giovedì 18 giugno 2015

PSICOSI tra PATHOS e LOGOS: CONVEGNO Siracusa

Siracusa, Ortigia

Psicosi: il film Beautiful Mind




Siracusa, Hotel Villa Politi, 11-13 Giugno 2015. Si è svolto importante convegno  ECM, organizzato da Università e Policlinico di Catania & Società Italiana  di NeuroPsicoFarmacologia sul tema "Psicosi tra Pathos e Logos".
Questa non è la semplice cronaca di un Convegno e non per niente è firmata da uno psichiatra ed un neurologo abituati a lavorare assieme, anche in campo psicoterapeutico. Anticipiamo che il convegno ci è stato particolarmente utile e gradito in quanto gli illustri Relatori che vi hanno partecipato (= insegnato) hanno tutti rilanciato il "sapere" psichiatrico e l'importanza di un "sapere aperto" ad ogni orizzonte: le scienze psichiatriche mostrano di allontanarsi da quella "deriva politica" che, in Italia, l'ha caratterizzata dagli anni Ottanta in poi: deriva che ha condizionato pesantemente rilevanza scientifica sfavorendo quella assiale contemporaneità  di ricerca biologica e riflessione antropologica. In effetti la "politicizzazione" della scienza psichiatrica ha finito per incrementare la dicotomia cartesiana tra psiche e soma, tra neurologi e psichiatri, tra psichiatri e psicologi: è sempre più raro trovare specialisti che sappiano destreggiarsi nel continuum della neuropsichiatria. E'  anche colpa di quella forzata divisione di specializzazione in psichiatria e neurologia che forse fu operata negli Ottanta più per una "moltiplicazione" di cattedre che per una effettiva necessità didattico-clinica? Comunque, quando ci si specializzava negli Ottanta in neurologia o psichiatria, i primi due anni su quattro di specializzazione erano realizzati in ambito strettamente neurologico e quindi ogni psichiatra era in grado di eseguire un corretto esame neurologico ed un corretto esame psichico se era neurologo. Poi la dicotomia è aumentata: una nostra collega ci rivelò  "di non saper prendere la pressione arteriosa", di non sapere nulla di equilibrio idroelettrolitico e quindi immaginiamo che non sapesse neanche tenere in mano un martelletto neurologico... La ricerca neurobiologica che si è consolidata negli anni, si allontanava sempre più dalla psichiatria in favore di una neurobiologia "sganciata", strano connubio tra neurologi/psichiatri "biologici" e psicologi talmente tesi al versante cognitivo da omettere il mondo emozionale. Alla fine degli anni Novanta sono emersi con prepotenza illustri neuroricercatori come Antonio Damasio che hanno richiamato la importanza del polo-emozioni sulla polarità cognitiva: un binomio, quello emozioni-cognizioni inscindibile (si pensi al fortunatissimo volume di Damasio dal titolo: L'errore di Cartesio).  Ecco perché ci è piaciuto il clima rilassato e di alto profilo culturale del Convegno, che ora andiamo a riassumere per sommi capi.

Orlando Todarello (Università di Bari) ha moderato la sessione di apertura. Giovanni Biggio (Ist. Neuroscienze, CNR, Cagliari) ha parlato di Meravigliosi Neuroni tra Emozioni, Disturbi del Sonno e Sostanze di Abuso, relazione affascinante per temi e per la comprovata dimostrazione di quanto l'ambiente influenzi il genoma attraverso meccanismi epigenetici. In uno studio recente (Depression, anxiety and telomer lenght in young adults, Mol. Psychiatry, 2015) si è scoperto - per esempio - che il telomero di madri depresse trattate farmacologicamente è più corto rispetto alla popolazione di confronto; in un altro si è visto che i figli di madri depresse trattate farmacologicamente sono più resistenti agli antidepressivi (PNAS, 2012). Recenti studi di neurobiologia hanno dimostrato poi che il cervello diviene adulto a 17-19 anni nel sesso femminile e 20-22 nel sesso maschile (è per questo che le donne sono mature più dei coetanei uomini). Gli anni della adolescenza sono cruciali per lo sviluppo fisiologico del cervello e il raggiungimento di un buon equilibrio mentale. Modificazioni nello sviluppo della corteccia cerebrale possono rendere vulnerabile il soggetto agli insulti ambientali. Un ambiente familiare e scolastico positivo e ricco di stimolazioni è elemento fondante per garantire un buon sviluppo delle funzioni cerebrali. L'assunzione di sostanze d'abuso (cannabis, alcol, cocaina, eroina, estasi ecc.) risulta deleterio per la omeostasi cerebrale e per lo sviluppo quanto più è precoce la assunzione (il che sta accadendo tra gli adolescenti). Le sostanze psicoattive "mordono" l'hardware cerebrale così come certi imputs ambientali sono in grado di modificare cluster specifici di geni  attraverso meccanismi epigenetici. Negli anni critici della preadolescenza e adolescenza i danni derivano già a piccole dosi predisponendo a rischi di malattia mentale.

