giovedì 20 gennaio 2011

ITALIA (H)A 150 ANNI: un Paese di Vecchi?

Anziani in una RSA geriatrica della Opera Don Uva


Apprendiamo dai dati ISTAT (NoiItalia) che il sospetto di una Italia sempre più vecchia non è uno spunto catastrofista. Già si era scritto che nel 2100 gli italiani saranno solo otto milioni ma speravamo che i trend osservati nel 2010 mutassero. Non è così.
Al 1° gennaio 2010 ci sono 144 anziani ogni 100 giovani; in Europa solo la Germania presenta un indice di vecchiaia più accentuato. La regione più anziana è la Liguria, la più giovane la Campania. Sitenga conto che, con quasi il 12 per cento dei circa 500 milioni di abitanti dell’Unione europea, l’Italia è il quarto paese per popolazione. A partire dal 2001 la popolazione ha ripreso a crescere dello 0,7 per cento l'anno, per effetto della crescita delle nascite e, soprattutto, dell’immigrazione.
Il rapporto tra popolazione giovane e anziana e popolazione in età attiva supera il 52 per cento (2009). L’Italia è ai primi posti nella graduatoria europea. Nel contesto europeo, l’Italia fa registrare valori di crescita naturale più vicini ai paesi di nuova adesione all’Unione. Quale futuro?
Un futuro sempre meno "italiano". Ed è giusto che sia così.  Infatti:
- La vita media degli italiani è di  oltre 84 anni per le donne e di  quasi 79 anni per gli uomini, ai primi posti nell’Unione europea.
- L’Italia si colloca tra i paesi a bassa fecondità, con 1,41 figli per donna secondo le stime del 2009. L’età media al parto continua a crescere, attestandosi a 31,2 anni.
- Si celebrano 4,1 matrimoni ogni mille abitanti, più nel Mezzogiorno che nelle regioni settentrionali, in alcune delle quali più della metà delle unioni è celebrata con rito civile.
E le separazioni-divorzi? Aumentano.
L’Italia e l’Irlanda sono i paesi Ue con la più bassa incidenza dei divorzi (circa 0,9 e 0,8 ogni mille abitanti) ma in Italia il numero di separazioni è aumentato dal 2000 del 16,9 per cento e quello dei divorzi del 44,7 per cento.
Per quanto riguarda la crescita migratoria, l’Italia si colloca ai primi posti della graduatoria come forza attrattiva. (m.m.)

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