mercoledì 23 ottobre 2002

EUGENIO DI SAVOIA

Talora è divertente e istruttivo formulare ipotesi storiche assurde. Così un grande della fantascienza, Philip K. Dick, immaginò nel suo "La Svastica sul Sole" che la Seconda Guerra Mondiale fosse finita con la vittoria dei tedeschi. E' impressionante la catena degli eventi diversi che sarebbero accaduti nel mondo. Che cosa sarebbe accaduto se gli USA non fossero entrati in guerra nelle due guerre mondiali? E se l'antica Roma non fosse caduta con il suo impero? E se Bisanzio non fosse caduta sotto i colpi dei Turchi (1453)? Non è solo un esercizio di fantasia: spesso esercitarsi sui "Se" aiuta a comprendere di più gli avvenimenti correnti. Oggi molti non sanno che se la battaglia di Lepanto (sul mare) fosse stata vinta dai Turchi, noi saremmo oggi tutti islamici. Ancora meno persone sanno di un certo Eugenio di Savoia, nato il 18 ottobre 1663 da Eugenio Maurizio e dalla bellissima e fredda Olimpia Mancini (nipote del famoso cardinale Mazzarino): il principe sabaudo apparteneva al ramo dei Savoia-Soissons, ramo che si estinse con lui stesso. Se ci si reca in visita a Vienna si rimane colpiti nel mirare la statua equestre a lui dedicata dallo scultore Fernkorn nel 1865 sul piazzale esterno della Hofburg (Heldenplatz, vedi foto a dx del titolo di testa); parimenti si ammira un'altra statua equestre dello scultore Rocca (1897) sul piazzale del Castello Reale di Budapest (foto a sinistra). Ma insomma - si chiede il turista italiano - che ha fatto questo condottiero italiano per essere così venerato in Europa? Nato in terra di Francia, ma fortemente italiano era stato destinato giovanissimo alla carriera ecclesiastica (le petit abbé) ma il giovane era portato per la vita militare ed ardì chiedere a Luigi XIV (il Re Sole) un comando militare degno del suo rango: ne ricevette uno sprezzante rifiuto ed Eugenio decise in cuor suo che si sarebbe vendicato dei Francesi e che si sarebbe fatto rimpiangere - e ci riuscì. L'episodio di Re Sole è raccontato nei particolari da Paul Frischauer: Eugenio scappò dalla Francia e raggiunse Vienna, ove si mise al servizio degli Asburgo. Nel 1683 Vienna non era in condizioni di rifiutare l'aiuto di nessuno e tanti giovani europei giungevano da ogni parte per partecipare a quella che era una crociata in casa: i Turchi infatti assediavano la città minacciando con la loro espansione l'intera Europa. Mai la minaccia islamica sarebbe arrivata così vicina al cuore dell'Europa.
La carriera di Eugenio di Savoia fu folgorante grazie al coraggio ed alla capacità organizzativa che ne fecero subito un leader carismatico e grazie alle capacità strategiche che persino Napoleone ebbe ad ammirare. In una epoca in cui la guerra era fatta di stereotipi e di abitudini (per esempio si combatteva solo nei periodi caldi) Eugenio apportò alla strategia piatta dei suoi tempi una iniziativa ed una capacità di decisione rapida che gli consentivano di individuare punti deboli dell'avversario che colpiva anche in condizioni di inferiorità numerica e logistica. A 22 anni divenne maggior generale, nel 1711 divenne maresciallo di campo dell'impero asburgico, raggiungendo la fama e la posizione che prima di lui erano state solo di Montecuccoli. Dalla liberazione di Vienna del 1683 il condottiero fu impegnato sul campo per 14 anni in Italia (i Francesi, cattolici per eccellenza, agevolavano più o meno segretamente i Turchi nella aggressione dell'Austria cattolica e furono attaccati da Eugenio nella guerra di Italia), in Germania, in terra turca: nel 1697 comanda l'esercito contro i Turchi e nella battaglia di Zenta li sgomina, allontanando la minaccia musulmana. Nel 1716 riprende le operazioni contro i Turchi, riaffacciatisi prepotentemente in Ungheria e conquista Belgrado due anni dopo, costringendo ancora una volta alla pace l'impero ottomano. Che cosa sarebbe accaduto in Europa senza di lui?
Ha tenuto testa agli eserciti di Luigi IV in Occidente, ha sconfitto i Turchi in Oriente, ha consolidato il ruolo di superpotenza degli Asburgo ma, grazie a lui, la casa Savoia si ritrovò rafforzata sino ad assumere - centocinquanta anni dopo - il ruolo di unificare l'Italia. Franz Herre (1997) ne disegna un memorabile ritratto di condottiero, statista ed uomo che rende ragione della figura storica senza entrare nel panegirico di Ilio Jori (1941) che ne esalta la "italianità" fascista e senza l'ipercriticismo britannico dell'opera di Derek McKay (1989). Il Principe fu uomo figlio dei suoi tempi e senz'altro fu limitato nella considerazione delle miserie umane e sociali che avrebbero trasfigurato la storia successiva ma fu persona originale, fedele (servì tre imperatori Leopoldo I, Giuseppe I, Carlo VI anche se tutti lo consideravano l'imperatore "occulto"), retta ed anche sensibile, colta. Amò le arti più degli uomini (raccolse una cospicua collezione di opere nel suo Belvedere di Vienna che oggi accoglie la Osterreichische Galerie ).
Nel mattino del 20 Aprile 1736 il Principe Eugenio di Savoia Carignano Soissons, che aveva allora 72 anni, presiedette una riunione del Consiglio delle Conferenze che presto interruppe stanco, dicendo: "Basta per oggi. Serbiamoci il resto a domani.. se sarò vivo!". A mezzogiorno riunì alcuni invitati alla tavola, in serata giocò a picchetto a palazzo Batthiany preoccupando gli amici per l'affanno che egli cercava di coprire. Alle 22 rientrò nel suo palazzo e si coricò subito, ordinando al cameriere di non svegliarlo prima delle nove. La mattina del sabato 2 Aprile il cameriere scoprì che il principe era spirato nel sonno. La salma cinque giorni dopo venne sepolta nei sotterranei di Santo Stefano in Vienna con imponenti onori funebri e tra la generale tristezza della città. Suum cuique Decus, ad ognuno il proprio decoro. Il Nobile Cavaliere era entrato nella Storia europea. (a.m.)

Fonti datate:Ilio Jori, Eugenio di Savoia, UTET, Torino, 1941.
Francesco Saverio Grazioli, I grandi Capitani italiani, Soc. Edit. Nuovissima, Roma, 1934
Paul Frischauer, Il Principe Eugenio, Ed. V. Bompiani, Milano, 1940 (?).
Fonti moderne:Derek McKay, Eugenio di Savoia, Ritratto di un condottiero 1663-1736, Società Editrice Internazionale, Torino, 1989.
Franz Herre, Eugenio di Savoia, Il Condottiero, lo Statista, l'Uomo, Collezione storica Garzanti, 2001.



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