Carlo Maggini (Professore Emerito di Psichiatria, Un. Parma) ha dedicato il suo contributo al prof. Pietro Sarteschi, il quale ha ricoperto storicamente la prima cattedra di Psichiatria in Itali e che è morto a 94 anni nel marzo di quest'anno: Il Modello della coerenza dinamico-strutturale di Janzarik delle psicosi è il titolo di una lezione magistrale che ha richiamato dibattiti psichiatrici dopo Karl Jaspers (da quanto tempo non sentivamo citare Jaspers e la sua Psicopatologia Generale! ivi è la più fascinosa ed insuperata descrizione della genesi del delirio). Di Maggini, il prof. Aguglia ha detto che "è il referente nazionale della psicopatologia italiana". Ed è vero. 
E' riemerso prepotente il concetto di  Psicosi Unitaria (ed oggi si parla tanto di Spettro della Schizofrenia, dell'Autismo ecc.): psicosi unitaria (Einheitpsychose) è concetto  elaborato da Wilhelm Griesinger (1817-1868) per definire i disturbi psichici all’interno di un continuum psicopatologico unitario. Tale concetto è stato successivamente ripreso da Karl Menninger, il quale, nel 1958, notava come “invece di porre così tanta enfasi sui differenti tipi di malattie, dovremmo pensare alla malattia mentale come essenzialmente unica in qualità, ma piuttosto diversa in quantità”.
Eugenio Aguglia (Professore Ordinario di Psichiatria, Dip.to di Biomedicina clinica e molecolare) ha dissertato, da Maestro e grande comunicatore quale è, su Schizofrenia e DSM-5, sottolineando aspetti storici attuali ed inattuali della evoluzione nosografica.
Liliana Dell'Osso (Dip.to di Medicina Clinica e Sperimentale, Un. di Pisa) in teleconferenza ha illustrato lo Spettro Autistico e Bipolare: ruolo del Trauma. Una mole crescente di dati indica una elevata incidenza di disturbi dell'umore in soggetti con Disturbo dello spettro Autistico (ASD).
Filippo Bogetto (Professore Ordinario Un. di Torino, Direttore SCDU Psichiatria 1) ha parlato di Disturbo Bipolare e Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC).
Andreas Erfurth (Professore di Psichiatria, Un. di Vienna) ha illustrato Le facce diverse della Depressione: unipolarità vs bipolarità. Ha toccato anche il tema di un nuovo farmaco per il controllo rapido della agitazione psicomotoria in soggetti bipolari e schizofrenici (Adasuve, loxapina in polvere da inalazione, recentemente introdotto in Austria).
Robin Murray (Professor of Psychiatric Research, Institute of Psychiatry, Kings College de Crespigny Park, Londra) ha affrontato con ironia e simpatia What do we know about the causes of Schizophrenia? Ha mostrato gli studi che indicano come il consumo di cannabis incrementa di circa 5 volte il rischio di insorgenza della schizofrenia.
Guido Di Sciascio (Azienda Ospedaliera Universitaria, Policlinico Consorziale, Bari) ci ha condotti per mano nella scelta di Strategie di Switch farmacologico nel passaggio da neurolettici classici ed atipici e nel trattamento con i nuovi antipsicotici LAI (long acting in forma iniettoria)
Claudio Mencacci (Direttore del Dip.to di Neuroscienze del ""Fatebenefratelli" di Milano) ha parlato di uno scottante argomento clinico: La sfida del trattamento della Schizofrenia durante  la gravidanza ed il postpartum.
Giancarlo Nivoli, pastPresident della Società Italiana di Criminologia) ha introdotto e commentato l'attenta analisi di Filippo Drago (Professore Ordinario, Catania) sulla Etica nella prescrizione dei farmaci in Psichiatria: il cono d'ombra della Responsabilità Professionale. Utilissime le suggestioni ed i consigli pratici in un mondo professionale sempre più alla mercè delle azioni legali. Liliana Lorettu ha analizzato l'omicidio del Medico (da parte del paziente): in Italia 18 medici sono stati uccisi tra il 1988 ed il 2013 con un tasso di 0,3/100.000. Di questi casi 7 sono stati attuati da un pz psichiatrico e 3 in ambienti di lavoro non sufficientemente sicuri.
Il Corso ECM si è chiuso il sabato in un clima di generale soddisfazione ed amicizia. (achille miglionico e saverio papagni)

