionale e le teorie della comunicazione più accreditate (Gregory Bateson e la Scuola di Palo Alto, la Scuola berniana). La professoressa Carone ha concluso i lavori con una efficace riflessione "parallela" sul ciclo di sviluppo di Pamela  Levin, premio Eric Berne 1984. (Vitantonio Lobascio)







Il prossimo incontro clinico si terrà a Bari, presso l' Aula Magna di Giurisprudenza, sabato prossimo 18 Febbraio p.v. dalle ore 8.30 (si prega puntualità) alle ore 13.30 ed avrà per argomento le sindromi marginali (disturbo borderline di personalità e disturbo narcisistico di personalità). Ingresso gratuito previa iscrizione a sieb96@libero.it 

Elogio della Follia 11: NOTIZIE CORRONO ed io scappo




Quante notizie corrono nel vostro mondo (che ora, data la mia immortalità da Highlander, è anche il mio)! Come fate a non impazzire (se non lo siete già)? Mi ricordo che io ero morto da poco (1536, se ricordo bene) e pochi anni dopo, nel 1571 avveniva l'epico scontro tra Occidente coalizzato e Islam ("Mamma, li Turki!", si diceva fino a poco tempo fa, prima che inventaste il "politicamente corretto"). Sì a Lepanto che scontro navale! la coalizione cristiana fece fuori la flotta ottomana e morì persino il sultano.  Uno dei più famosi partecipanti alla battaglia fu lo scrittore spagnolo Miguel de Cervantes, che venne ferito e perse l'uso della mano sinistra...Se l'Europa avesse perso la sua "cristianità", oggi il Papa vivrebbe magari in Messico. Acc...sto divagando come un vecchio che non trova più il filo del discorso...Volevo solo dire che la notizia della vittoria di Lepanto per fare il giro delle corti reali d'Europa ci mise molto più  di un mese. Oggigiorno le notizie vostre arrivano pure prima che le cose accadano (le chiamate "bufale"): l'attore Keanu Reeves morto? Ma è un falso. Whitney Houston morta? Purtroppo sì. Crisi greca, rivolte islamiche (caschi blu in Siria?), naufragio della Costa, calcio reso criminale, processo Eternit, Parmalat, Celentano si-Celentano no a Sanremo (ma chissenefrega...),  nevica in Italia come in una nuova glaciazione (il metano basterà? intanto un cinghiale attacca un mezzo di soccorso), Ruby e le feste di "Silvio" (ancoooooraa...), la guerra di spie tra Iran e forse Israele, Obama fa i complimenti al premier Monti e tutti stringiamo la cinghia sino a lesionare visceri, ... BASTAAAA, non ci sono abituato io. E voi? come fate a sostenere l'overdose di informazione? e, come se non vi bastasse, ci fate pure commenti oziosi e faziosi. Non sopporto più Porta a Porta, La Muzika è cambiata (non mi sembra), Matrix & Co. Aiuto. Gulp. Mi sento schiacciato come una rana. Sempre da Rotterdam. (erasmo da rotterdam)




martedì 31 gennaio 2012

Elogio della Follia 10: Libri elettronici o libri cartacei?


Efeso (Turchia), la biblioteca di Celso

Sul Web le opinioni negative su ebook dello scrittore Jonathan Franzen hanno scatenato le opposte fazioni. Oramai su tutti gli argomenti vedo solo Guelfi e Ghibellini. Ma i latini non dicevano che "in medio stat virtus"? Sì è vero, Franzen non ha solo avanzato dubbi estetici, ha proprio detto no all’ebook: “Magari tra 50 anni nessuno si preoccuperà dei libri di carta, ma io sì” ha detto allo Hay Festival di Cartagena, Colombia (come sul Daily Telegraph). “Quando leggo un libro”, ha aggiunto, “tengo in mano un determinato oggetto in un determinato momento e in un determinato luogo. Il fatto che quando io prendo il libro da uno scaffale dica sempre la stessa cosa, beh, è rassicurante”
Sulla questione non vale la pena accapigliarsi. W gli ebook e W i libri cartacei. Quando viaggio avere ebook è una sicurezza: portare un libro o diecimila è lo stesso (peso). Il supporto elettromagnetico fa cmq riflettere in termini di conservazione e fruizione del patrimonio  culturale: non possiamo affidare tutta la trasmissione transgenerazionale della cultura alla informatica, in quanto un qualunque black out energetico, problemi di standard e caducità dei supporti rischierebbero di precipitarci in un medioevo senza amanuensi. Il libro cartaceo è sempre lì, basta afferrarlo e consultarlo. Teme solo gli incendi (spesso dolosi, vedi la biblioteca di Alessandria e di Pergamo...). Parola di Erasmo. Cmq leggiamo! nutre la mente. (Erasmo da Rotterdam)

mercoledì 18 gennaio 2012

Elogio della Follia 9: eroi, codardi e gente "normale" nella tragedia della Costa Concordia

