martedì 5 febbraio 2019

SAAMI: CULTURA ARTICA EUROPEA (1)

  • Famiglia Sami tra 1890 e 1900: i  lavvu sono ripari a tenda simili ai  tipi degli amerindi del Nord.
  •  Digital ID: (digital file from original) ppmsc 06257 http://hdl.loc.gov/loc.pnp/ppmsc.06257 
  • Reproduction Number: LC-DIG-ppmsc-06257 (digital file from original)
  • Repository: Library of Congress Prints and Photographs Division Washington, D.C. 20540 USA http://hdl.loc.gov/loc.pnp/pp.print
Famiglia Sami dinanzi ad altro ricovero chiamato goahti (1870 circa)
stampa ad albume 21,7x17 cm (AndreasPraefcke/Gallery)


Allevamenti di renne sia intensivi sia estensivi: si mangia la carne dei maschi (macellati in autunno, dopo la stagione degli accoppiamenti) mentre le femmine sono destinate alla riproduzione


Noi li chiamavamo Lapponi e Lapponia è la regione: ora si dice Saami e Sapmi

Johan Turi (1854-1936), un norvegese Sami, scrisse la "Vita del Lappone" [Muittalus sámiid birra], tradotto in danese dalla etnologa  Emilie Demant  e comparso in edizione bilingue nel 1910. Una opera preziosa, tradotta anche in italiano, che risale ai tempi in cui i Sami erano una etnia perseguitata e l'autore faceva l'allevatore di renne.

Ma chi sono i Lapponi? 


Nella periferia artica dell'Europa una popolazione europoide, da noi prima conosciuta come quella dei Lapponi (Lapps in inglese)  ma che si autodenomina come SAMI o SAAMI, si divide tra quattro nazioni europee: Norvegia, Svezia, Finlandia dell'estremo Nord e la penisola di Kola (Russia). La popolazione, di lingua uralica, arriva oggi a 70.000 cittadini afferenti a quattro nazioni. La Lapponia, o Sápmi, in lingua sami, è una regione dell’Europa settentrionale, situata al di là del circolo polare artico, quindi non è uno Stato. 

Costituendo in dette regioni da loro abitate (e a loro pertinenti da oltre 10.000 anni) una piccola minoranza, sia la etnia sia i tratti biologici Saami sono da tempo mescolati a tratti delle maggioranze viciniori. Con la risalita pressante di genti scandinave i Saami si spostarono dalle coste della Norvegia più "temperate" (si fa per dire, comunque le ultime ramificazioni della Corrente del Golfo rendono abitabili Islanda e coste Norvegesi) verso l'interno a clima artico e cominciarono ad allevare renne dal XVI secolo, trasformandosi da cacciatori-raccoglitori a pastori seminomadi. Oggi sopravvivono con il turismo ma circa il 25 per cento del territorio dei Sami è «disturbato» da strade, centri urbani, attività estrattive di idrocarburi e minerali: infatti, secondo l' Atlante Geopolitico Treccani (Treccani ed., 2017)

la Norvegia è il maggior fornitore di petrolio e gas della UE

La Svezia, come altre nazioni, ha perseguitato culturalmente i Sami. Le interferenze, al limite della persecuzione, sulla etnia sono state storicamente pesanti: come gli Inuit (una volta detti Esquimesi, di razza mongolide) della Groenlandia e Canada, le popolazioni hanno dovuto attendere la fine del Novecento per vedersi riconosciute autonomie locali, come la elezione di un parlamento (a parere comunque consultivo). Il film SAMI BLOOD (2017) di Amanda Kernell racconta i pregiudizi razziali che ebbero a subire i Lapponi sino agli anni Trenta del secolo scorso: la pellicola non è semplicemente un dramma semi-autobiografico, né un film di mera denuncia sociale. Descrive un dramma antropico di interesse antropologico allorché due culture si incontrano nella Storia ed una delle due possiede dalla sua una tecnologia più avanzata. Così fu quando Haiti-Hispaniola fu raggiunta da Cristoforo Colombo nel 1492 (si veda la ricerca del 1992 di Roberta Pieraccioli); così fu quando l'epopea western classica negli USA vide contrapporsi un mondo "selvaggio" alla "civiltà" bianca delle ferrovie. Beninteso non è solo un problema di colonizzazione di territori nuovi, non è solo un problema di identità culturale da imporre e salvaguardare con la supremazia ma è il dilemma-dramma che si ripropone all'uomo ogni qual volta  vi sia  "l’incontro con l’Altro e con l’Altrove". Tra l'altro non è qualcosa che riguarda unicamente la storia degli europei in espansione-migrazione mondiale. Gli Incas e altri popoli precolombiani si imponevano facendo schiavi i sottomessi. Gli amerindi del Nord parlavano con disprezzo degli Inuit chiamandoli "esquimesi" cioè "mangiatori di carni crude" (il termine proveniva dagli indiani Algonchini e fu ripreso dagli europei inglesi e francesi). Ma il bello della antropologia è scoprire -  nella infinita relatività culturale - che poi Inuit (singolare Inuk) in fondo significa "uomini" (gli Inuit indicano se stessi come uomini) ed anche Sami (=gente) indica appartenenza alla umanità. L'uomo in fondo riconosce solo se stesso e non riconosce l'uomo-Altro (o fa finta). Io sono uomo, tu no. Io sono ok, tu no.