Carlo Maggini

Orlando Todarello

Andreas Erfurth

Giuseppe Fichera

Eugenio Aguglia (Mencacci a dx) (Filippo Bogetto sorridente)

Eugenio Aguglia

Claudio Mencacci (secondo da sin.), Guido Di Sciascio (primo da dx)

Aguglia con i suoi specializzandi

Carlo Maggini


Robin Murray



Filippo Drago

Giancarlo Nivoli



Stand di contributor non condizionante: il presidente della ArcaPharma Vito Calderone


Saverio Papagni

Achille Miglionico






Arrivederci Etna





domenica 14 giugno 2015

CENT’ ANNI DI GUERRA E PACE …Tra luci e ombre: un libro "giovane"



Il libro è curato dal professore  Paolo Farina del Liceo Statale Scientifico  R. Nuzzi di Andria. E’ un libro originale, scritto a più mani dai ragazzi del liceo IV A (anno scolastico 2014 e 2015) e fa parte della nona collana. E' un modo diverso di scrivere e insegnare l’italiano, la storia ed avviare gli alunni al fatidico esame di stato. Il Farina, docente di italiano e latino, ha messo all’opera in questi anni diversi suoi alunni del Iv anno di liceo ed ha curato in passato già otto collane tra cui Memoria e Libertà : i giovani e oggi, Pirandello? Così è (…se vi pare!), La Guerra di mio nonno Viaggio nella memoria andriese della Seconda Grande GUERRA, Guerre Dimenticate per essere voce di chi non ha voce, Un gommone carico di sogni alla ricerca del pomodoro promesso, Dillo Donna, Dipendentemente, Vip – Vittime in Puglia per mano di mafia. Tutti i suoi libri e quest’ ultimo parlano di diritti negati. In particolare Cent’ anni di guerra e pace tra luci e ombre è un reportage scolastico che documenta in modo storico guerre, conflitti etnici e quanto di violenza ha costellato le cronache e la storia recente: si va dal Vietman alle Torri Gemelle, dalla Seconda Intifada alla follia omicida dell'Isis, dall’ Ucraina o alla striscia di Gaza. Ma nel volume non si parla solo di guerra, ci sono anche esempi di "pace", di azioni ed attività pacifiste nel libro scritto dai ragazzi e curato dal prof. Farina: campagne non violente di Gandhi, Martin Luther King e Nelson Mandela; si parla della Dichiarazione Universale dei diritti dell’ uomo, della caduta incruenta del Muro di  Berlino; non ci si dimentica del nazismo e fascismo e dell'Olocausto; ci si occupa del movimento di emancipazione femminile, di quello per la tutela dei minori ecc. In questo reportage scolastico non conta mettere tutto e tutti nel calderone, ma emerge la sentita esigenza dei giovani di sentirsi semplicemente costruttori di pace. Conoscere le guerre avvenute affinchè non ci siano più orrori nella storia, questo il messaggio (utopico?) del lavoro.  Si sviluppano nella collaborazione e nella ricerca di gruppo alla base di siffatti lavori utili riflessioni su temi antropologici di rilievo etico e morale; si solleva prepotente nella mente dei giovani l’obiezione di coscienza contro guerre e violenza ideologica. Naturalmente non basta documentarsi e documentare: occorre "praticare" la pace superando la  mentalità individualistica e di sopruso nella relazione con l'Altro. Qui c’è tanto da imparare per ognuno di noi. (sabina pistillo)


foto a.m.



"La Carità ha fatto Eco": il malaffare Casa Divina Provvidenza di Bisceglie supera ogni immaginazione.





