martedì 2 novembre 2010

CRONACA DI UN DELITTO MASS-MEDIATO

La morte di una adolescente uccisa e gettata in un pozzo colpisce. Già il preannuncio che trattavasi di omicidio e non di scomparsa ci aveva colti di malanimo il 6 Ottobre sera u.s. non consentendo a tanti genitori un sonno tranquillo. E' un test di "humanitas" ricevere la notizia di una morte "giovane". Chi ha provato quella tristezza mista ad angoscia è molto lontano dallo stupore ipocrita dei media che si affannano a riempire pagine cartacee e elettroniche di perché e come queste cose possano accadere. Si sa,  i media si nutrono delle 3 S (sangue, soldi e sesso) ma qui dobbiamo soffermarci a riflettere: avete notato che nell'omicidio di Cogne si discuteva dappertutto in TV su indizi e prove, in pratica svolgendo il processo sul set mediatico? Gli inglesi ci accusarono di fare il processo in TV. Chissà cosa diranno oggi con Avetrana  e con il "mostro" generato dai media (l' Homo avetranensis): qui non si anticipa solo il processo ma si entra nel "fieri" delle investigazioni a pieno diritto, alterando eventi, interferendo con le indagini ed il lavoro degli inquirenti. Non si vedevano tanti criminologi, psichiatri e presunti specialisti dai congressi delle società scientifiche: ognuno ha detto la sua, qualcuno quasi in contemporanea su più reti televisive. L'arresto dell' Homo avetranensis è avvenuto "in diretta" nel mentre si trasmetteva dalla di lui casa. La prossima volta assisteremo all'omicidio in diretta, come nel film di tanti anni fa "Il Dittatore" con Woody Allen, ove il giornalista intervistava il moribondo circa le sue emozioni nel vedersi sparato. Forse arriveremo a dover legiferare qualcosa che impedisca alle televisioni di occuparsi attivamente di omicidi nel primo mese di indagini, sì da non interferire con il lavoro di chi dovrebbe essere lasciato in pace a risolvere la triste eredità di Caino. Ma torniamo allo sgomento ed al mix di tristezza ed angoscia che si prova ad essere Abele o vicini ad Abele: non è un caso che la Bibbia  abbia il suo vero incipit non nella creazione, bensì nell'omicidio di Abele.  Non alludiamo naturalmente al paradosso di lettura offerto dal  "Caino" di José Saramago . Qui parliamo della soppressione di un individuo da parte di altro individuo, talora di omicidi completamente privi di movente, senza una motivazione e non dettati da istinto di sopravvivenza. Come l'omicidio della infermiera rumena nella metropolitana. La Hannah Arendt parlava di banalità del male.
Nel trattato Del Sublime di Pseudo-Longino (1° secolo d.C.) il sublime dell'uomo veniva contrapposto al bathìs, al profondo abisso, al buio della spelonca. Del pozzo di Avetrana, per esempio. L'uomo è così, fa cose sublimi per salvare delle vite di minatori dal pozzo oppure getta un cadavere in un pozzo. Sublime e abisso abitano l'umanità e ogni singolo uomo. (achille miglionico)

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