mercoledì 4 dicembre 2024

MONDO #MARVEL: PUNTO STORICO

 

 


 

 

 MARVEL: L'IMPERO CHE HA CONQUISTATO IL MONDO: 

Dagli albi a fumetti ai blockbuster hollywoodiani, la Marvel ha conquistato il mondo. Da Spider-Man a Iron Man, passando per gli Avengers e gli X-men, i supereroi creati dalla Casa delle Idee sono entrati nell'immaginario collettivo. Ma come è nata questa vera e propria industria dell'intrattenimento? Scopriamo insieme l'incredibile evoluzione della Marvel, dalle sue umili origini fino all'impero cinematografico che domina oggi il box office mondiale.

 

COME NASCE LA MARVEL: LE ORIGINI E LA RIVOLUZIONE DEGLI ANNI ’60

 

La Marvel Comics, nata nel 1939 con il nome di Timely Comics, ha avuto un’evoluzione straordinaria, trasformandosi da piccola casa editrice di fumetti a un colosso dell'intrattenimento globale. I principali esponenti erano: Jack Kirby, Steve Ditko e la leggenda Stan Lee, considerato da molti il padre della Marvel.
Negli anni '60, sotto la guida di questi tre colossi, la Marvel rivoluzionò il mondo dei fumetti. Personaggi iconici come Spider-Man, Iron Man, Thor, Hulk e i Fantastici Quattro fecero il loro debutto, introducendo un concetto innovativo, i supereroi imperfetti: i personaggi presentavano debolezze, conflitti interiori e una straordinaria umanità che li rendeva più vicini ai lettori.
Un notevole esempio è Peter Parker, il nostro amichevole Spider-Man di quartiere. Sotto la maschera è solo un adolescente che deve affrontare le stesse sfide di chiunque altro: problemi a scuola, difficoltà economiche, amori non corrisposti. Questa sua umanità fa sì che i lettori si identifichino con lui.
Un’altra idea di Stan Lee fu quella di creare un universo condiviso, l'Universo Marvel, dove tutti questi personaggi interagivano tra loro. Questa interconnessione narrativa, mai vista prima nel mondo dei fumetti, creò un senso di coesione e di continuità che catturò l'immaginazione dei lettori.


L’ETA’ D’ORO: GLI ANNI ’60 E ’70

 

Gli anni '60 e '70 rappresentarono l'età d'oro della Marvel, con la creazione di numerose testate e l'introduzione di nuovi personaggi come gli X-Men, i Vendicatori e il Dottor Strange. L'universo Marvel si espanse rapidamente, dando vita a saghe epiche e a crossover memorabili che coinvolgevano un numero sempre crescente di eroi e villain. Un esempio è Wolverine, inizialmente concepito come comparsa nel fumetto “The Incredible Hulk” n181 (ottobre 1974) e poi divenuto uno degli antieroi più amati di sempre.
Per chi volesse recuperare il fumetto, qui la ristampa di casa Panini Comics: https://www.panini.it/shp_ita_it/marvel-replica-edition-the-incredible-hulk-181-mfacs002isbn-it08.html


GLI ANNI ’80: SECRET WARS E L'IMPATTO DEGLI EVENTI CROSSOVER

 

Uno degli eventi più significativi degli anni '80 fu sicuramente Secret Wars. Questa maxi-serie, pubblicata tra il 1984 e il 1985, vide i più grandi eroi e villain della Marvel trasportati su un pianeta alieno per un'epica battaglia. Secret Wars segnò un punto di svolta per l'editore, introducendo nuovi elementi narrativi e visivi che avrebbero influenzato le storie a venire.
L'impatto di Secret Wars fu enorme:
Aumento delle vendite: L'evento attirò nuovi lettori e aumentò le vendite di tutte le testate Marvel.
Introduzione di nuovi elementi: Venne introdotto il simbionte alieno, che in seguito si sarebbe legato a Spider-Man diventando Venom, e vennero modificati alcuni aspetti dei costumi dei personaggi, come il famoso costume nero di Spider-Man o anche il costume marrone di Wolverine.
Nascita dei maxi-eventi: Secret Wars inaugurò l'era dei maxi-eventi crossover, che da quel momento in poi sarebbero diventati una costante nella produzione Marvel.
Per chi volesse recuperare il fumetto, qui la ristampa di casa Panini Comics: https://www.panini.it/shp_ita_it/marvel-replica-edition-marvel-super-heroes-secret-wars-1-mfacs007isbn-it08.html

GLI ANNI '90, UN DECENNIO DI CAMBIAMENTI: L’ASCESA DEI MUTANTI

Gli anni '90 sono stati un periodo di transizione per la Marvel. Dopo l'euforia degli anni '80, caratterizzati da eventi crossover epici e un'espansione dell'universo, gli anni '90 hanno visto un tentativo di tornare a storie più incentrate sui singoli personaggi e sulle dinamiche interne ai team.
Uno dei fenomeni più rilevanti degli anni '90 è stata l'ascesa degli X-Men. La saga "X-Men: Un Futuro Perfetto" ha avuto un impatto enorme, introducendo nuovi personaggi come Cable e Bishop e approfondendo i temi della discriminazione e della tolleranza. Questa saga ha contribuito a rendere gli X-Men uno dei team più popolari della Marvel.