Eco della Carità è il notiziario (antico nelle origini) della Casa della Divina Provvidenza e qui una forma distorta di Carità ha invece fatto Eco mediatico. Apprendiamo dai più noti quotidiani e dai mezzi televisivi nazionali  che la Casa della Divina Provvidenza e l’Opera Don Uva è entrata come il Nautilus in un gorgo rispetto al quale il Maelstrom descritto da Giulio Verne sembrerebbe uno scarico di lavello. 


Il 10 Giugno 2015 la notizia si diffonde sulla carta e nel web. Dieci arresti (di cui sette ai domiciliari) per il crac della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie, il grande polo ospedaliero riabilitativo finito in amministrazione straordinaria ai sensi della legge Prodi bis. Tra le misure richieste ai domiciliari c’è anche quella che riguarda il sen. Antonio Azzollini (Ncd), già noto sindaco di Molfetta, presidente della prestigiosa Commissione Bilancio del Senato, sul quale ora dovrà esprimersi il Parlamento. Sul senatore si sono accesi i riflettori (troppi per non sospettare mire d'altro tipo). Lui avrebbe detto cose indicibili alle suore ed i media ci inzuppano il pane. A lui ed alla "politica" sembra stiano ribaltando ogni tipo di responsabilità del crac persino le suore stesse nelle interviste rilasciate a varie testate (anche questo è strano: il controllo sulle suore è stato - a memoria storica - sempre forte da parte del consiglio generalizio). Francamente la redazione che conosce attraverso dipendenti ed ex dipendenti l'iter compiuto dall'Ente in questi anni non crede molto a responsabilità unicamente politiche (sembra di sparare sulla Croce Rossa oggigiorno a sparlare dei politici). Ogni dipendente o ex della Casa sa e non dice e se dice ecco che le responsabilità dissipatorie sono anche più antiche ed allargate. Da molto più di 10 anni l'Ente si muoveva in assoluta resistenza sia alle inevitabili pressioni politiche sia alle pressioni dirette ed indirette del Vaticano, stanco e irritato dalla condotta anarcoide della Congregazione e del suo legale rappresentante. Una conduzione vanamente contenuta e  confrontata da più parti, anche da forze sindacali (quelle non colluse). E se le suore configgevano divise in fazioni, altri "partiti" interni (funzionari) e diversi "poteri deboli" si sono a lungo contrastati senza permettere che ne emergesse mai uno "forte" e saldo, qualcosa che ricordasse il periodo storico del comm. Leone (un poco come nel dopoguerra si diceva che "si stava meglio quando si stava peggio"). Sui bilanci e sulla gestione finanziaria "allegra" sussistevano dubbi da almeno un decennio e basterebbe vedere quanti personaggi si sono alternati e contrastati nel management per comprendere che gli interessi economici e di potere fossero enormi. Per non parlare di quanti direttori amministrativi e sanitari si sono alternati. Noi stessi (ed altri) negli articoli del 2012 tentavamo di focalizzarci su sprechi ed illeciti della CDP: come si poteva parlare di esubero di personale e di crisi quando pullulavano uffici inutili, stipendi-vitalizi a soggetti che non svolgevano attività di sorta, appalti e subappalti più che sospetti, assunzioni in periodi di crisi (oltre 200!), consulenze faraoniche legali e no ecc.? Insomma quanto di meglio sa escogitare il genio italico.Le manette sono ora scattate per ex responsabili e consulenti esterni della struttura: in carcere Dario Rizzi, Antonio Battiante, Rocco di Terlizzi; ai domiciliari la madre superiora Marcella Cesa e suor Assunta Puzzello, Antonio Damascelli, Adrijana Vasiljevic, Angelo Belsito, Augusto Toscani (già liquidatore della Breda) tutti accusati di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta.
La conferenza-stampa degli inquirenti


La Madre Generale Suor Marcella Cesa agli arresti domiciliari. Sono anni che  veniva "sfiorata" da vicende giudiziarie varie. Con lei la mission dell'Ente ha subito una distorsione per cui l'Ente morale è stato interpretato come ente di profitto.

La Adrijana coinvolta in "relazioni pericolose. La "facilitazione" della vaselina ( o vasellina) è stata a lei richiesta.


Dario Rizzi è il dirigente la cui ascesa è stata bloccata dal licenziamento prima  ed ora dal carcere (è detenuto a Trani). A lui si devono le conversazioni telefoniche erotico-sentimentali con la procace e ambiziosa serba.




