domenica 2 settembre 2018

Scomparso Luigi Luca Cavalli-Sforza, il genetista italiano grande tra i grandi








È MORTO venerdì pomeriggio a Belluno il medico Luigi Luca Cavalli Sforza. Pioniere della genetica di popolazioni, ha dedicato la vita a studiare la storia dell'Homo sapiens con gli strumenti della biologia contribuendo a ridimensionare l'idea dell'esistenza di diverse razze umane.








Cavalli Sforza nacque a Genova 96 anni fa e aveva studiato a Torino nella scuola di Giuseppe Levi (maestro anche di Salvador Luria, Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini, tre premi Nobel). Ma soprattutto era stato allievo di Adriano Buzzati Traverso, padre della genetica italiana e fratello dello scrittore Dino: la moglie di Cavalli Sforza, Alba Ramazzotti, era nipote dei fratelli Buzzati e ne aveva ereditato la casa bellunese in cui lo scienziato ha vissuto negli ultimi anni.Luigi Luca Cavalli-Sforza (Genova, 1922) è un genetista e scienziato italiano che si è occupato anche di antropologia e di storia, reincrociando antropologia fisica e antropologia culturale che si erano allontanate reciprocamente in una pericolosa deriva epistemologica. I suoi studi si sono incentrati in maniera particolare sulla genetica delle popolazioni e delle migrazioni dell'uomo; Cavalli-Sforza è stato professore emerito all'Università di Stanford in California. Famosissimo come scienziato ma anche come persona di vasta cultura, lo scienziato del genoma umano ha accostato i due processi:

evoluzione biologica e evoluzione culturale sono legate circolarmente. 

Gli interessi si spostano sempre più sullo studio pionieristico del rapporto tra genetica ed evoluzione culturale dell’uomo. Per dirla con Gregory Bateson la evoluzione biologica e evoluzione culturale sono processi stocastici con aspetti divergenti (mutazioni ecc. tendenti a modificare) e aspetti convergenti (tendenti a conservare). Fu il padre di Gregory, William  Bateson, a coniare la parola genetica (genetics). La sfida della seconda metà del Novecento coincide con il problema principale della genetica: ricostruire l'albero evolutivo del genoma umano. Lo scienziato italiano decise di partire dalla ricostruzione degli alberi genealogici di diverse popolazioni italiane e africane, come i pigmei. Nel 1971 va a insegnare negli Stati Uniti, a Stanford, e in collaborazione con l' archeologo Albert Ammerman si occupa della diffusione culturale nel neolitico, usando i dati genetici da integrare alle prove archeologiche. 

Negli anni ’80 e ’90 coniugando genetica e linguistica e considerando gli elementi del linguaggio soggetti a molte influenze comuni a quelle cui sono sottoposti i geni ricostruisce una mappa storica delle migrazioni umane.

Come curiosità culturale, al padre del genoma umano si deve un intervento persino in favore della non soppressione della lingua latina nei programmi scolastici italiani (che vergogna storica ed identitaria!). Era il 1993 e si discuteva di riforma della scuola (e il latino è sempre nel mirino dei riformisti incolti). Il suo intervento fu memorabile e riconciliava studi scientifici ed umanistici: “fra tutte le mie esperienze scolastiche, la traduzione dal latino è stata la attività più vicina alla ricerca scientifica, cioè alla comprensione di ciò che è sconosciuto”. Ipse dixit. (am)



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