È proprio in questo contesto che fa il suo ingresso Deadpool. Creato da Rob Liefeld e Fabian Nicieza e apparso per la prima volta in “The New Mutants” n98 (febbraio 1991), Deadpool, con il suo umorismo nero, la sua quarta parete e la sua follia, ha rapidamente conquistato il cuore dei lettori. Egli rappresentava una nuova generazione di antieroi, caratterizzati da una moralità ambigua e da un'ironia cinica. Il suo successo ha aperto la strada ad altri personaggi simili, come Venom, che ha visto una rinascita di popolarità in quegli anni.
Per chi volesse recuperare il fumetto, qui la ristampa di casa Panini Comics: https://www.panini.it/shp_ita_it/marvel-replica-edition-new-mutants-98-mfacs004isbn-it08.html
 


L'INVASIONE DEL GRANDE SCHERMO

 

Il vero punto di svolta per la Marvel arrivò con l'avvento del nuovo millennio e l'ingresso nel mondo del cinema. A fine anni ’90 e nei primi anni 2000 arrivano su grande schermo le prime pellicole: “Blade” (1998), “X-men” (2000), “Spiderman” (2002), “Fantastic Four” (2005) e i loro rispettivi sequel. Nel 2008, con l'uscita di "Iron Man", la Marvel Studios diede il via a un ambizioso progetto: creare un universo cinematografico condiviso, il Marvel Cinematic Universe (MCU).
Il successo del MCU fu immediato e travolgente. Film come "The Avengers", "Black Panther" e "Guardians of the Galaxy" diventarono dei fenomeni di cultura pop, incassando miliardi di dollari al botteghino e conquistando un pubblico vastissimo.
 

L'EREDITÀ DELLA MARVEL

L'impatto della Marvel sulla cultura popolare è innegabile. I suoi personaggi sono diventati icone globali, ispirando generazioni di lettori e spettatori. La Marvel ha dimostrato che i fumetti possono essere molto più di un semplice passatempo, diventando un mezzo per esplorare temi complessi come l'identità, la diversità, il potere e la responsabilità. Nemmeno l’emergenza coronavirus ha fermato questo colosso, la Marvel ha continuato a realizzare contenuti pubblicandoli sulla piattaforma Disney+.
 

IL FUTURO DELLA MARVEL

Il futuro della Marvel sembra luminoso. Con nuovi film, serie TV e progetti animati in arrivo, questo universo continuerà a espandersi e a sorprendere il pubblico. Inoltre, la Marvel è sempre più attenta alla rappresentazione di personaggi provenienti da diverse culture e background, dimostrando una grande sensibilità verso i temi della diversità e dell'inclusione.
In conclusione, la Marvel Comics è molto più di una semplice casa editrice. È un universo narrativo complesso e affascinante che ha lasciato un'impronta indelebile sulla cultura popolare. La sua capacità di evolversi e di adattarsi ai tempi, pur mantenendo la propria identità, è la chiave del suo successo.
 

by Giuseppe Paparella

venerdì 22 novembre 2024

POESIE NEL CASSETTO by Lucia Papagni

 

 

NUOVI ARRIVI IN REDAZIONE

Esserci

Esserci con un pensiero
con un’azione
con un saluto
rende me presente a te
che mi ricevi
e siamo UNO
per un attimo

E se ci pensi
sono con te
ANCORA
e Ancora
tutte le volte
che lo vorrai
 

 


“SCONTENTO “

Piansi
e una tetta
mozzò il mio pianto

Crebbi

Un giocattolo
rese
per un tempo
il mio cuore contento

Imparai
a piagnucolare
un abbraccio
un bacio
mi soddisfaceva
per un lasso di tempo

Da adolescente
lo sguardo fugace
del desiderato di turno
mi faceva
vivere “la cotta”

Giunse
l’età della competizione
essere il più bello
Il più ‘fico’
il più bravo
il più più
a scuola
a lavoro
e per un breve tempo
mi soddisfece

Allora
incominciai
a cercare qualcos’altro
che riempisse
il vuoto
‘il desiderio di Eternità ‘
che ci assale

Provai
la religione
la scienza
la filosofia
e altro
ma …

Poi
il matrimonio
I figli
e sempre più
mi allontanavo
da me stessa

Mi guardai intorno
e pensai
forse mi manca qualcosa
una bella casa!
Il lavoro desiderato
l’avevo

E dopo anni
di duro lavoro
mio
e dei miei cari
giunse la bella casa
con un bagliore
di felicità
seguito
da un pozzo
di cosciente
insoddisfazione

Realizzai
che chi sembrava felice
RECITAVA
e chi aveva
materialmente tutto
ancor più annegava
nel buio dello scontento

I più famosi
cantanti, attori, scrittori
i più ricchi
giungevano
a volte
per lo più giovanissimi
ad atti estremi
a capovolgimenti
di vita impensabili

E compresi
che la vita
ti porta a un limite
in cui
sprofondi nella depressione
o vivi
il “chi si accontenta gode “
oppure
continui a CERCARE

CERCA
DENTRO DI TE
E SCOPRIRAI
CHE SEI UNICO
SPECIALE
PARTE
DI UN TUTT’UNO

ESSERE
COMPLETO
Apparentemente
INCONOSCIBILE

by Lucia Papagni






A VOLTE

A volte non si vuole sentire
A volte non si vuole vedere

Parole melate
abbracci mancati
o troppo pronunciati
distorcono la visione
annebbiano la mente