Ricordarla così è come assistere al primo atto di una tragedia
Avrei voluto non scrivere in tanto clamore mediatico che ci parla dello stesso evento su ogni canale e rivolo televisivo con sfoggio di esperti e improvvisati marinai. Ma non si può tacere. Non si può tacere soprattutto dopo l'ascolto della telefonata De Falco-Schettini, risultata più tragica di qualunque sconsiderata manovra marinara. Ieri ero indignato per la condotta anetica di taluni soggetti dediti all'autolatria ed autoreferenzialità: uno psichiatra parlerebbe di Narcisi che occupano i set lavorativi più svariati, in ogni dove, e che non riescono a percepire l'Altro o gli Altri (al più li "vedono" come spettatori della loro grandeur). Ma essere riconosciuti in sede peritale come affetti da Disturbo Narcisistico di Personalità non ti salva dalla galera: non sei malato ma non sei neanche normale, sanciscono i sacri testi. Ah, pensate, che nella nuova edizione del DSM, la nosografia più adoperata al mondo in campo psichiatrico, qualcuno della  task force addetta alla revisione vorrebbe addirittura cancellare il Disturbo Narcisistico, considerandolo "normale" e non disfunzionale, data la diffusione nella nostra società ove pur di "apparire" e apparire in tv "si venderebbe la propria madre ai beduini" (è una battuta filmica di Woody Allen di tanti anni fa, non mi lapidate!). Eppure quanti danni psicosociali causa il narcisismo...Guardate al Giglio, che ora tutti conoscono al mondo.
Eppure il mezzo più sicuro al mondo è la nave, lo sottoscrivo e partirei per mare anche domani stesso.
Come ha scritto Beppe Severgnini sul Corriere della Sera ( http://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_17/severgnini-normalita-eroica-defalco-schettino_9c487ef2-4126-11e1-b71c-2a80ccba9858.shtml ): 

Atto secondo



Atto terzo



"IL CASO DE FALCO - SCHETTINO

Se la normalità diventa eroismo

Molti stranieri ci osservano e non capiscono"

Il bravissimo Beppe ha ben condensato nel titolo del commento giornalistico l'antitesi Eroe-Antieroe, chiedendosi come molti (e me) "ma fare il proprio dovere è eroico? non dovrebbe essere normale?" In tante demonizzazioni (Schettino) ecco spuntare la angelizzazione (De Falco). La realtà è che in quel dialogo telefonico alla Ionesco vi è la contrapposizione tra ciò che è "normale" (e deriva dalle norme e regole e quindi anche dalla capacità di autoregolamentarsi) e ciò che non lo è, assurgendo al tragico ed al tragicamente stupido. Eroi, codardi e normali: ahinoi, sono solo alcune dei possibili personaggi della umanità che fluisce nelle stazioni metropolitane, nei porti e nei quadri di Bosch. Nel pericolo ognuno reagisce in maniera imprevedibile e si offre al coraggioso l'occasione di divenire pauroso e al non coraggioso di divenire coraggioso. Eroismo è quello intenzionale di chi ha ceduto il posto in barca ad un bambino ed è morto; eroismo è quello di chi si cala in una infida e ingombra grotta di metallo per salvare l'Altro o recuperarne il cadavere e che non ha il tempo di sedersi in un salotto televisivo. Supermen anonimi, Clark Kent che non vediamo mai in divisa di supereroe e che forse, nel deludente presepe umano, forse lo SONO. (erasmo da rotterdam)



