martedì 19 gennaio 2016

Il Ponte delle Spie: Bridge of Spies

Grande Steven Spielberg! Sembra il Re Mida di ogni genere filmico. Ciò che tocca è (capolav)oro. Grande film anche quello del 2015,  il Ponte delle Spie. Hanks strepitoso, clima della Guerra Fredda tra gli anni 57-62, Berlino & il Muro della Vergogna. Un mix  di Storia-verità. Una lezione di legalità ed etica con quell'aura di idealismo nordamericano che tanto ha affascinato e diviso la critica, soprattutto certa critica o ipercritica italiana perennemente allergica a tutto ciò che viene dall'altra parte dell'Atlantico.
Una potente e convincente riflessione sui temi della democrazia occidentale. Purtroppo chi non studia la storia e consulta solo Wikipedia, trascurando i libri, non sa che esiste un libro scritto da quell'avvocato Donovan sulla vicenda Abel. Non sa neanche che il film è una vicenda vera.  Qualcuno davanti a noi in platea ha dichiarato ad alta voce che si era tanto annoiato da rimpiangere di non aver portato con sé  l'iPad per vedersi un altro film in contemporanea...

 
Il Ponte delle Spie, scritto dai fratelli Coen insieme a Matt Charman, ha  come protagonista Tom Hanks nei panni di James Donovan, l'avvocato delle assicurazioni che fu chiamato a difendere una importante spia del KGB sovietico arrestata dall'FBI: il col. Rudolf Abel. Gli eventi successivi portarono il presidente Kennedy a chiedere all'avvocato di negoziare il rilascio del pilota statunitense Francis Gary Powers, il quale,  volando nella stratosfera russa a bordo dell'aereo-spia U2, era stato abbattuto poi dall'Unione Sovietica. Diretto da Steven Spielberg, oltre a Tom Hanks nel cast troviamo Mark Rylance (che impersona superbamente il col. Abel), Scott Shepherd, Amy Ryan, Sebastian Koch, Alan Alda, Austin Stowell, Mikhail Gorevoy e Will Rogers. Il Ponte delle Spie è prodotto da Spielberg. La fotografia è all'altezza e restituisce malinconiche visioni della capitale tedesca frammentata e calpestata. Non manca la magistrale scena colta dal finestrino del treno urbano di un fuggiasco in cerca di libertà che viene ucciso dalla raffica di mitra di una delle tante guardie di frontiera, i famigerati Vopos.  
Il titolo del film allude al famoso Ponte Glienicke, che collegava durante la Guerra Fredda il settore americano di Berlino Ovest a Potsdam, Germania dell'Est, e che fu luogo ideale e surreale ove avvenne di fatto lo scambio di spie tra i due blocchi. Nella circostanza Donovan riuscì a far liberare anche uno studente americano arrestato e torturato in concomitanza con la costruzione del Muro che divise città, famiglie ed amanti. (a.m.)






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