E nulla
di detto
fatto
e quasi dimostrato
può togliere il velo

Solo l’esperienza
ti getta giù
nella realtà funesta
che abilmente
QUALCUNO
ha forgiato
per te,
UNO
DI CUI TI FIDAVI:
il tuo PROSSIMO
e TE STESSO

by Lucia Papagni
 

lunedì 4 novembre 2024

POESIE DI QUITADAMO Maria Pia

 

 

Bicifaro (am)



POESIE DI QUITADAMO Maria Pia


Baby (blues)



Ho attraversato la strada e ho guardato davanti a me
ho affrettato il passo,

mi sono voltata per guardare dietro e tu non c’eri.
Ho gettato una monetina dentro ad un pozzo
ho pagato con gli ultimi spiccioli e ho cercato
un dirupo per girarci intorno.
Ti prego non dirmi di restare baby.
Ho speso quel che avevo per cercare di capire, sono su un precipizio
e tu non hai provato a salvarmi.
La mia preghiera sale al cielo
ho messo le mani davanti agli occhi per non guardare giù.
Quel giorno ti seguii tra le panchine vuote
e udivo i cani abbandonati che abbaiavano.
E come me chiedevano pietà a Dio ed io a te


Dio c’è?

Tanto silenzio è Dio,
le mie preghiere
le sue inconciliabili risposte e
angusta la cappella 

non vedo mai i raggi dell’alba
e nessuna luce viene dal Tabernacolo.
Io voglio guardare dalla finestra
le strade che portano alle praterie
le scie che portano al cielo.
Invece tu Signore indichi una via tortuosa
e vuoi i tuoi fedeli sfiniti nei loro corpi fragili
e i loro deboli spiriti.
E’ questa la via che porta al paradiso?
Ma io vedi uccelli migrare felici
leggeri verso posti incantati,
hanno ali senza il tuo bastone
e occhi che vedono al di la’,
mentre i miei da tempo non vedono altro
che questo adorno altare
di cui (forse) non sono degna.



Entropia amorosa


Foglie gialle cadevano fitte
ci trascinavano (come) un vento che soffia
in unica direzione.
Io non sapevo qual era l’odore
del mare più sognante.
Il mare in burrasca cavalca il silenzio
Come un prode in battaglia sopravvissuto.
Eravamo amanti immutati in uno scenario
in continuo cambiamento.
Posti incantati e il nostro legame era indissolubile.
Eravamo liberi e inconsapevoli della nostra prigionia,
schiavi sconfitti dal nostro amore.
Foglie gialle caddero come la prima volta
e ci trascinarono, però, in direzioni opposte e
capimmo di essere in realtà sconosciuti.
Sconosciuti che si erano amati
perché così volle il fato.



Rimpianti si, ma non rimorsi


Quando i pensieri ti tengono sveglia
quando nemmeno il tuo angolo tranquillo ti sembra sicuro
non cercare di trattenere le lacrime.
Plana sull’isola dei ricordi più angusti
affinchè tormentino i tuoi sensi assopiti,
costringi il tuo corpo a lasciarsi concussare dal
dolore violento che spezza le ossa.
Non rallegrarti della viva sofferenza!
Non vedi? Tu guardi nel bosco e ti ci perdi prima di inoltrarti
io sono alle fine del ruscello e non cerco la fonte.
Siediti e lascia che il fruscio ti culli,
chiudi gli occhi e naviga nel tuo profondo
e insondabile oceano, senti le onde e lasciati trascinare.
Sii schiuma quando ti infrangi contro gli scogli
gioisci del vuoto che hai dentro,
è pieno di te.
Sta per arrivare la tempesta.
Ma alla fine, passerà.



martedì 1 ottobre 2024

SCOMPARSO L'ANALISTA TRANSAZIONALE IAN STEWART

 

 


 da eatanews.org

Dott. Ian Stewart | 1940-2024

SCRIVE Adrienne Lee:

 Quando Ian Stewart è morto il 17 settembre abbiamo perso un gigante nel mondo dell'AT. Il suo insegnamento, il suo impegno nella formazione e nell'accreditamento dell'AT e la sua scrittura hanno promosso la reputazione, la popolarità, la chiarezza e l'efficacia dell'AT in tutto il mondo. Il suo libro TA Oggi, scritto in collaborazione con Vann Joines, è stato tradotto in più di 15 lingue e in più di 37 anni ha portato TA a milioni di persone. Altri suoi libri: Consulenza TA in azione (2007) e Sviluppo della consulenza TA (1996) sono stati i principali manuali pratici di TA nella scuola TA classica, e il suo libro su Eric Berne: Figure chiave in Consulenza e Psicoterapia (1992) è uno dei migliori resoconti di Eric Berne e della sua vita. Il dono di Ian come insegnante e scrittore era la sua chiarezza di pensiero espressa in un linguaggio nitido e ordinato. Ha sempre parlato e scritto con trasparenza e onestà.

 


Dopo aver incontrato e lavorato con i Goulding, Ian ha trasmesso le loro tecniche e i loro metodi a generazioni di analisti transazionali, e spesso lo si sentiva citare le forti e famose parole di Bob Goulding: "Cosa vuoi cambiare?".  di Ian Ridecisione I workshop sono ciò che la maggior parte degli analisti transazionali ricorderà con grande entusiasmo, ma è stata la sua enfasi sulla contrattazione che molti analisti transazionali hanno ricordato e probabilmente introiettato! ....