lunedì 2 gennaio 2012

La mostra romana che parla di noi: Homo sapiens

Homo Sapiens a Palazzo Esposizioni dall'11 novembre Eventi a Roma

Luce si farà sull'origine dell'uomo e la sua storia.  Questa è la frase che, verso la fine del libro l'Origine delle specie, Charles Darwin dedicò alla nostra specie, Homo sapiens, quasi una sfida-speranza che concludeva "il testo fondativo della moderna teoria dell'evoluzione biologica". Ecco la nostra risposta di oggi: arriva dopo decenni di ricerca appassionata e di balzi conoscitivi compiuti con tecnologie avanzate nei campi più disparati che costituiscono la terra-di-nessuno-e-di-tutti che è la antropologia. Dall’11 novembre al 12 febbraio 2012 al Palazzo delle Esposizioni  la mostra: Homo sapiens. Per la prima volta vengono riuniti reperti provenienti da 56 musei e istituzioni di tutto il mondo per raccontare da dove veniamo e come siamo riusciti a popolare l'intero pianeta.
Da poche migliaia di individui della culla africana - oramai la teoria dell' Out of Africa è una certezza - ai 7 miliardi di individui di oggi.
La grande storia della diversità umana ma ANCHE delle comuni origini di noi tutti.
Per la prima volta un gruppo internazionale di scienziati, appartenenti a differenti discipline e coordinati da Luigi Luca Cavalli Sforza, ha ricostruito le radici e i percorsi del popolamento umano. Genetisti, linguisti, antropologi e paleoantropologi hanno unito i risultati delle loro ricerche in un affascinante percorso che descrive la evoluzione umana. Il risultato è una mostra internazionale, interattiva e multimediale che racconta in sei sezioni le storie e le avventure degli straordinari spostamenti, in larga parte ancora sconosciuti, che hanno generato il mix della diversità umana.
Luigi Luca Cavalli-Sforza (Genova, 1922) è un genetista e scienziato italiano che si è occupato anche di antropologia e di storia, reincrociando antropologia fisica e antropologia culturale che si erano allontanate reciprocamente in una pericolosa deriva epistemologica. I suoi studi si sono incentrati in maniera particolare sulla genetica delle popolazioni e delle migrazioni dell'uomo; Cavalli-Sforza è professore emerito all'Università di Stanford in California. Famosissimo come scienziato ma anche come persona di vasta cultura, lo scienziato del genoma umano ha accostato i due processi: evoluzione biologica e evoluzione culturale sono legate circolarmente. A lui si deve un intervento persino in favore della non soppressione della lingua latina nei programmi scolastici italiani (che vergogna storica ed identitaria!). Era il 1993 e si discuteva di riforma della scuola (e il latino è sempre nel mirino dei riformisti incolti). Il suo intervento è memorabile e riconcilia studi scientifici ed umanistici:  fra tutte le mie esperienze scolastiche, la traduzione dal latino è stata la attività più vicina alla ricerca scientifica, cioè alla comprensione di ciò che è sconosciuto”.
Buon viaggio e buona mostra. (m.m.)

venerdì 30 dicembre 2011

LEDPRO X6 : un utile accessorio per Camcorders & DSLRs


Non è un giocattolino di plastica. Appare solido sufficientemente tra le mani. Non è costoso (intorno ai 150 euro) ma è insostituibile quando nella ripresa effettuata sia con Camcorder sia con digireflex le condizioni di luce appaiono critiche o quando si vuole rendere più "professionale" la illuminazione. E' una fonte di luce che può essere montata su cavalletto o innestata sulla camera.
 E' alimentato con quattro pile AA ed è fornito di reostato (si accende con uno scatto e se ne regola la intensità di luce  emessa dai LED).


Sono ben  63 i LED bianchi che emettono una luce di 5500-5600 Kelvin (temperatura di colore), assai vicina alla luce solare e dei lampeggiatori elettronici. 


La scala di temperature esprime le gradazioni di colore che partendo dal rosso–arancio delle temperature basse arriva all’azzurro–blu di quelle più alte, colorazioni assunte dalla luce in condizioni particolari che vanno dalla luce di candela (rossastra) al cielo coperto di nuvole (azzurra).

L’uso di questa scala, in fotografia si rende necessario per avere un riferimento nella valutazione del bianco, dal momento che il nostro sistema visivo (occhio–cervello) tende a compensare le dominanti in base alla condizione di illuminazione presente al momento, mentre le pellicole fotografiche non hanno capacità di adattamento automatico.
In pratica, se guardiamo un foglio di carta bianco, sia alla luce di una candela che alla luce di un tubo al neon, siamo portati comunque a valutarlo di colore bianco, mentre lo stesso foglio, in una fotografia apparirebbe rossastro alla luce di candela e assumerebbe una colorazione tendente al verde illuminato da una lampada al neon.
L'illuminatore è dotato di alette metalliche e di due filtri per la correzione in ambienti interni.


