martedì 4 febbraio 2025

“PAPA’, MA CHE COSA E’ UN FEED BACK?” #automazione #feedback #cibernetica #IA #AI

 

il governor di Watt

“PAPA’, MA CHE COSA E’ UN FEED BACK?”


Una volta conoscevo un ragazzino in Inghilterra che chiese a suo padre:  “ I padri sanno sempre piu’ cose dei figli? “ e il padre rispose: Si’.  Poi il ragazzino chiese:  “Papa’, chi ha inventato la macchina a vapore?  “ e il padre:  “ James Wott “.  E allora il figlio gli ribattè:   “ma perché non l’ ha inventata il padre di James Watt?”.(dai Metaloghi di Gregory Bateson)


Una domanda impensabile per uno scolaro di ieri. Un termine - feed back -che nasconde un concetto rivoluzionario nelle scienze e per la filosofia della scienza. In campo neuropsichiatrico e in medicina viene impiegato per spiegare il funzionamento di una cascata neurormonale, il comportamento di una famiglia  “ psicotica “, un passaggio metabolico, una risposta alla manovra psicoterapeutica.  Il PERCHE’ è forse nella STORIA del feed-back che è nato dalla geniale volontà di emulare artificialmente la perfezione dei sistemi biologici e del cervello in particolare, rivelandosi poi un utile modello di studio per le molteplici espressioni del cervello stesso.

Proveremo a raccontarvi questa storia, aggiornando un omonimo articolo comparso  tra 1984 e 1985 su di una rivista ospedaliera ad opera di un medico psichiatra (Achille Miglionico) e uno psicologo (il compianto Dario De Fidio) che conducevano all'epoca ricerche sulla comunicazione nelle sindromi schizofreniche. Va notato che Miglionico aveva esposto una tesi alla maturità classica piuttosto rivoluzionaria proprio sulla cibernetica, in quanto affascinato dalla lettura di:

  • De Latil Pierre (Il pensiero artificiale, introduzione alla cibernetica, Feltrinelli ed.,1962),
  • Wiener Norbert (La cibernetica : controllo e comunicazione negli animali e nelle macchine, Bompiani, 1953; Introduzione alla cibernetica: l'uso umano degli esseri umani, Boringhieri, 1964)  
  • Somenzi Vittorio (Filosofia degli automi, Origini dell'Intelligenza Artificiale, Boringhieri, 1965) 

Nei titoli stessi  dei vari AA vi  è il razionale dell'articolo e la attualità di quanto esposto che anticipava la rivoluzione digitale.





Nel quadro dei preparativi bellici degli U.S.A. alla seconda guerra mondiale, le forze armate chiesero al prof. Norbert Wiener (1894-1964), matematico statunitense del MIT (Massachusets  Institute of Technology), di studiare con i suoi collaboratori un meccanismo che potesse regolare efficacemente il tiro delle batterie contraeree. Gli aerei durante le incursioni non descrivono traiettorie rettilinee ma le più improvvisate ed imprevedibili:  gli uomini alle batterie convenzionali non riuscivano quindi ad apportare manualmente delle correzioni di per sé già incerte ed imprecise. Ci voleva qualcosa che seguisse l’ obiettivo come l’ occhio umano, mutando la posizione di tiro delle bocche da fuoco. Un sistema di tal fatta rientra nell’ automatismo e fu purtroppo l’ occasione di guerra a rivelare le possibilità della scienza appena nata, la cibernetica, una disciplina che era il risultato di una interazione tra tante altre in primis matematica, ingegneria (elettronica in ascesa), scienze medico-biologiche e scienze antropologiche.  


La parola greca antica kybernetes (κυβερνήτης) indica il pilota di una nave. La radice kyber sta per "timone" e trova un parallelo nel latino guber, che ritroviamo nel gubernator, timoniere. 

Kyber e guber fanno evidente riferimento a una comune progenitrice indoeuropea che significava timone. E si dice governare una (astro)nave.
Come suggerisce Treccani.it: "cibernètica s. f. [dall’ingl. cybernetics, che riprende, con nuovo sign., il gr. κυβερνητική (τέχνη) «arte del pilota»]. – Disciplina, prevalentemente promossa dagli studî del matematico amer. N. Wiener (intorno al 1947), basati sulla riconosciuta analogia funzionale dei meccanismi di comunicazione e di autoregolazione (mediante il feedback) negli esseri viventi e nella macchina. La cibernetica integra nozioni e modelli neurofisiologici e biologicomolecolari con la teoria matematica dell’informazione, la teoria dei sistemi e la ricerca operativa, per progettare sistemi di controllo che comprendono processi di generazione, conservazione, trasmissione e utilizzo dell’informazione; tali sistemi sono incorporati sia nei servomeccanismi sia negli elaboratori elettronici."



Il più antico sistema automatico si fa risalire al regolatore centrifugo (Governor) di velocità, realizzato da Watt per i motori termici a vapore (si veda figura in testa); la forza centrifuga solleva le sfere periferiche allargandone il compasso; il collare, responsabile dell’ afflusso di vapore, può raggiungere un altezza massima sull’ albero di rotazione oltre la quale l’ erogazione di vapore diminuisce, stabilizzando il sistema ad una velocità quasi costante.