 

IL TRENO poesia by Lucia Papagni

 

 

 

Claude Monet, La stazione di Saint-Lazare, 1877, olio su tela, Parigi, Musée d’Orsay

 

 



 
 
 
 
 
Il treno
Corre e non attende
Dai bimbi
vien preso allegramente
 
C’è sempre 
chi sale
e chi scende

Alcuni sorridenti 
pensando a 
chi stanno per raggiungere

Altri con gli occhi languidi 
salutano chi giù 
dal finestrino 
stanno per lasciare 

Attraversa
pianure colline
e valli 
i monti li trafora


Costeggia il mare 
paesini e città 

Un fischio
ogni tanto lancia 
quando parte
o arriva
o velocemente 
passa per una 
delle tante stazioni 
sparse qua e là

Alcuni li porta
verso la vita
Altri lo scelgono 
per porvi fine 
alla propria 

By Lucia Papagni

 


mercoledì 18 settembre 2024

POESIE

 

 

 

Fonte del Lago - Val Brembana

 

 

La fonte del Drago

Dentro i crateri luminosi della tua esistenza
Nella fogna, dove sbucano i rettili
Con ampie zampe catturano le conchiglie lasciate sulla tua riva
Solo lacrime nel tuo nido
Dove affiora un drago
Ti annienta con lo sguardo
Ti cicatrizza e riapre le ferite come farebbe un medico nell’abisso del male
Vortica, ruota, sbatte contro le pareti offuscate del tuo animo
Incosciente respira aria piena d’odio
Irrazionale come la sua vita
I suoi denti affilati aprono i recessi dell’incubo e il sangue spruzza via tra i canali atrofizzati facendo schiudere uova infantili laceranti
Proteggiti dai suoi colpi, finché puoi
Purifica la fonte del drago
Attraverso il nulla mostrati e serra i cancelli indeboliti con fiamme imperturbabili
Non rimanere un passo indietro dall’oscurità, la tua giovinezza non può cedere così

Il sentiero del drago

Viaggia tra i campi degli esiliati
Mandati a combattere in un sogno ormai naufragato
Saette volano nei cieli, la montagna trema e galoppa un destriero inseguito da un demone
Una donna, assomigliante a Demetra, agita lo scettro e attira a sé dei serpenti pieni di cera sulla testa
Nell’oblio cercano riparo due giovani, colpiti dall’annebbiamento che li ha costretti alla fuga dal servo dell’iniquità
Questo è ciò che mi mostrano il sangue, le vertigini, i simboli dimenticati occultati con un codice a cui nessuno ha mai dato fede
E allora riaffiora la nemesi, il centro degli scatti emotivi che pugnalano la percezione della vita all’infuori di me
Ma il drago non ha parole per tutto ciò, sospinge da solo la propria roccia mentre io guardo invano il vaso pieno di lacrime

 (by Gabriele Cufe)

mercoledì 11 settembre 2024

USO SMARTPHONE UNDER 14 ANNI E STOP SOCIAL PER UNDER 16. FINALMENTE QUALCOSA SI MUOVE

 

 


 

 

 

USO SMARTPHONE UNDER 14 ANNI E STOP SOCIAL PER UNDER 16. FINALMENTE QUALCOSA SI MUOVE. SONO ANNI CHE IL SIEB SI MUOVE CONTROCORRENTE IN QUESTO SPAZIO DI LIBERTA' E A TUTELA DI UN CORRETTO NEUROSVILUPPO INFANTILE E ADOLESCENZIALE

Professionisti di aiuto, artisti e protagonisti della cultura chiedono finalmente in maniera trasversale (apartitica) il divieto di smartphone per gli under 14 e lo stop ai social per i minori di 16 anni

Pedagogisti, psicologi, medici e personalità del mondo dello spettacolo hanno lanciato un appello al governo italiano per vietare l'uso di smartphone ai minori di 14 anni e l'accesso ai social media ai ragazzi sotto i 16 anni. Secondo gli esperti, l'esposizione precoce ai dispositivi digitali e ai social può avere gravi conseguenze sullo sviluppo psicofisico dei bambini e degli adolescenti.
Tra i promotori della attesa (per noi) petizione ci sono Daniele Novara, pedagogista e counselor - direttore del CPPP e
Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta
Intervistato da la Repubblica, Novara chiarisce che "vorremmo arrivare a una limitazione come per alcol e tabacco, che sono vietati ai minorenni. A quel punto, anche i genitori si allineerebbero. Per altro, nel nostro caso, il divieto sarebbe solo fino a 14 anni, e a 16 per i social. Non siamo contrari alla tecnologia, nemmeno a scuola se ne fa un uso didattico".
E' UNA PETIZIONE APOLITICA E APARTITICA CHE VUOLE ESSERE TRASVERSALE. Il ministro Valditara vieta i cellulari a scuola anche per scopo didattico. Ritorna il diario. In Francia stanno bandendo nelle scuole superiori tablet ecc.
"Siamo contrari a mettere uno smartphone nelle mani di un bambino di 10 anni. Basterebbe dargli un telefonino di vecchia generazione, se è per comunicare. Il problema è proprio lo smartphone. È come consentire a un ragazzino di guidare un'automobile: nessuno lo farebbe, ma - nel dubbio - la legge lo vieta. È una questione di tempi giusti, anche in questo caso".
"Non è un appello simbolico, né una provocazione. Ci siamo confrontati con politici e istituzioni e c'è un consenso trasversale, da sinistra a destra. I tempi sono maturi, contiamo che l'Italia sia il primo Paese a dare una svolta. Non possiamo stare a guardare un'intera generazione annegare negli smartphone. La situazione è fuori controllo", conclude Novara.
FIRMATE LA PETIZIONE SE CONCORDATE SULLA REGOLAMENTAZIONE DEL WEB