Specifications (dal produttore)

Power Rating:
DC 5.0V-7.5V – 8 watts
Power Source
4 x regular AA batteries
Lamp
63 Super White LED’s
LED Service Life
Approx. 10,000h
Colour Temperature
Approx. 5600k
Barndoor
2 wing with correction filter
Mounting
Hot shoe / ¼” thread
Dimensions
120(H) x 90(W) x 70(D) mm
Weight
285grams (without batteries)



ELOGIO DELLA FOLLIA 8: AD ALBINO IL CIRCOLO DELLA LEGA



Il Saggio e Sapiente Umberto Bossi - vanto della oligarchia culturale non solo italiana - giovedì sera ha partecipato alla «Berghem Frecc» di Albino del Carroccio insieme a Roberto Maroni e Roberto Calderoli: è dai tempi del Circolo di Vienna che non si assisteva ad un banchetto  di filosofia di tale livello.Abbiamo estrapolato alcune "sentenze" emerse nel meeting del Circolo della Lega, in quanto degne di rilievo e di ulteriore riflessione per il supremo stile linguistico e l'elevato rigore storiografico. Inutile dire che il pubblico presente e al "verde" (non solo per bandiere e fazzoletti ma anche economicamente dopo la stretta nazionale delle borse) è più volte andato in visibilio dinanzi alle performance dei Grandi Pensatori che si esibivano, gridando "successone" "successone" (o "secessione"? non mi è stato molto chiaro nella confusione monocromatica dei convenuti). Delirio di folla come quando a Barcellona scesero i Beatles. A un certo punto Bossi (Saggio e Sapiente) ha anche coinvolto il pubblico che gremiva il palazzetto di Albino pregandolo correttamente di «mandare un saluto al presidente della Repubblica» e qui è partita una lunga serie di acclamazioni stridule che sembravano fischi. Una finezza di stile che è andata in crescendo quando, rispondendo alla interazione del Saggio, un  gruppo di leghisti (non è chiaro se di bronzo, alla pari delle "facce") ha cominciato ad intonare il peana scandendo all'indirizzo del presidente del Consiglio lo slogan «Monti vaffanculo»: «Magari gli piace», ha risposto ridendo il Saggio dal palco. Un clima tra il militaresco e il picaresco ha rischiato di compromettere la intellegibilità delle riflessioni profonde ma, grazie ad Atena, il silenzio e l'ascolto hanno prevalso abbeverando le anime assetate di Logos.
Il Saggio, con eloquio solo scalfito dall'insulto ictale che ha lasciato in vita solo i neuroni migliori e più selezionati, ha fatto anche riferimento ai festeggiamenti dei 150 anni dell'Italia ed alle guerre per l'unità nazionale ed ha stravolto il ricordo degli Spadolini, dicendo che «tutti i giovani morti stavolta sparerebbero dall'altra parte»: a dire il vero, ha avuto un rush cutaneo quando un bambino, pensando di essere allo stadio, ha agitato una bandiera tricolore dalle spalle del padre. Sul governo Monti, il Saggio-Sapiente-Senatur (SSS) ha tenuto a sottolineare che «è stato voluto e messo lì dal presidente della Repubblica, non ce ne dimenticheremo». Quando qualcuno sul palco gli ha svelato le origini meridionali del Presidente Napolitano, ha sussurrato: «Non sapevo che l'era un terun».
«Roma è piena di furbacchioni - ha aggiunto - non solo la politica ma anche il Vaticano».
«Noi dobbiamo andare a Milano a confermare che con le buone o le meno buone che Padania sarà: adesso ci siamo rotti le balle». Applausi scroscianti. «Chiamiamola indipendenza», ha farfugliato il Saggio Bossi. «O con le buone o con le meno buone arriverà la Padania». Così parlò il novello Zaratustra. Corre voce che dalla tomba di Karl Popper, in un piccolo cimitero di Vienna, sia fuoriuscito un soffocato lamento. O erano applausi sordi? Comunque un dialogo tra Grandi.  (Erasmo da Rotterdam)

mercoledì 21 dicembre 2011

Nikon D3100 contro tutti: regge il confronto? vale la pena?

Nikon D3100 contro tutti: regge il confronto? (intendiamo con altre Nikon e Canon vicine di fascia o di stessa fascia?). Vediamone le caratteristiche principali, come da Nikon Europa.