E chi ne fa le spese è il cittadino, inerme e inebetito, il cui sguardo e le cui orecchie sono colme di idiozie mediatiche e disonestà civile. Il Paese è spaccato su ogni cosa: leggevamo sul El Pais Semanal (n.2.019 di Giugno) che la capitale della Danimarca  si è convertita nei piani e nei fatti nella città più ecologica del mondo grazie alla determinazione dei suoi abitanti e alla coesione di tutte le forze politiche. A noi italiani sembra una follìa l’accordo tra le parti soprattutto politiche e la maggior parte dei fatti annegano generalmente in un lago stagnante di parole. I problemi non sembrano mai essere lo spunto per una risoluzione e la parola problem solving è sconosciuta ai più. Ci vergogniamo di come i “fatti” siano compiuti prevalentemente ai fini di potere e tornaconto personale. Tempo fa la Redazione si occupò della crisi dell’Ente “Casa Divina Provvidenza” che una volta era chiamato la “FIAT del Sud” per i livelli occupazionali espressi nelle sue sedi centromeridionali. Gravava sul “fallimento” dell’Ente il sospetto di illeciti, oltre che di incapacità gestionale ma nessuno avrebbe pensato che si aprisse un Vaso di Pandora, venefico ed al tempo stesso tragicomico.



La nota istituzione di matrice religiosa, gestita da una congregazione che si è rivelata nel tempo sempre meno “religiosa", ha in passato e avrebbe dovuto nel presente e futuro della riabilitazione, ricoprire un ruolo nodale gestendo in convenzione con la Regione una consistente e delicata “fetta” (in senso statistico e non di “gnam gnam”) di salute pubblica e danaro” pubblico”. Il passato dell’ente in questione è stato per almeno un sessantennio di buon valore socioassistenziale e scientifico con punte massime di occupazione di oltre tremila dipendenti solo nella sede centrale di Bisceglie, sede “casa madre”, cui bisogna aggiungere le sedi periferiche che all’epoca erano Palestrina e Guidonia nel Lazio, Potenza in Lucania e Foggia (e Bisceglie) in Puglia più due sedi in Sudamerica. Dunque l’ente CDP, noto storicamente per aver accolto “i diseredati” e gli “ultimi” della società dagli anni Venti del secolo scorso, è balzato ai “disonori" della cronaca per una serie di accadimenti riguardanti essenzialmente il management amministrativo e religioso: si sono stornati fondi rivenienti dalle attività sanitarie convogliandoli su conti correnti paralleli o sommersi intestati a titolari fittizi e gestiti con criteri privatistici (p.e. cosiddetto “tesoretto” di  circa 27 milioni di euro scoperto dagli inquirenti nel 2014) . Per non tacere del vergognoso conto corrente ove veniva convogliato danaro donato per la beatificazione del Fondatore ed invece diversamente utilizzato: Don Pasquale Uva  sicuramente è in rivolta permanente nel suo loculo ubicato nella basilica di san Giuseppe in Bisceglie. L’Opera continua a svolgere la sua difficile impresa nei confronti dei Disabili di ogni tipo grazie al personale sanitario ivi operante ma la portata degli scandali di ordine finanziario e morale (e trattasi di Ente morale!) è tale da far allibire: un crac finanziario dell’ordine di 500 milioni di euro di cui oltre 300 di debito nei confronti dello Stato; 450 (su oltre 2000 dipendenti) licenziamenti collettivi operati nel 2013 in corso di istanza di fallimento per bancarotta, seguiti dall’insediamento di commissario straordinario; nel frattempo veniva commissariata anche la congregazione religiosa per volontà del Vaticano, interdetto e confuso dalla conduzione “allegra” dei bilanci gestiti male ed in vantaggio personale da parte di un clero che da anni sfuggiva ai richiami di Roma papale in virtù di una reclamata autonomia dell’Ente. Ma prima o poi si arriva alla “frutta”.  La volontà dello IOR (spesso chiamato in causa in responsabilità poco chiare nei flussi finanziari di altre vicende) ha permesso stavolta di rispondere alla rogatoria dei giudici di Trani favorendo la comprensione reale e la esplosione del caso e la verifica dei processi in uso di malaffare che è cosa ben diversa dalla consueta mala gestione che opprime tante organizzazioni di profitto e no. Le cronache parlano di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta. Gli accadimenti scandalistici si rivelano poi di natura anche sessuale: emergono particolari da gossip  che anche Svetonio avrebbe avuto difficoltà a descrivere. Si parla di assunzioni nepotistiche quando gravano licenziamenti collettivi (sospetto di bossing?) ma si parla persino di escort assunte e pagate profumatamente. Incredibile. Nelle intercettazioni telefoniche si parla di rapporti sessuali hard e  dell'utilizzo di “vaselina” adoperata per arti non propriamente mediche: in particolare una ex prostituta serba - ora potremmo chiamarla Vaselinjevic  (!) - veniva pagata con regolare altissimo stipendio (con “superminimo” annesso) per le sue prestazioni "professionali"  e grandi abilità “comunicative” (ed infatti lavorava presso l’Ufficio comunicazione e immagine di una delle sedi). Qualche medico ne ricordava ancora, durante le riunioni in Amministrazione, la baldanza e sicumera: si muoveva con felina assertività non rinunciando a viaggi all'estero e quant'altro, il tutto pagato con danaro della Casa. Quanti  elementi boccacceschi e picareschi. Non ci sia aspettava tanto: è vero che la realtà sa superare al fiction. 
Speriamo almeno di poter esclamare "Iustitia facta est”  e non solo ora nel clamore forense e mediatico ma anche in seguito, quando nessuno si ricorderà più del Gorgo e di chi ci sia andato dentro. Perché comunque nel Gorgo ci siamo solo noi. E Don Pasquale Uva. (v.l.)