 

martedì 10 settembre 2024

Incontro con Alessandro Preziosi IL TALK dell'8 Settembre a Trani

 

 

 


 

Incontro con Alessandro Preziosi
IL TALK
Tuffarsi come metafora del vivere

A destra e sinistra Alessandro Preziosi tra il pubblico, al centro Alessandro Preziosi è con Francesco Donato

Corte Davide Santorsola, Palazzo delle Arti Beltrani, perno del polo culturale tranese, ha ospitato per la serata dell’8 settembre il talk-intervista dedicato all’attore Alessandro Preziosi.
L’attore volto di spicco del cinema, del teatro e della tv italiani ha all’attivo 25 anni di carriera che racconta non lesinando tra i ricordi, le preferenze e le motivazioni che lo hanno introdotto e spronato nel corso della sua affermazione professionale.

L’attore pluripremiato ha all’attivo diversi Telegatto, il Premio Gassman, il Premio Alberto Sordi e il Premio Giffoni Festival Award, e sono alcuni tra i tanti premi e riconoscimenti ottenuti; Alessandro Preziosi vanta infatti una carriera di tutto rispetto: versatile, curioso e convincente in moltissimi dei ruoli affidati nella molte fiction e miniserie televisive di successo (Elisa di Rivombrosa, Il Capitano, La Bella e la bestia, I Medici) nelle interpretazioni cinematografiche (I Vicerè, Mine vaganti, Mio fratello mia sorella, Sant’Agostino) e sui palcoscenici dei teatri (Cyrano di Bergerac, Amleto, Re Lear, Vincent Van Gogh) solo per citarne alcuni

Intervistatore a sorpresa, Francesco Donato, volto già noto di TeleSveva, ha sostituito in extremis con grande professionalità l’atteso e amato regista Fabrizio Corallo - autore di docufilm e intervistatore raffinato, di cui il Giornale si è interessato in tanti successi di carriera - assente quest’ultimo e suo malgrado per un ritardo dei voli da Venezia.
Per molti di noi il Talk con Alessandro Preziosi ha ricalcato aspetti della vita personale dell’attore già noti ma anche tanti altri insospettabili retroscena.


Eccellente studente, burlone e napoletano – qualità che ama sottolineare – giovanissimo lascia la promettente carriera di avvocato e si cimenta nella recitazione entrando nell’Accademia dei Filodrammatici di Milano.
Prima ancora di terminare l’Accademia viene scritturato per il ruolo di Laerte nell’Amleto con Kim Rossi Stuart, per la regia di Antonio Calenda e da lì a seguire una carriera in ascesa tra ruoli impegnativi e altri più leggeri.
Sempre favorito dalla critica ama il cinema che vive come luogo in cui potersi meglio “psicoanalizzare”.
Col palco ha un legame che ritiene sacro poiché in scena sa di poter realizzare sempre il meglio e il peggio di se stesso e la finzione che è nel copione recitato rappresenta la possibilità di accogliere sempre nuovi stimoli.
Si occupa anche di regia teatrale, ha inciso un disco di musica sudamericana e uno di musica house, sta attualmente preparando il testo dell’incontro tra Eleonora Duse e Gabriele D’Annunzio al Vittoriale.

La recitazione, con le diverse regole, nei differenti modi e tempi comunicativi che tv, cinema e palco richiedono, lo ha messo di fronte a quella che ritiene la più grande possibilità per un essere umano: usare pienamente e totalmente tutte le potenzialità del proprio corpo e della propria voce.

Ama cogliere del suo vissuto quella serie di coincidenze che lo hanno indotto a compiere scelte e realizzare incontri determinanti.

Coerente col proprio sentire, ritiene che il suo desiderio nel cassetto che immagina aperto sia proprio quello di continuare ad imparare a sentire.
In questo racconto a cuore aperto torna costantemente sul valore comunicativo della recitazione, sulla paternità e su di una metafora che ama particolarmente:

TUFFARSI COME METAFORA DEL VIVERE


Quando ci si tuffa da uno scoglio così come nelle proprie scelte non vi è alcuna possibilità di ripensamento e nessun passo indietro è possibile, l’azione non può in alcun modo essere interrotta.

Padre di Andrea Eduardo (nato nel 1995 dalla relazione con Rossella Zito) ed Elena (nata nel 2006 dalla storia d’amore con Vittoria Puccini) confessa di essere messo male con l’uso dei social – potremmo definirlo un po' boomer – a metà tra l’incapacità e la volontà di comprendere pienamente l’uso e abuso dei social e la necessità attivare la limitazione dell’uso dei social proprio come faremmo con i nostri figli più piccoli attraverso il parent control.

A tratti il talk ha rivelato un Alessandro Preziosi del tutto inedito e inaspettato, giocoso e timido insieme, esempio costante di attenzione per l’ascoltatore. Serata piacevole e colta.







Lidia M. Ratti, UX writing





lunedì 9 settembre 2024

La famiglia #Hitler: tra follia e brama di potere

 

 

 

 




La famiglia Hitler: tra follia e brama di potere

Adolf Hitler è ritenuto uno dei dittatori più crudeli e spietati mai esistiti. La storia della sua famiglia è lo specchio della decadenza della società e del delirio psicologico dell’Europa dell’inizio del XX secolo. Potere, successo e superomismo sono solo alcuni dei tratti distintivi della figura di Adolf Hitler e dei suoi parenti. Questo contributo analizza la storia e la psiche della famiglia Hitler tra il 1837 e il 1945.