Se si considera che la circonferenza di diametro variabile descritta dalle sfere è diretta conseguenza dell’ alimentazione, ne viene che in tale sistema l’ effetto retroagisce sul fattore, preservando la finalità e l’ equilibrio del sistema stesso. E’ questo un feedback, la rivoluzione in seno alla causalità tradizionale e lineare ossia causa-effetto. Il feedback è alla base della scienza dell’ autogoverno, la cibernetica, scienza che avuto cultori disparati e geniali come lo psichiatra Mc Culloch, i matematici Von Neumman, Shannon, Turing; i fisiologi Sherrington ed Adrian (entrambi premi Nobel per la medicina): gente stanca degli angusti limiti della specializzazione, alla ricerca di un linguaggio unitario delle scienze. Quando citiamo Turing parliamo di Alan Turing, sì proprio lui, il genio matematico che con il calcolatore Bomba riuscì a decrittare il codice nazista Enigma (si veda il film The Imitation Game, del 2014), lui considerato uno dei padri dell'informatica. Lui che in un incipit famoso di 
Computing machinery and intelligence, definì quello che è universalmente conosciuto come Test di Turing (1950). Lui così avanti fu condannato per aver ammesso incidentalmente di essere omosessuale.




I regni della natura divenivano (De Latil):
  • il regno minerale, comprendente la materia senza potere di riproduzione, priva di ogni forma sia pure elementare di metabolismo (es: il quarzo);
  • il regno vivente – vegetale ed animale – comprendente la materia organizzata in grado di riproduzione e provvista di metabolismo più o meno complesso; 
  • il regno artificiale, filiazione dell’ uomo nella sua spontanietà creativa (finalistica).
Nell’ ultimo regno De Latil distingueva due gruppi: il primo più antico dell’altro: gli utensili (oggetti passivi) e le macchine ( oggetti e soggetti attivi).
Gli utensili sono prolungamenti materiali atti a potenziare l’ efficacia degli organi umani: fanno qualcosa, hanno cioè solo l’ attitudine all’ azione e dipendono in tutto il resto dall’ uomo; rientrano nella categoria: la leva, il martello, le forbici, il cacciavite, ecc.
La macchina invece è un “ sistema” fabbricato perché compia una certa azione, una volta fornita l’ energia. Qui la cibernetica descriveva una gerarchia di sistemi:



Macchina di I grado, II grado, III grado

Una generica considerazione induce a distinguere le macchine ad entrata semplice, ove l’ energia di comando e di conseguenza (in genere distinte) sono confuse nella energia di alimentazione (es. il mulino); le macchine a doppia entrata ove è possibile dividere l’ energia di comando da quella di esecuzione (il pianoforte, una macchina da scrivere , ecc.); le macchine a semplice informazione che sono i rivelatori (barometro, termometro, sfigmomanometro, ecc.; il termostato, le trappole di animali, ecc.). Questi tipi di macchine costituiscono il I grado nella classificazioni degli effettori artificiali. Rispetto agli utensili posseggono l’ azione oltre che l’ attitudine ad essa. 
Ora immaginiamo di avere una catena di lavorazione: una sega elettrica sagoma il legno in una certa maniera; lo invia mediante rullo ad una conficcachiodi rifornita a sua volta da una seconda macchina: il coordinamento delle varie funzioni dà una macchina di II grado: i fattori sono sotto dipendenza comune, come nella figura. 
Continua nel II grado l’ impotenza ad adattarsi ad alcune circostanze, poiché le macchine sono programmate in senso determinato. Ciò non si verifica nel III grado in cui la macchina non solo agisce e coordina, ma sa anche valutare da sé l’ ingresso della sua azione (l’opportunità), interviene cioè al momento giusto. 
L’ effettore è stavolta ad azione condizionata. Il segnalatore automatico d’ incendio ne è esempio: all’ improvviso cambiamento di temperatura scatta l’ impianto di allarme che aziona le pompe di acqua.
Ricorderemo che le macchine calcolatrici di un tempo ma anche i PC di oggi rientrano, malgrado la potenza di calcolo enorme, nel secondo grado e quindi inferiori al sistema sopra descritto.

Il quarto grado: feedback

Il regolatore centrifugo di Watt esiste da circa il 1780, eppure il principio rivoluzionario da esso contenuto fu ignorato persino dal suo inventore. Haton de la Goupillière nel suo “ Traitè des mecanismes” (1864) – quasi un secolo dopo – lo definiva ancora tra gli “apparecchi accessori”. Nessuno aveva compreso la portata dell'automatismo. Oggi parlando di retroazione si dice “ segreto della natura”, incorrendo nell’ apparenza di un errore opposto. Il concetto di feed-back collega la chimica all’ idraulica, l’ economia alla biomeccanica, la fisica alla psichiatria, la elettrotecnica all'elettronica.
Feedback, termine desunto dal linguaggio radiotecnico, vuol dire letteralmente “alimentare a rovescio”, risultando intraducibile in italiano. Poniamo di volere come effetto non una velocità fissa ( come nel Governor di Watt) ma una temperatura fissa. È il caso di un impianto di riscaldamento per abitazioni che non deve superare certi valori di sopportabilità termica e consumo. 
Noi abbiamo una caldaia provvista di termostato (rilevatore ad azione secondaria). Appena i valori superano il livello programmato, il termostato lo rileva ed invia il messaggio spegnendo la caldaia. La temperatura scende e la caldaia su informazione dello stesso termostato si riaccende. Se la temperatura dovesse subire sbalzi per un inconveniente della caldaia, la correzione verrebbe effettuata egualmente a prescindere dalla causa dello sbalzo, poiché il sistema organizza la sua difesa sull’ effetto solo su quello. E se invece della caldaia con termostato avessimo il livello di glicemia nel sangue? La glicemia ha da stare in un certo range di valori per evitare guai (sino al  coma): se la glicemia si abbassa, è stimolata la liberazione di glucagone che libera glucosio, se la glicemia si eleva ad essere stimolata è la insulina che "consuma" il glucosio. 



