mercoledì 15 agosto 2018

#CROLLO #PONTE #GENOVA UNA VOLTA L'ITALIA ERA UNITA DINANZI ALLE TRAGEDIE...


Prima di tutto un plauso ed un ringraziamento  ai professionisti e no che lavorano da ieri ininterrottamente per salvare il salvabile tra le macerie. Come nella Firenze del 1966. Come in altre tragedie italiane.


Ora riflettiamo. Nella stessa giornata abbiamo ieri avuto un attacco terroristico a Londra, una scossa di terremoto "seria" e - a ponte - il crollo del Morandi a Genova. Quante vittime ignare e innocenti. Sulla stampa inglese, si pensi, il crollo del ponte ha avuto eco in prima pagina, prima dell'attentato. Il mondo è sgomento.

2018 d.C.

Ponte Milvio nella piena del 2012

Noi, gli eredi storici dei più grandi costruttori di strade e ponti dell'antichità, assistiamo ad uno strano fenomeno per cui Ponte Milvio resiste e strutture di cinquanta anni fa "cedono" o possono cedere. Interrogarsi e studiare è d'obbligo. Perché non accada più (questo avremmo voluto sentire dai membri del Governo)

Questa è la sfida lanciata agli ingegneri e agli specialisti di tecnologia delle costruzioni (non solo italiani). Cerchiamo di capire come possa succedere tutto questo, per "migliorarci" non solo per cercare responsabilità civili e penali (a quelle ci pensa la magistratura).

Basta a giocare a "E' TUTTA COLPA TUA (VOSTRA)". Ci viene posto un grave problem solving e come tale dobbiamo affrontarlo.


La politica è una cosa seria. Il nostro è un appello a ritrovare tutti  serietà operativa e senso di Unità: è essenziale  in uno scenario  in cui sembrano prevalere la improvvisazione politica,  il pensiero di "pancia",  petardi e contropetardi ideologici 
La "serietà" sembra essersi dileguata nell'Italia degli ultimi tempi. Si può parlare per parlare in un bar o a casa ma non è possibile ascoltare discorsi-slogan politici improvvisati e adolescenziali anche quando si tratta di temi di fondamentale importanza (confondendo tifo calcistico e politica). Non si può concepire come atto politico solo una eterna campagna elettorale (una "campagna" ha di per sé un inizio ed una fine).

Soprattutto torniamo ad essere "seri" e "civili" (da civis ) dinanzi alle tante tragedie che funestano  la vita dell'Italia e del mondo.

Ttragedie originate dalla violenza e intolleranza, tragedie dovute alla crisi morale, tragedie dovute al dissesto geologico-ambientale, tragedie da terremoti, tragedie dovute anche alle inevitabili casualità della natura, ove l'uomo non appare così centrale e "potente" come crede.

E il pensiero corre agli "Angeli del fango",  giovani che accorsero da ogni parte d'Italia e che, pur nelle diversità ideologiche, contribuirono a far rinascere la città di Firenze e le sue opere dopo la tragica Alluvione del 1966. 


(am)

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