Il padre Alois
Alois Hitler nacque nel 1837 a Strones, in Bassa Austria, da Maria Anna Schicklgruber, una domestica di 42 anni. Inizialmente, fu battezzato con il cognome della madre, poiché Maria Anna si rifiutò di rivelare la paternità del figlio. Madre e figlio andarono a vivere con il nonno di Alois, e successivamente con il mugnaio Johann Georg Hiedler, che Maria Anna sposò nel 1842, rendendolo patrigno di Alois. Tuttavia, Johann Georg, un mugnaio itinerante, non riuscì a offrire una stabilità familiare, e Alois, all'età di 10 anni, fu mandato a vivere con il fratello di Johann Georg, Johann Nepomuk Hiedler, nel villaggio di Spital, vicino al confine con la Repubblica Ceca. La paternità di Alois è oggetto di dibattito, con teorie che indicano Johann Georg, Johann Nepomuk o un ebreo di Graz di nome Leopold Frankenberger come possibili padri. Quest'ultima ipotesi è emersa durante il processo di Norimberga grazie alla testimonianza dell'avvocato di Hitler, Hans Frank, ma non è stata confermata da documenti storici. Fino al 1860, agli ebrei non era permesso risiedere in Stiria.
Johann Nepomuk accumulò una discreta fortuna, lasciando ad Alois un'eredità significativa. Alois frequentò la scuola elementare a Spital e imparò il mestiere di ciabattino. Nel 1855, all'età di 18 anni, si arruolò nelle guardie di frontiera del servizio doganale austriaco, prestando servizio in varie località fino a diventare ispettore doganale a Braunau nel 1875. Nella vita privata, Alois ebbe una condotta irregolare, con una relazione extraconiugale che portò alla nascita di un figlio illegittimo. Nel 1873 sposò Anna Gasl, una donna benestante molto più anziana di lui, ma il matrimonio fallì a causa delle numerose infedeltà di Alois. Nel 1880, divorziò da Anna e iniziò una relazione con la cameriera della locanda cittadina Franziska “Franni” Matzelberger, da cui ebbe due figli, Alois Jr. e Angela. Franziska fece allontanare la cugina di Alois, Klara, assunta come domestica, per evitare che il marito potesse avere una relazione anche con lei. Dopo la morte prematura di Franni nel 1884, Alois sposò proprio Klara Pötzl, nipote di suo zio Johann Nepomuk, nel 1885.
 

La madre Klara Pötzl
Klara Pötzl era descritta come una donna pia, laboriosa ed affettuosa. Da Alois ebbe sei figli. I primi tre Gustav, Ida e Otto morirono in tenera età per difterite. Nel 1889 nacque Adolf, un bambino molto cagionevole di salute, di cui lei si prendeva costantemente cura. Nel 1896 nacque la sorella Paula e successivamente il fratello Edmund, morto in tenera età a causa della rosolia. Insieme ai suoi figli Adolf e Paula crebbe anche i figli del marito Alois jr e Angela. Alois maltrattava Klara e a stento le rivolgeva la parola. Si ipotizza che sgridasse i bambini in continuazione e che passasse sempre più tempo nella taverna locale, bevendo. Alois jr scappò di casa dopo una violenta lite con il padre, mentre Adolf veniva probabilmente picchiato dal genitore. Nel 1903 Alois Hitler ebbe un collasso mentre era alla locanda intento a bere vino e a leggere il giornale. Morì poco dopo lasciando alla moglie e ai figli una discreta eredità. Nel 1906 Klara si ammalò di tumore al seno. Le cure furono molto invasive e dolorose, ma non le evitarono la morte. Adolf era grato al medico ebreo Eduard Bloch per la cura della madre e gli permise negli anni ’40 di emigrare negli Stati Uniti. La perdita della madre fu devastante per Adolf, che era profondamente legato alla madre.
 

La sorella Paula 

Nel 1911 Paula ricevette l'intera pensione della madre. A quel tempo Paula viveva con la sorellastra Angela ed i suoi tre nipoti, Leo, Geli ed Elfriede. Angela era vedova dal 1910 e aveva problemi finanziari a causa della morte prematura ed improvvisa del marito. Paula a quel tempo frequentava il liceo di Linz, dove imparò a stenografare con l'obiettivo di diventare segretaria. Dal 1920 al 1930 Paula lavorò come impiegata presso la Compagnia di assicurazione statale federale a Vienna. Nel 1920 riprese i contatti con Adolf e nel 1923 si recò a Monaco di Baviera, facendo visita al fratello durante il periodo di detenzione. Adolf Hitler tenne i suoi parenti rigorosamente lontani dalla politica. Nel 1930 fu licenziata perché si scopri la parentela con Adolf. Nel 1936 Adolf le ordinò di vivere in incognito e assumere il cognome Wolff. Questo era un soprannome d'infanzia del fratello, che egli aveva usato anche nel corso degli anni venti per motivi di sicurezza. Hitler sembrava avere in scarsa considerazione la sorella, e in un'occasione definì Paula e la sorellastra Angela “stupide oche”. Pare che volesse fidanzarsi con un ebreo, ma Adolf fu contrario. Il fratello fece arrestare anche il medico Erwin Jekelius, uno dei principali responsabili del programma nazionalsocialista di eutanasia in Austria, e gli fece rompere il fidanzamento con la sorella. Paula lavorò come segretaria in un ospedale militare fino al termine della seconda guerra mondiale. Fu arrestata dai servizi segreti americani nel maggio 1945 e interrogata più tardi lo stesso anno. Nel giugno del 1945, quando era ancora sotto custodia delle forze di occupazione americane, disse, tra le altre cose: “Non credo che mio fratello abbia ordinato i crimini commessi contro innumerevoli persone nei campi di concentramento. Devo parlare bene di lui, è mio fratello. Non può più difendersi”. Alcune fonti indicano una sua condivisione degli ideali nazionalisti del fratello, che vedeva come “eroe tedesco” al pari di Napoleone per la Francia. Tuttavia, non aderì mai ufficialmente al nazismo né fu mai una militante politica. Morì nel 1960 a Berchtesgaden.