Schematicamente gli elementi costitutivi del feedback sono:




  • il rivelatore (termostato nell’ ultimo es), un dispositivo che sia “sensibile alla variazione dell’ effetto”; 
  • il messaggio che porta le informazioni ad un fattore; 
  • il reattore o elemento di reazione capace di reagire in base al messaggio su uno dei fattori 
Siamo giunti alla definizione di feedback.
Norbert Wiener scriveva : “ il comando della macchina sulla base del suo funzionamento effettivo anziché del suo comportamento previsto che, conosciuto come feedback”.
Pierre de Latil è stato più preciso e sintetico: “Un feedback è un legame retroattivo che, entro certi limiti, protegge l’ effetto dalle variazioni dei suoi fattori”.
E’ il quarto grado di automazione.

Com'è illustrato nella figura che segue, i sensori possono rilevare o le perturbazioni stesse o la variabile controllata (cioè gli effetti che una perturbazione ha avuto sullo stato del sistema). 





Come suggerisce Fiorenzo Conti alla voce omeostasi ( Treccani.it  2007): " Nel primo caso, si parla di 'sistema di controllo a feedforward', nel secondo di 'sistema di controllo a feedback'. Le differenze tra i due sono sostanziali. Nel caso di un controllo a feedforward la perturbazione viene rilevata dal sensore prima che induca i suoi effetti sullo stato del sistema e questo significa che il controllore deve essere in grado di calcolare gli effetti che la perturbazione indurrà sulla variabile regolata. I sistemi a feedforward hanno il grande vantaggio di poter evitare che la perturbazione eserciti i propri effetti, prevenendo quindi la necessità di interventi correttivi. Poiché i sistemi di controllo fisiologici sono quasi sempre non lineari e dinamici (ovvero variano con il tempo), e poiché molti potenziali disturbi dovrebbero essere rilevati per poter predire l'effetto sulla variabile controllata, ne consegue che i sistemi a feedforward richiedono complessi meccanismi predittivi; in realtà, con l'eccezione di alcuni meccanismi cerebrali, questo tipo di controllo è meno utilizzato nei sistemi fisiologici, anche se la sua relativa rarità potrebbe dipendere dalla scarsa conoscenza acquisita finora. È stato recentemente suggerito che i sistemi a feedforward finalizzati alla modificazione anticipata dello stato di un sistema e quindi di una sua variabile controllata siano definiti 'allostatici'.




Si è già detto come venga sconvolta la linearità causa-effetto che per secoli ha contraddistinto la speculazione umana.  Cosa c’è oltre il quarto grado?  Se lo chiedeva anche Turing.


Dopo i personal computer, ecco i personal robot, ovvero i robot ad uso personale, docili, gentili e servizievoli, pronti ad eseguire i nostri comandi  (o almeno alcuni di essi). Ecco che arriva con la infosfera la rivoluzione della Intelligenza Artificiale, che richiede una trattazione a parte ma anche un antefatto sul feedback e sistemi di automazione. (achille miglionico)


sabato 25 gennaio 2025

CENT'ANNI DELLA FOTOCAMERA LEICA e del formato Leica. AUGURI LEICA

La Leica I è la prima serie delle fotocamere Leica (nome derivato da Leitz(sche) Camera, o "fotocamera della Leitz") prodotte dalla Ernst Leitz GMBH Wetzlar Germany (oggi, Leica Camera AG), partendo dal prototipo del 1913 di Oskar Barnack. Seguirono le serie II, III e M).

 

Il maestro Henri Cartier-Bresson con il sistema Leica



Le celebrazioni in occasione del centenario della Leica I sono accompagnate dallo slogan “Cent’anni di Leica: testimone di un secolo”. Nei prossimi mesi, in onore della fotocamera che un secolo fa cambiò il mondo della fotografia, prenderanno corpo numerose iniziative culturali, importanti mostre, concorsi ed esclusive novità. "Insieme a voi, inauguriamo un nuovo secolo di imprese leggendarie, sempre a marchio Leica naturalmente", dicono con orgoglio meritato i fabbricanti tedeschi.





