mercoledì 11 febbraio 2026

SEMPRE PIU' DIFFICILE ESERCITARE LA PROFESSIONE MEDICA: TRA OPINIONI PSEUDOSCIENTIFICHE E CONSULTAZIONI DELLA INTELLIGENZA ARTIFICIALE. LA I.A. DIVENTA L'ORACOLO DI DELFI CALATO NELLA MODERNITA'

 





Il 94% degli italiani cerca informazioni mediche online e il 14% modifica le terapie senza consultare il medico
Tra i giovani ChatGpt supera dottor Google e più di un italiano su dieci cambia la cura "documentandosi" on line.

Oggi quindi non viene "attaccata" solo la farmacoterapia  ma anche la diagnosi medica. Pochi giorni fa un ragazzo in studio per difficoltà scolastiche e relazionali insisteva con arroganza nell'autodiagnosticarsi  un ADHD supportato da un farneticante filmato reperito sull'onnipresente TIKTOK:  nel filmato la stessa persona impersonava due soggetti di cui uno interrogava e l'altro rispondeva, in una sorta di role-playng. In pochi secondi si costruiva una convinzione generalizzante e distorta con la potenza di uno "stigma" ("E' così e basta").
Lo stesso atto diagnostico medico viene sempre più contrastato o indebolito da disinformazione, da opinioni autocostruite o indotte da fake news circolanti nel Web e quindi la mancanza di rispetto dei ruoli mina la stessa alleanza terapeutica fondante il sistema curante/curando. 
Non bastavano i bugiardini terrificanti ad allontanare dalla medicina scientifica le persone in cerca di cure solo "naturali" e disposte ad assumere solo "integratori": sempre più persone fanno richiesta all'atto della prescrizione medica di sostanze "naturali" (come per gli opinabili prodotti alimentari "biologici") ritenendo valida la contrapposizione di CHIMICO/NATURALE, dannoso/benefico.
In realtà la vita e tutto ciò che è organismico in natura è basato sulla chimica, anzi biochimica, cioè basato sulla chimica del carbonio. Tra i farmaci molte molecole sono state riprodotte dalla natura e quello che viene dalla natura non è sempre terapeutico, anzi comporta pericoli: DUNQUE LA EQUIVALENZA NATURALE=BENIGNO E' FALSA. Altrettanto falsa è la contaminazione: ogni farmaco è tossico. 


SEMPRE PIU' DIFFICILE ESERCITARE LA PROFESSIONE MEDICA: TRA OPINIONI PSEUDOSCIENTIFICHE E CONSULTAZIONI DELLA INTELLIGENZA ARTIFICIALE. LA I.A. DIVENTA L'ORACOLO DI DELFI CALATO NELLA MODERNITA'


Da dottor Google, sulla salute i giovani sono passati a Chatgpt. E' questo uno dei dati più interessanti che emerge da “Salute Artificiale”, uno studio che dimostra la pervasività nelle abitudini quotidiane dell'intelligenza artificiale con strumenti come ChatGPT, Gemini e Claude sempre più presenti nelle abitudini sanitarie quotidiane degli italiani. I risultati della ricerca, presentati a Milano nella sede di Assolombarda, mostrano una trasformazione in atto, la rivoluzione della IA, da tanti auspicata e da tanti temuta. Se da una parte è ormai scontato il fatto che praticamente tutti gli italiani (il 94,2%) cerca informazioni su sintomi, malattie e terapie attraverso internet e AI colpisce appunto l'avanzata dell'intelligenza artificiale nel mondo della salute - proprio ChatGpt ha da poco annunciato la sua versione “ChatGpt Salute” - ma anche il fatto che

 i medici sono sempre di più sotto “assedio digitale” da parte dei propri pazienti visto che oltre l'85% si informa prima e dopo la visita medica e soprattutto più di un italiano su dieci cambia da solo le cure prescritte dal medico informandosi on line.


L'indagine "Salute Artificiale"- realizzata su di un campione di 993 italiani rappresentativi della popolazione da Sociometrica e FieldCare su incarico di Fondazione Italia in Salute e Fondazione Pensiero Solido - ribadisce innanzitutto come la ricerca online sulla salute è la norma. Il 94,2% della popolazione cerca informazioni su sintomi, malattie e terapie attraverso internet e AI. Di questi, oltre la metà (53,3%) lo fa con frequenza regolare. Ma il dato più straordinario riguarda l'Intelligenza Artificiale generativa: il 42,8% degli italiani la utilizza già per informarsi sulla propria salute, facendone il secondo strumento dopo Google (73,5%). Un'adozione fulminea, considerando che ChatGPT è stato lanciato solo nel novembre 2022 e ora è in procinto di lanciare la sua versione dedicata interamente alla Salute.
 
Quello che colpisce è poi la spaccatura netta tra generazioni. Tra i giovani (18-34 anni), l'AI ha già superato Google: il 72,9% la usa come primo strumento per cercare informazioni sulla salute, contro il 57,4% che preferisce il motore di ricerca tradizionale. Tra gli over 54, il rapporto si inverte drasticamente: Google domina al 93,1%, l'AI si ferma al 26,1%. “Non si tratta di una differenza marginale, ma di due modelli completamente diversi di rapportarsi all'informazione medica”, spiega Antonio Preiti, autore della ricerca. “I giovani dialogano con l'AI come fosse un consulente sempre disponibile. Gli adulti mantengono l'approccio tradizionale della ricerca su Google. È una frattura destinata a ridefinire la medicina dei prossimi anni.”

Naturalmente tale adesione alla IA con atto di delega culturale ad uno strumento artificiale è direttamente proporzionale alla dipendenza da smartphone e internet oramai epidemica e inarrestabile tra adulti e non -adulti. Il che ci ricollega al tentativo in atto in varie nazioni di regolamentare l'accesso ad internet vietandolo a chi è sotto i 14-16 anni. Ma questo è un altro tema.

 

redazionale 

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