Il senatore Azzolini dal ruolo controverso nella vicenda



Altri lavoratori sono a rischio? e chi risarcirà quelli già licenziati in una situazione di trattativa "truccata" da parte del datore di lavoro? "Noi siamo i datori di lavoro", ripetevano un tempo alcune suore.

domenica 7 giugno 2015

dr BENZO: Update sull'impiego delle BENZODIAZEPINE in Medicina


Si è svolto a Bari dal 5 al 6 Giugno 2015 un Convegno  accreditato in ECM per neurologi, psichiatri e geriatri dal titolo accattivante: "dott. Benzo" sta scherzosamente per benzodiazepine, quel vasto spettro di molecole ad azione ansiolitica che ha visto la sua affermazione a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso.

Le benzodiazepine (spesso abbreviate BZD o BDZ) sono una classe di psicofarmaci la cui struttura chimica è composta dalla fusione di un anello benzenico e un anello diazepinico. La prima benzodiazepina sintetizzata è stata il clordiazepossido (commercializzato come Librium), ed è stata scoperta - come tante cose nelle scienze - casualmente da Leo Sternbach nel 1955. Il prof. Riccardo Torta, il quale è responsabile scientifico del Corso ed insegna e opera a Torino, parla di serendipity (serendipità)quando nel mentre si ricerca qualcosa spunta qualcos'altro (in fondo Cristoforo Colombo cercava le Indie e trovò le Americhe). Il clordiazepossido fu reso  disponibile nel 1960 da Hoffmann-La Roche, che ha anche commercializzato il diazepam (l'arcifamoso Valium) dal 1963. A partire dagli anni sessanta e settanta le benzodiazepine hanno iniziato ad essere largamente prescritte clinicamente.In un trentennio di attività clinica non ci era mai capitato di veder organizzato un convegno specialistico su queste diffusissime molecole, usate ed abusate spesso su base autoprescrittiva. Era ora che specialisti facessero il punto della situazione su questi farmaci caratterizzati da velocità di azione (la lipofilia consente un rapido superamento della barriera ematoencefalica), meccanismo d'azione gabaergico (sui canali del Cloro del recettore), elevato indice terapeutico (rapporto tra dose tossica e dose terapeutica). Il problema è l'uso corretto: pur essendo gli effetti collaterali delle BDZ scarsi e lievi, l'uso continuato oltre la gestione dell'acuzie determina assuefazione, abuso e dipendenza. Un paziente su due che accede all'uso lo continua da sé cadendo in dipendenza più o meno grave. Nell'Unità di degenza Medicina delle Dipendenze di Verona, ove opera il dr. Fabio Lugoboni, tre letti su quattro sono occupati da addiction  di BDZ (spesso indicibili per quantità di sostanze ingurgitate). Dunque è l'uso-abuso cronico a fare la differenza. Nulla da eccepire sull'uso medico delle BDZ in fase acuta ed iniziale. Oltre il prof. Riccardo Torta, è intervenuto il farmacologo dr. Fabio Lugoboni in più riprese e le sue due relazioni hanno avuto per argomenti "aspetti di farmacocinetica e di farmacodinamica" e "benzodiazepine e dipendenza". 
Una insidiosa e rapida dipendenza (assai diffusa e a carattere nazionale) è risultata essere quella da lormetazepam gocce:  formulazione presente in gocce solo in Italia e Spagna; completamente assente in USA; si tratta di farmaco valido ed  efficace in clinica che non intendiamo assolutamente "demonizzare".Qui ci si limita ad un warning, un avvertimento.
 Sono 26 le BDZ registrate in Italia: dei 350 ricoveri nella Unità di Verona, il lormetazepam (Minias) "la fa da padrone" (causa circa il 50% dei ricoveri), seguono il lorazepam (Tavor, il 20% dei ricoveri)ed alprazolam (Xanax, sotto il 10 % dei ricoveri). I dati sono allarmanti ma il fenomeno è sottovalutato anche dal Ministero della Salute in quanto difettano le doverose segnalazioni dei medici ed oltre il 40% di "rifornimento" del farmaco avviene direttamente con la complicità di alcuni farmacisti. Tra i dipendenti stessi - ahinoi -  si contano molti professionisti, anche medici (personalmente uno di noi ha seguito un medico in Puglia che assumeva cento gocce tre volte al giorno ma a Verona siamo arrivati a cifre impressionanti). Il dr. Ferdinando Pellegrino, dirigente medico del Dipartimento di Salute Mentale della ASL Salerno-Area Nord, ha invece parlato di aspetti legislativi, medico-legali e di "pazienti fragili". Un Convegno assai ben organizzato ed efficace nei contenuti trasmessi: accogliente, puntuale e cordiale la atmosfera dell'Hotel Oriente di Bari, in corso Cavour. (achille miglionico e saverio papagni)         