Tipo: Fotocamera digitale reflex con obiettivo singolo
  • Innesto dell’obiettivo: Baionetta F-Mount Nikon con contatti AF
  • Angolo di campo effettivo: Lunghezza focale dell’obiettivo circa 1,5x (formato DX Nikon)
  • Sensore di immagine: Sensore CMOS 23,1 x 15,4 mm
  • Pixel effettivi: 14,2 milioni (Pixel totali 14,8 milioni)
  • Sistema di riduzione della polvere: Pulizia sensore di immagine, dati di riferimento della funzione immagine “dust off” (software Capture NX 2 opzionale necessario)
  • Dimensione dell’immagine (pixel):  4.608 x 3.072 (L); 3.456 × 2.304 (M); 2.304 × 1.536 (S)
  • Formato file: NEF (RAW con compressione); JPEG: linea di base JPEG conforme a compressione Fine , Normal  o Basic; registrazione simultanea di immagine RAW con compressione e JPEG Fine disponibile
  • Supporti: Card di memoria SD (Secure Digital), SDHC, SDXC e Eye-Fi
  • Sistema Picture Control: Selezionabile tra Standard, Neutro, Vivace, Monocromatico, Panorama, Ritratto; l’impostazione di Picture Control selezionata può essere modificata
  • Mirino: Mirino reflex con obiettivo singolo a pentaspecchio (copertura fotogramma circa il 95% in orizzontale e in verticale)
  • Specchio Reflex: Ritorno rapido
  • Apertura diaframma: A riapertura istantanea, comando elettronico
  • Obiettivi compatibili: AF-S o AF-I NIKKOR: supportate tutte le funzioni. AF NIKKOR tipo G o D senza motore per l’autofocus incorporato: supportate tutte le funzioni eccetto l’autofocus. Altro AF NIKKOR senza motore per l’autofocus incorporato: supportate tutte le funzioni eccetto l’autofocus e la misurazione Color Matrix 3D II. IX NIKKOR e F3AF: non supportati. Obiettivi PC di tipo D: supporta tutte le funzioni eccetto l’autofocus e alcuni modi di ripresa. AI-P NIKKOR: supportate tutte le funzioni eccetto l’autofocus e la misurazione Color Matrix 3D II. Obiettivi senza CPU: autofocus non supportato. Può essere utilizzato nel modo di esposizione M, ma l’esposimetro non funziona. È possibile utilizzare il telemetro elettronico se l’apertura massima dell’obiettivo è f/5,6 o superiore.
  • Tipo di otturatore: Otturatore sul piano focale con scorrimento verticale e comando elettronico
  • Tempo di posa: Da 1/4.000 a 30 sec. in step di 1/3 EV, posa B
  • Tempo sincro flash: X=1/200 sec.; otturatore sincronizzato su 1/200 sec. o su un tempo più lungo
  • Modo di scatto: Singolo, continuo, autoscatto, scatto silenzioso
  • Velocità di scatto: Fino a 3 fotogrammi per secondo 
  • Misurazione esposimetrica: Misurazione esposimetrica TTL con sensore RGB da 420 pixel
  • Metodo di misurazione esposimetrica: Matrix; Ponderata centrale; Spot
  • Modo: Modi Auto (auto, auto [senza flash]); Modi scena (Ritratto, Panorama, Bambini, Sport, Close-up, Ritratto notturno); Auto programmati con programma flessibile (P); Auto a priorità dei tempi (S); Auto priorità diaframmi (A); Manuale (M)
  • Compensazione dell’esposizione da -5 a +5 EV in incrementi di 1/3 EV; Blocco esposizione
  • Sensibilità ISO (indice di esposizione consigliato): sensibilità ISO da 100 a 3200 in incrementi di 1 EV, può essere impostata su circa 2 EV superiore a ISO 3200 (equivalente a ISO 12800); disponibile controllo automatico ISO
  • D-Lighting attivo: Può essere selezionato tra Sì (Auto) o No
  • Autofocus: Modulo autofocus Nikon Multi-CAM 1000 con rilevazione di fase TTL, 11 punti AF (compreso un sensore a croce) e illuminatore ausiliario AF (campo di utilizzo pari a circa 0,5-3 m)
  • Motore di messa a fuoco: Autofocus (AF): AF singolo (AF-S); AF-continuo (AF-C); selezione AF-S/AF-C automatica (AF-A); attivazione automatica della messa a fuoco a inseguimento predittivo in base allo stato del soggetto. Messa a fuoco manuale (MF): È possibile utilizzare il telemetro elettronico
  • Modo area AF: AF a punto singolo, AF ad area dinamica, area AF auto, AF tracking 3D (11 punti)
  • Blocco della messa a fuoco
  • Flash incorporato: Numero di guida pari a circa 12/39, 13/43 con flash manuale (m/ft, ISO 100, 20 °C); Auto, Ritratto, Bambini, Close-up, Ritratto notturno: flash automatico e sollevamento automatico; P, S, A, M: sollevamento manuale con rilascio del pulsante
  • Compensazione flash: da -3 a +1 EV in incrementi di 1/3 EV
  • Slitta accessori: si
  • Terminale sincro: Adattatore sincro AS-15 (acquistabile separatamente)
  • Nikon Creative Lighting System (CLS): si
  • Bilanciamento del bianco: Auto (Bilanciamento del bianco TTL con sensore di immagine principale e sensore RGB da 420 pixel), incandescenza, fluorescenza (7 tipi), sole diretto, flash, nuvoloso, ombreggiato, manuale predefinito, tutti eccetto l’impostazione manuale predefinita con regolazione fine.
  • Live View : si
  • Registrazione di filmati: Si. Formato file: MOV
  • Registrazione di filmati: Dimensione del fotogramma e velocità di scatto: 1920 × 1080, 24 fps; 1280 × 720, 30 fps
  • Monitor: LCD TFT da 7,5 cm, circa 230 k punti con regolazione della luminosità
  • Riproduzione e Funzioni ritocco
  • USB
  • Uscita HDMI : Connettore HDMI di tipo C
  • Lingue supportate: Cinese (semplificato e tradizionale), ceco, danese, olandese, inglese, finlandese, francese, tedesco, indonesiano, italiano, giapponese, coreano, norvegese, polacco, portoghese, russo, spagnolo, svedese, turco
  • Batteria: Una batteria ricaricabile Li-ion (EN-EL14 battery) in dotazione
  • Adattatore CA
  • Dimensioni (L x A x P): Circa 124 × 96 × 74,5 mm
  • Peso: Circa 500 g con batteria e card di memoria, ma senza tappo corpo
  • Robustezza: Corpo e otturatore sono durevoli fino a circa 100.000 cicli.
In sintesi comparativa la D3100 guadagna su tutte le altre Nikon prese in considerazione: in risoluzione, video ripresa Full HD, un pizzico di sensibilità in più (resta da vedere quanto i 12800 ISO siano effettivamente utilizzabili) ed una nuova versione del processore d’immagine, l’EXPEED2. Conserva peraltro lo stesso modulo AF di D3000 e D5000 ed è come loro sempre priva di motore AF interno. La Nikon D3000 perde nel confronto data l’evidente mancanza delle funzionalità video ed il suo sensore CCD di derivazione D40 e potrebbe convenire acquistarla a prezzi da saldo. La D5000 tiene:  il suo sensore da 12.3 megapixel per quanto ora sorpassato dal nuovo CMOS della D3100 rimane validissimo nonchè ampiamente testato (lo stesso montato sulla Nikon D90); più controllabile l’esclusivo D-Lighting e presente l’opzione di bracketing. Ancora un buon affare dunque.