La fotografia moderna, caratterizzata da immagini dinamiche, realistiche e "vive", deve certamente molto al sistema Leica 135 (24x36 mm)

 
 
Nel 1925 - un secolo fa - entravano sul mercato la maneggevole Leica I ed il formato di pellicola 24x36 mm: un sistema veramente portatile e pratico che rendeva obsolete tante fotocamere precedenti e contemporanee. Una vera manna per i fotografi non da studio. Artefici di tale rivoluzione furono due tecnici transfughi che avevano lavorato al colosso Zeiss, uno dei quali esperto di microscopi.

Pensate che il formato full frame dei sensori digitali di oggi (es. FX della Nikon) corrisponde concettualmente al formato 24x36 mm delle pellicole dette 135, introdotte dalla Leica e dal geniale ottico Oskar Barnack: avendo un problema di trasporto con le fotocamere in uso, in quanto fortemente asmatico, per alleggerirsi il tecnico, formatosi alla Zeiss, realizzò una novità tecnologica assoluta:  il sistema fotografico Leica, da
Leitz(sche) Camera,  cioé  Leitz Camera). Il sistema compare sul mercato dal 1925 circa, pur essendo stato ideato e progettato prima della 1^ Guerra Mondiale che ne aveva bloccato la produzione.  


Wilhelm Oskar Barnack (Lynow, 1º novembre 1879 – Bad Nauheim, 16 gennaio 1936) è stato un innovativo tecnico ottico, meccanico, disegnatore industriale tedesco















Anche l'italiano Fulvio Roiter con la sua Leica





La attuale Leica Q2 Monochrome che scattta solo in bianconero

domenica 19 gennaio 2025

Lettera alla Redazione di una Lettrice di Trani che ci parla di emozioni sul set.




LETTERA ALLA REDAZIONE


HO 36 ANNI E VIVO A TRANI, HO DECISO DI SCRIVERE QUESTA LETTERA PER CONDIVIDERE E TRASMETTERE EMOZIONI VISSUTE QUESTA ESTATE 2024. HO PARTECIPATO VIVAMENTE COME ATTRICE AD UNO SPETTACOLO TEATRALE DI MARCO PILONE IL 7 MAGGIO INTITOLATO “E’ STATA UNA BELLA SERATA” (MARCO PILONE E' ATTORE, REGISTA E AUTORE LEGATO ALLA ASSOCIAZIONE TEATRO MIMESIS DI TRANI).  E HO PARTECIPATO AD UN MUSICAL SU SAN FRANCESCO CON DON MICHELE INTITOLATO: “FORZA VENITE GENTE” IL 24 E IL 25 MAGGIO u.s. INOLTRE POICHE’ SUONO DA ANNI IL CLARINETTO, HO PARTECIPATO AD UN SAGGIO DI MUSICA IL 4 LUGLIO CON LA MIA ASSOCIAZIONE DI MUSICA IL PRELUDIO INTERPRETANDO IL BRANO SU SAN FRANCESCO “FRATELLO SOLE SORELLA LUNA”. IN QUESTE MERAVIGLIOSE ESIBIZIONI HO PROVATO INIZIALMENTE TANTA PAURA, ANSIA MA POI CREDENDO IN ME, NELLE MIE CAPACITA’, CONOSCENZE MI SONO LASCIATA ANDARE E HO TRASMESSO AL PUBBLICO TANTA ENERGIA E PARTECIPAZIONE HO COSI PROVATO UNA GIOIA IMMENSA PERCHE’ TUTTI MI APPLAUDIVANO E ADDIRITTURA CHIEDEVANO IL BIS. IO NON CI CREDEVO, NON PENSAVO DI POTER COSI SMUOVERE GLI ANIMI DELLA GENTE, SUSCITARE TANTE BELLE EMOZIONI MI SENTO VIVA E SPERO DI POTER AVERE SEMPRE AUTOSTIMA. E’ BELLO AVERE L’APPROVAZIONE DEGLI ALTRI E SOPRATTUTTO VEDERE LE PERSONE A ME PIU’ CARE, I GENITORI E AMICI APPLAUDIRE ALL’INFINITO CON GLI OCCHI COLMI DI LACRIME. UN ESTATE INDIMENTICABILE E SPERO SIA L’INIZIO DI UNA NUOVA VITA. RINGRAZIO TUTTI COLORO CHE CREDONO IN ME: I MIEI GENITORI LE FIGURE MEDICHE, GLI AMICI E QUELLA PARTE DI ME CHE MI INCITA A NON MOLLARE MAI E A METTERSI IN GIOCO SEMPRE.

ALESSANDRA ALBANESE



Grazie alla Lettrice per la genuina e sincera lettera che ci ha inviato e che attesta come passione e competenze vanno a braccetto e richiedano tenacia e coraggio per superare le nostre piccole o grandi ansie a livello psicosociale. 
Conosciamo personalmente Marco Pilone, un agente culturale di grande rilievo, non solo a Trani, uno che sa come coinvolgere e attirare nei suoi lavori teatrali sia a livello di pubblico sia a livello di attori (professionisti o dilettanti che siano).