Adolf Hitler
Adolf crebbe quindi in un contesto familiare rigido e anaffettivo, ma si legò fortemente alla figura materna. Non considerò mai del suo stesso livello la sorella Paula, così come la sorellastra Angela. Adolf era uno studente introverso e più volte incline al suicidio. Già dopo il fallimento del putsch di Monaco aveva meditato di suicidarsi, ma fu dissuaso prima di essere arrestato. La morte della nipote Angelika “Geli” Raubal, figlia della sorellastra Angela, lo fece deprimere a tal punto da meditare di lasciare la politica e di togliersi la vita nel 1931. L’attaccamento a Geli era morboso tanto quello con la madre Klara. Si ipotizza infatti che in realtà Geli non si sia suicidata, ma che l’abbia uccisa lo zio e che sia rimasto a vegliare il suo corpo. Si pensa che con la stessa pistola che ha causato la morte di Geli, Adolf Hitler si sia suicidato il 30 aprile 1945. Sulla figura di Hitler circolano, inoltre, numerose leggende. Secondo una diceria anglosassone Hitler avrebbe sofferto di monorchidismo, ovvero avesse un solo testicolo, e che i suoi malesseri fossero il risultato di un rapporto endogamico vista la probabile parentela dei genitori. A peggiorare la sua salute fisica e mentale avrebbero contribuito le miscele preparategli dal medico Theodor Morell. Durante la guerra divenne vegetariano perché credeva che il consumo di carne fosse la causa del suo continuo dolore allo stomaco. Non si conosce bene la natura delle sue frequentazioni amorose, né dei suoi eventuali figli illegittimi. Eva Braun fu la più nota delle sue amanti. Eva era una fotografa e lavorava nello studio di Heinrich Hoffmann, amico di Adolf Hitler. Dopo la morte di Geli, iniziò una relazione segreta con Adolf, ma tentò il suicidio sparandosi un colpo in gola nel novembre 1932. Salva, nel 1935 ritentò il suicidio ingoiando dei sonniferi ma non riuscì nell’intento neanche stavolta. Era mentalmente instabile tanto da cambiare più volte aspetto e acconciature. Nel 1945 decise di rimanere fino all’ultimo fedele al compagno Adolf, che fieramente sposò, prima di suicidarsi insieme a lui con del cianuro. Il suo corpo e quello del Führer furono cremati dall’Armata Rossa e i resti furono gettati nel fiume Elba.
(Flavia Volpe, germanista)

 

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Per approfondire il tema si suggeriscono letture e ri-letture:

"Lui è tornato" di Timur Vernes, uscito 10 anni fa. Dal libro un film del 2015.



Edizione italiana edita da Bompiani. Recensito su INCULTURA: https://blogincultura.blogspot.com/2014/01/una-ipotesi-irritante-lui-e-tornato-er.html 

 

Lui è tornato (Er ist wieder da) è un film del 2015 diretto da David Wnendt basato sull'omonimo bestseller di Timur Vermes.

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1913 è un coinvolgente libro di Florian Illies che narra su base documentale ma romanzata l'incrocio di tanti personaggi storici quando magari non erano noti. Per esempio Hitler era un perfetto sconosciuto in indigenza.


1913 è l'anno chiave del Novecento, l'anno che avrebbe condizionato un secolo ( e non solo). A dispetto dell'incombente tragedia - lo scoppio della prima guerra mondiale - si manifestarono un fermento culturale e l'imporsi difficile di tanti talenti. Mentre Franz Kafka arriva quasi a impazzire d'amore, Ernst Ludwig Kirchner disegna le cocotte di Potsdamer Platz; Virginia Woolf ha pronto il suo primo libro mentre Robert Musil consulta un neurologo; Igor Stravinskij è alle prese con la stupefacente e innovativa prima di Le sacre du printemps (La Sagra della Primavera) e incontra la sua futura amante, Coco Chanel; Picasso e Matisse vanno a cavallo insieme; Freud e Jung incrociano le spade; Louis Armstrong si esibisce per la prima volta in pubblico e Charlie Chaplin firma il suo primo contratto con una casa cinematografica; Prada inaugura a Milano la sua prima boutique; montando la ruota anteriore di una bicicletta su un comune sgabello da cucina Marcel Duchamp compie la grande rivoluzione concettuale del Novecento. A Monaco, un uomo venuto dall'Austria dipinge acquerelli con le vedute della città e cerca di venderli. Si chiama Adolf Hitler.  