Passiamo al confronto con le Canon. Quattro megapixel e 150 euro circa di differenza tra la Nikon D3100 e la Canon EOS 550D. In effetti il confronto andrebbe fatto più propriamente con una reflex come la EOS 500D piuttosto che con la 550D. In casa Canon  manca una vera entry-level con tecnologia adeguata:  anche la EOS 1000D non può infatti reggere il paragone con la entry-level Nikon.
Se si curiosa tra gli specialisti, CameraLabs (v.) compara  la Nikon D3100  con le Canon 550D e 1000D, sia in condizioni di luce normali che alle alte sensibilità. Conclude la prova un confronto con le Nikon D3000, D5000 ed EOS 500D. Allora? Malgrado i quattro megapixel in meno della D3100 rispetto alla Canon, "a giudicare dagli ingrandimenti ottenuti la differenza tra le due in condizioni reali sembra essere minima, almeno con le ottiche in dotazione. La Canon EOS 550D meriterebbe un’obiettivo di migliore qualità per poter esprimere al massimo le potenzialità del suo sensore da 18 megapixel ma con l’ottica in dotazione le differenze con i 14 megapixel della Nikon D3100 sono praticamente nulle. A livello di processo delle immagini qui la 1000D sembra ottenere risultati più simili a quelli della D3100, meno contrastati e definiti rispetto alla 550D. Tuttavia le differenze di risoluzione sono qui piuttosto evidenti, con la D3100 capace di restituire chiaramente una resa di dettaglio superiore (vedi dettagli dei palazzi e del fogliame degli alberi) che unita all’eliminazione automatica delle aberrazioni cromatiche ne conferma la netta superiorità rispetto alla concorrente EOS 1000D. Anche considerando la differenza di prezzo a favore della Canon pensiamo che molti troveranno giustificato il maggiore esborso a fronte delle prestazioni assicurate dalla Nikon." Dunque auguri di buon lavoro ai neopossessori della Nikon D 3100. (a.m.)