La Compagnia Teatrale della parrocchia San Magno  (Trani) organizza da tempo eventi aggreganti.  "Forza venite gente!" parla di Francesco d'Assisi, della sua vita, attraverso uno spettacolo che prevede parti recitate, cantate e ballate. Sono ben quarant'anni che il musical ha successo. La parrocchia dedicata al martire  Vescovo tranese, si avvale di  un gruppo teatrale entusiasta di bambini, giovani, giovanissimi e adulti. Riproporre la vita del Poverello d'Assisi è sempre attuale e vincente in una società che appare centrata sulla cupidigia e visibilità mediatica. Con la direzione e regia di Don Michele Caporusso tutto appare spontaneo e attuale.
Continua così Alessandra a percorrere la strada che senti tua e continua a circondarti di persone attive e positive. Ad Maiora 👏

 

TRANI,13/1/2025

HO 36 ANNI E VIVO A TRANI, HO DECISO DI SCRIVERE QUESTA LETTERA PER RINGRAZIARE IL 2024 DA TREDICI GIORNI ORMAI PASSATO CHE MI HA DATO TANTE EMOZIONI, DI CUI HO PARTECIPATO VIVAMENTE COME ATTRICE AD UNO SPETTACOLO TEATRALE DI MARCO PILONE IL 7 MAGGIO INTITOLATO “ E’ STATA UNA BELLA SERATA” (MARCO PILONE E’ ATTORE REGISTA E AUTORE LEGATO ALLA ASSOCIAZIONE TEATRO MIMESIS DI TRANI). E HO PARTECIPATO AD UN MUSICAL SU S. FRANCESCO CON DON  MICHELE INTITOLATO : “FORZA VENITE GENTE” IL 24 E IL 25 MAGGIO. INOLTRE POICHE’ SUONO DA ANNI IL CLARINETTO, HO PARTECIPATO AD UN SAGGIO DI MUSICA IL 4 LUGLIO CON LA MIA ASSOCIAZIONE DI MUSICA IL PRELUDIO DEL MAESTRO ROMOLO ANASTASIA INTERPRETANDO IL BRANO SU S. FRANCESCO “FRATELLO SOLE SORELLA LUNA”. IL 27 DICEMBRE CON L’ASSOCIAZIONE DI MUSICA IL PRELUDIO ABBIAMO SUONATO PER TUTTA LA CITTA’ DOVE CI SIAMO FERMATI IN PIAZZA LIBERTA’ DAVANTI AL PRESEPE SUONANDO TUTTI I CANTI NATALIZI CON LA PARTECIPAZIONE DI TANTA GENTE CHE CANTAVA MENTRE NOI SUONAVAMO E ANCHE LE PARTECIPAZIONE DEI BAMBINI E SI VEDEVA NEGLI OCCHI TANTA FELICITA’. E’ STATO UN MOMENTO DI GRANDE COMMOZIONE VEDENDO LA FELICITA’ DI QUESTI BAMBINI. IL 28 E IL 29 DICEMBRE CON L’ASSOCIAZIONE XIAO YAN HO PARTECIPATO AL PRESEPE VIVENTE COME COMPARSA DOVE HO FATTO LA COMMERCIANTE DI STOFFE, E’ STATO UN MOMENTO EMOZIONANTE DOVE TANTA GENTE E’ VENUTA A VEDERCI AL PRESEPE VIVENTE. SI PUO’ DIRE CHE L’ANNO 2024 E’ STATO EMOZIONANTE. SPERO CHE IL 2025 SIA UN ANNO ALTRETTANTO POSITIVO PIENO DI EMOZIONI E SPERO DI REALIZZARE TUTTI I MIEI OBIETTIVI.

ALESSANDRA ALBANESE.

 

Alessandra A. ci ha scritto ancora e notiamo con soddisfazione che gli eventi culturali e musicali cui partecipa Le danno soddisfazione e La aiutano a costruire uno spazio relazionale e di pubblico sempre più ampi. Continua così Ale con i tuoi amici e colleghi. A presto


 

 

mercoledì 4 dicembre 2024

MONDO #MARVEL: PUNTO STORICO

 

 


 

 

 MARVEL: L'IMPERO CHE HA CONQUISTATO IL MONDO: 

Dagli albi a fumetti ai blockbuster hollywoodiani, la Marvel ha conquistato il mondo. Da Spider-Man a Iron Man, passando per gli Avengers e gli X-men, i supereroi creati dalla Casa delle Idee sono entrati nell'immaginario collettivo. Ma come è nata questa vera e propria industria dell'intrattenimento? Scopriamo insieme l'incredibile evoluzione della Marvel, dalle sue umili origini fino all'impero cinematografico che domina oggi il box office mondiale.

 

COME NASCE LA MARVEL: LE ORIGINI E LA RIVOLUZIONE DEGLI ANNI ’60

 

La Marvel Comics, nata nel 1939 con il nome di Timely Comics, ha avuto un’evoluzione straordinaria, trasformandosi da piccola casa editrice di fumetti a un colosso dell'intrattenimento globale. I principali esponenti erano: Jack Kirby, Steve Ditko e la leggenda Stan Lee, considerato da molti il padre della Marvel.
Negli anni '60, sotto la guida di questi tre colossi, la Marvel rivoluzionò il mondo dei fumetti. Personaggi iconici come Spider-Man, Iron Man, Thor, Hulk e i Fantastici Quattro fecero il loro debutto, introducendo un concetto innovativo, i supereroi imperfetti: i personaggi presentavano debolezze, conflitti interiori e una straordinaria umanità che li rendeva più vicini ai lettori.
Un notevole esempio è Peter Parker, il nostro amichevole Spider-Man di quartiere. Sotto la maschera è solo un adolescente che deve affrontare le stesse sfide di chiunque altro: problemi a scuola, difficoltà economiche, amori non corrisposti. Questa sua umanità fa sì che i lettori si identifichino con lui.
Un’altra idea di Stan Lee fu quella di creare un universo condiviso, l'Universo Marvel, dove tutti questi personaggi interagivano tra loro. Questa interconnessione narrativa, mai vista prima nel mondo dei fumetti, creò un senso di coesione e di continuità che catturò l'immaginazione dei lettori.