Peccato che alla umanità intesa come appartenenza alla specie Homo sapiens non corrisponda poi una vera humanitas.


Nel film, Elle Marja è una ragazzina innocente della comunità Sami, i “nativi” dell’estremo nord svedese. Esposta ai pregiudizi e vessazioni razziali degli anni Trenta,  è sottoposta a scuola alla certificazione della razza (i sanitari la fotografano e misurano quasi fosse una forma esobiologica). Lei si ribella, sogna una vita diversa in cui poter appartenere al gruppo dominante senza vergogna. Per questo inizia ad allontanarsi dalla sua famiglia di origine, parlare correttamente svedese e si fa chiamare Christina. Intende diventare un’altra persona. Senza mai riuscirci appieno.
Nemici delle renne sono linci e ghiottoni, ci diceva un Sami

Buona la zuppa di renna, soprattutto in un goahti, al fuoco che asciuga e illumina le lunghe notti polari



"Un tempo vittime di persecuzione a sfondo razziale. Oggi, grande attrazione turistica. I Sami, nella loro terra della Scandinavia, possono dire di averle viste tutte: inclusa la nascita di Babbo Natale" (scrive argutamente nel 2017 Noa Agnete Metz, giornalista danese, che vive a Roma). Al di là del circolo polare artico non c'è solo Babbo Natale. Oggi, con il turismo, le persecuzioni sono terminate, i pregiudizi forse pure. I Sami sono stati riconosciuti. Vivono, lavorano liberamente e cercano di recuperare la propria cultura resa decadente. Come tanti popoli usciti dalla emarginazione e sfruttamento (i Mapuche-Araucanos sudamericani, gli indios delle foreste brasiliane, i Masai e Samburu dell'Africa orientale ecc. ecc.)


I Joik (anche joige )


I Sami sono famosi per i cosiddetti Joik, gli antichi canti, accompagnati dal suono del tamburo dello sciamano (ora consentito a fini turistici, prima vietato dalle autorità locali per secoli). O, meglio, una versione moderna, dato che quasi tutti i tamburi originali, si possono ammirare nei musei da quando i Sami sono stati ufficialmente cristianizzati. Una composizione joik è in genere ispirata emozionalmente ad un luogo o a una persona (in un nostro caso a uno zio defunto). Non significa che è dedicata a loro, ma che il cantante di turno cerca di trasferire l' "essenza" di un certo luogo o di una persona significativa attraverso il canto ritmato. La composizione ha in genere un testo molto ridotto se non del tutto assente, mentre la musica, quando c'è,  ricorda molto quella delle popolazioni amerindie del Nord. L'improvvisazione è possibile, il coinvolgimento degli astanti è gradito. Un quid da condividere, importante quanto il cibo e la ospitalità; è un dono all'Altro. Il film Sami Blood nei titoli di coda intona un esempio struggente.








Nella contea di Troms, dal 23 novembre al 18 gennaio compresi, il Sole non sorge al di sopra dell'orizzonte: tutte le foto sono scattate in luce crepuscolare o al buio.








Zuppa cremosa di renna


Tromsø (in sami Romsa) è una città della Norvegia settentrionale situata nella contea di Troms: è un ottimo punto di partenza (69° 40' N, 18° 58' E) per chi va a caccia fotografica di aurore boreali, per chi vuole avvicinare la cultura Sami. 


achille miglionico













PER APPROFONDIRE

  • Cattaneo C, Grandi M, Antropologia e Odontostomatologia Forense, Monduzzi Ed., BO, 2004.
  • Ember CR & Ember M, Antropologia culturale, Il Mulino, 2004.
  • Pieraccioli R, Hispaniola 1492, cronaca di un etnocidio, Ed. Cultura della Pace, FI, 1992.
  • Turi J, Vita del lappone [Muittalus sámiid birra], a cura di Emilie Demant, traduzione di Bruno Berni, Adelphi, Milano, 1991.
  • Whitaker I, Social Relations in a Nomadic Lappish Community, Utgitt av Norsk Folksmuseum, Oslo, 1955.

  •  film SAMI BLOOD (2017) di Amanda KernellElle Marja,14 anni, è figlia di allevatori di renne della comunità Sami nell'estremo nord svedese, e, in quanto tale, è vittima di razzismo da parte della società degli anni '30 in cui vive. Viene sottoposta alla certificazione della razza per frequentare una scuola riservata ai Sami, ma sogna di poter avere una vita diversa e scegliere il suo destino.    BLOOD TRAILER ITALIANO SUB ITA               

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