martedì 20 dicembre 2011

"SOGNO O SON DESTO?": seminario clinico SIEB al Dip. di Neuroscienze della UniBA

Sabato 17 Dicembre 2011. Con grande successo di partecipazione attiva, si è svolto, presso l'aula di Psichiatria dell'Università di Bari - con cui il SIEB è convenzionato culturalmente -  il seminario di otto ore sul tema "SOGNO O SON DESTO?": formazione e decifrazione dei processi ipnici e onirici. Il seminario era rivolto a medici specializzandi in psichiatria, neuropsichiatria infantile, neurologia, studenti del corso di laurea per  tecnici della riabilitazione psichiatrica, educatori professionali; psicologi in formazione e tirocinio ecc. e si propone di illustrare, tra sonno e sogno, il possibile lavoro psicodrammatico e/o interpretativo nel setting di psicoterapia. Ha introdotto i lavori il dr. Saverio Papagni, neurologo e psicoterapeuta (SIEB). Ha fatto seguito la illuminante lezione introduttiva della prof. Anna Rita Carone (psicologo docente della Un. di Bari e referente universitaria della convenzione tra istituto SIEB e UniBa). Quindi il dr. Achille Miglionico (SIEB), il conduttore del seminario, ha affrontato e sviluppato i temi, partendo da un originale excursus storico-antropologico culminato nella ricerca freudiana e post-freudiana; il linguaggio del sogno, al di là della interpretazione popolare di sapore cabalistico, è stato ricondotto alla visione sempre attuale di "via regia all'inconscio", è stato accostato al linguaggio analogico della informatica, tratteggiandone grandezze e limiti sintattici; si è affrontato il processo di deformazione onirica e come riavvicinarsi al contenuto latente del sogno, che rimane un messaggio di sé a se stessi di grande valore elaborativo in termini autoterapeutici, esistenziali e copionali (in senso prospettico junghiano e berniano). L'uditorio è stato condotto gradualmente alla comprensione dell'apparentemente incomprensibile.  Delineati i processatori dell'inconscio (spostamento, condensazione e simbolizzazione), ci si è soffermati sulla importanza dei simboli nell'uomo, il che ha improntato ogni produzione mitologica ed artistica di ogni tempo e luogo.



    Nodale e coinvolgente, ai fini della narrazione attraverso simboli, è stata la proiezione del corto Un chien andalou (1929) di Luis Buñuel e Salvador Dalì, il film più significativo del cinema surrealista. Nel pomeriggio i lavori, introdotti dalla psicoterapeuta spagnola dr. Neus Lopez Calatayud, sono proseguiti con una serie di sogni di clienti odierni attraverso i quali il dr. Achille Miglionico ha illustrato le tecniche di lavoro sui sogni in setting psicoterapeutico. 
La serie dei seminari clinici organizzati dal SIEB in ambito universitario barese proseguirà sabato 18 febbraio 2012 con un incontro di otto ore su: "Organizzazioni marginali: problemi di diagnosi e trattamento". (m.m.)






venerdì 14 ottobre 2011

ELOGIO DELLA FOLLIA 7: ma è veramente così bello il film "Terraferma"?