L’ETA’ D’ORO: GLI ANNI ’60 E ’70

 

Gli anni '60 e '70 rappresentarono l'età d'oro della Marvel, con la creazione di numerose testate e l'introduzione di nuovi personaggi come gli X-Men, i Vendicatori e il Dottor Strange. L'universo Marvel si espanse rapidamente, dando vita a saghe epiche e a crossover memorabili che coinvolgevano un numero sempre crescente di eroi e villain. Un esempio è Wolverine, inizialmente concepito come comparsa nel fumetto “The Incredible Hulk” n181 (ottobre 1974) e poi divenuto uno degli antieroi più amati di sempre.
Per chi volesse recuperare il fumetto, qui la ristampa di casa Panini Comics: https://www.panini.it/shp_ita_it/marvel-replica-edition-the-incredible-hulk-181-mfacs002isbn-it08.html


GLI ANNI ’80: SECRET WARS E L'IMPATTO DEGLI EVENTI CROSSOVER

 

Uno degli eventi più significativi degli anni '80 fu sicuramente Secret Wars. Questa maxi-serie, pubblicata tra il 1984 e il 1985, vide i più grandi eroi e villain della Marvel trasportati su un pianeta alieno per un'epica battaglia. Secret Wars segnò un punto di svolta per l'editore, introducendo nuovi elementi narrativi e visivi che avrebbero influenzato le storie a venire.
L'impatto di Secret Wars fu enorme:
Aumento delle vendite: L'evento attirò nuovi lettori e aumentò le vendite di tutte le testate Marvel.
Introduzione di nuovi elementi: Venne introdotto il simbionte alieno, che in seguito si sarebbe legato a Spider-Man diventando Venom, e vennero modificati alcuni aspetti dei costumi dei personaggi, come il famoso costume nero di Spider-Man o anche il costume marrone di Wolverine.
Nascita dei maxi-eventi: Secret Wars inaugurò l'era dei maxi-eventi crossover, che da quel momento in poi sarebbero diventati una costante nella produzione Marvel.
Per chi volesse recuperare il fumetto, qui la ristampa di casa Panini Comics: https://www.panini.it/shp_ita_it/marvel-replica-edition-marvel-super-heroes-secret-wars-1-mfacs007isbn-it08.html

GLI ANNI '90, UN DECENNIO DI CAMBIAMENTI: L’ASCESA DEI MUTANTI

Gli anni '90 sono stati un periodo di transizione per la Marvel. Dopo l'euforia degli anni '80, caratterizzati da eventi crossover epici e un'espansione dell'universo, gli anni '90 hanno visto un tentativo di tornare a storie più incentrate sui singoli personaggi e sulle dinamiche interne ai team.
Uno dei fenomeni più rilevanti degli anni '90 è stata l'ascesa degli X-Men. La saga "X-Men: Un Futuro Perfetto" ha avuto un impatto enorme, introducendo nuovi personaggi come Cable e Bishop e approfondendo i temi della discriminazione e della tolleranza. Questa saga ha contribuito a rendere gli X-Men uno dei team più popolari della Marvel.


È proprio in questo contesto che fa il suo ingresso Deadpool. Creato da Rob Liefeld e Fabian Nicieza e apparso per la prima volta in “The New Mutants” n98 (febbraio 1991), Deadpool, con il suo umorismo nero, la sua quarta parete e la sua follia, ha rapidamente conquistato il cuore dei lettori. Egli rappresentava una nuova generazione di antieroi, caratterizzati da una moralità ambigua e da un'ironia cinica. Il suo successo ha aperto la strada ad altri personaggi simili, come Venom, che ha visto una rinascita di popolarità in quegli anni.
Per chi volesse recuperare il fumetto, qui la ristampa di casa Panini Comics: https://www.panini.it/shp_ita_it/marvel-replica-edition-new-mutants-98-mfacs004isbn-it08.html
 


L'INVASIONE DEL GRANDE SCHERMO

 

Il vero punto di svolta per la Marvel arrivò con l'avvento del nuovo millennio e l'ingresso nel mondo del cinema. A fine anni ’90 e nei primi anni 2000 arrivano su grande schermo le prime pellicole: “Blade” (1998), “X-men” (2000), “Spiderman” (2002), “Fantastic Four” (2005) e i loro rispettivi sequel. Nel 2008, con l'uscita di "Iron Man", la Marvel Studios diede il via a un ambizioso progetto: creare un universo cinematografico condiviso, il Marvel Cinematic Universe (MCU).
Il successo del MCU fu immediato e travolgente. Film come "The Avengers", "Black Panther" e "Guardians of the Galaxy" diventarono dei fenomeni di cultura pop, incassando miliardi di dollari al botteghino e conquistando un pubblico vastissimo.
 