https://www.youtube.com/watch?v=jtnpNu25mNE

giovedì 4 giugno 2015

CIAO MARILYN! COME ERAVAMO A MAASTRICHT nel 1994

A Maastricht, in Olanda, nel 1994 si svolse un TEW ch vide molti di noi cambiare status: da analisti transazionali a didatti in analisi transazionale. Una esperienza che fu molto di più di un rituale di passaggio: sorsero amicizie, ci confrontammo e maturammo la nostra capacità di osservazione interpersonale; ci fu interscambio di sapere ed emozioni. Molti di noi debbono tanto alla Zalcman. Sarà interessante riconoscersi nella foto di gruppo. Scriveteci e scusate la inevitabile nostalgia che le foto inevitabilmente solleticano. E' solo per ricordare chi non c'è. (a.m.)



Maastricht sul fiume Mosa



Matthias Sell osserva Marilyn




Matthias Sell (Germania) e Marilyn al TEW



Cecilia Waldekranz al centro

Richard Erskine (per la precisione fotografato al MITAC di Zurich, 1998)


Antonella Fornaro a sinistra. Karen Cesarano a destra.

Achille Miglionico (come era in Olanda)


CI HA LASCIATO MARILYN J. ZALCMAN


In lutto il mondo della analisi transazionale per la perdita della nostra cara e stimata Amica e Didatta Marilyn J. Zalcman. Ci ha lasciati nei giorni della Pasqua cattolica, senza clamore e la notizia è pervenuta in Italia grazie ad amici comuni e Colleghi che hanno avuto modo di apprezzare la sua grande professionalità, la sua didattica immediata e schietta, priva di fronzoli. Al momento non abbiamo ancora trovato notizie in Rete e neanche nei siti ufficiali. Personalmente ho apprezzato le sue supervisioni preziose per il nostro lavoro quotidiano di professionisti di aiuto e di didatti. Vogliamo ricordarla come nella foto da me scattata a Maastricht, in Olanda durante un TEW da lei condotto nel 1994. Era nata nel 1945 nel Missouri (USA) e aveva studiato alla Washington University. 
Nel 1982 vinse assieme a Richard Erskine il Premio Eric Berne (The Eric Berne Memorial Award) per la nota ricerca e pubblicazione dal titolo: "The Racket System: A Model for Racket Analysis" (pubblicato sul Transactional Analysis Journal, TAJ, 9, 51-59. 1979). 
Ha soggiornato a lungo in Italia, Paese che amava profondamente, tanto da impararne la lingua. Ha condotto innumerevoli supervisioni in Europa ed in Italia presso gli Istituti di formazione in analisi transazionale. Ciao Marilyn. (a.m.)