venerdì 30 dicembre 2011

ELOGIO DELLA FOLLIA 8: AD ALBINO IL CIRCOLO DELLA LEGA



Il Saggio e Sapiente Umberto Bossi - vanto della oligarchia culturale non solo italiana - giovedì sera ha partecipato alla «Berghem Frecc» di Albino del Carroccio insieme a Roberto Maroni e Roberto Calderoli: è dai tempi del Circolo di Vienna che non si assisteva ad un banchetto  di filosofia di tale livello.Abbiamo estrapolato alcune "sentenze" emerse nel meeting del Circolo della Lega, in quanto degne di rilievo e di ulteriore riflessione per il supremo stile linguistico e l'elevato rigore storiografico. Inutile dire che il pubblico presente e al "verde" (non solo per bandiere e fazzoletti ma anche economicamente dopo la stretta nazionale delle borse) è più volte andato in visibilio dinanzi alle performance dei Grandi Pensatori che si esibivano, gridando "successone" "successone" (o "secessione"? non mi è stato molto chiaro nella confusione monocromatica dei convenuti). Delirio di folla come quando a Barcellona scesero i Beatles. A un certo punto Bossi (Saggio e Sapiente) ha anche coinvolto il pubblico che gremiva il palazzetto di Albino pregandolo correttamente di «mandare un saluto al presidente della Repubblica» e qui è partita una lunga serie di acclamazioni stridule che sembravano fischi. Una finezza di stile che è andata in crescendo quando, rispondendo alla interazione del Saggio, un  gruppo di leghisti (non è chiaro se di bronzo, alla pari delle "facce") ha cominciato ad intonare il peana scandendo all'indirizzo del presidente del Consiglio lo slogan «Monti vaffanculo»: «Magari gli piace», ha risposto ridendo il Saggio dal palco. Un clima tra il militaresco e il picaresco ha rischiato di compromettere la intellegibilità delle riflessioni profonde ma, grazie ad Atena, il silenzio e l'ascolto hanno prevalso abbeverando le anime assetate di Logos.
Il Saggio, con eloquio solo scalfito dall'insulto ictale che ha lasciato in vita solo i neuroni migliori e più selezionati, ha fatto anche riferimento ai festeggiamenti dei 150 anni dell'Italia ed alle guerre per l'unità nazionale ed ha stravolto il ricordo degli Spadolini, dicendo che «tutti i giovani morti stavolta sparerebbero dall'altra parte»: a dire il vero, ha avuto un rush cutaneo quando un bambino, pensando di essere allo stadio, ha agitato una bandiera tricolore dalle spalle del padre. Sul governo Monti, il Saggio-Sapiente-Senatur (SSS) ha tenuto a sottolineare che «è stato voluto e messo lì dal presidente della Repubblica, non ce ne dimenticheremo». Quando qualcuno sul palco gli ha svelato le origini meridionali del Presidente Napolitano, ha sussurrato: «Non sapevo che l'era un terun».
«Roma è piena di furbacchioni - ha aggiunto - non solo la politica ma anche il Vaticano».
«Noi dobbiamo andare a Milano a confermare che con le buone o le meno buone che Padania sarà: adesso ci siamo rotti le balle». Applausi scroscianti. «Chiamiamola indipendenza», ha farfugliato il Saggio Bossi. «O con le buone o con le meno buone arriverà la Padania». Così parlò il novello Zaratustra. Corre voce che dalla tomba di Karl Popper, in un piccolo cimitero di Vienna, sia fuoriuscito un soffocato lamento. O erano applausi sordi? Comunque un dialogo tra Grandi.  (Erasmo da Rotterdam)

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