L'EREDITÀ DELLA MARVEL

L'impatto della Marvel sulla cultura popolare è innegabile. I suoi personaggi sono diventati icone globali, ispirando generazioni di lettori e spettatori. La Marvel ha dimostrato che i fumetti possono essere molto più di un semplice passatempo, diventando un mezzo per esplorare temi complessi come l'identità, la diversità, il potere e la responsabilità. Nemmeno l’emergenza coronavirus ha fermato questo colosso, la Marvel ha continuato a realizzare contenuti pubblicandoli sulla piattaforma Disney+.
 

IL FUTURO DELLA MARVEL

Il futuro della Marvel sembra luminoso. Con nuovi film, serie TV e progetti animati in arrivo, questo universo continuerà a espandersi e a sorprendere il pubblico. Inoltre, la Marvel è sempre più attenta alla rappresentazione di personaggi provenienti da diverse culture e background, dimostrando una grande sensibilità verso i temi della diversità e dell'inclusione.
In conclusione, la Marvel Comics è molto più di una semplice casa editrice. È un universo narrativo complesso e affascinante che ha lasciato un'impronta indelebile sulla cultura popolare. La sua capacità di evolversi e di adattarsi ai tempi, pur mantenendo la propria identità, è la chiave del suo successo.
 

by Giuseppe Paparella

venerdì 22 novembre 2024

POESIE NEL CASSETTO by Lucia Papagni

 

 

NUOVI ARRIVI IN REDAZIONE

Esserci

Esserci con un pensiero
con un’azione
con un saluto
rende me presente a te
che mi ricevi
e siamo UNO
per un attimo

E se ci pensi
sono con te
ANCORA
e Ancora
tutte le volte
che lo vorrai
 

 


“SCONTENTO “

Piansi
e una tetta
mozzò il mio pianto

Crebbi

Un giocattolo
rese
per un tempo
il mio cuore contento

Imparai
a piagnucolare
un abbraccio
un bacio
mi soddisfaceva
per un lasso di tempo

Da adolescente
lo sguardo fugace
del desiderato di turno
mi faceva
vivere “la cotta”

Giunse
l’età della competizione
essere il più bello
Il più ‘fico’
il più bravo
il più più
a scuola
a lavoro
e per un breve tempo
mi soddisfece

Allora
incominciai
a cercare qualcos’altro
che riempisse
il vuoto
‘il desiderio di Eternità ‘
che ci assale

Provai
la religione
la scienza
la filosofia
e altro
ma …

Poi
il matrimonio
I figli
e sempre più
mi allontanavo
da me stessa

Mi guardai intorno
e pensai
forse mi manca qualcosa
una bella casa!
Il lavoro desiderato
l’avevo

E dopo anni
di duro lavoro
mio
e dei miei cari
giunse la bella casa
con un bagliore
di felicità
seguito
da un pozzo
di cosciente
insoddisfazione

Realizzai
che chi sembrava felice
RECITAVA
e chi aveva
materialmente tutto
ancor più annegava
nel buio dello scontento

I più famosi
cantanti, attori, scrittori
i più ricchi
giungevano
a volte
per lo più giovanissimi
ad atti estremi
a capovolgimenti
di vita impensabili

E compresi
che la vita
ti porta a un limite
in cui
sprofondi nella depressione
o vivi
il “chi si accontenta gode “
oppure
continui a CERCARE

CERCA
DENTRO DI TE
E SCOPRIRAI
CHE SEI UNICO
SPECIALE
PARTE
DI UN TUTT’UNO

ESSERE
COMPLETO
Apparentemente
INCONOSCIBILE

by Lucia Papagni






A VOLTE

A volte non si vuole sentire
A volte non si vuole vedere

Parole melate
abbracci mancati
o troppo pronunciati
distorcono la visione
annebbiano la mente

E nulla
di detto
fatto
e quasi dimostrato
può togliere il velo

Solo l’esperienza
ti getta giù
nella realtà funesta
che abilmente
QUALCUNO
ha forgiato
per te,
UNO
DI CUI TI FIDAVI:
il tuo PROSSIMO
e TE STESSO

by Lucia Papagni
 

lunedì 4 novembre 2024

POESIE DI QUITADAMO Maria Pia

 

 

Bicifaro (am)



POESIE DI QUITADAMO Maria Pia


Baby (blues)



Ho attraversato la strada e ho guardato davanti a me
ho affrettato il passo,

mi sono voltata per guardare dietro e tu non c’eri.
Ho gettato una monetina dentro ad un pozzo
ho pagato con gli ultimi spiccioli e ho cercato
un dirupo per girarci intorno.
Ti prego non dirmi di restare baby.
Ho speso quel che avevo per cercare di capire, sono su un precipizio
e tu non hai provato a salvarmi.
La mia preghiera sale al cielo
ho messo le mani davanti agli occhi per non guardare giù.
Quel giorno ti seguii tra le panchine vuote
e udivo i cani abbandonati che abbaiavano.
E come me chiedevano pietà a Dio ed io a te


Dio c’è?

