mercoledì 23 marzo 2011

EUROPA, RICORDATI DI ESSERE "UNITA"



Da qualche tempo il mondo della informazione italiano  è stato "sviato" dai nuovi eventi di portata globale. Così almeno siamo usciti dalle persecuzioni quotidiane dei tormentoni giallistici che allignano in ogni canale analogico, digitale terrestre e satellitare, lì dove ogni giornalista, presunti esperti, opinionisti si tramutano in agenti speciali tipo N.C.I.S. in pratica parlando di quasi nulla ed interferendo talora con il corso delle indagini vere (che grazie a dio ora possono procedere quasi dimenticate dai media). Ora il focus dei media è attratto da eventi implicitamente catastrofici: Giappone e Libia. Ma la lezione geologica dello tsunami giapponese con allegato disastro umano ed ecologico non ha fatto a tempo a rendere consapevole l'insipiente Homo di essere nulla nel nulla. Si sa la ricerca del potere sembra rendere immortali anche chi immortale non è. L'uomo e i dittatori in genere ragionano poco e male e la crisi dei regimi islamici del Mediterraneo e del Vicino Oriente ha visto aprirsi la rivolta in Libia, quella Libia che cento anni fa vedeva l'Italia appena cinquantenne alle prese con un agonico impero Ottomano nella guerra italo-turca.  Chi avrebbe mai immaginato che, ai centocinquanta anni dell'Italia, si sarebbe acceso un fronte a noi così vicino e che il cielo libico sarebbe stato solcato anche da aerei italiani come nel 1911? Certo il fine degi raid aerei della coalizione non hanno fini espansionistici ma solo di appoggio a chi è minacciato di strage, come fu nella ex-Yugoslavia. Eppure il riottoso, clownesco (come si fa ad averlo "baciato" ed ora quasi a compatirlo non so) e crudele Rais libico, non contento di essersi arricchito oltremisura e di aver "spogliato" per decenni il suo popolo (perpetuando l'idea storica del concetto patrimoniale di stato), continua a lanciare anatemi e minacce ed avoca a sé - anche ora, vicino alla sua fine politica - ruoli messianici contaminati da ambizioni panislamiche. La Libia , che negli anni di Piombo della storia italiana, si macchiò di atroci responsabilità nel fomentare, sostenere e realizzare atti terroristici nel mondo occidentale, ora è nel caos ma il suo dittatore resiste, fa proclami di vittoria  e continua a sparare sui propri concittadini che dice siano i suoi elettori naturali, si fa scudo di innocenti per arginare i raid aerei Onu-Nato. La storia degli ultimi giorni di Hitler e di molti dittatori è patetica. Ma patetica sarà anche la figura dell'Europa se si lascerà svanire la occasione di ruolo assegnatole dal consesso mondiale apparendo solida a livello tecnologicomilitare più che sul piano politico unitario. Eppure il premier britannico era stato chiaro sull'intervento legale e giusto in favore dei ribelli libici, per i quali si è intervenuto già troppo in ritardo, consentendo vantaggi strategici e territoriali alla nuova Volpe del Deserto. Basta, Europa, a farti interpretare indecisa e rissosa: confondi la democrazia che hai generato nel pensiero e nei fatti storici con residui di ideologie nazionalistiche. Ricordati, Europa, dei tuoi grandi "fondatori" come Adenauer ed Alcide De Gasperi. Il mondo ha bisogno di una posizione europea autorevole e responsabile che vada a vicariare i grandi vuoti che hanno fatto seguito alla caduta del Muro di Berlino e delle sue logiche. E' di nuovo nel Mediterraneo che si giocherà gran parte del secolo. (a.m.)

1 commento:

  1. Un cenno al flusso migratorio derivante dalla crisi libica: è vero che si sta facendo tanto e in condizioni di grande difficoltà logistiche MA lasciamo perdere la diatriba tra CLANDESTINI e PROFUGHI. Sono tutte PERSONE IN FUGA e con una speranza...

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