sabato 2 agosto 2014

Guggenheim NYC: "Italian Futurism 1909-1944", una mostra di cui essere fieri




Il FUTURISMO è stato un originale movimento italiano nato nel XX secolo e denominato tale dal poeta Filippo Tommaso Marinetti, il quale lo lanciò a livello internazionale pubblicandone il manifesto su Le Figaro il lontano 20 Febbraio 1909. Fernando Pessoa lo divulgò nel 1915 attraverso la Rivista Orpheu. Vi aderirono in tanti, in Italia e all'estero ma una vera eco e riconoscimento internazionale del movimento artistico non vi è mai stata così come ora: complice forse  di questo tardivo riconoscimento è stata una certa impronta anarcoide ed apolitica che fece tollerare al fascismo quegli artisti che nella Germania nazista non furono tollerati perché troppo discosti dal regime (la Bauhaus fu chiusa).
La rassegna, che fa inorgoglire la cultura italiana, è presente con il titolo di Italian Futurism: Reconstructing The Universe, all'arcifamosa spirale architettonica del Salomon R. Guggenheim di NYC, che ospita tradizionalmente una mostra temporanea (il Futurismo in questi mesi) ed una mostra permanente (la Tannhauser Collection) con Van Gogh, Picasso, Monet, Renoir ecc sino a un Kandinsky pre-astrattismo (1901-1911).


La spirale ascensionale della mostra - sponsorizzata dalla Lavazza (si sente l'odore del caffè e si può apprezzare un espresso in loco!) - ci conduce dagli albori del movimento al coinvolgimento di sempre più arti: si ammirano di Umberto Boccioni scultura e pittura; esempi di grafica pubblicitaria, disegni architettonici, fotografia, teatro, poesia, musica; il fotodinamismo di A.C. Bragaglia, la fotografia di Guglielmo Sansoni "Tatò". Ma di certo la aeropittura ispirata negli anni trenta dai successi delle trasvolate atlantiche di Balbo non poteva non esprimere quella meccanofilìa, quella demiurgica adorazione della tecnologia che pervade il Futurismo in ogni ricerca: lavori di Gerardo Dottori, Tullio Crali e ancora Tatò (bellissimo "Volando sul Colosseo a spirale", 1930). Una mostra da non perdere. (tina ardito e achille miglionico)


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