lunedì 2 gennaio 2012

La mostra romana che parla di noi: Homo sapiens

Homo Sapiens a Palazzo Esposizioni dall'11 novembre Eventi a Roma

Luce si farà sull'origine dell'uomo e la sua storia.  Questa è la frase che, verso la fine del libro l'Origine delle specie, Charles Darwin dedicò alla nostra specie, Homo sapiens, quasi una sfida-speranza che concludeva "il testo fondativo della moderna teoria dell'evoluzione biologica". Ecco la nostra risposta di oggi: arriva dopo decenni di ricerca appassionata e di balzi conoscitivi compiuti con tecnologie avanzate nei campi più disparati che costituiscono la terra-di-nessuno-e-di-tutti che è la antropologia. Dall’11 novembre al 12 febbraio 2012 al Palazzo delle Esposizioni  la mostra: Homo sapiens. Per la prima volta vengono riuniti reperti provenienti da 56 musei e istituzioni di tutto il mondo per raccontare da dove veniamo e come siamo riusciti a popolare l'intero pianeta.
Da poche migliaia di individui della culla africana - oramai la teoria dell' Out of Africa è una certezza - ai 7 miliardi di individui di oggi.
La grande storia della diversità umana ma ANCHE delle comuni origini di noi tutti.
Per la prima volta un gruppo internazionale di scienziati, appartenenti a differenti discipline e coordinati da Luigi Luca Cavalli Sforza, ha ricostruito le radici e i percorsi del popolamento umano. Genetisti, linguisti, antropologi e paleoantropologi hanno unito i risultati delle loro ricerche in un affascinante percorso che descrive la evoluzione umana. Il risultato è una mostra internazionale, interattiva e multimediale che racconta in sei sezioni le storie e le avventure degli straordinari spostamenti, in larga parte ancora sconosciuti, che hanno generato il mix della diversità umana.
Luigi Luca Cavalli-Sforza (Genova, 1922) è un genetista e scienziato italiano che si è occupato anche di antropologia e di storia, reincrociando antropologia fisica e antropologia culturale che si erano allontanate reciprocamente in una pericolosa deriva epistemologica. I suoi studi si sono incentrati in maniera particolare sulla genetica delle popolazioni e delle migrazioni dell'uomo; Cavalli-Sforza è professore emerito all'Università di Stanford in California. Famosissimo come scienziato ma anche come persona di vasta cultura, lo scienziato del genoma umano ha accostato i due processi: evoluzione biologica e evoluzione culturale sono legate circolarmente. A lui si deve un intervento persino in favore della non soppressione della lingua latina nei programmi scolastici italiani (che vergogna storica ed identitaria!). Era il 1993 e si discuteva di riforma della scuola (e il latino è sempre nel mirino dei riformisti incolti). Il suo intervento è memorabile e riconcilia studi scientifici ed umanistici:  fra tutte le mie esperienze scolastiche, la traduzione dal latino è stata la attività più vicina alla ricerca scientifica, cioè alla comprensione di ciò che è sconosciuto”.
Buon viaggio e buona mostra. (m.m.)

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