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Per superomismo la Treccani on line recita: s. m. [der. di superuomo]. – Termine adoperato come l’astratto corrispondente a superuomo, per indicare l’atteggiarsi a superuomo o quanto ha attinenza con la dottrina del superuomo.

Superuòmo - ancora la Treccani recita: s. m. [comp. di super- e uomo, calco del ted. Übermensch] (pl. superuòmini). – 1. Uomo che eccelle e domina per le sue doti eccezionali di genio e volontà sugli altri uomini, soprattutto in riferimento al pensiero di F. Nietzsche per cui l’Übermensch è l’individuo che si manifesta nella essenza più autentica, come esplicazione – nella sua volontà di potenza che al di là di ogni legge lo porta ad affermarsi su tutti – della forza originaria della vita: l’interpretazione estetizzante di G. D’Annunzio del s. nietzschiano; il mito razzistico del s. posto alla base del nazismo.

venerdì 6 settembre 2024

Breve Storia degli Effetti Speciali nel Cinema: Dalle Origini a George Lucas e Oltre

 


 

 

Breve Storia degli Effetti Speciali nel Cinema: Dalle Origini a George Lucas e Oltre

 

Gli effetti speciali (SFX) hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia del cinema, trasformando il modo in cui vengono raccontate le storie sul grande schermo. Dalla magia degli albori ai moderni effetti digitali, il percorso degli SFX è lungo e affascinante. Un momento cruciale in questa storia è rappresentato dal contributo di George Lucas con la saga di Star Wars, che ha segnato un punto di svolta nell'evoluzione degli effetti speciali.


Le Origini: L'Età della Meraviglia (1895-1920)

 

I primi effetti speciali nacquero con il cinema stesso. Georges Méliès, uno dei pionieri, utilizzò tecniche come la sovrimpressione e il fermo-immagine per creare scene fantastiche. Il suo film "Le Voyage dans la Lune" (1902) è uno dei primi esempi di come il cinema possa trasportare gli spettatori in mondi immaginari, anticipando la direzione che il medium avrebbe preso nel futuro.


Il Periodo Classico: Miniature e Matte Painting (1920-1960)

Negli anni '20 e '30, l'industria cinematografica iniziò a svilupparsi, e con essa anche le tecniche degli effetti speciali. Le miniature e il matte painting divennero strumenti essenziali per rappresentare mondi impossibili. "Metropolis" (1927) di Fritz Lang, con le sue futuristiche città in miniatura, e "Via col vento" (1939), con i suoi maestosi paesaggi dipinti, sono esempi significativi di questa era.
 

L'Era d'Oro degli Effetti Pratici: Stop-Motion e Animatronica (1960-1980)

 


Il periodo tra gli anni '60 e '70 vide l'ascesa di tecniche avanzate come la stop-motion e l'animatronica. Tuttavia, la vera rivoluzione arrivò nel 1977 con l'uscita di "Star Wars: Episodio IV - Una Nuova Speranza". George Lucas, insoddisfatto delle tecnologie esistenti, fondò addirittura la Industrial Light & Magic (ILM), un'azienda che avrebbe ridefinito in una rapida evoluzione tecnologica gli effetti speciali cinematografici, rendnedoli reali più del reale.



Lucas e il team di ILM combinarono tecniche tradizionali con innovazioni radicali. Utilizzarono modellini dettagliati, motion control per riprese precise e compositing ottico per creare battaglie spaziali mozzafiato. L'uso pionieristico del matte painting e delle creature animatroniche, come i droidi e le marionette, rese "Star Wars" un'esperienza visiva senza precedenti.


La Rivoluzione Digitale: CGI e Oltre (1990-oggi)

Il lavoro di George Lucas ha aperto la strada alla rivoluzione digitale. Negli anni '90, la Computer-Generated Imagery (CGI) iniziò a dominare gli effetti speciali. Lucas tornò a spingere oltre i limiti della tecnologia con la trilogia prequel di Star Wars (1999-2005), che utilizzò estensivamente la CGI per creare ambienti e personaggi complessi, come il celebre Yoda digitale.
Questa rivoluzione culminò con film come "Jurassic Park" (1993) e "Il Signore degli Anelli" (2001-2003), dove la CGI era integrata perfettamente con effetti pratici, rendendo indistinguibili i confini tra realtà e finzione. Film come "Avatar" (2009) di James Cameron portarono ulteriormente avanti questa eredità, sfruttando la CGI per costruire interi mondi digitali.


Il Futuro degli Effetti Speciali: AI, VR e Nuove Tecnologie

 

Oggi, gli effetti speciali continuano a evolversi. L'intelligenza artificiale, la realtà aumentata e la realtà virtuale stanno trasformando non solo la post-produzione, ma anche il modo in cui i film vengono creati. La saga di Star Wars rimane un esempio di come l'innovazione negli effetti speciali possa ridefinire il cinema, ispirando registi e tecnici a esplorare nuove frontiere.
Conclusione
La storia degli effetti speciali è una storia di innovazione, creatività e audacia. Dalle prime sperimentazioni di Georges Méliès agli straordinari risultati ottenuti da George Lucas e oltre, gli SFX hanno continuamente spinto i confini del possibile, trasformando il cinema in un'arte capace di far sognare. Con la tecnologia che continua a evolversi, il futuro degli effetti speciali sembra promettere ancora più meraviglia e stupore. (Giuseppe Paparella)


George Lucas



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