Tanto silenzio è Dio,
le mie preghiere
le sue inconciliabili risposte e
angusta la cappella 

non vedo mai i raggi dell’alba
e nessuna luce viene dal Tabernacolo.
Io voglio guardare dalla finestra
le strade che portano alle praterie
le scie che portano al cielo.
Invece tu Signore indichi una via tortuosa
e vuoi i tuoi fedeli sfiniti nei loro corpi fragili
e i loro deboli spiriti.
E’ questa la via che porta al paradiso?
Ma io vedi uccelli migrare felici
leggeri verso posti incantati,
hanno ali senza il tuo bastone
e occhi che vedono al di la’,
mentre i miei da tempo non vedono altro
che questo adorno altare
di cui (forse) non sono degna.



Entropia amorosa


Foglie gialle cadevano fitte
ci trascinavano (come) un vento che soffia
in unica direzione.
Io non sapevo qual era l’odore
del mare più sognante.
Il mare in burrasca cavalca il silenzio
Come un prode in battaglia sopravvissuto.
Eravamo amanti immutati in uno scenario
in continuo cambiamento.
Posti incantati e il nostro legame era indissolubile.
Eravamo liberi e inconsapevoli della nostra prigionia,
schiavi sconfitti dal nostro amore.
Foglie gialle caddero come la prima volta
e ci trascinarono, però, in direzioni opposte e
capimmo di essere in realtà sconosciuti.
Sconosciuti che si erano amati
perché così volle il fato.



Rimpianti si, ma non rimorsi


Quando i pensieri ti tengono sveglia
quando nemmeno il tuo angolo tranquillo ti sembra sicuro
non cercare di trattenere le lacrime.
Plana sull’isola dei ricordi più angusti
affinchè tormentino i tuoi sensi assopiti,
costringi il tuo corpo a lasciarsi concussare dal
dolore violento che spezza le ossa.
Non rallegrarti della viva sofferenza!
Non vedi? Tu guardi nel bosco e ti ci perdi prima di inoltrarti
io sono alle fine del ruscello e non cerco la fonte.
Siediti e lascia che il fruscio ti culli,
chiudi gli occhi e naviga nel tuo profondo
e insondabile oceano, senti le onde e lasciati trascinare.
Sii schiuma quando ti infrangi contro gli scogli
gioisci del vuoto che hai dentro,
è pieno di te.
Sta per arrivare la tempesta.
Ma alla fine, passerà.



martedì 1 ottobre 2024

SCOMPARSO L'ANALISTA TRANSAZIONALE IAN STEWART

 

 


 da eatanews.org

Dott. Ian Stewart | 1940-2024

SCRIVE Adrienne Lee:

 Quando Ian Stewart è morto il 17 settembre abbiamo perso un gigante nel mondo dell'AT. Il suo insegnamento, il suo impegno nella formazione e nell'accreditamento dell'AT e la sua scrittura hanno promosso la reputazione, la popolarità, la chiarezza e l'efficacia dell'AT in tutto il mondo. Il suo libro TA Oggi, scritto in collaborazione con Vann Joines, è stato tradotto in più di 15 lingue e in più di 37 anni ha portato TA a milioni di persone. Altri suoi libri: Consulenza TA in azione (2007) e Sviluppo della consulenza TA (1996) sono stati i principali manuali pratici di TA nella scuola TA classica, e il suo libro su Eric Berne: Figure chiave in Consulenza e Psicoterapia (1992) è uno dei migliori resoconti di Eric Berne e della sua vita. Il dono di Ian come insegnante e scrittore era la sua chiarezza di pensiero espressa in un linguaggio nitido e ordinato. Ha sempre parlato e scritto con trasparenza e onestà.

 


Dopo aver incontrato e lavorato con i Goulding, Ian ha trasmesso le loro tecniche e i loro metodi a generazioni di analisti transazionali, e spesso lo si sentiva citare le forti e famose parole di Bob Goulding: "Cosa vuoi cambiare?".  di Ian Ridecisione I workshop sono ciò che la maggior parte degli analisti transazionali ricorderà con grande entusiasmo, ma è stata la sua enfasi sulla contrattazione che molti analisti transazionali hanno ricordato e probabilmente introiettato! ....


 

IL TRENO poesia by Lucia Papagni

 

 

 

Claude Monet, La stazione di Saint-Lazare, 1877, olio su tela, Parigi, Musée d’Orsay

 

 



 
 
 
 
 
Il treno
Corre e non attende
Dai bimbi
vien preso allegramente
 
C’è sempre 
chi sale
e chi scende

Alcuni sorridenti 
pensando a 
chi stanno per raggiungere

Altri con gli occhi languidi 
salutano chi giù 
dal finestrino 
stanno per lasciare 

Attraversa
pianure colline
e valli 
i monti li trafora


Costeggia il mare 
paesini e città 

Un fischio
ogni tanto lancia 
quando parte
o arriva
o velocemente 
passa per una 
delle tante stazioni 
sparse qua e là

Alcuni li porta
verso la vita
Altri lo scelgono 
per porvi fine 
alla propria 

By Lucia Papagni