Dirò la mia, Utcunque de me vulgo mortales loquuntur - "Qualsiasi cosa siano soliti dire di me i mortali", traduco per quanti non conoscono il latino. Lo so, non sono un critico cinematografico e mi attirerò feroci e facili critiche ma io, Erasmo da Rotterdam, nel vostro tempo a cinema ci vado come spettatore ed in questa vostra democrazia voglio dire la mia. In una promettente rassegna organizzata a Trani dal Circolo del Cinema Dino Risi di Trani ho avuto modo di visionare il film Terraferma di Emanuele Crialese. La trama è semplice. E' la storia di un'isola siciliana, di pescatori, poco toccata dal turismo e troppo "arretrata" culturalmente anche per una metafora (vi si svolge un consiglio degli anziani come se si trattasse di una popolazione tribale del Kenya). L'isola viene investita dagli arrivi dei clandestini, e dalla regola nuova del respingimento: qui emerge il problema morale. Che fare? rinunciare al turismo emergente? salvare? accogliere? nascondere?  Una famiglia di pescatori con al centro un vecchio di grande autorità, una giovane donna che non vuole rinunciare a vivere una vita migliore e un ragazzo che, nella confusione, cerca la sua strada morale. Tutti messi di fronte a una decisione da prendere. 
Sembrano in conflitto tra loro le leggi di terra e leggi antiche del mare, che obbligano al soccorso. A noi risulta che l'Italia accolga da anni immigrati con una accoglienza umana e professionale che pochi possono vantare: in Spagna le motovedette hanno anche sparato. Nel Mediterraneo le forze navali di mare italiane si prodigano da sempre a soccorrere naufraghi e derelitti. Eppure la figura dell'ufficiale di finanza (nordico) così come tipizzata nel film appare la caricatura di un "leghista" (che la caricatura se la fanno da soli).
La scelta di una isola siciliana e vulcanica non può che richiamare subito alla mente pellicole di grande storia come La terra trema (1948) di Luchino Visconti, film ispirato a I Malavoglia di Giovanni Verga ma il richiamo è ancora più forte per Stromboli terra di Dio di Roberto Rossellini (1950), un classico del neorealismo italiano. Il ruolo della protagonista era allora destinato in origine ad Anna Magnani con cui Rossellini aveva una relazione. Vedendosi portar via la parte (anche nella vita) da Ingrid Bergman, la Magnani stessa si interstardì a girare a Lipari il film Vulcano, diretto da William Dieterle. Ma stiamo divagando.
 
L'Italia è meglio rappresentata qui (modello di Michele Miglionico, non imparentato con alcuni omonimi della ns. Redazione))


 
Il film Terraferma sembra il film delle occasioni perse: ha un incipit di grande respiro come una bella donna che ti fa saltare il cuore nel petto ma poi apre bocca e ti scade un poco. Il film mi ha deluso, non volevo ammetterlo all’uscita del cinema ma dopo un giorno di inconsapevole elaborazione, l'ho dovuto ammettere. Il film non evoca le emozioni che intende suscitare e secondo me perché la scelta inizialmente poetico-metaforica dell’isola-che-non-c'è atterra brutalmente nel reale, sull’Isola-che-c’è: dal fabulistico, da tanti sottolineato, si scende al piatto ordinario delle fiction televisive, con poche figure ben stagliate e delineate. Il nonno è ottimamente recitato ma la sua “altezza”  ci sembra sia stata penalizzata dalla globale scelta neorealistica del dialetto: il film forse decollerebbe oltre le "nuvole" del finale se fosse stato recitato in italiano (che i siciliani di ogni livello culturale e in ogni dove sanno cortesemente parlare con affascinante inflessione). L’atto comunicativo è parso mutilo, non di grande impatto in quanto supportato solo dall’extraverbale. Il dialetto strettissimo ha fatto sentire stranieri anche molti spettatori del Sud (figuriamoci quelli del Nord che avevano da ridire anche sul grande Troisi!): invece nel bellissimo film di Crialese Nuovomondo (2006) l’uso del dialetto era poesia storicizzata e ci rimbalzava nei secoli scorsi. La figura di Fiorello ricorda un Checco Zalone e mortifica le buone qualità dell'attore; il ragazzo, figlio di Donatella Finocchiaro nella trama, avrebbe potuto riecheggiare un Forrest Gump all’italiana ma delude anch’egli e non riesce ad essere nè un Forrest Gump nè un Ulisse, di cui condivide solo le traversie. Nulla dei dibattimenti interiori ed ansia conoscitiva esce dallo schermo che ha rinunciato a dipingere una bella metafora. La figura dell’ufficiale di Finanza, così banalmente del Nord e, parzialmente di tutte le divise, è una metafora politica? È un richiamo alla “piemontesizzazione” del Regno d’Italia unificato? Non si capisce. Oddio, ora mi chiameranno "folle" per quello che ho scritto. Infatti, era stato in qualche modo preannunciato, ma ora si ha la conferma: Terraferma, già Premio speciale della giuria alla Mostra di Venezia, ci risulta, sarà il film italiano in corsa agli Oscar 2012. Il regista Emanuele Crialese si è detto felicissimo per questa opportunità, dopo che la sua pellicola ha sbaragliato la concorrenza di altri film assai più quotati come il discutibile ma affascinante Habemus Papam di Nanni Moretti (alla seconda delusione dopo Cannes, poverino!). L'ho detto. Sigh. (Erasmo da Rotterdam)